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L’amministrazione Firetto ha privatizzato anche lo sport(per poco più di 8000 € annue di introiti ha esternalizzato milioni di euro di patrimonio comunale privatizzando di fatto lo sport), per i giovani agrigentini solo sport a pagamento, anche a san leone(dove è vietato dalle leggi vigenti esternalizzare la gestione di impianti su territorio demaniale) è vietato fare sport libero per l’incuria e l’abbandono da parte dell’amministrazione, campo di calcio e basket, pista di pattinaggio, tutto abbandonato, ieri un palo della porta del campo di calcetto è caduto addosso ad un ragazzino che ha rischiato di farsi veramente male.

Agrigento merita di più ed altro, Agrigento non può diventare la città dove tutto è permesso a pochi(lo sport non deve essere solo per le elite).    

I dettagli sulla sentenza di primo grado emessa, a conclusione del giudizio abbreviato, nell’ambito della maxi inchiesta antimafia e non solo “Montagna”.

Lunedì 22 gennaio del 2018, all’alba, tra Agrigento e provincia, i Carabinieri del Comando provinciale di Agrigento hanno sferrato un assalto al territorio, impugnando 56 mandati di cattura. E’ stata una maxi operazione antimafia e non solo, intitolata “Montagna”, coordinata e scatenata dalla Procura presso la Direzione distrettuale antimafia di Palermo. Le ipotesi di reato contestate sono, a vario titolo, associazione mafiosa, traffico di droga, truffa ed estorsione. E poi una contestazione di voto di scambio. L’uragano delle ordinanze di custodia cautelare ha travolto i vertici dei mandamenti di Cosa Nostra agrigentini, tra Santa Elisabetta e Sciacca, 16 famiglie mafiose della provincia, e anche affiliati delle province di Caltanissetta, Palermo, Enna, Ragusa e Catania. A Palermo, al palazzo di giustizia, innanzi al giudice per le udienze preliminari, Marco Gaeta, siedono 54 imputati giudicati in abbreviato. E il procuratore aggiunto, Paolo Guido, e i pubblici ministeri Geri Ferrara, Claudio Camilleri e Alessia Sinatra, lo scorso 4 febbraio, nel corso della requisitoria, hanno invocato 54 condanne per 637 anni di carcere. Adesso il giudice Gaeta ha sentenziato: 35 condanne, per oltre 300 anni di reclusione, e 19 assoluzioni.
Ecco i dettagli:

Adolfo Albanese di Caltavuturo assolto.
Carmelo Battaglia di Comiso 4 anni.
Giuseppe Blando di Favara assolto.
Vincenzo Cipolla di San Biagio 14 anni.
Domenico Antonio Cordaro di San Cataldo 10 anni.
Salvatore Di Gangi di Sciacca 17 anni.
Franco D’Ugo di Palazzo Adriano 4 anni e 4 mesi.
Giacomo Di Dio di Capizzi (Messina) assolto.
Santo Di Dio di Capizzi 4 anni.
Angelo Di Giovanni di Favara 10 anni e 8 mesi.
Stefano Di Maria di Favara assolto.

Vincenzo Dolce di Cerda 3 anni.
Francesco Antonio Drago di Siculiana 1 anno e 8 mesi.
Concetto Errigo di Comiso 4 anni.
Pasquale Fanara di Favara assolto.
Daniele Fragapane di Santa Elisabetta 6 anni e 8 mesi.
Francesco Fragapane di Santa Elisabetta 20 anni.
Raffaele Fragapane di Santa Elisabetta 10 anni e 8 mesi.
Giovanni Gattuso di Castronovo di Sicilia assolto.
Alessandro Geraci di Petralia Sottana assolto.
Angelo Giambrone di Santo Stefano Quisquina assolto.

Francesco Giordano di Niscemi 6 anni.
Salvatore La Greca di Cammarata assolto.
Viviana La Mendola di San Giovanni Gemini assolta.
Raffaele La Rosa di San Biagio 13 anni e 4 mesi.
Roberto Lampasona di Santa Elisabetta assolto.
Antonio Licata inteso Sandro di Favara 4 anni e 20 giorni.
Calogero Limblici di Favara 16 anni.
Calogero Maglio di Favara 4 anni e 8 mesi.
Vincenzo Mangiapane, di 65 anni, di Cammarata assolto.
Vincenzo Mangiapane, di 48 anni, di Cammarata assolto.

Vincenzo Mangiapane, di 64 anni, di Cammarata 16 anni.
Domenico Maniscalco di Sciacca assolto.
Giovanni Antonio Maranto di Polizzi Generosa 12 anni.
Pietro Paolo Masaracchia di Palazzo Adriano 4 anni e 4 mesi.
Giuseppe Nugara di San Biagio Platani 19 anni e 4 mesi.
Salvatore Pellitteri di Chiusa Sclafani assolto.
Vincenzo Pellitteri di Chiusa Sclafani 6 anni e 4 mesi.
Luigi Pullara di Favara 10 anni e 8 mesi.
Salvatore Puma di Racalmuto 6 anni.
Giuseppe Quaranta di Favara 8 anni .

Calogero Quaranta di Favara 4 anni e 20 giorni.
Pietro Stefano Reina di San Giovanni Gemini assolto.
Calogero Sedita di Santo Stefano Quisquina 11 anni e 4 mesi.
Giuseppe Luciano Spoto di Bivona 19 anni e 8 mesi.
Massimo Spoto di Bivona 13 anni e 8 mesi.
Vincenzo Spoto di Bivona assolto.
Nazarena Traina di Cammarata assolta.
Gerlando Valenti di Favara 6 anni e 8 mesi.
Stefano Valenti di Favara 6 anni e 8 mesi.

Vincenzo Valenti di Favara assolto.
Giuseppe Vella di Favara 12 anni e 8 mesi.
Salvatore Vitello di Favara assolto.
Antonino Vizzì di Raffadali 14 anni.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

“Avevamo visto giusto. Il turismo nella città dei templi e in provincia in generale fa registrare un calo negli arrivi e nelle presenze di oltre ventimila unità”.
Lo dichiara il segretario generale della Uil agrigentina, Gero Acquisto, che già nei giorni scorsi aveva lanciato un grido d’allarme.
“I dati che abbiamo ricevuto – continua Acquisto – sono allarmanti e riguardano il periodo che va dal primo marzo al 20 giugno. Non ci sono ancora quelli di luglio, ma il trend sarà negativo. Ci si chiede quali possano essere le cause. Secondo la Uil la politica, le istituzioni in generale. Raggiungere oggi Agrigento è diventato problematico per via delle strade che collegano i principali aeroporti siciliani che sono interessate da lavori, fermi, da tempo. Poi la pulizia che è sempre carente, vedere turisti che si aggirano tra cumuli di pattume non è un bel segnale, non è un bel biglietto da visita”.
La Uil è preoccupata per quello che è il futuro.
“Ci auguriamo che i dati possano crescere nel mese di agosto e a settembre – continua Acquisto – ma dobbiamo cominciare a pensare seriamente all’evento Agrigento 2020. In quella circostanza non possiamo sbagliare, ecco perché occorre subito istituire un tavolo di concertazione alla presenza anche del sindacato per trovare le giuste medicine. Questa provincia che è in crisi in molti settori, aveva il turismo che almeno negli ultimi anni era in continua crescita, questa frenata potrebbe mettere a rischio diversi posti di lavoro che non possiamo permetterci”.

L’assessore comunale all’Ecologia, Nello Hamel comunica che è stata eliminata la postazione di cassonetti situata nella zona di Gibisi accanto al casotto dell’ Anas. La postazione  è stata spostata più internamente, sulla strada comunale. La nuova postazione è dotata di un sistema di video sorveglianza che nei prossimi giorni sarà oggetto di presidio di sorveglianza. Si ricorda che il conferimento abusivo dei rifiuti viene sanzionato con una multa di 600 euro a cui vanno aggiunti i costi di bonifica mentre per coloro i quali esercitano, anche abusivamente, attività commerciali, è previsto il sequestro del mezzo di trasporto e la denuncia all’autorità giudiziaria per il reato ambientale commesso. Gli abitanti delle zone Gibisi e Ciavolotta sono autorizzati a conferire in modo differenziato nella nuova postazione.

Sono in fase di assegnazione i vincitori del concorso pubblico in Sicilia per la copertura dei posti di dirigenza per Medicina e Chirurgia d’accettazione e d’urgenza, ovvero il Pronto Soccorso. 11 posti, tra cui 2 per mobilità e 9 per concorso, sono destinati agli ospedali di Agrigento e provincia. 26 alla provincia di Caltanissetta, 12 a Palermo, 15 a Trapani, 13 all’azienda ospedaliera Villa Sofia e 3 all’Arnas del Civico a Palermo. Si tratta di contratti a tempo indeterminato, e si potrà presentare richiesta di trasferimento ad altra azienda solo dopo che saranno trascorsi almeno due anni dall’effettiva immissione in servizio

Dopo Francesco Provenzano, di 13 anni, anche il fratello Antonino, di 9 anni, è morto dopo essere stato vittima dell’incidente stradale dello scorso 12 luglio quando il padre, Fabio Provenzano, 34 anni, di Partinico, fruttivendolo, drogato di cocaina e intento a registrare un video su facebook durante la guida, si è schiantato con la sua automobile Bmw lungo la carreggiata della Palermo – Mazara del Vallo, nei pressi di Alcamo. Fabio Provenzano è ancora ricoverato in coma e le analisi del sangue hanno confermato la positività alla cocaina. Risponderà di omicidio stradale pluriaggravato

Il consiglio comunale di Agrigento ha approvato le direttive al Piano Regolatore Generale. In proposito interviene il sindaco, Calogero Firetto, che afferma: “E’ un risultato eccezionale, sperato, atteso, voluto, frutto di un grande lavoro da parte di tutti. Mi sento di ringraziare uno a uno tutti coloro che hanno contribuito. E’ l’esito del lavoro di una città che è capace di maturare le sue scelte in modo responsabile. Certe volte temo che non si comprenda lo sforzo che questa amministrazione sta compiendo nel voler cambiare in meglio Agrigento. Spesso temo che non si capisca lo sforzo di voler raggiungere risultati in modo condiviso assieme a tutti coloro che hanno voglia e capacità di cambiare realmente Agrigento. Sono emozionato perché queste direttive sono frutto di un processo lungo e partecipato in cui tanti hanno voluto unirsi per dire con noi che non ci rassegniamo, che pensiamo al futuro e vogliamo una città migliore per tutti. Leggete bene queste direttive. Rispecchiano punto per punto il disegno di futuro di una collettività. Questa è democrazia, forza di volontà, partecipazione. Sento più forte il desiderio di continuare. Agrigento va e deve continuare ad andare avanti”.

Ad Agrigento, domani, venerdì 26 luglio, negli uffici del Genio Civile, diretto da Rino La Mendola, alle ore 11, il tavolo tecnico interdipartimentale per lo studio della rete ipogeica, che attraversa il sottosuolo della città di Agrigento, concluderà i lavori della prima fase, nel rispetto del cronoprogramma redatto in occasione dell’insediamento dello scorso 16 maggio. Le attività svolte a completamento della prima fase, e quelle da svolgere nella seconda fase saranno descritte dal coordinatore del tavolo tecnico, lo stesso Rino La Mendola, in occasione di una conferenza stampa a cui interverranno l’assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità, Marco Falcone, il dirigente del dipartimento regionale Tecnico, Salvatore Lizzio, e il sindaco Calogero Firetto. Nel corso della conferenza stampa saranno fornite le immagini dell’ipogeo rinvenuto sotto via Atenea, alla profondità di circa 6 metri, catturate da una telecamera introdotta nel sottosuolo attraverso un foro praticato sul bordo di via Atenea, di fronte alla chiesa di San Giuseppe. Dopo la conferenza stampa, una delegazione del tavolo tecnico accompagnerà gli intervenuti alla conferenza stampa ad un sopralluogo nell’ipogeo del Purgatorio, che sarà oggetto di lavori di riqualificazione.

Al Comune di Sant’Angelo Muxaro, dopo quasi 30 anni di lavoro, sono stati stabilizzati 35 lavoratori precari, con contratto a tempo indeterminato a 24 ore settimanali. In proposito intervengono i dirigenti Enti Locali e Funzione pubblica della Cgil di Agrigento, Enzo Iacono e Pietro Aquilino, che esprimono soddisfazione e aggiungono: “Ciò si è potuto realizzare grazie al grande lavoro svolto in sinergia tra il sindacato, l’amministrazione del sindaco Angelo Tirrito, gli organi dirigenziali comunali, tra il segretario comunale Michele Giuffrida e il responsabile finanziario Calogero Zuccarello, i quali hanno dato seguito a quanto precedentemente concordato con i sindacati in sede di contrattazione decentrata, curando tutta la parte burocratica degli atti propedeutici al raggiungimento del traguardo”.