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Il catanese Francesco Sicali, 28 anni, studente di Economie politiche e management del territorio, è stato eletto all’unanimità, durante il congresso che si è svolto a Milazzo, coordinatore regionale dei giovani di Diventerà Bellissima, il movimento politico del presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci. Lo stesso Sicali commenta: “E’ stata un’occasione di grande confronto tra i 140 delegati provenienti da tutta la Sicilia, che dimostra quanto noi giovani abbiamo la voglia di credere nel futuro della nostra terra. Cresce e si forma una classe dirigente che non si occuperà soltanto di tematiche giovanili, ma anche locali, regionali e nazionali. Credo che oggi nasca un modello politico, un riferimento per i giovani e non solo”.
Oltre a Sicali è stato eletto anche il coordinamento regionale e, contestualmente, il neo-coordinatore ha provveduto a nominare i suoi due vice: il messinese Francesco Armone e il palermitano Emanuele Cocchiara.

Alle 12.15 in punto è sbarcata a Porto Empedocle la capitana della Sea Watch, Carola Rachete.

Come da copione e come in un film già visto, dinnanzi alle telecamere della stampa di tutto il mondo, Carola è scesa dalla motovedetta con tutti i connotati di una “eroina dei due mondi”.

Ad attenderla uno sparuto gruppo, spiccatamente di sinistra, con striscioni e slogan inneggianti la capitana.

Carola Rachete è attesa presso il Tribunale di Agrigento, alle 15.30,  dal Gip Dott.ssa Alessandra Vella  che adesso dovrà decidere se convalidarne l’arresto o chiederne l’espulsione immediata.

 

Ad Agrigento i residenti della via Verga, nei pressi dello stadio Esseneto, hanno diffuso un intervento mail alla stampa firmato, e denunciano il grave e pericoloso stato di degrado che incombe nella zona, tra topi, zecche, il mancato spazzamento della strada, il mancato discerbamento, e affermano: “Ci chiediamo cosa intenda fare l’amministrazione comunale responsabile del disastro ambientale sotto gli occhi di tutti. Rivolgiamo ancora un appello al sindaco Firetto che parlava tanto di cambiamento. Il cambiamento c’è stato in peggio. Altro che tutto procede bene. Non riusciamo a capire cosa procede bene. Non ingannate i cittadini. Agrigento è diventata un immondezzaio. Se non siete in grado di tutelare la salute dei cittadini, andatevene a casa e date spazio a persone che sappiano lavorare. Assumetevi le vostre responsabilità. Ci sono bambini a rischio malattie”.
 

A Licata, nelle campagne, in contrada Calì, Dario Angelo Zirafi, 36 anni, è inciampato contro il portone d’ingresso dell’abitazione, ha sfondato la vetrata e ha subito gravi ferite. Un familiare si è accorto di quanto accaduto, ha telefonato al 118, ma l’uomo è giunto morto all’ospedale “San Giacomo d’Altopasso”. Indagini sono in corso ad opera della Polizia.

 

A Canicattì i poliziotti del locale Commissariato, coordinati dal vice Questore, Cesare Castelli, hanno arrestato Mirko Messina, 30 anni, sorpreso, alla guida di un’automobile con patente scaduta e senza assicurazione, in possesso di 3 involucri di cocaina, del peso complessivo di oltre 5 grammi, di una dose di hashish e di marijuana, e di un coltello a scatto, di genere vietato. Messina è ristretto ai domiciliari. L’automobile è stata sottoposta a sequestro amministrativo.
 

Federconsumatori Agrigento ha un nuovo Direttivo e un nuovo presidente. In presenza dei presidenti regionale e nazionale, Alfio La Rosa ed Emilio Viafora, la sezione agrigentina di Federconsumatori ha eletto come componenti del Direttivo Angelo Pisano, Calogero Capobianco, Luigi Licari, Matteo Lo Raso, Rosaria Puccio, Giuseppe Miccichè, Andrea Carnabuci, Salvatore Mauro e Loredana Raneri. L’avvocato licatese Angelo Pisano, 37 anni, è stato poi eletto presidente dal nuovo direttivo. Eletti anche i componenti del Collegio dei Sindaci Revisori: Maria Teresa Picone, Anita Magro e Cinzia Antona. Lo stesso Pisano commenta: “Lavorerò per una tutela più pregnante del consumatore agrigentino, con una particolare attenzione alle vittime della crisi economica, dei disservizi delle banche, e alle fasce più deboli come gli anziani e i portatori di handicap. Sono troppi i disservizi con i quali gli agrigentini hanno a che fare quotidianamente: dai tempi di attesa lunghissimi per effettuare un esame medico alle pratiche commerciali scorrette che vengono perpetrate ogni giorno senza i dovuti controlli da parte delle autorità competenti”.

 

In occasione del 32esimo Congresso nazionale Siaaic, la Società italiana asma allergologia immunologia clinica, che si è svolto a Milano, è stato rieletto Coordinatore regionale in Sicilia della Siaaic l’allergologo dell’ospedale di Agrigento e del Poliambulatorio di Canicattì, dottor Calogero Belluzzo. La dottoressa Maria Stefania Leto Barone, Internista, è stata eletta segretario regionale. Il professore Sebastiano Gangemi, Direttore della Scuola di specializzazione di Allergologia all’Università Messina, è stato tra i primi eletti al Direttivo nazionale. Calogero Belluzzo è stato inoltre eletto, insieme alla professoressa Maria Teresa Ventura, direttore dell’Unità di Immuno-allergologia geriatrica dell’università di Bari, e come componente del collegio nazionale della Siaaic nazionale per i problemi legislativi e normativi.
 

L’evoluzione del caso Sea Watch, lo speronamento e l’attracco, l’arresto, il sequestro, la sanzione, l’inchiesta penale, la difesa e le prospettive giudiziarie.

I 41 migranti trasportati dalla Sea Watch saranno ospitati in cinque Stati europei: Francia, Finlandia, Lussemburgo, Portogallo e Germania. Nel frattempo, il sequestro della Sea Watch, ad opera della Guardia di Finanza, è da ritenersi un sequestro probatorio. Non è un sequestro amministrativo, previsto dal decreto “Sicurezza bis” nei casi di recidiva. E la recidiva non sarebbe possibile, perché il decreto “Sicurezza bis” è in vigore dal 15 giugno scorso. Lo si applica però nella parte che impone una sanzione pecuniaria da un minimo di 10mila euro da pagare entro i termini, altrimenti aumenta fino a 50mila euro. Ebbene la violazione del decreto legge Sicurezza bis è stata contestata dalla Guardia di Finanza non solo alla comandante della Sea Watch3, Carola Rackete, ma anche all’armatore e al proprietario della nave battente bandiera olandese, con sanzioni da 16mila ciascuno. I tre sanzionati hanno facoltà di presentare ricorso al prefetto di Agrigento, Dario Caputo, oppure pagheranno entro 30 giorni dalla notifica della sanzione, altrimenti il prefetto appesantirà la multa fino ad un massimo di 50mila euro. Alla procedura amministrativa si sovrappone l’inchiesta penale: la capitana Carola Rackete, 31 anni, è in stato di arresto, ai domiciliari, in un’abitazione da lei indicata a Lampedusa, per violazione dell’articolo 1100 del codice della navigazione, ovvero resistenza o violenza contro nave da guerra, con pena dai 3 ai 10 anni di reclusione. E per resistenza a pubblico ufficiale, articolo 337 del codice penale. La Procura di Agrigento, capitanata da Luigi Patronaggio, è impegnata a valutare se ricorrano profili di reato anche nella condotta dell’equipaggio della Sea Watch. Lo stesso Patronaggio e la sostituto titolare dell’inchiesta, Gloria Andreoli, hanno chiesto al Tribunale la convalida dell’arresto e l’applicazione della misura del divieto di dimora in provincia di Agrigento. La giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Alessandra Vella, dopo l’udienza di garanzia in programma oggi nel pomeriggio, si pronuncerà entro 48 ore nel merito della convalida dell’arresto. Carola Rackete non sarà processata per direttissima, e i suoi difensori, Leonardo Marino e Alessandro Gamberini, prospettano: “La capitana Rackete si difenderà davanti al giudice, e fornirà tutte le spiegazioni che le saranno richieste”. Ancora in riferimento allo speronamento, i finanzieri, a bordo della motovedetta che ha rischiato di essere schiacciata dalla Sea Watch, raccontano: “Non ha fatto nulla per evitarci, siamo stati fortunati, poteva schiacciarci. Da bordo ci hanno detto ‘spostatevi’ e hanno continuato la manovra di avvicinamento. Abbiamo rischiato di morire schiacciati da un bestione di 600 tonnellate, sono stati momenti di puro terrore. Dicono di salvare vite umane e poi rischiano di ammazzare uomini dello Stato. Da parte del comandante è stata un’azione criminale. Punto”. Ai finanzieri, dopo il suo arresto, ovviamente riferendosi all’incidente, Carola Rackete si è rivolta così: “Vi chiedo scusa. Ho commesso un errore di manovra”. Poi, tramite il suo avvocato, ha aggiunto: La situazione era disperata. E il mio obiettivo era solo quello di portare a terra persone stremate e ridotte alla disperazione. Avevo paura. Da giorni facevamo i turni, anche di notte, per paura che qualcuno si potesse gettare in mare. E per loro, che non sanno nuotare, significa suicidio. Temevo il peggio, ma mai nessuno deve pensare che io abbia voluto speronare la motovedetta della Finanza. Ho compiuto un errore di valutazione nell’avvicinamento alla banchina. Erano iniziati atti di autolesionismo tra i migranti. Temevo si arrivasse ai suicidi. Non è stato un atto di violenza. Solo di disobbedienza. Ma ho sbagliato la manovra”.

 Angelo Ruoppolo (Teleacras)