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Insediato il nuovo collegio dei Revisori dei Conti del Libero Consorzio Comunale di Agrigento, alla presenza del Commissario Straordinario Alberto Girolamo Di Pisa e del Segretario/Direttore Generale Caterina Moricca.

Il Collegio dei revisori dei Conti è composto da Marcello Barbaro di Palermo, Commercialista, laureato in Scienze Statistiche e Demografiche, Giuseppe Cambria di Milazzo dottore Commercialista, laureato in Economia e Commercio e Pietro Gioviale dottore commercialista originario di Sant’Angelo di Brolo, con laurea in Economia e Commercio. L’incarico di presidente è stato assegnato a Marcello Barbaro, in base alla normativa vigente, dal momento che ha avuto il maggior numero di incarichi di revisione presso altri enti locali.

Il nuovo collegio dei Revisori è stato nominato con la determinazione n. 119 del 25/06/2019 dal Commissario Straordinario Dr. Girolamo Alberto Di Pisa, a seguito di sorteggio elettronico. Resterà in carica per tre anni.

Il nuovo collegio si occuperà, tra l’altro,  del bilancio di previsione e dei documenti di programmazione allegati; delle variazioni e assestamenti del bilancio; dei piani economico – finanziari e investimenti che comportano oneri di gestione indotti; dei programmi di opere pubbliche e loro modificazioni. Inoltre dovrà esprimere il parere obbligatorio sui debiti fuori bilancio e transazioni; delle convenzioni tra Comuni e Liberi Consorzi o Province, della costituzione e modificazione di forme associative e su tutti quegli atti previsti dalle disposizioni normative vigenti.

Sembrerebbe che, fino ad oggi, il grido d’allarme lanciato da questo giornale pochi giorni fa sulla pericolosa situazione che regna all’interno e fuori dell’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento sia stata ascoltata soltanto dalla straordinaria pagina facebook denominata “Satira Agrigentina”.

Con la consueta intelligenza da sempre mostrata, anche in questo caso, “Satira Agrigentina” ha colto in pieno,con la solita ironia, la gravità del problema già evidenziato, ma che purtroppo non tutti, fino ad oggi, hanno recepito.

Anche la notte appena trascorsa c’è stato l’ennesimo tentativo di furto all’interno del parcheggio dell’ospedale, “sventato” soltanto dall’allarme dell’automobile che ha fatto desistere i malviventi ad ultimare la loro azione criminale.

I vertici dell’Asp agrigentina non hanno fatto pervenire alcuna comunicazione sui provvedimenti da intraprendere sull’incresciosa situazione (ammesso che ne abbiano intenzione).

Si spera che quanto prima la direzione sanitaria agrigentina possa mettere mani su quanto dispiacevole accade non solo fuori del nosocomio di Agrigento ma anche all’ interno, dove ricordiamo che i reparti non sono per nulla assistiti, sopratutto nelle ore notturne, da alcun personale di sorveglianza.

Il nostro articolo sul lanciato all’allarme al seguente link clicca qui

 

 

Una ventunenne è stata ricoverata – ed è in gravi condizioni – all’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento. Oltre ad essere tutta tumefatta, la giovane avrebbe anche un serio trauma ad un occhio. Sarebbe stata massacrata a pedate. Pedate scagliate dallo zio, un quarantaseienne, già noto alle forze dell’ordine- che, a quanto pare, avrebbe indossato degli scarponi di infortunistica. L’uomo è stato arrestato dalla polizia di Stato. L’ipotesi di reato contestata è tentato omicidio.

Il riserbo degli investigatori e degli inquirenti è fitto. Tutto sarebbe avvenuto, stanotte, in viale Cannatello al Villaggio Mosè. Non è chiara la motivazione dell’aggressione. Al Villaggio Mosè si parla di una discussione a causa dell’utilizzo di una macchina, da parte della giovane, forse senza assicurazione. A chiamare l’ambulanza del 118 e la polizia di Stato – erano le 4 circa di stamani – sarebbe stato il fidanzato della giovane, che avrebbe assistito al pestaggio. Al viale Cannatello sono immediatamente accorsi i poliziotti della sezione Volanti della Questura.

La ventunenne è stata soccorsa, dopo che è appunto scattato l’allarme, ed è stata trasferita all’ospedale di contrada Consolida dove i medici hanno sciolto la prognosi in almeno 20 giorni. Sul luogo dell’aggressione anche gli agenti della Scientifica.

Il pm della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo ha chiesto, al termine della requisitoria davanti la sezione misure di prevenzione presieduta dal giudice Wilma Angela Mazzara, la confisca dei beni sequestrati lo scorso anno all’imprenditore Calogero Romano, 63 anni di Racalmuto. Al quale nel febbraio del 2018, è stato sequestrato un patrimonio di aziende e proprietà stimato in circa 120 milioni di euro.

L’accusa ha anche chiesto l’applicazione della misura di sorveglianza speciale per la durata di tre anni.

Il procedimento vede coinvolto l’imprenditore Calogero Romano il cui patrimonio, secondo gli inquirenti della Dda di Palermo, sarebbe da ricondurre a rapporti con Cosa Nostra.

Il collegio deciderà se confiscare o restituire quanto sequestrato all’imprenditore non prima però di aver dato la parola al collegio difensivo – rappresentato dagli avvocati Lillo Fiorello e Salvatore Pennica – per le conclusioni il prossimo 24 ottobre.

I Consiglieri Comunali di Agrigento Giorgia Iacolino e Salvatore Falzone intervengono a seguito dei furti e tentativi di furto di automobili nel parcheggio dell’ospedale di Agrigento.“Si susseguono- scrivo i due consiglieri- i furti (e tentativi di furto) di macchine nel posteggio dell’ospedale di Agrigento. Una banda di ladri incalliti, spesso aiutati dalla buona sorte. Episodi inquietanti che generano preoccupazione specialmente nei confronti del personale del San Giovanni di Dio. Serve un forte coordinamento delle Forze dell’ordine per prendere le dovute contromisure, proteggendo operatori sanitari, impiegati ed utenti . E  colpire gli autori dei furti.Sistemi quali la video sorveglianza collegata con la Questura ed una frequente  presenza di volanti delle Forze dell’ordine-affermano Iacolino e Falzone-potrebbero rappresentare le azioni positive a tutela della sicurezza di operatori ed utenti del San Giovanni di Dio, anche attraverso il necessario coordinamento di tutte le Forze dell’ordine a tutela dell’ immagine del nostro ospedale e della sicurezza di chi vi opera o se ne avvale. Sappiamo-concludono Iacolino e Falzone-che troveremo piena disponibilità nella Azienda sanitaria ed in tutte le Forze dell’ordine della città di Agrigento .

– Fonte SiciliaOnPress

 

Su richiesta della Procura di Palermo, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Palermo ha archiviato l’inchiesta per peculato, cosiddette “Spese pazze” a carico di 17 ex deputati regionali. Si tratta di Nino Dina, Salvatore Cascio, Giuseppe Arena, Salvatore Cordaro, Michele Cimino, Mario Bonomo, Giovanni Cristaudo, Raffaele Nicotra, Francesco Calanducci, Paolo Colianni, Antonio D’Aquino, Giuseppe Gennuso, Fortunato Romano, Pippo Gianni, Giuseppe Lo Giudice, Orazio Ragusa, e Santo Catalano. Alla base della decisione del giudice, Walter Turturici, vi è una sentenza precedente, del giudice Riccardo Ricciardi, risalente al 2016, resa definitiva dalla Cassazione, secondo cui non basta che i parlamentari non abbiano giustificato le spese con i soldi dell’Assemblea Regionale. Per poterli processare e condannare il pubblico ministero deve dimostrare che davvero i soldi sono stati sperperati per fini non istituzionali. La mancata giustificazione della spesa, di per sé, dunque, “non può costituire prova di un utilizzo improprio dei finanziamenti”.

La Corte d’Appello di Catania ha condannato ad un anno di reclusione ciascuno l’ex presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo e suo figlio Toti per reato elettorale. La stessa condanna ad un anno di reclusione è stata inflitta agli altri imputati: Ernesto Privitera, Angelo Marino e Giuseppe Giuffrida. Il processo è stato celebrato dopo il ricorso della Procura contro la sentenza di assoluzione con la formula “perché il fatto non sussiste” emessa in primo grado dal Tribunale monocratico di Catania presieduto da Laura Benanti. Raffaele Lombardo commenta: “Ricorrerò in Cassazione contro un vero e proprio misfatto. Ho sempre fiducia nella giustizia ma devo capire se a Catania posso continuare a difendermi in un processo. E’ una condanna pronunciata dopo una sentenza di primo grado ipermotivata di assoluzione”. I Lombardo avrebbero promesso due posti di lavoro in cambio di voti a favore di Toti Lombardo eletto con 9.633 preferenze nella lista del Movimento per le Autonomie alle Regionali dell’ottobre del 2012. Il posto di lavoro sarebbe stato promesso a Privitera e Marino a favore dello stesso Marino e di Giuffrida, poi assunto.

 

Sia reso pubblico e messo bene in evidenza cosa prevede il contratto con le ditte per il servizio di raccolta (e spazzamento ?) dei rifiuti! I cittadini devono sapere cosa pagano!

Il porta a porta non è previsto in tutte le zone e le difficoltà, come si è ribadito più volte, sono pesanti soprattutto in centro storico dove vivono numerosi anziani.

Ieri la novità dell’eliminazione del servizio porta a porta, che funzionava benissimo, a Zingarello e l’inserimento di cassonetti stradali alla mercè di tutti.

Che fine hanno fatto le isole di prossimità delimitate e chiuse a chiave? Erano state illustrate durante la presentazione dell’offerta, che è successo? Sono stati fatti dei tagli?  A favore di cosa?

I cittadini pagano e sopportano situazioni sempre peggiori. A breve non si potrà più camminare con le scarpe aperte in molte vie, dove le foglie e i frutti degli alberi non vengono spazzati da mesi per mancanza dei netturbini.

Nessuna programmazione per la pulizia di questa città. Se i “fieristi” sono stati fatti accomodare su una zona sporca (basta vedere la coltre di foglie e frutti che c’è sotto le ruote dei furgoni), i cittadini piangono i disagi della mancata e/o efficace comunicazione su dove e quando buttare cosa mentre permane il problema degli ingombranti, delle multe e delle bollette immotivate e “degli incivili”.

L’unica cosa che si muove è il protagonismo civico di persone che si accollano il rischio di pulire zone lasciate nell’incuria da anni; anni in cui si sarebbe dovuta sviluppare esperienza e programmazione.

Immersi nella “munnizza” mentre viviamo in uno spot elettorale dove le luci vengono accese solo su ciò che è bello o funziona, naturalmente non per merito del sindaco.

Sono state ripristinate questa mattina, le isole ecologiche di prossimità in località Zingarello e in contrada Misita, pochi chilometri fuori dal Villaggio Mosè, vandalizzate da ignoti incivili poco dopo essere state installate.

Oggi di buon’ora, gli operai dell’Iseda, sono dovuti  intervenire per sistemare nuovamente i cassonetti che erano stati collocati per dare ai residenti di queste aree periferiche, la possibilità di conferire i rifiuti vicino le proprie abitazioni. Ieri infatti, a poche ore dallo loro sistemazione, ignoti hanno spostato alcuni  cassonetti, altri li hanno capovolti danneggiandoli e rendendoli di fatto, inutilizzabili.

Ad Agrigento la Polizia, in collaborazione con la Guardia di Finanza, ha arrestato Gianluca Infantino, 33 anni, di Agrigento, colto in flagranza del reato di detenzione a fine di spaccio di sostanze stupefacenti. Nonostante sia ristretto ai domiciliari, Infantino è stato sorpreso, all’interno del suo domicilio, in possesso di 5,3 grammi di hashish, divisi in stecche, e di un bilancino di precisione. Dopo le formalità di rito, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, Infantino è stato nuovamente ristretto ai domiciliari.