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I poliziotti della Squadra Mobile di Agrigento, coordinati da Giovanni Minardi, hanno arrestato in flagranza di reato Domenico Carista, 30 anni, di Agrigento. E’ indagato di detenzione illegale di arma clandestina e di detenzione a fine di spaccio di sostanze stupefacenti. Nel corso di una perquisizione domiciliare, Carista avrebbe tentato di disfarsi, gettandolo dal balcone, di un pacchetto di sigarette contenente diverse stecche di hashish, del peso di circa 22,5 grammi. Rinvenuti e sequestrati anche un taglierino e un coltello, verosimilmente utilizzati per tagliare lo stupefacente. E poi una pistola calibro 6.35, con matricola abrasa, armata con 7 proiettili, e altri 23 proiettili per pistola di vario calibro. Sull’arma saranno eseguiti gli opportuni accertamenti balistici per accertare l’eventuale precedente utilizzo per commettere delitti.

Ad Agrigento, a San Leone, il mare ha restituito un altro bidone di olio esausto, dello stesso tipo del bidone recuperato da un diportista lo scorso giugno. In proposito interviene, anche con un video testimonianza, l’associazione ambientalista “MareAmico”, coordinata da Claudio Lombardo, che afferma: “Lo scorso mese di giugno un diportista aveva avvistato al largo di San Leone diversi bidoni di olio esausto abbandonati in mare. Lui era riuscito a raccoglierne uno e portarlo al porticciolo, dove è stato poi prelevato dalla Capitaneria di Porto Empedocle. Gli altri bidoni visti dal diportista non furono individuati e qualcuno fece girare la voce di un presunto procurato allarme. Adesso il mare ne ha restituito un altro, e si trova nella zona della Babbaluciara”.

ALLA FINE I CONTI TORNANO SEMPRE!

Lo scorso mese un diportista aveva avvistato al largo di San Leone diversi bidoni di olio esausto abbandonati in mare. Lui era riuscito a raccoglierne uno e portarlo al porticciolo, dove è stato poi prelevato dalla Capitaneria di porto (gli altri bidoni visti dal diportista non furono individuati e qualcuno fece girare la voce di un presunto procurato allarme).Ieri il mare ne ha restituito un altro ed ora si trova nella zona della babbaluciara.

Pubblicato da Mareamico Delegazione Di Agrigento su Venerdì 12 luglio 2019

L’assessore regionale alle Infrastrutture, Marco Falcone, come testimoniato anche da una video-intervista pubblicata su youtube, ha promesso che lunedì 8 luglio a Ribera sarebbe iniziata la bonifica dei luoghi e poi da mercoledì 10 luglio sarebbero state demolite le 10 palazzine e ricostruiti i 60 alloggi popolari tra Largo Martiri e Via Fani. Invece tutto ciò non è avvenuto. Ecco perché il locale Comitato di quartiere, diretto da Angelo Renda, ha proclamato le “giornate della collera”, e dal prossimo 20 luglio in poi, armati di robuste verghe, si marcerà con due pullman da Ribera verso la sede della Prefettura ad Agrigento e verso la sede dell’assessorato a Palermo in via Leonardo da Vinci, per esprimere immenso amore e gratitudine.

Il caso del falegname eritreo arrestato perché ritenuto un boss del traffico di esseri umani: la Corte d’Assise di Palermo riconosce l’errore di persona.

Lui ha sempre sostenuto che non fosse lui. “Io non sono lui”. “Sì, lui somiglia tanto a me, ma non sono io. Lui è un’altra persona”. Così ha ripetuto a perdifiato un africano, dell’Eritrea, Medhanie Tesfamariam Behre, 32 anni, detenuto in carcere dal 24 maggio del 2016 perché ritenuto un cinico e spietato trafficante di uomini, il super ricercato Mered Medhanie, 37 anni, conosciuto come “Il Generale”. Adesso la Corte d’Assise di Palermo, presieduta dal giudice Alfredo Montalto, ha riconosciuto l’errore in sentenza: “Sì, lui, l’arrestato e carcerato, non è il ricercato. Sono molto somiglianti, ma il detenuto non è il trafficante”. Il calvario in terra di Sicilia dell’eritreo innocente inizia alla mezzanotte di martedì 7 giugno del 2016, quando a Roma è atterrato, in volo dal Sudan, da dove è stato estradato, lui, presentato e accolto come Mered Medhanie, lo spregiudicato trafficante di essere umani, boss alle redini delle galoppate dei migranti, dall’Africa, la Libia, il mare, alle coste siciliane, verso il nord Europa. Alcuni amici del presunto Mered Medhanie si affannarono a spiegare: “Non è lui la persona che cercano.

E’ stato uno scambio di identità, e il giovane arrestato è innocente”. I suoi compagni di gioventù aggiunsero: “Non credo possa essere coinvolto in niente del genere. E’ una persona buona”. Finanche una giornalista svedese di origine eritrea, che nel 2015 ha intervistato il vero Mered Medhanie, ribadì che il giovane arrestato ritratto nelle fotografie non è lui, il boss Medhanie, e giurò: “E’ solo un rifugiato che si trovava a Khartoum”. Dunque l’eritreo, che è un falegname, è stato scagionato. Il giudice Montalto lo ha condannato a 5 anni di reclusione per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina perché avrebbe contattato e pagato denaro ad un trafficante per la traversata di due suoi cugini. La misura cautelare per tale reato non è applicabile oltre i 3 anni, e, pertanto, l’eritreo, difeso dall’avvocato Michele Calantropo, è stato scarcerato.

 

A testimonianza dello scambio di persona è stato il confronto tra il dna dell’eritreo e il dna del figlio di 3 anni del “generale”. Il prelievo del dna, che ha rivelato la non paternità dell’eritreo, è stato eseguito dalla difesa dell’imputato. Tuttavia non è stato accolto come prova dalla Corte d’Assise. E la Procura ha invocato la condanna del falegname a 14 anni di reclusione per associazione a delinquere pluriaggravata, additandolo come il capo di una delle maggiori organizzazioni criminali che gestiscono il traffico di migranti tra l’Africa e l’Europa.

 

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

 

auto

L’estate è arrivata e con essa cominciano per molti anche le vacanze. La maggior parte degli italiani non vede l’ora che arrivino luglio e agosto per godersi il mare, anche se sempre di più sono quelli che prediligono la montagna, per prendere un poco di fresco. Molti trascorrono le vacanze presso le città d’arte e le capitali europee, o addirittura al di fuori dell’unione, in Paesi lontani. Ma come ci vanno gli italiani in vacanza? Alcune ricerche hanno dimostrato che l’automobile è ancora il mezzo di trasporto preferito da più di metà degli italiani.

Perché si utilizza l’automobile
Tra coloro che preferiscono l’auto, una buona fetta lo fa perché viaggia con l’intera famiglia e si sposta verso mete non troppo lontane, per una vacanza pressoché stanziale. Arrivare in una località di mare in 4 o 5 persone è più conveniente se il viaggio si fa in automobile; il treno e l’aereo sono in estate mezzi di trasporto abbastanza costosi e il secondo non consente di raggiungere tutte le più classiche mete marine italiane. Si perché per la gran parte degli italiani la vacanza si fa non tropo distante da casa, in una delle mille spiagge della penisola, o al massimo ci si sposta verso la Croazia, comunque in automobile.

Una vacanza itinerante
Seppur siano moltissimi coloro che fanno una vacanza stanziale, in una delle mete classiche per l’estate, stanno aumentando anche gli appassionati delle vacanze on the road. Si arriva in una località di particolare interesse e ogni giorno si viaggia verso una nuova meta, alla scoperta della cultura e della storia di un luogo. Per farlo tanti usano l’auto di proprietà, ma sempre più spesso, come ci dice anche l’indagine Liligo, i viaggiatori italiani si affidano alle auto a noleggio. Grazie a prezzi che stanno diventando sempre più concorrenziali oggi noleggiare un’auto non è così costoso quanto un tempo. Per altro l’autonoleggio ci permette di raggiungere una meta lontana con l’aereo o il treno e di muoverci poi in totale autonomia.

Quanto costa il viaggio
La scelta dell’auto di proprietà viene fatta spesso per contenere i costi del viaggio, che incide in modo importante sull’intera spesa per la vacanza, al mare o in una città d’arte poco importa. Sotto questo punto di vista il treno è un mezzo abbastanza economico, ma si deve sempre considerare che tipo di treno si desidera prendere, visto che oggi circolano anche convogli dai prezzi decisamente alti. Tanto che a volte l’aereo risulta più economico. L’importante sta nel prenotare con un certo anticipo e nell’evitare le date più “affollate”. La gran parte dei viaggiatori infatti parte di venerdì o di sabato, e torna nel fine settimana, per sfruttare al massimo i giorni di vacanza. Partendo in date infrasettimanali si risparmia molto sul prezzo dell’aereo e, in alcuni casi, anche sul treno. Per quanto riguarda l’eventualità di affidarsi ad una compagnia di auto a noleggio grazie a Liligo, motore di ricerca per il noleggio auto, trovare le offerte del momento è molto più semplice e immediato.

L’ex presidente della sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Palermo, Silvana Saguto, è stata assolta, “perchè il fatto non sussiste”, dall’imputazione di abuso d’ufficio. La sentenza è stata emessa dalla sezione penale del Tribunale di Caltanissetta presieduta dal giudice Francesco D’Arrigo. La Procura ha proposto la condanna ad 1 anno e 4 mesi di reclusione. Silvana Saguto, difesa dagli avvocati Ninni e Giuseppe Reina, è ritenuta al centro di un sistema illecito di gestione dei beni confiscati alla mafia, e nel processo appena concluso in primo grado le è stato contestato di avere nominato un coadiutore giudiziario in aggiunta ad un amministratore giudiziario nella gestione del complesso Torre Artale, un hotel di Trabia. Gli avvocati Reina commentano: “Siamo soddisfatti, è il primo riconoscimento alla legittimità dell’operato della dottoressa Saguto”.

La Direzione distrettuale antimafia di Palermo ha proposto la confisca dei beni per diversi milioni di euro già sequestrati nel febbraio scorso, e l’applicazione della misura di prevenzione della sorveglianza speciale per 3 anni, a carico di Calogero Romano, 63 anni, di Racalmuto, imprenditore, ritenuto contiguo alla mafia. Alla proposta della Procura risponderà il collegio dei giudici del Tribunale di Agrigento presieduto da Wilma Mazzara, non prima di avere ascoltato il prossimo 24 ottobre i difensori di Romano, gli avvocati Salvatore Pennica e Lillo Fiorello.

Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, a conclusione del giudizio abbreviato, la giudice per le udienze preliminari del Tribunale, Alessandra Vella, nell’ambito di uno stralcio antidroga dell’inchiesta cosiddetta “Kerkent”, ha condannato, anche per il possesso illegale di oltre 500 cartucce, Salvatore Sicilia, 34 anni, di Favara, a 2 anni e 1 mese di reclusione. Il non doversi procedere, perché già giudicato per lo stesso reato, è stato pronunciato a favore di Angelo Schillaci, 23 anni, di Agrigento.