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E’ ancora ricoverato in condizioni gravissime a Palermo all’ospedale Villa Sofia, nel reparto di neuro rianimazione, il bambino di 9 anni figlio di Fabio Provenzano, 34 anni, di Alcamo. Il fratello del bimbo, di 14 anni, è invece morto vittima dell’incidente stradale lungo l’autostrada A 29, nei pressi di Alcamo. I tre hanno viaggiato su un’automobile Bmw che si è ribaltata schiantandosi contro il guardrail. Fabio Provenzano, ricoverato anche lui in gravi condizioni ed indagato per omicidio stradale, ha pubblicato pochi secondi prima dell’impatto un video su Facebook registrato durante la guida: si sente il rombo del motore e il viso di Fabio Provenzano nel buio. Ad un certo punto si nota una sterzata improvvisa e lo schermo che diventa nero.

La Procura della Repubblica di Agrigento presenterà ricorso in Cassazione contro l’ordinanza della giudice per le indagini preliminari del Tribunale, Alessandra Vella, che non ha convalidato l’arresto della comandante della “Sea Watch”, Carola Rackete. Il ricorso della Procura di Agrigento, capitanata da Luigi Patronaggio, sarà depositato entro e non oltre mercoledì prossimo 17 luglio. Nel frattempo la comandante tedesca è attesa in Procura ad Agrigento giovedì prossimo, 18 luglio, quando sarà interrogata dal procuratore aggiunto, Salvatore Vella, nell’ambito dell’inchiesta per “favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e per violazione del decreto sicurezza bis” che pende a suo carico.

Ad Agrigento il 3 febbraio del 2011 una donna, a causa della scarsa illuminazione, è inciampata in un marciapiede ed è caduta nel parcheggio antistante l’ospedale “San Giovanni di Dio”. Due costole fratturate e 20 giorni di prognosi, giudizio in Tribunale, e adesso l’Azienda sanitaria ha firmato l’assegno di risarcimento con interessi: 5.929 euro.
A Sciacca tra il 13 e il 23 aprile del 2012 una donna, dopo un intervento di artroprotesi totale del ginocchio sinistro, ha contratto allo stesso ginocchio una infezione da germi Gram negativi. Adesso, dopo il giudizio in Tribunale, l’Azienda sanitaria ha firmato l’assegno di risarcimento danni con interessi: 41.314 euro.

Una cameriera di 25 anni che aveva terminato il suo turno di lavoro in un ristorante di Cava d’Aliga, frazione marinara di Scicli nel ragusano, mentre stava gettando la spazzatura nei cassonetti sulla strada provinciale per Sampieri e’ stata travolta da una Y10.

E’ morta sul colpo: lascia un bambino di pochi mesi. Il suo collega di lavoro che era uscito dal ristorante per aiutarla a riporre i sacchi di rifiuti nei cassonetti e’ rimasto ferito ed e’ ricoverato in ospedale.

Alla guida dell’auto c’era un giovane.

A Canicattì, le forze dell’ordine stanno indagando su un incendio che ha interessato un terreno confiscato alle famiglie mafiose locali e gestito dalla cooperativa “Lavoro e non solo” a cui era stato affidato.

A dare l’allarme ai vigili del fuoco un appartenente alle forze dell’ordine che si trovava a passare per caso da contrada Graziano Di Giovanna.

Sul poso sono giunti i vigili del fuoco che hanno spento il rogo.

In questa zona ricaderebbero i beni della famiglia Guarneri, pare di questi erano stati assegnati alla cooperativa sociale. Danneggiato un ettaro dei circa dieci ettari gestiti dalla cooperativa. Non si esclude alcuna pista.

Paura ieri mattina alla stazione di Agrigento per quattro persone che, attraversando il piano terra della struttura proprio a ridosso dei binari, hanno avvertito un improvviso malore a causa di uno spray urticante che era stato spruzzato da ignoti poco dopo mezzogiorno.

 Mal di testa, bruciore di gola e sensazioni di nausea. Questi i sintomi che i quattro malcapitati hanno manifestato.

Si è temuto inizialmente il peggio tanto che gli agenti della sezione Volanti della Questura hanno provveduto a sgomberare la zona.

I quattro “intossicati” sono stati portati in ambulanza all’ospedale di Agrigento per precauzione, ma l’allarme è presto rientrato. Ora sono in corso indagini per tentare di risalire all’autore, o agli autori, di quanto accaduto.

Dal caso “Sea Watch” inediti risvolti sui social, da Alessandra Vella a Carola Rackete fino a Davide Faraone, che scopre, elenca i diffamatori e li querela.

La giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Alessandra Vella, ha cancellato il proprio profilo su Facebook, per ragioni non ufficialmente dichiarate ma facilmente intuibili. La comandante della “Sea Watch”, Carola Rackete, si è rivolta alla Magistratura e pretende l’oscuramento dei profili social del ministro dell’Interno, Matteo Salvini, perché i contenuti pubblicati istigano all’odio nei suoi confronti e la espongono al pericolo dell’aggressione fisica. Il segretario regionale del Partito Democratico, Davide Faraone, anche lui coinvolto nel caso “Sea Watch” perché salito a bordo della nave prima che la Rackete sfondasse il blocco italiano, non ha invece cancellato nulla. Lui, Faraone, ha formato una squadra di cercatori, soprattutto avvocati, una “task force”, che cercano sulla sua pagina Facebook, e sulla pagina Facebook del Partito Democratico Sicilia, i molestatori, i diffamatori e i minacciatori, li elencano e li querelano. Della serie: “Ripeterete innanzi ad un Giudice ciò che avete scritto nascondendovi dietro ad un computer”. Amen. Davide (Faraone) contro Golia. Il gruppo di lavoro è all’opera, ed ha già catalogato oltre 1000 interazioni, tra commenti e messaggi privati, che contengono frasi e immagini offensive. E ad oggi lunedì 15 luglio sono pronte 16 denunce-querele penali contro soggetti individuati, 46 verso profili anonimi, 5 giudizi civili ordinari, e 4 giudizi civili sommari. E lo stesso Davide Faraone spiega. “Il nostro obiettivo è quello di ripulire i social da troll, haters, fake news e gente in carne ed ossa che minaccia, insulta, offende. Siamo solo all’inizio e credo che tutto ciò possa servire a rendere la ‘rete’ più civile. Tutte le somme che dalle nostre denunce-querele riusciremo a racimolare le destineremo ad un fondo ad hoc che servirà a sostenere le associazioni di volontariato, i centri per disabili, quelli antiviolenza, e le associazioni che operano nelle periferie. Abbiamo recuperato materiale certamente penalmente rilevante, ma anche e soprattutto in grado di consentire azioni civili di risarcimento danni ai sensi dell’articolo 2043 del Codice civile, ovvero il risarcimento per fatto illecito. Ci siamo orientati a presentare denunce-querele per i post diffamatori riferibili a profili anonimi o falsi, in modo che la Polizia postale possa risalire ai responsabili o al server che genera automaticamente profili falsi e inesistenti. Nei casi in cui, invece, abbiamo individuato l’autore, si è deciso di procedere mediante azione civile” – conclude Faraone. Infatti, così è stato contro il quotidiano “La Verità” e il suo direttore, Maurizio Belpietro, per l’articolo, dello stesso Belpietro, pubblicato il 30 giugno scorso in prima pagina, e rilanciato sui social, dal titolo “La ritirata dei disonorevoli. Via i pirati Pd dal Parlamento”, con le fotografie di Graziano Delrio, Matteo Orfini, e Davide Faraone, gli stessi a bordo della “Sea Watch”, ritratti con la benda da pirata”.

 

 

 

 

 

 

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

“Il Nursind di Ragusa esprime vicinanza e cordoglio alle famiglie colpite dal tragico evento di Vittoria. Siamo anche al fianco del collega intervenuto, sicuri che l’attività prestata sia frutto di serietà professionale e competenze tecniche acquisite negli anni”. Lo afferma Giuseppe Savasta, segretario del Nursind Ragusa, il sindacato delle professioni infermieristiche, commentando la drammatica vicenda  in cui hanno perso la vita due bambini travolti da un suv. 

“Come sindacato  – spiega Savasta – comprendiamo l’iter giudiziario che in questi casi impone un’azione ampia e accurata, coinvolgendo tutti i protagonisti della triste vicenda. Noi siamo certi della serietà del lavoratore. Come infermieri siamo vicini al collega di cui abbiamo avuto modo di apprezzare le grandi doti umane e professionali. Anni di grande impegno nell’attività sanitaria, svolta con passione, fornendo sempre quell’assistenza infermieristica, necessaria e fondamentale, per trattare, aiutare e assistere tutti i cittadini”.

Non ce l’ha fatta Simone D’Antonio cuginetto di Alessio deceduto sul colpo nella serata di Giovedì quando un Suv si è schiantato sui loro corpicini mentre giocavano con il cellulare dinnanzi il gradino della loro casa.

Erano da subito apparse gravi le sue condizioni dopo l’incidente , due giorni di agonia e un intervento delicatissimo dove gli erano state amputate entrambe le gambe, oggi intorno alle ore 12 ha spirato il suo ultimo respiro nel reparto di terapia intensiva del Policlinico di Messina dove era stato trasportato in elisoccorso.

Dopo l’amputazione sono sfociate altre complessità che hanno portato febbre alta con un assestamento emodinamico di circolazione e pressione. Simone è stato tenuto in coma farmacologico.

Inutile spiegare o descrivere lo stato in cui stanno i genitori e i familiari che in questi giorni non hanno mai lasciato il proprio bambino.

Una tragedia che ha sconvolto Vittoria, distrutto la vita di due bambini e segnato per sempre la vita di due famiglie.

Proprio mentre a Vittoria si svolgevano i funerali del cuginetto Alessio, Simone ha lasciato la vita.

Più di tremila persone per dare l’ultimo saluto ad Alessio. Un funerale che, però, ha destato tante polemiche in quanto le esequie sono state affidate alla ditta funebre Cutello in cui uno degli amministratori è sotto processo insieme ad Angelo Ventura, uno degli uomini che si trovava a bordo del Suv guidato da Rosario Greco, arrestato con l’accusa di omicidio stradale aggravato dallo stato di ubriachezza che ha superato quattro volte i limiti di legge ed è risultato positivo all’assunzione di droga (cocaina).

Un’intera città si è stretta al dolore della famiglia testimoniando vicinanza e affetto.

L’ultimo saluto ad Alessio è stato dato nella chiesa di San Giovanni e a celebrare la messa è stato il vescovo  di Ragusa Carmelo Cuttitta che ha ricordato l’insegnamento che la morte di Alessio potrà dare. “Oggi Alessio è con noi e lo sarà sempre. Il suo sacrificio non resti vano”

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Per poter fruire del servizio suddetto, occorre registrarsi al portale “Servizi Online” del sito www.girgentiacque.com, scattare una foto del contatore e inviarla al numero 3316953827 dedicato all’utenza “WhatsApp” della Gestione Commissariale del S.I.I. della Provincia di Agrigento.

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In questo modo si evitano bollette elevate dovute ai periodici conguagli e inoltre, effettuando una lettura più frequente, si evidenziano più facilmente consumi anomali dovuti a errori di lettura o a perdite occulte, che possono generare costi elevati e danni agli immobili dell’utenza.