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Ad Agrigento, domani, sabato 20 luglio, innanzi alla sede dell’associazione Volontari di Strada, alle ore 10:30, si svolgerà una manifestazione intitolata “Il mondo a colori”. Si tratta di una sfilata di abiti da sposa e di accessori multi-etnici da parte di tante giovani donne agrigentine e straniere, già integrate nel territorio, tra solidarietà ed integrazione tra i popoli. All’iniziativa hanno aderito, offrendo il patrocinio gratuito, il Comune di Agrigento, Acuarinto, Maestri del Lavoro, Libera, Lions Club Agrigento Host, Pro Loco Agrigento, Real Basket, Rotary Club Agrigento, Sos Razzismo, ed Euroform, che renderà a disposizione propri parrucchieri ed estetisti per preparare le ragazze che sfileranno, e l’atelier “Le Spose di Barone”. Presenta il medico – artista Salvatore Nocera Bracco, le coreografie saranno curate da Giada Attanasio e Sonia Messina, e la fotografia da Francesco Novara. Il ricavato sarà, come sempre, impiegato a fini sociali dai Volontari di Strada per il sostegno ai meno abbienti.

La Polizia stradale agrigentina, capitanata da Andrea Morreale, in collaborazione con la Squadra di Polizia Giudiziaria del Compartimento di Palermo, ha compiuto una ispezione in un autosalone – autofficina a San Giovanni Gemini. Nel corso dell’attività di controllo sono state contestate 11 infrazioni perché i veicoli esposti per la vendita sono sprovvisti di copertura assicurativa, poi 6 infrazioni per mancata revisione dei veicoli, di cui 3 per revisione omessa più di una volta. Tutti i veicoli sanzionati sono stati in sosta su strada soggetta a pubblico passaggio. Le sanzioni complessivamente irrogate ammontano a circa 11.000 euro.

I poliziotti della Squadra Mobile di Agrigento, coordinati da Giovanni Minardi, hanno arrestato tre tunisini approdati a Lampedusa nei giorni scorsi. Uno è stato arrestato perché rientrato in Italia prima dei tre anni previsti nel decreto di espulsione a suo carico emesso nel 2017. Gli altri due invece perché hanno violato il decreto di respingimento, del gennaio e del luglio 2019, e sono rientrati nel territorio nazionale. I tre arresti sono stati convalidati dalla Procura della Repubblica di Agrigento che ha concesso il nulla osta all’espulsione e, dopo il giudizio direttissimo, sono stati accompagnati nei Cpr, ovvero i Centri di permanenza per i rimpatri. Dall’inizio dell’anno 2019 sono 38 i migranti arrestati dalla Squadra Mobile di Agrigento di cui 26 per reingresso illegale nel territorio italiano, 7 per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, e 6 per altri provvedimenti, tra misure cautelari o condanne definitive.

Il Tribunale di Agrigento ha condannato a 7 anni di reclusione Calogero Scrimali, 30 anni, di Licata, imputato di detenzione a fine di spaccio di cocaina, e di minacce ed estorsione allorchè avrebbe minacciato ritorsioni a danno di un ristorante qualora non gli fossero state consegnate delle somme di denaro. Le ipotesi di reato contestate risalgono al periodo compreso tra giugno e settembre del 2011.

I Carabinieri della stazione di Campobello di Licata hanno arrestato Gaetano La Mattina, che sconterà 3 anni e 28 giorni di reclusione a seguito di condanna subita dalla Corte d’Appello di Caltanissetta per il reato di rapina aggravata in concorso, commesso a Delia, in provincia di Caltanissetta, il 25 agosto del 2014 a danno della locale “Banca Intesa”. La Mattina, già destinatario di un obbligo di firma per altro procedimento, è recluso nel carcere di Agrigento.

I consiglieri comunali di Agrigento, Giorgia Iacolino e Salvatore Falzone, sollecitano l’amministrazione comunale ad attivare urgentemente una task force al fine di fronteggiare il proliferare di sterpaglie, peraltro a rischio incendi, in città. Iacolino e Falzone affermano: “Vaste aree del territorio comunale sono colme di sterpaglie, e, in taluni casi, di accumuli di rifiuti. Ed è una situazione che al di là del rischio incendi e igienico-sanitario, preoccupa non poco tante famiglie agrigentine le cui case confinano con le aree a rischio. Serve una task force che l’amministrazione comunale deve immediatamente approntare, anche d’intesa con altre istituzioni ed enti pubblici, nonché con il concorso delle imprese dell’appalto della nettezza urbana, per favorire la pronta rimozione di sterpaglie e accumuli di rifiuti. Una città come Agrigento, anche dopo i recenti eventi mediatici che ne hanno reso ancor più apprezzabile l’immenso patrimonio culturale, merita il massimo decoro ed una immagine limpida” .

Esaurita la sesta vasca, non pronta la settima: da giovedì 25 luglio stop a Bellolampo, e i rifiuti in discariche private, tra Catania e Siculiana. I dettagli su quanto accade.

In Sicilia le discariche pubbliche anziché le private? L’impiantistica di smaltimento pubblica e non privata? E ciò per risparmiare sui costi di conferimento a favore delle tasche dei cittadini? Perché sui servizi primari ed essenziali, come acqua e rifiuti, non sono ammissibili profitti azionari e dividendi per i privati aumentando i costi a carico dei contribuenti? Sì, tante volte sì, ma, almeno per il momento, nonostante proclami e annunci di Musumeci e di Alberto Pierobon, è no. Signore e signori, le discariche in Sicilia sono ormai sature, come ogni estate si ripete il copione grottesco dell’emergenza rifiuti, e, quindi, riecco le discariche private, per sopperire e rimediare all’emergenza. Infatti, la discarica palermitana di Bellolampo, in provincia di Palermo, procede a passo spedito verso la chiusura. La famigerata sesta vasca, interessata da lavori di ampliamento al fine di prolungarne la vita utile, ha definitivamente esaurito i volumi complessivamente autorizzati. E dunque, a seguito degli ultimi rilievi volumetrici eseguiti, lo stop a Bellolampo scatta da giovedì 25 luglio, a danni dei comuni palermitani, tanti agrigentini e parecchi trapanesi. Vi sono ancora circa 2mila metri cubi residuali di volumetria utile per l’abbancamento, e poi basta. Nel frattempo si lavora alla costruzione della settima vasca, e però, tra l’esaurimento della sesta vasca, il 25 luglio, fino a quando non sarà pronta la settima vasca, i rifiuti destinati a Bellolampo saranno dirottati nelle discariche private della “Oikos”, della “Sicula trasporti” e della “Catanzaro costruzioni”, tra Catania e Siculiana, con un aggravio di costi di trasporto e di smaltimento per il 2019 che un consigliere comunale 5 Stelle di Palermo, Antonino Randazzo, ha stimato tra i 10 e i 12 milioni di euro solo per la Rap, l’azienda che gestisce il servizio di nettezza urbana a Palermo. Adesso la domanda sorge spontanea: e come mai non è stato previsto in tempo che la sesta vasca di Bellolampo si sarebbe esaurita e, che, quindi, sarebbe stato opportuno avviare altrettanto in tempo la costruzione della settima vasca come riserva? La domanda legittima è rilanciata dal deputato regionale del Movimento 5 Stelle, Giampiero Trizzino, che punta la pistola contro il governo Musumeci e spara così: “Il completamento della nuova vasca di Bellolampo, che doveva sostituire la sesta, sarebbe dovuto avvenire a marzo del 2019. Questa opera rientrava tra i sei progetti per i quali il governatore Nello Musumeci aveva infatti ottenuto il ruolo di commissario straordinario dell’emergenza rifiuti. Se avesse ultimato in tempo queste operazioni, probabilmente adesso non ci troveremmo con la più grande discarica siciliana chiusa e i comuni della provincia di Palermo, e non solo, ad essere impossibilitati a mandare i rifiuti in discarica”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

A seguito della segnalazione a mezzo stampa, corredato da immagini e video e inoltrato anche tramite social media, del Consigliere Comunale Rita Monella della Lega Salvini Premier, effettuata nella giornata di ieri 17 Luglio, già nella serata stessa si è ottenuto un importantissimo risultato. Infatti la zona di Zingarello è stata interamente ripulita dalla discarica abusiva ed è stato riattivato il servizio porta a porta. 

“Oltre l’Amministrazione – sostiene Rita Monella – mi preme ringraziare i diversi residenti della zona per avermi reso edotta di tale situazione e quindi poterla denunciare. A ciò si aggiunge, inoltre,  l’avvenuto ripristino del servizio di porta a porta, venuto a mancare dagli inizi di luglio”.

“La mia attenzione sulla città – continua il consigliere leghista – sarà costante ed attenta soprattutto in relazione alle eventuali segnalazioni dei concittadini, ragione per la quale invito tutti a segnalare eventuali disservizi nella nostra Agrigento”.

“La Lega – conclude Rita Monella – come propria ideologia di partito amministra le proprie cittadine con dedita attenzione e con buonsenso. Questo accadimento ne è di certo un tangibile esempio”.

Negli ultimi giorni sono arrivate diverse segnalazioni su discariche, delle volte anche molto estese, in cui diversi automobilisti si fermano e accatastano sacchi di rifiuti indifferenziati. 

Mi rivolgo in primis ai miei concittadini, premettendo che la maggior parte di loro ci stanno aiutando a tenere pulita Naro rispettando i turni di differenziata. Voglio però parlare anche a quella piccola parte di naresi che in barba a qualsiasi prescrizione continua a ostinarsi ad abbandonare rifiuti nelle periferie e soprattutto nelle campagne. Naro è anche vostra, dei vostri figli, dei vostri nipoti. E’ soprattutto dei giovani che vogliono rimanere in questa città anche intraprendendo imprese a carattere turistico per cercare di avviare un percorso economico diverso nella Fulgentissima!

Poi ma non per ultimo, voglio parlare anche ai residenti delle città e dei paesi limitrofi. 

Naro non è la vostra discarica, le campagne della nostra Città non sono il vostro cestino della spazzatura. Anche Naro è vostra! Colgo l’occasione per invitarvi a visitarla, ad apprezzarla e alla fine vi assicuro che ve ne innamorerete!

Naro è il Comune con la più vasta area territoriale della provincia di Agrigento, molto vicino alle vostre città più di quanto crediate. Naro è ai bordi territoriali di Canicattì, a quelli di Castrofilippo, a quelli di Campobello di Licata, Ravanusa, Delia, Licata, Palma di Montechiaro, Agrigento, Favara e Camastra. 

Nei prossimi giorni, come già sta accadendo, gli agenti di Polizia Locale vigileranno per cercare di mettere un punto definitivamente a questa situazione che sta diventando insostenibile. 

Rispettateci, rispettatevi!