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Totò Cacciato ricorda Andrea Camilleri

“Ogni volta che ritorno  a “Marina” una passeggiata al molo a narici dilatate non me la leva nessuno”.

Sono oltre un centinaio i libri pubblicati da Andrea Camilleri, molti da Sellerio editore  con le vicende del suo Commissario Montalbano, libri che hanno riempito la vita dello scrittore e almeno uno scaffale di libreria di molti lettori.

Tra letture e fiction televisive, Salvo Montalbano sta con noi, a cena, e se Andrea Camilleri è il padre di Montalbano , noi siamo, i fratelli, cugini, cognati e anche nipoti.

Camilleri ha portato ai grandi numeri il romanzo “giallo” che in Italia editava poco,  erano i francesi a raccontare i “noir”, misteriosi, oscuri ed occulti e di eleganti omicidi.

Acuto osservatore della società, non solo siciliana, Camilleri muove tutto intorno Vigata, un paesino di costa marina, (come Porto Empedocle), muove tutto il suo immaginario nei personaggi con i loro caratteri, profili e tic, ma è anche molto attento al reale  nel riscontro delle cose, la scena, l’ambiente, e sullo sfondo il mare, spesso presente nelle sue composizioni; nella narrazione, certamente, non può mancare l’omicidio, il malaffare, l’indagine, il sospetto e  lo svelamento.

Le donne nella storia di un “giallo, tenue”, mai feroce, sono bellissime, come belli sono gli arredi delle case, gli interni; le stanze hanno l’aria di primo Novecento, mobili e le suppellettili sono da modernariato, pareti colorate di azzurro e di rosa, pavimenti in maiolica amalfitana, scalinate con riccioli e volute barocche, vetrate, e quasi segreti piccoli giardini di limoni e mandarini, ulivi, mirto e alloro.

Sono le dimore della borghesia paesana, dove è successo un fattaccio. Passerà, e quando il Commissario Montalbano, (sono), scenderà per quelle scale, presto tutto sarà dimenticato e tutto rientrerà nella quiete di quelle stanze fresche e ombrose. Salvo, ormai siamo in confidenza, è pronto per sbrogliare la prossima matassa, ma prima di iniziare, solitario, nuota in un mare di cristallo azzurro.

Andrea Camilleri, autore acuto e geniale che tutto muove, scompone e ricompone, pensieri e sentimenti, nella bella serie del “giallo” italiano, è stato anche autore di romanzi storici, autore e regista di drammi radiofonici prima e televisivi dopo, insegnante nell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica.

In  tanta attività creativa e intellettuale quali erano gli altri suoi pensieri?

“Ogni volta che torno al mio paese, una passeggiata al molo a narici dilatate non me la leva nessuno. Mi piaceva respirare l’aria del porto,  l’odore di catrame, di nafta, di cordame bagnato mischiato a quello del mare, era un tonificante”. E ancora, “Ora che ci penso, mi rendo conto che il mio paese, Porto Empedocle, l’ho cominciato a chiamare così, col suo vero nome geografico, solo dopo che me ne sono allontanato, nel 1949 per trasferirmi a Roma come allievo regista dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica.

Visse lungamente a Roma per le sue elaborazioni intellettuali, ma la “marina” con le casette dei pescatori che si inerpicano sul bianco della marna, la campagna, il porto,  il mare, sono il paesaggio che resta nella sua memoria  e che a volte  ritrova tra vecchie carte e cartoline illustrate conservate.

1COMMENTO
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    Carmelo IANNI' 22 Luglio 2019

    Preciso e incisivo nella brevità di una commemazione per un grande siciliano del tempo che -…è stato.Lino iannì

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