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“Camilleri agrigentino”. Il ricordo di Mario Gaziano

Andrea Camilleri è in qualche modo appartenuto profondamente alla cultura agrigentina, e ad Agrigento, dunque.

Nella mia vasta attvità di promozione culturale di tutta l’area provinciale agrigentina, ho riservato ampio spazio alla figura di Andrea Camilleri.

Di un Camilleri,non noto ,non celebrato ,non osannato: come è accaduto negli ultimi trent’anni, almeno.Proprio così.

Era il 12 aprile del 1984. Nella bellissima sala-teatro Auditorium “Amici” dei fratelli Malogioglio, in via Acrone, andava in scena “Un  filo di fumo” di Andrea Camilleri, pubblicato da Garzanti, quattro anni prima, nel 1980 appunto.

Andrea Camilleri, a quel tempo, non era famoso, pur se presente nell’attività artistico-culturale nazionale. Regista e sceneggiatore radiofonico per la RAI. Ma lontano dalla strepitosa fama internazionale,consegnatagli dal suo “Montalbano”.

Agrigento dunque ne anticipava il felice futuro  percorso letterario e scenico.

L’adattamento teatrale del romanzo “Un filo di fumo” lo concepii e lo realizzai all’interno della prestigiosa Rassegna Teatrale “Letture Agrigentine” (1980-1985): vere stagioni teatrali dedicate (per cinque lunghi intensi anni di studio e di riverca) a scrittori, storici, poeti, musicisti d’opera della nostra provincia .

Uno sforzo culturale e artistico  immane,voluto e condiviso (su mia idea) dal direttore della biblioteca comunale di Agrigento, Franco La Rocca, con un vigile e collaborativo Luigi Ruoppolo.

L’Auditorium Amici di via Acrone (dove oggi insiste il Bingo cittadino) aveva una capacità di quattrocento posti,sempre affollati per cinque anni e per i venticinque addatamenti scenici programmati,

Quando telefonai ad Andrea Camilleri per comunicargli l’iniziativa, a lui dedicata, rimase sorpreso ed emozionato “Ma chi dici? A mia?”.

Non pensava che qualcuno si potesse impegnare in un adattamento teatrale del suo ancora poco noto romanzo e interessarsi  della sua ancor meno affermata attività narrativa,

In quella circostanza fu un intero mondo culturale teatrale della nostra città ad essere coinvolto. La locandina  proponeva (in rigoroso minuscolo):” teatroaggì presenta Andrea Camilleri “un filo di fumo” adattamento scenico di Mario Gaziano elaborazioni teatrale di Alfonso Gaglio regia di Nino Russo con: Sandro Re, Giovanni Moscato, Alfio Russo, Carmelo Taormina, Pippo Alvaro, Vito Geremita, Lillo Badalamente, Nino Russo e con Alfonso Marchica e Martino Bufano.

Narratori: Sntonio Garufo ed Egidio Terrana.

Intervento del coro polifonico “santa cecilia” diretto dal maestro G. Pillitteri.

Immagini: edizioni “centro culturale Pirandello” di Agrigento, di Biagio Alessi.

Diapositive di Angelo Pitrone.

Collaborazione tecnica: Pino Francavilla.

 

Dunque una grande azione scenica, in forma teatrale, con una intera città artistica a inseguire le belle parole di “Un filo di fumo” di Andrea Camilleri.

E anche un adattamento e una regia difficili: Nino Russo vi riversò tutte le sue grandi qualità artistiche indiscusse.

Un movimento scenico corale tra recitazioni,immagini in diapositive, canti corali e movimenti corporei. Un grande sforzo scenico che resta nella grande storia del teatro agrigentino, e non solo.

Certo complesso:proporre in scena l’articolato racconto in un’atmosfdera da Bella Epoque. Camilleri aveva scritto il suo romanzo con grande godimento (caratteristica che gli resterà connotata nella successiva attività di scrittore di successo). Siamo,naturalmente a Vigata, un’aria da operetta circonda uomini e fatti:la nave russa che deve arrivare a caricare lo zolfo, un prete che ama la poesia pornografica,la disinibita straniera e il suo mistico marito “religioso”: tutti in attesa di un filo di fumo che annuncerà la nave punitrice dell’intollerabile potere della nuova razza padrona.

Una grande rappresentazione per un futuro grandioso narratore. Agrigento e Camilleri. Anticipando tempi a modalità future.

E non solo artisti,attori,registi,adattatori,coristi e fotografi d’arte. Ma anche il mondo intellettuale agrigentino, con in testa Antonino Cremona,tra i più grandi srittori della nostra terra, che fu proposto nella brochure di sala. Scrisse.” Vi si coglie (in Un filo di fumo) un’invenzione linguistica estrosa” E Alfonso Zaccaria,che Sciascia collocò accanto a Montale “vi si rinviene un certo grande inconfondibile tocco personale”.E la poetessa Luisa Trenta Musso ”Una spiccata sensibilità del reale”.

Ebbene, Agrigento e Camilleri, prima di Montalbano e della grande, impressionante strepitosa fama raggiunta ,a livello internazionale.

E gli agrigentini ne interpretarono anzitempo e fuori dal coro grandezza e originalità.

Mario Gaziano

5 COMMENTI
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    Michele Guardí 17 Luglio 2019

    Che bel ricordo. Michele Guardí

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    Gaetano e Pina Curto 17 Luglio 2019

    Complimenti,hai saputo riconoscere la grandezza dell’autore prima che il successo lo rendesse famoso

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    Fina Bellomo 17 Luglio 2019

    Ringrazio Mario Graziano per questa preziosa testimonianza e informazione ma soprattutto per aver intuito la validità dell’opera letteraria di Cammilleri

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    Giuseppe Lauricella 17 Luglio 2019

    Un commosso ricordo di Andrea Camilleri nel giorno della sua scomparsa. Un Siciliano tra i tanti che hanno dovuto allontanarsi dalla Sicilia per campare, ma che dalla Sicilia non sono mai andati via veramente e che, come un innamorato, sentendola parte di sé ne ha cantato pregi e difetti con la forza che solo un innamorato ( appunto) pazzo può sentire.

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    Ignazio Licciardi 17 Luglio 2019

    Carissimo Mario, il tuo ricordo di Andrea Cammilleri aggiunge una precisa informazione che è sfuggita a molte firme e Redazioni; infatti, è come se tu avessi portato a conoscenza dei moltissimi Suoi lettori un “inizio” molto particolare della Sua personalità di scrittore, legato ad un Suo “ritrovarsi sorpreso” alla notizia giuntagli un dì da noi molto lontano! La notizia è riportata da Mario Gaziano di cui non dirò i particolari, per “costringere” -si fa per dire!- tutti a leggere Mario che sorprende Andrea Cammilleri perché, forse, in un tempo lontano, non avrebbe mai immaginato una primissima Rappresentazione teatrale di un momento del Suo “narrare”.

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