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Ad Agrigento, oggi, giovedì 27 giugno, al Villaggio La Loggia, nei pressi del Villaggio Mosè, a Casa Amica, comunità d’accoglienza per minori a rischio, alle ore 17:30 interverrà il sindaco, Calogero Firetto, che incontrerà la comunità e un ex ospite di Casa Amica per ben tre anni, il celebre Francesco Benigno, protagonista, tra l’altro, di Mery per sempre, attore e regista, e che adesso è impegnato a registrare un lungometraggio sulla sua vita, compresi i tre anni vissuti ad Agrigento a Casa Amica.
 

“Se il trasporto pubblico locale fa passi avanti, si modernizza, si rende più efficiente Noi non possiamo che essere i primi ad esserne contenti!”.

A dichiararlo è il segretario provinciale della Cgil di Agrigento Massimo Raso che continua: “Tuttavia, per come l’abbiamo conosciuta Noi, modernità non fa affatto rima con TUA !

Noi non dimentichiamo affatto che questa è l’Azienda che ha licenziato, dalla mattina alla sera, 10 Lavoratori buttandoli letteralmente in mezzo ad una strada!

Non dimentichiamo che questi Lavoratori hanno dovuto difendersi in sede giudiziaria.

Non dimentichiamo che hanno, tutti quanti, vinto le cause di lavoro ma che l’Azienda non ha mai accettato che riprendessero il lavoro.

Non dimentichiamo che ha appellato quelle sentenze…

Richiamiamo tutte queste cose per dire con forza che non è con Aziende di questo tipo che è possibile immaginare un futuro per il Trasporto Pubblico Locale!

In questi lunghi mesi, malgrado da Noi sollecitato, non abbiamo mai avuto al Nostro fianco il Sindaco della Città: ci sono state persino interpellanze parlamentari e consiliari, ma mai 1 volta che il Sindaco abbia detto all’Azienda “Questi licenziamenti debbono rientrare!” ”Questi licenziamenti sono una vergona!”, alla fine ha fatto propria la posizione dell’Azienda che andava contro i Lavoratori!

Per cui, scusateci se non festeggiamo troppo per questa APP che sarà sicuramente bellissima e ben fatta.

Festeggeremo APPena sarà gestita da un’Azienda che abbia a cuore i propri Lavoratori!”

Ha destato scalpore il sequestro preventivo, disposto dal giudice per l’indagine preliminare del Tribunale di Agrigento Luisa Turco, a conclusione di un’articolata indagine condotta dalla Procura di Agrigento con il fascicolo d’inchiesta coordinato dal sostituto procuratore Antonella Pandolfi, di un terreno di circa 15 ettari, al cui interno ricade la “Torre di Monterosso” nonché di due manufatti allo stato grezzo, ricadenti in località “Fondo Pergole – Torre di Monterosso” di Realmonte (Ag), di proprietà della società “Agriper s.r.l.”.

Gli indagati sono sono: Lorenzo Catanzaro, 58 anni di Siculiana; i vecchi proprietari dei terreni, ossia i genitori di Catanzaro ed i siculianesi Pietro e Vincenzo Giudice, 73 e 69 anni; l’architetto Giuseppe Vella, 60 anni capo dell’Utc di Realmonte ed ancora due funzionari della Soprintendenza di Agrigento.

I reati contestati vanno dall’abusivismo edilizio in zona vincolata, alla lottizzazione abusiva di terreni a scopo edificatorio, alla distruzione ed alterazione di bellezze naturali e di luoghi di particolare pregio storico paesaggistico.

 

Al processo ordinario in corso a Caltanissetta sul “Sistema Montante” sfilano i testimoni della Procura. E raccontano di minacce, ritorsioni, mazzette e favori.

Nell’ambito del ciclone giudiziario che si è scatenato intorno al cosiddetto “Sistema Montante”, innanzi al Tribunale di Caltanissetta, presieduto dal giudice Francesco D’Arrigo, è in corso il processo ordinario a carico dei 16 imputati, tra cui l’ex presidente del Senato Renato Schifani, il tributarista Angelo Cuva, l’ex direttore dell’Aisi servizi segreti civili Arturo Esposito, e l’ex caporeparto dello stesso Aisi, Andrea Cavacece, che, anziché il giudizio abbreviato come Montante, hanno scelto di essere giudicati in ordinario. Dunque, non si giudica sulla base degli atti giacenti in sede di udienza preliminare, e basta, ma si procede a dibattimento, producendo eventualmente nuovi atti e, soprattutto, ascoltando i testimoni citati dalla parte in causa. E attualmente innanzi alla sezione penale presieduta dal giudice D’Arrigo sfilano i testimoni del pubblico ministero, Stefano LucianiMaria Lucia Di Buono, per 42 anni responsabile dell’amministrazione di Assindustria, tra l’altro ha dichiarato: “L’atteggiamento di Montante fu che chi non era con lui era contro di lui. Nel 2005 la mia sensazione era che l’ingegnere Pietro Di Vincenzo, già presidente di ConfIndustria, ritenesse Antonello Montante come una persona non all’altezza per quella stessa carica di presidente di ConfIndustria. Infatti Di Vincenzo non lo sostenne, nonostante avesse da Montante ricevuto appoggio. Successivamente l’imprenditore nisseno è stato accusato di essere vicino alla mafia e poi assolto. Tra gli accusatori dell’ingegnere Di Vincenzo c’era pure Montante. A Di Vincenzo (che nel processo è parte civile) fu confiscato il patrimonio valutato in 280 milioni di euro”. E poi, l’avvocato Tullio Giarratana, già direttore di Assindustria, ha raccontato della falsa laurea di Montante. Così: “Avevamo scoperto che pur di andare sui giornali il signor Montante fece scrivere che lui aveva avuto assegnata una laurea honoris causa dalla Sapienza, consegnata a Roma dal presidente Ciampi. E la mattina che abbiamo letto questo articolo siamo rimasti tutti meravigliati. Ricordo che chiamai al telefono il giornalista che aveva scritto l’articolo che mi disse che gli avevano fatto sapere questa notizia. Dopodiché chiamai l’ufficio stampa e chiesi se avevano contezza di questa laurea. Per farla breve vollero un fax dell’articolo. Il presidente della Repubblica, con il prefetto e l’università La Sapienza, fecero poi una lettera di smentita”. E poi, un altro testimone, Michele Tornatore, oggi ristoratore, all’epoca dipendente dell’Htm, società del gruppo Montante, ha raccontato: “Ricordo quando mi sono rifiutato di firmare una liberatoria per fare un nuovo contratto di lavoro. A quel punto Montante non accettò il mio rifiuto e mi disse: ‘Fino a quando io vivrò tu non lavorerai più da nessuna parte. Farò delle lettere circolari a tutte le aziende con cui ho contatti con cattive referenze su di te’. Non andai avanti con azioni legali perché mi dissero che al 50% in tribunale mi si poteva anche non dare ragione. E quindi siccome non me lo potevo permettere ho preferito così”. E poi, lo stesso Tornatore ha ricordato anche un altro episodio: “Arrivammo con la macchina davanti l’ingresso dell’albergo Jolly Hotel di Milano e Antonello Montante mi chiese di dargli una mano per portare su i bagagli. Dissi di chiamare il fattorino visto che la macchina era messa male e lui mi rispose: ‘No, per quello che è contenuto nei bagagli, preferisco che lo faccia tu’. Una volta arrivati in stanza, mentre io posavo gli altri bagagli, lui infilò la sua valigetta sotto il letto. La borsa si aprì ed era piena di mazzette da 100 e 200 euro. Montante notò il mio imbarazzo e mi disse che quelli erano soldi che doveva dare a una persona”. E poi ancora Tornatore ricorda favori promessi da Montante. Così: “Una volta eravamo in macchina e Montante disse al suo interlocutore al telefono: ‘Diamogli un incarico perché comunque è il marito di un magistrato’. Non so chi sia la persona e chi fosse il magistrato”.

 Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Il sindaco di Agrigento, Calogero Firetto, interviene nel merito dei recenti interventi incrociati, a contenuto critico, nei confronti del proprio operato amministrativo, e afferma: “Assistiamo a prese di posizione sul Governo della città, a iniziative autonome e fantomatiche prese di posizione supportate, a dir poco, da suggestive motivazioni. Tutto questo va in scena proprio mentre amministriamo una città gravata da 102 milioni di euro di deficit, e che ci vede impegnati, personale comunale incluso, nella sfida più grande: scongiurare il dissesto e finanche il piano di riequilibrio. Non sono state settimane semplici quelle trascorse, ma stiamo cercando attraverso un impegno quanto più responsabile di trovare condizioni ordinarie di equilibrio che scongiurino il peggio per l’Ente e la Città. La nostra sin dall’inizio è stata un’esperienza che ha chiesto una visione del futuro alta, accompagnata da sfide epocali. Tra queste certamente il ciclo dei rifiuti e il risanamento finanziario. Chi vuole prosegua pure in esercizi tattici. Noi non abbiamo altra scelta che continuare a lavorare cercando soluzioni”.
E’ fumata bianca al Comune di Agrigento. Al mattino di oggi il sindaco, Calogero Firetto, ha annunciato che è stato approvato l’atto di riequilibrio del bilancio da proporre adesso all’esame del Consiglio comunale. E Firetto ha scritto così sulla sua pagina facebook:
“Una lunga maratona.
In qualche fase drammaticamente estenuante.
A notte alta abbiamo finalmente varato l’atto di riequilibrio da proporre al Consiglio.
Un traguardo dato per impossibile solo 15 giorni fa. Conquistato con razionalizzazioni e lotta all’evasione nonostante i continui tagli dello Stato e Regione.
Un traguardo senza macelleria sociale. Il percorso complicato del risanamento non è affatto concluso. Andiamo avanti!”

Ad Agrigento sabato prossimo, 29 giugno, nella Valle dei Templi, nell’edificio a ovest del tempio dei Dioscuri, con ingresso gratuito dalla biglietteria innanzi alla clinica Sant’Anna, alle ore 18 sarà inaugurato l’Antiquarium del Mare intitolato alla memoria di Daniele Valenti, funzionario della Soprintendenza e tecnico subacqueo, recentemente scomparso. I reperti in mostra, visitabile ogni giorno dalle 9 alle 14, sono frutto degli scavi della Soprintendenza di Agrigento e della Soprintendenza del Mare, a cui Daniele Valenti rese un decisivo contributo, ed anche dei recuperi della Lega Navale e delle Forze dell’Ordine.

Il Presidente nazionale di Gioventù Nazionale, movimento giovanile di Fratelli d’Italia, Fabio Roscani, ha nominato Gabriele Brunetto, di Campobello di Licata, già presidente del Circolo di Fratelli d’Italia di Campobello di Licata, portavoce della Federazione provinciale di Agrigento. Lo stesso Brunetto commenta: “Ringrazio sentitamente Fabio Roscani per la fiducia accordatami. Per me è un grande onore ed una grande responsabilità, metterò la massima determinazione in questa nuova avventura. Lavorerò fin da subito per radicare capillarmente Gioventù Nazionale nella Provincia agrigentina e allo stesso tempo indirizzerò la mia azione verso quei problemi che colpiscono il nostro territorio, coinvolgendo tutti quei giovani che condividono il progetto politico di Giorgia Meloni, e portando avanti i temi e le battaglie che caratterizzano Gioventù Nazionale”.
 

I Carabinieri della Compagnia di Sciacca e della Tenenza di Ribera, a conclusione di serrate indagini intraprese nello scorso maggio e coordinate dalla Procura di Sciacca, hanno arrestato in carcere Gaetano Clemente, 52 anni, di Ribera, e hanno imposto l’obbligo di dimora a Ribera ad altri due soggetti, di 41 e di 51 anni, ritenuti responsabili, a vario titolo, di tentata estorsione e detenzione a fine di spaccio di sostanze stupefacenti, con l’aggravante di averle cedute anche a minorenni. I tre, in concorso tra loro, avrebbero organizzato una fiorente attività di spaccio di stupefacenti per rifornire la piazza di Ribera, soprattutto cocaina ed hashish, in viaggio da Palermo a Ribera in automobile, e poi ceduta al dettaglio, anche ad un minorenne, così come è stato documentato. Gaetano Clemente risponde, inoltre, di tentata estorsione a danno di una donna di Ribera alla quale avrebbe tentato di vendere un’automobile gravata da vincolo, minacciandola di morte quando poi lei si è accorta del vincolo e ha preteso la restituzione di quanto pagato per l’acquisto.

 

Dopo la revoca dell’incarico, condita da aspre polemiche, all’ex assessore regionale, Ester Bonafede, la Foss, la Fondazione Orchestra sinfonica siciliana, ha designato un nuovo sovrintendente. Si tratta di Antonino Marcellino, 57 anni, docente di musicologia all’università Tor Vergata di Roma. E’ stato nominato dal consiglio di amministrazione della Foss, presieduto da Stefano Santoro. Al momento della votazione ha abbandonato la seduta Marco Intravaia, che è anche segretario del presidente della Regione, Nello Musumeci. Intravaia ha chiesto a Santoro di non deliberare la nomina del nuovo sovrintendente per giungere ad un commissariamento dell’ente. Il presidente Santoro, invece, ha posto in votazione la delibera, e adesso commenta: “Abbiamo fatto una scelta sostenuta dal curriculum del professor Marcellino. E lo abbiamo fatto nell’interesse dell’Orchestra sinfonica ma anche dei siciliani”.