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L’Assemblea Regionale Siciliana si è riunita in occasione del dibattito sulla questione morale a seguito di indagini e indagati che hanno imperversato tra Palazzo dei Normanni, sede dell’Assemblea, e Palazzo d’Orleans, sede del Governo. Il presidente della Regione, Nello Musumeci nel corso del suo intervento tra l’altro ha affermato: “Siamo tutti onesti in quest’aula ma non ce n’è uno che lo sia più di me. Arata voleva un impianto privato, la Regione siciliana ha invece finanziato un impianto pubblico. Dove erano state richieste attenzioni particolari sono state ricevute risposte negative. Siamo stati impermeabili in questo governo, ed è un valore. Ci costituiremo contro i funzionari infedeli, sappiano che non lavoreranno più nella pubblica amministrazione. Fino a pochi anni fa i corridoi di tutti gli assessorati erano affollati di traffichini, accattoni e lobbisti. Persino gli uffici di gabinetto consentivano ai galoppini di fiducia di vigilare e poi riferire al politico che li aveva segnalati all’assessore di turno. Ora questa prassi è meno presente. Gli agricoltori sanno che per estirpare la gramigna non basta una sola stagione. E’ presente però la pratica dei lobbisti negli assessorati, gli ultimi fatti di cronaca lo dimostrano. Nel vuoto del nostro ordinamento il traffico di influenza finisce per diventare un reato omnibus. In quest’aula gli avvisi di garanzia hanno interessato tutti i gruppi politici, compreso il M5s, e nessuno si è mai alzato dai banchi del centrodestra o del centrosinistra per puntare l’indice contro quelle persone: nessuno. Una cosa è l’avviso di garanzia, altra cosa il rinvio a giudizio, altra cosa ancora è la condanna di primo grado, poi c’è quella di secondo grado e quella definitiva. Una cosa è la morale che codifica i valori etici personali e non collettivi, e un’altra cosa è la giustizia, che è una sorta di visione laica del governo. Non si confonda la giustizia col giustizialismo: ha ragione il sindaco di Roma Virginia Raggi, evitiamo di trasformare l’avviso di garanzia in un manganello. Ha talmente ragione la grillina Raggi che da sindaco della Capitale d’Italia ha ritenuto di non dimettersi, nè quando ha ricevuto l’avviso di garanzia nè quando è stata rinviata a giudizio: ha fatto bene. Perché siamo all’uso politico della giustizia”. Musumeci ha quindi concluso leggendo un elenco di grillini indagati e anche i nomi di politici che dopo gli avvisi di garanzia sono stati del tutto scagionati dalle accuse.

 

Una “talpa” al palazzo di giustizia avrebbe evitato l’arresto all’ex presidente del Palermo calcio, Maurizio Zamparini. Indagato il giudice capo dei Gip, Cesare Vincenti.

Ai primi giorni di maggio del 2018 pende una richiesta, dalla Procura al Tribunale di Palermo, di arresto a carico del patron del Palermo calcio, l’imprenditore friulano Maurizio Zamparini. E’ atteso l’ordine d’arresto da parte del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale. Il 2 maggio il presidente all’epoca del Palermo calcio, il commercialista Giovanni Giammarva, telefona a Zamparini. La conversazione è intercettata e registrata: “Ciao Zamparini, sono Giammarva, senti, io oggi sono dalle tue parti… riusciamo a vederci?”. Giammarva concorda l’appuntamento in fretta e prenota subito il primo volo. Decolla da Palermo e atterra a Milano Linate alle ore 18:30. Due ore dopo, alle 20:30, il telefonino di Giovanni Giammarva aggancia la cella telefonica di Vergiate, in provincia di Varese, dove abita Maurizio Zamparini. Il giorno dopo, il 3 maggio, la società Palermo calcio diffonde un comunicato stampa: “Zamparini si è dimesso da consigliere delegato”. A catena, il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Palermo, Fabrizio Anfuso, impegnato a valutare la richiesta d’arresto di Zamparini ricevuta dalla Procura, è costretto a rispondere no, perché con le intervenute dimissioni non ricorrono più le esigenze cautelari che avrebbero giustificato l’arresto. Maurizio Zamparini, grazie ad una “talpa” al palazzo di giustizia che avrebbe informato il suo staff, ha evitato l’ordinanza di custodia cautelare: così è secondo la Procura della Repubblica di Caltanissetta, capitanata da Amedeo Bertone, a cui i colleghi di Palermo hanno trasferito gli atti d’indagine, e che ha ordinato alla Guardia di Finanza la perquisizione dell’abitazione e dell’ufficio del capo dei Gip, i giudici per le indagini preliminari del Tribunale di Palermo, Cesare Vincenti, indagato di rivelazione di notizie riservate. Vincenti è dunque il capo dell’ufficio in cui ha lavorato anche il giudice Fabrizio Anfuso, colui che ha firmato il rigetto alla richiesta di arresto di Zamparini. Il riserbo è blindato intorno a ciò che ha indotto la Procura di Caltanissetta a sospettare di Cesare Vincenti. Ad onor di cronaca, dopo il no all’arresto da parte del Gip, la Procura di Palermo ha proposto ricorso al Tribunale del Riesame, e il Riesame ha accolto il ricorso congelando però gli arresti domiciliari fino al 25 gennaio scorso quando la Cassazione si è pronunciata a favore dell’arresto di Maurizio Zamparini per, tra l’altro, falso in bilancio e auto-riciclaggio.
 
Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Ad Agrigento a Casa Sanfilippo, nella Valle dei Templi, presentato in conferenza stampa un progetto per potenziare le possibilità di mobilità in Sicilia e per incentivare il turismo nella regione Sicilia, rendendo il territorio siciliano più connesso con le altre regioni italiane e nell’ambito di una rete internazionale. Si tratta di un progetto frutto della collaborazione tra Flix Bus, leader europeo dei viaggi in autobus, Ibla Tour e Fratelli Patti Autolinee. Alla conferenza hanno partecipato anche ConfCommercio Sicilia, FederAlberghi e Fiavet Sicilia.

Le interviste

 

Come già pubblicato, l’architetto Bernardo Agrò, già a lavoro all’Unità operativa per i Beni storico-artistici della Soprintendenza di Agrigento, nominato dal presidente della Regione, Nello Musumeci, alla direzione del Parco di Selinunte, è stato designato anche quale presidente del Consiglio di amministrazione del Parco della Valle dei Templi. All’interno del Cda, secondo Statuto, siedono il sindaco di Agrigento, il soprintendente ai Beni culturali, e poi alcuni componenti nominati dalla Regione. E si tratta dell’avvocato di Porto Empedocle, Luigi Troja, come “esperto in economia dei beni culturali”, poi l’ingegner Heinz-Jurgen Beste come “esperto nel settore della tutela, della salvaguardia, valorizzazione, divulgazione, studio e ricerca relative alla Valle dei Templi”, e poi tre componenti nominati dalle associazioni, Fabio Amato (Gruppo archeologi d’Italia), Salvo Barrano (Associazione nazionale archeologi) e Vincenzo Piazzese (Archeoclub d’Italia).

Il Comune di Agrigento siede dunque nel Consiglio di amministrazione del Parco della Valle dei Templi. 

Come già pubblicato, a Bovo Marina, frazione balneare di Montallegro, in provincia di Agrigento, Carabinieri, Polizia Municipale, Guardia Costiera e Forestale, in riferimento all’ipotesi di reato di invasione e occupazione di terreno pubblico contestata dalla Procura di Agrigento tramite la sostituto Gloria Andreoli, hanno sottoposto a sequestro preventivo un’area di 5.300 metri quadrati adibita a parcheggio. Sono state denunciate 4 persone di Montallegro. Con illegittimi frazionamenti e intestazioni catastali, gli indagati avrebbero acquisito illegittimamente per usucapione dei terreni del Demanio marittimo adibendoli a parcheggio balneare a pagamento.

In proposito oggi in Procura ad Agrigento si è svolta una conferenza: le interviste 

Si è letto con interesse l’intervento reso a mezzo stampa dell’amministratore di SEA Gianni Mirabile, in cui si stigmatizza il comportamento becero ed incivile di alcuni residenti nella nostra città che si ostinano a gettare rifiuti in strada, determinando la creazione di vere e proprie discariche a cielo aperto che, come la presidenza del Consiglio Comunale ha già segnalato da tempo ed in tutte le sedi, anche extra-comunali, costituiscono un pericolo grave ed attuale per la salute pubblica.
Ci si associa senz’altro all’appello rivolto ai residenti che non rispettano le regole del vivere civile, così come si condivide la necessità di una attività repressiva dura ed implacabile.
Non si può permettere che le vie, i cortili, le zone verdi, le contrade di campagna in cui viviamo con le nostre famiglie, dove giocano i nostri figli, che la Città intera sia ostaggio di balordi senza scrupoli.
Tutto questo è vero e giusto.
Cosi come, in nome del vero e del giusto, occorre evidenziare come il servizio di raccolta in alcune zone del nostro comune e delle contrade cittadine debba essere migliorato.
Si prenda ad esempio il caso di contrada Rinazzi, i cui residenti hanno contestato e reso manifesta, con una petizione accompagnata da centinaia di firme, la circostanza che il servizio di raccolta non viene fornito con costanza ed efficienza.
Non può sottacersi, a titolo esemplificativo, che ad oggi, dopo diversi mesi dall’avvio del servizio, mancano le isole ecologiche informatizzate che il delegato di Sea-Iseda-Ecoin, interpellato sull’argomento nel mese di marzo durante il consiglio comunale straordinario, affermava essere già state ordinate al fornitore e che sarebbero state presto consegnate alle ditte: così come non risultano essere stati collocati i cassonetti per la raccolta differenziata nelle aree periferiche ed extraurbane; per non parlare, infine, della situazione in cui versa il Foro Boario che risulta essere da tempo in condizioni a dir poco intollerabili, destando il disgusto e l’indignazione dei cittadini che vi si recano, determinando un danno incalcolabile per l’immagine della Città e costituendo un grave pericolo per i lavoratori che vi operano.
Come giustamente affermato dal Dott. Gianni Mirabile siamo tutti chiamati a collaborare in questa che può ben definirsi una grande battaglia di civiltà, in cui la persuasione culturale e la repressione dei comportamenti incivili deve camminare insieme all’efficienza dei servizi, in nome dell’ambiente e dei nostri figli.

Ad Agrigento oggi, giovedì 13 giugno, nei locali della Biblioteca comunale “La Rocca”, su iniziativa dell’assessorato comunale alla Solidarietà sociale, dalle ore 16:30 in poi si svolge il convegno “Garante per l’infanzia e tutori volontari. Insieme per i diritti dei minori”. Dopo l’intervento del sindaco di Agrigento, Lillo Firetto, interverranno Gerlando Riolo, assessore comunale alla Solidarietà Sociale, Luigi Bordonaro, Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza, Rosa De Luca, e Claudia Sinaguglia, referente accoglienza Sprar Acuarinto. Al termine seguirà il dibattito.

 

A San Giovanni Gemini, questa sera, giovedì 13 giugno, in occasione dei festeggiamenti in onore di Gesù Nazareno, nel salone della Chiesa Madre, alle ore 20:30, sarà presentato il libro “Quasi Papa” di Andrea Cirino. Interverranno, insieme all’autore, il sindaco Carmelo Panepinto, don Baldo Reina, rettore del Seminario Vescovile di Agrigento, e l’assessore comunale avvocato Antonio Pellitteri.

Nottetempo lungo la strada provinciale 10 tra Niscemi e Gela, in provincia di Caltanissetta, un incidente stradale ha provocato la morte di un ragazzo di 22 anni, Cristian Cannia, a bordo di una Mini Cooper insieme con altri quattro amici. Al conducente dell’automobile è sfuggito il controllo del mezzo in un tratto rettilineo della provinciale. L’auto è caduta in una scarpata e Cristian Cannia è stato sbalzato fuori dalla vettura. E’ morto poco dopo essere giunto all’ospedale di Gela. Nel frattempo, all’ospedale di Gela è stato arrestato il conducente della Mini Cooper, S I, sono le iniziali del nome, 22 anni. E’ indagato di omicidio stradale. Il giovane è risultato positivo agli esami tossicologici, così come gli altri feriti.