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“Europee”, tra percentuali e diatribe

Il sondaggio appena pubblicato dal “Corriere della Sera” proietta la Lega quasi al 37%. Gianfranco Miccichè spiega le ragioni dello strappo con Pogliese.

La politica italiana è sempre più targata Matteo Salvini. Così è secondo l’ultimo sondaggio pubblicato dal “Corriere della Sera” prima delle elezioni Europee. Secondo tali rilevazioni, la Legasfiora quota 36,9%, e il Movimento 5 Stelle crolla al 22,3%. Prospettive non positive per il Partito Democratico: l’effetto traino delle primarie si sarebbe concluso, il sorpasso sul Movimento 5 Stelle sarebbe fallito, e la percentuale stimata è il 18,7%. Poi Forza Italia all’8,7%, e Fratelli d’Italia al 4,6%. E poi “Più Europa” è al 3%, sotto la soglia di sbarramento che è al 4. E Salvini commenta su twitter e scrive: “Tutto questo grazie a voi, e il 26 maggio si cambia la storia d’Italia e d’Europa! Prima l’Italia”. Nel frattempo, lo strappo interno a Forza Italia in Sicilia, provocato dalle dimissioni di Pogliese e di Catanoso per il non inserimento in lista del catanese Giovanni La Via, non si ricuce, almeno per il momento. Il coordinatore regionale, Gianfranco Miccichè, ha nominato l’assessore regionale alle Infrastrutture, Marco Falcone, commissario provinciale di Forza Italia a Catania, e le sue parole di accompagnamento sono state: “Solo chi conosce benissimo il territorio catanese può ricoprire questo incarico, soprattutto in vista della prossima competizione elettorale”. Ancora nel frattempo, e ancora Gianfranco Miccichè svela le ragioni per le quali sono stati scelti gli otto candidati attuali di Forza Italia escludendo gli altri. E spiega: “La proposta di Salvo Pogliese era talmente pazzesca, talmente assurda, che era fatta apposta per farsi dire di no e uscire dal partito. E così è stato. E’ stato improponibile, e dunque volutamente autolesionista, insistere così su Giovanni La Via: una persona perbene, per carità, ma alle scorse Regionali era il vicepresidente della Regione designato dal Partito Democratico, che è stato sconfitto dal centrodestra siciliano. Era come dire che abbiamo sbagliato tutto. Quando ci incontrammo, anche con Pogliese e Catanoso, la prospettiva era che con la Brexit i candidati potessero essere nove. E cinque gli uomini. In quelle condizioni, contando ovviamente Berlusconi capolista, Cicu uscente e Romano come frutto di un accordo nazionale con i centristi, ci sarebbero stati due posti. Ma alla fine la Brexit ha ritardato, e i posti sono rimasti quattro. E rischiavamo che l’unico siciliano espresso dal partito fosse uno che fino a ieri faceva campagna elettorale per il Pd alle Regionali”. E poi, alla obiezione che lo strappo si sarebbe evitato se anziché il catanese La Via fosse stato candidato il catanese Basilio Catanoso, Gianfranco Miccichè controbatte: “Sì, la strada della soluzione era questa. Ma Pogliese non l’ha voluta percorrere seriamente neanche per un minuto. Ci sarebbe stato spazio per Catanoso, per Falcone… Ma il punto è che se avessimo saputo che i posti erano quattro non saremmo arrivati a questo punto. Se l’avessimo saputo sarebbe stato più complicato anche l’accordo con Romano, magari avremmo dovuto sacrificare lui nonostante il suo grandissimo lavoro per farci vincere le elezioni con un candidato, Musumeci, che era distante dal suo sentire. Ma ormai è andata così. Forse perché doveva andare proprio così…”.

 Angelo Ruoppolo (Teleacras)
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