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Referendum per la fusione dei comuni di Cammarata e San Giovanni Gemini, 28 aprile 2019

Cammarata e San Giovanni Gemini (con una popolazione rispettivamente di 6129 e 7895 abitanti) sono due Comuni della provincia di Agrigento (al confine con quelle di Palermo e Caltanissetta) da sempre considerati di grande vivacità culturale e imprenditoriale, e che si trovano nella particolare condizione di stare uno aggrappato all’altro e con i territori uno dentro l’altro. Cammarata ha antica origine (bizantina o araba) mentre San Giovanni Gemini è città di fondazione, istituito giuridicamente (con la divisione del territorio da quello di Cammarata) nel 1587. La formazione di due comuni così ravvicinati è dovuta all’interesse personale dei signori di Cammarata che, ritagliando artificiosamente un piccola parte dentro un unico territorio, riescono ad acquisire il titolo di duchi.

Le due strutture urbane, dapprima autonome, separate e distinguibili, fisicamente delimitate dal torrente Turibolo dove una volta i ragazzi giocavano alla guerra), col trascorrere degli anni si sono avvicinate per una reciproca forma di attrazione. Ad oggi sono diventate un’unica città che è l’immagine della realtà culturale, familiare e parentale. Questa situazione ha determinato anche situazioni paradossali: ad esempio il fatto che la vetta di monte Cammarata si trovi nel territorio di San Giovanni Gemini mentre quella di monte Gemini nel territorio di Cammarata; che il Convento dei Cappuccini nasca come convento di Cammarata e, dopo la divisione del territorio, rimanga nel territorio di San Giovanni Gemini; che l’area del Convento di Santa Maria di Gesù (dove si venera la Madonna Cacciapensieri, eletta nel 1627 Patrona primaria di Cammarata e San Giovanni Gemini) abbia goduto storicamente di una extra-territorialità e sia considerato «territorio comune alle due popolazioni»; che il Cimitero sia stato sempre uno spazio comune nonostante ricada nel territorio di San Giovanni Gemini, che sempre ha mantenuto il carattere di luogo comune; che alcune vie siano siano l’attuale confine ed abbiano una doppia denominazione o che, addirittura, che in alcune case cambiando di stanza si passi da un comune all’altro.

Sta di fatto, inoltre, che le relazioni parentali e i continui spostamenti di popolazione hanno sempre creato situazioni e occasioni di comunione, che ha determinato un’unica identità culturale, identiche tradizioni religiose e civili. Nel tempo, quindi, si è determinata un’unica condizione fisica, economica, sociale e culturale per cui oggi non resta che portare a compimento un fenomeno compiuto, da razionalizzare dal punto di vista giuridico e amministrativo con la creazione di un solo Ente ed una sola amministrazione.

Dal 2011 è avviato processo di fusione (del quale del resto si comincia a parlare già sul finire dell’Ottocento e che nel tempo ha avuto alcuni tentativi) che ha avuto all’inizio una fase di studio, sensibilizzazione e azione di condivisione (condotto da un Coordinamento intercomunale), con il coinvolgimento della società civile e della politica. Nel novembre del 2108, in applicazione della Legge Regionale n. 30 del 23 dicembre 2000 (Norme sull’ordinamento degli enti locali) i due Consigli Comunali (all’unanimità a San Giovanni Gemini, con un solo voto contrario a Cammarata) hanno approvato il progetto di fusione ed avviato l’iniziativa per l’indizione del referendum, che è stato autorizzato con decreto del 20 dicembre 2018 dell’Assessore Regionale delle Autonomie Locali e della Funzione Pubblica.

 

Il 28 aprile, i cittadini di Cammarata e San Giovanni Gemini sono chiamati alle urne per il referendum sulla fusione dei due comuni e l’istituzione del nuovo comune di CAMMARATA  GEMINI. Si tratta di un evento storico non solo per le due comunità ma per la Sicilia che vede la prima applicazione della Legge Regionale n. 30/2000 in termini di fusione. È quindi il primo referendum che si tiene in Sicilia per l’istituzione di un nuovo comune pensando ad una nuova e innovativa governace del territorio. Dall’esito di questo referendum dipendono altre iniziative che, seguendo l’esperienza di Cammarata e San Giovanni Gemini, altri comuni stanno avviando per ipotesi di fusione.

Ma per Cammarata e San Giovanni Gemini, per la loro particolare (e paradossale) condizione questa è veramente la grande opportunità:

  • per fronteggiare il presente (la crisi economica, la riduzione del costo e la qualificazione dei servizi, l’ottimizzazione della spesa, riorganizzare in termini di efficienza ed efficacia l’azione amministrativa);
  • per avere una prospettiva di sviluppo per il territorio e, soprattutto, per dare speranza ai giovani;
  • per diventare la più grande città di un vastissimo comprensorio con grandi potenzialità e capacità attrattività;
  • per responsabilizzare i cittadini e renderli protagonisti della propria storia, favorendo la rigenerazione degli ideali e la nascita di un entusiasmo “civile”.

 

In questi giorni a Cammarata e San Giovanni Gemini c’è un grande fermento, essendosi costituiti i comitati favorevole e contrario alla fusione. Il COMITATO SI FUSIONE ha da tempo iniziato la sua attività di sensibilizzazione e responsabilizzazione e domenica scorsa, con il primo comizio, ha aperto la campagna referendaria. Il COMITATO NO FUSIONE ha, al momento, ha avviato la propria campagna proponendo il non voto, puntando sul fallimento dell’iniziativa referendaria attraverso il non raggiungimento del quorum.

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