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Arresto di Arnone, indignati dell’altrui indignazione

 

Prima dell’avvento dei social qualche cupo e opinabile pensiero di chicchessia poteva rimanere nascosto. Oggi, grazie ai social, anche i pensieri più cupi e opinabili vengono alla ribalta con grande forza.

L’arresto dell’avvocato Giuseppe Arnone, ma soprattutto il video della sua cattura ha destato non poche polemiche. Questo giornale si è reso “complice” (perché ha pubblicato i momenti salienti dell’arresto all’interno del tribunale di Agrigento) dello sfogo di qualche avvocato il quale si è mostrato sdegnato e indignato per la spettacolarizzazione dell’evento di cui parliamo.

Prima di essere giornalisti siamo cittadini italiani. A tal proposito non riusciamo a nascondere una pesante indignazione nei confronti di chi si è indignato (scusate il bisticcio di parole) per la “spettacolarizzazione” dell’arresto di Giuseppe Arnone.

In un post su facebook viene evidenziata una mal celata accusa contro le Istituzioni; di fatto vengono contestate le modalità che hanno portato all’arresto di Giuseppe Arnone e soprattutto il luogo: l’interno del tribunale di Agrigento. C’è anche di più: viene suggerito agli organi competenti che l’arresto di Arnone poteva avvenire attraverso una telefonata per la notifica del provvedimento!

Non entriamo nel merito su tutto ciò che ruota a questa vicenda (non è compito nostro), ma non possiamo non intervenire, nel rispetto della “garanzia della libertà”, dinnanzi a cotanta arroganza mostrata nei confronti delle Istituzioni, colpevoli del nulla.

Ci lascia ancor di più annichiliti il fatto che l’avvocato “amareggiato” non abbia provato la stessa indignazione quando, in questi ultimi anni, l’avvocato Arnone ha offeso e vituperato una caterva di magistrati attraverso manifesti, volantini, libri, conferenze e striscioni posti proprio dinnanzi al tribunale.

Andiamo all’arresto di stamattina. Dove erano le telecamere? Dove erano i fotografi? Dove erano i giornalisti? Chi ha avvisato la Procura di Agrigento per appostarsi dietro l’angolo e riprendere il tutto?

E dire che queste cose prima accadevano, eccome! Eppure nessuno si è mai indignato, sia che si trattasse di un comune delinquente o di una persona perbene. Troppe volte abbiamo assistito alla spettacolarizzazione di numerosi arresti.

Non è così che va il mondo. Oggi tutto va spettacolarizzato e tutto in un solo istante vola su internet. Internet vuol dire i social, facebook e tanto altro. Ed è proprio su facebook che l’indignato avvocato ha mostrato spasmodicamente tutta la sua amarezza.

Facebook è capace di tutto, facebook accoglie e raccoglie tutto. Sforna, spesse volte, anche istinti miserabili; ma facebook è anche un contenitore di video, di stati d’animo, di momenti.

Il video dell’arresto di Arnone è stato ripreso da un semplice cittadino. Stesso motivo, stessa considerazione: la voglia spasmodica di ufficializzare al mondo intero tutto ciò che accade e ci circonda in tempo reale. Quella stessa voglia che ha spinto l’avvocato a scrivere quel post assai discutibile (eufemismo). Né più né meno.

Rimane la nostra amarezza, rimane il nostro imbarazzo sul silenzio tombale dei personaggi che oggi si indignano e non sono mai intervenuti quando Giuseppe Arnone, da tempo e fino a qualche giorno addietro, ha offeso e vilipeso senza alcuna pietà magistrati e istituzioni di ogni ordine e grado.   

Si è sentito dire da qualche parte che oggi la Giustizia agrigentina abbia aperto una pagina buia.

Noi non siamo d’accordo. Semmai siamo fortemente convinti che, ancora una volta, qualcuno ha perso una ghiotta occasione per chiudere il becco.

 

 

 

3 COMMENTI
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    Osservatore 28 Marzo 2019

    Modesta opinione: ammesso che l’avv. Arnone sia tacciabile di aver “aggredito” le Istituzioni, non credo che queste ultime possano rischiare anche solo che venga percepito un abbassarsi al tu per tu…

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    enzo carrubba 28 Marzo 2019

    Gentile Direttore,
    vedo che come sempre non manca di dire puntualmente le parole giuste al momento giusto. peccato che fino a questo momento nessuno abbia ancora pensato di integrare il suo pensiero.

    l’arresto dell’avvocato Arnone rappresenta sicuramente una pagina buia della città di Agrigento. un soggetto che pur avendo ricoperto nel passato ruoli istituzionali continui imperterrito ad offendere e denigrare magistrati ed istituzioni di ogni ordine e grado è veramente una cosa che non si poteva ancora sopportare.
    Concordo con Lei quando si indigna con quanti si sono indignati per l’arresto di Arnone e per le motivazioni che ne stanno a fondamento.
    Penso che occorra aprire una grande riflessione in questa società civile che vuole garantire tutto e tutti senza pretendere un profilo etico morale che sostenga il senso stesso di vivere in società. Forse più che pensare di aprire una riflessione dovremmo inaugurare un nuovo corso di laurea ad Agrigento.

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    Alfonso Civiltà 28 Marzo 2019

    Chi di spada ferisce…..di spada perisce. Mai detto popolare fu così confermato.

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