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La gente mormora, la gente a volte è maligna…

La decisione dell’assessore regionale ai Beni Culturali Sebastiano Tusa di azzerare entro dieci giorni tutti i vertici del Parco Archeologico della Valle dei Templi ha suscitato in tutta la provincia di Agrigento una serie di reazioni alcune delle quali scomposte e prive di ogni razionalità.

Ad intervenire una serie di soggetti interessati alla “bomba” Tusa, che in una notte ha deciso l’azzeramento apicale di un Ente che sicuramente non  raschia i fondi di un barile in piena crisi. Nelle ultime ore la stanza dell’ottimo assessore regionale, Tusa, è stata presa d’assalto. La direzione del Parco Archeologico della Valle dei Templi non è roba da poco.

Non ci soffermiamo su come sono andate le cose (possiamo solo prevederle…) in quella stanza. Di sicuro c’è che nelle ultime ore non si è respirata aria tranquilla.

Se poi, alle mezze verità, si aggiunge il mormorio ed il sussurrare delle più classiche voci di corridoio, cioè di quella parte di maligni che vede marcio in ogni dove, la frittata è fatta. 

Non possiamo (e non dobbiamo) sottacere, in questo caso, come per noi è indispensabile schierarsi dalla parte del direttore uscente del Parco Giuseppe Parello, nei confronti del quale qualche voce maligna ha davvero esagerato.

Persona estremamente perbene, Parello, ha però lasciato a questo e ad altri organi mediatici, qualche perplessità che riguarda il criterio e la gestione delle somme destinate alla comunicazione pubblicitaria. Nulla più.

Così come non possiamo sottacere il fatto su come, il Parello, abbia o meno coinvolto l’intero Consiglio del Parco, formato da altri tre componenti che portano il nome di Gabriella Costantino, Gabriella Capizzi e Bennardo Campo, sulle decisioni intraprese in ordine alla Festa del Mandorlo in Fiore (e non solo). Il regolamento parla chiaro: ogni decisione intrapresa deve essere proposta e condivisa dai componenti da tutto il CdA del Parco; al direttore spetta solo eseguire. Sia la Costantino sia la Capizzi non sono mai state coinvolte sulle iniziative intraprese da Parello e dal Rup della festa Bennardo; il silenzio più totale. 

Addirittura c’era anche stata una proposta presentata dall’allora soprintendente e, dunque, da un componente del Consiglio di Amministrazione, che riguardava (in occasione dalla Festa del Mandorlo in Fiore) una iniziativa storica rivisitata ed in chiave attuale (importo non superiore ai 15 mila euro) che è stata bocciata dallo stesso Parello con la seguente motivazione: “Non ci sono soldi…”.

Su tali fatti si può (e si deve) disquisire. Non altrettanto, però, si può fare sulle malignità ordite da qualche malpensante che ha immaginato scenari davvero imbarazzanti e privi di ogni credibilità razionale.

Le avvelenate voci di corridoio hanno sussurrato porcherie di ogni genere, tra le quali, in barba ad ogni legge o normativa sull’anticorruzione e sulla rotazione (che prevede la permanenza in un Ente per un periodo determinato), che in ballo ci sarebbe, dopo le dimissioni da direttore, la richiesta della presidenza dello stesso Parco Archeologico.

E qui, noi, stiamo dalla parte di Parello. Non osiamo nemmeno immaginare un Parello così tanto attaccato alla poltrona. Una persona perbene come lui che, non ha nemmeno bisogno di attenersi a qualsiasi legge sulla rotazione e sull’anticorruzione (nonostante una interrogazione dell’onorevole Giusi Savarino). Siamo certi che la sua onestà intellettuale sarebbe superiore alla voglia di uscire dalla finestra per poi, alla fine, entrare dal portone!

Parello capirebbe in un solo istante di trovarsi dinnanzi ad beffa (dal punto di vista deontologico, leale e professionale) spostarsi soltanto di un piano per non schiodarsi dallo stesso Ente dopo tanti anni di attività apicale e dove già ha ottenuto una proroga per rimanerne il direttore.  

Gente cattiva, senza dignità, malpensante e maligna dalla testa ai piedi. Impossibile, in questo caso, non stare dalla parte di Giuseppe Parello.

Lo stesso discorso va fatto anche per l’assessore regionale Tusa, persona altrettanto perbene come Parello. Non osiamo mai immaginare come la brillante attività amministrativa del capo dei Beni Culturali in Sicilia potesse subire uno stop (assai prevedibile) causato dallo scivolone su una buccia di banana tanto grossolana quanto attaccabile da quel già traballante mondo politico siciliano che attualmente sta vivendo rari momenti di gloria.

Gentaglia, davvero gentaglia.

 

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