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Ravanusa: anche quest’anno il delirio in occasione della 33° edizione del Carnevale

Musica martellante, carri, piazza piena di gente che salta, tante maschere e tanto divertimento. E’ ritornata ancora una volta la magia in occasione della 33° edizione del Carnevale ravanusano. Una magia che si rinnova negli anni e che neanche la concorrenza del Carnevale delle cittadine vicine (Licata e Canicattì) è  riuscita a smorzare. Come ogni anno, dal sabato al martedì grasso, le giornate sono state animate da maschere, coriandoli, musica in piazza e carri allegorici realizzati con sapiente maestria ma soprattutto con tanta passione, quella che certamente non è mai mancata a Ravanusa, così come lo spirito gioioso e burlesco che scorre nelle vene di ogni ravanusano!

Uno spirito rimasto immutato da quel lontano 1983, quando un gruppo di amici (P.Miceli, C. La Marca, G. Aronica, L. Formica, S. Giordano, G. Valenza, M. Mangino, E. Gambino) presentarono un carro a Camastra il cui titolo era “VIVA L’ITALIA” e che, arrivato terzo in classifica, si decise di far sfilare per le vie di Ravanusa. Così ebbe inizio il carnevale ravanusano! Cioè dalla passione di alcuni amici, dalla voglia di divertirsi. E così è ancora oggi: nonostante sia l’amministrazione comunale ad organizzare la kermesse, il vero spirito e la vera grinta ce la mettono gli stessi abitanti, come suggerisce lo stesso slogan apparso per vari anni in volantini e locandine.

Ma non solo ravanusani. Ad invadere la piazza e le strade del comune agrigentino, come ogni anno, anche tantissima gente proveniente dai paesi limitrofi che sono stati letteralmente contagiati dall’allegria. A distanza di 33 anni, infatti, quello di Ravanusa è diventato certamente uno dei carnevali più belli della provincia e punto di riferimento per tanti giovani dell’hinterland.

Ancora una volta, le quattro giornate di Carnevale sono state scandite da tanti appuntamenti, anche di un certo rilievo: oltre alla classica sfilata dei carri per le vie del paese (quest’anno ben otto e tutti molto belli e curati nei minimi particolari) per ciascuna delle 4 serate è stato proposto un evento. Domenica, ad inondare di musica la piazza I Maggio, e anche di tanta nostalgia per i mitici anni ’90, c’era sul palco Dj Jump con le esibizioni live di Kim Lukas, Ledy Helen e Roby Rossini; il lunedì è stata la volta degli Alien Cut mentre il martedì ha chiuso il sipario l’ospite d’eccezione Dino Brown da M2O. Quindi anche quest’anno ospiti di fama nazionale e internazionale. Inoltre in tutte e quattro le serate si sono alternati vari dj locali: Peppe Pendolino, Valerio Sciascia, Carmelo Avarello e Vito Raia.

Quest’anno, per la gioia dei tanti amanti del ballo e del divertimento, la discoteca è durata fino a tarda notte e, dopo, i più temerari hanno continuato a ballare fino all’alba nei vari locali del centro, come d’altronde è sempre stato (come molti ricorderanno, invece, l’anno scorso la musica era stata spenta in tutte e quattro le serate alle 2:30 per ragioni di ordine pubblico). Ma la festa a Ravanusa non è durata solo quattro giorni: a precede il Carnevale, infatti, varie serate in diversi locali del paese fra cui l’ormai tradizionale Proemio Carnival al Picche Rosso che ha visto anche quest’anno la partecipazione di tantissimi giovani.

Uno dei momenti più importanti è stato, senza dubbio, quello della premiazione dei carri. Ecco la classifica: al primo posto il carro “Nettuno”, al secondo posto “Brexit mission”, sul terzo gradino del podio il “Carro degli amici”, quarto classificato il carro “Sicilia bedda”, quinto classificato “Inferno”, al sesto posto “Apocalisse digitale”, al settimo “Meraviglie dell’oceano”, ultimo posto per “Cartoons”. La premiazione si è svolta come sempre tra scroscianti applausi e urla di felicità dei vittoriosi che hanno agitato festosi la coppa sulle note di We are the champions.

In tutto questo però una nota dolente: come ogni anno (e come è prevedibile in manifestazioni del genere in cui delirio porta agli inevitabili bicchieri di troppo e alle conseguenti degenerazioni) non sono mancate risse. Da segnalare soprattutto quella dell’ultima sera, iniziata intorno alle 4:00 di notte all’interno del Whellington pub e proseguita nei pressi della chiesa Madre, e in seguito alla quale alcuni ragazzi sono finiti in ospedale con diversi danni fisici. Da precisare, a tal proposito (e spiace dirlo) che in questa circostanza le forze dell’ordine non erano presenti sul posto ed è stato necessario chiamarle; quando poi sono arrivate era praticamente già finito tutto. Ovviamente è inconcepibile che in manifestazioni di questo tipo, e soprattutto in tarda notte quando è più facile che accadano queste cose, non siano presenti forze dell’ordine pronte ad intervenire in casi di risse e disordini.

Nel complesso, comunque, la festa è riuscita benissimo, ed anzi quest’anno si è avuta quasi l’impressione di essere ritornati ai fasti di un tempo, a quegli indimenticabili livelli degli anni ’80 e ’90, che molti nostalgici ancora ricordano. Merito sicuramente dell’amministrazione comunale, e in primo luogo del sindaco Carmelo D’Angelo e dell’assessore allo spettacolo Liliana Aronica, e dell’impeccabile organizzazione; merito anche dei tanti che hanno raggiunto Ravanusa dai paesi limitrofi; ma merito soprattutto dei ravanusani che continuano a crederci e hanno reso possibile tutto questo. “Vince il carro Nettuto – ha scritto il Sindaco sul suo profilo Facebook – ma vince soprattutto la Ravanusa dei giovani e delle famiglie che hanno contribuito a realizzare una magnifica festa con la partecipazione di tante persone dei paesi limitrofi che ringrazio per averci preferito”.

Mercoledì mattina, poi, il paese si è svegliato nella “quiete dopo la tempesta” che ha reso tutti un po’ tristi di ritornare alla vita di tutti i giorni. Ma d’altronde il Carnevale è proprio questo: dimenticare per qualche giorno i pensieri quotidiani e lasciarsi andare al divertimento e alla spensieratezza, travestendosi in qualcosa che non si è nella vita reale.

Una festa antichissima che affonda le radici nei riti dionisiaci greci e nei Saturnali dell’antica Roma, ma che risulta ancora, incredibilmente, attuale. Ieri come oggi valvola di sfogo e momento di estraniazione. Ed è straordinario come Ravanusa, dopo 33 anni, riesca ad organizzare ancora un bellissimo Carnevale che non teme concorrenza.

Ilaria Greco

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