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Catania: la festa di Sant’Agata finisce in procura. Aperta inchiesta su presunte scommesse clandestine

La mattina del 6 Gennaio, la tradizionale festa della padrona di Catania Sant’Agata, omaggiata da migliaia di fedeli devoti e attrattiva di tantissimi turisti, ha subito un cambio di rotta nel suo percorso rituale. Infatti, nelle prime ore del mattino è stata annullata, per motivi di sicurezza dovuti all’eccessiva presenza di donne e bambini lungo il cordone con le funi che ne ostruivano il passaggio, la spettacolare “acchianata i Sangiulianu” alla fine della quale il Fercolo avrebbe dovuto sostare in via Crociferi per essere omaggiata dal canto delle suore benedettine per poi rientrare in cattedrale.
Su questo cambio di percorso sta indagando la procura di Catania che ha aperto un’inchiesta per capire quanto siano vere le voci che corrono su “presunte scommesse clandestine” relative all’annullamento della salita di via Sangiuliano e l’orario di rientro in Cattedrale della Santa.
Su questo strano episodio, il prefetto di Catania Claudio Sammartino intende andare fino in fondo: “Abbiamo fatto il Comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico, con la presenza del Procuratore della Repubblica Carmelo Zuccaro, ha dichiarato il Prefetto. Non sottovalutiamo nulla e c’è grande attenzione su tutti gli aspetti e gli avvenimenti che sono accaduti in questi ultimi giorni, perché lo Stato deve essere sempre attento e vigile soprattutto nei momenti di criticità”.
Ricordiamo che la decisione del capo vara Claudio Consoli di annullare la tradizionale salita di Sangiuliano fu oggetto di dure proteste e contestazioni da parte di alcuni devoti mentre, all’arrivo del Fercolo della Santa davanti la Cattedrale, Monsignor Scionti in piazza Duomo davanti ai fedeli disse: “Cari delinquenti, siete soli e isolati. I devoti e Sant’Agata non possono essere ostaggio.”
Nei confronti di Consoli e di Monsignor Scionti il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal prefetto Claudio Sammartino, ha confermato la ‘vigilanza’ nei loro confronti. In sede di Comitato si è discusso anche di quanto accaduto alla giornalista catanese Fabiola Foti che ha trovato una testa di capretto tagliata a metà sul parabrezza della sua auto. Per lei, che ha presentato denuncia ai carabinieri, è stata disposta “un’attenzione vigile” delle istituzioni.

1COMMENTO
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    Sebastiano 12 Febbraio 2019

    Complimenti al denunciante . Speriamo che capiscono che le cose si fanno nei dovuto moti.

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