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I carabinieri della Tenenza di Favara hanno fermato, in esecuzione di un ordine di arresto emesso dall’autorità giudiziaria, un uomo di 30 anni, originario di Torino.

L’uomo è stato rintracciato a seguito di indagine effettuata dai Militari dell’Arma che hanno fatto scattare le manette nei confronti del ricercato.

Sul capo del 30enne pendono infatti accuse per danneggiamento, reati contro la persona e minacce e per questo deve scontare 6 mesi agli arresti domiciliari.

E’ stata una notte movimentata quella appena trascorsa per un’anziana e i residenti di un’abitazione di via Maroncelli, a Licata. Un incendio è divampato dall’interno di una stanza della casa in cui risiede l’anziana pensionata probabilmente a causa di un corto circuito proveniente dallo stereo. Il fatto è avvenuto poco dopo la mezzanotte.

La signora, che si trovava già a letto, ha sentito la terribile puzza di fumo e, una volta alzatasi, ha notato che all’interno dell’abitazione era scoppiato un incendio. La signora, pur presa dal panico, ha cominciato a urlare in cerca di soccorsi e, in effetti, i primi ad intervenire sono stati i vicini di casa che – sentendo le urla – sono accorsi immediatamente.

Subito dopo sono giunti sul posto i carabinieri della Compagnia di Licata e una squadra di Vigili del Fuoco di Corso Argentina che hanno isolato la zona e portato in salvo l’anziana. I Vigili del Fuoco hanno lavorato per spegnere le fiamme fino alle 3.30 del mattino.

Traendo spunto dalle recenti stabilizzazioni dei lavoratori precari in vari Comuni della Sicilia e di quelle in itinere, ritengo, opportuno e doveroso porre all’attenzione dell’opinione pubblica in generale e alla classe politica governante, alcuni spunti di riflessione che attengono la questione “stabilizzazione si, stabilizzazione no,stabilizzazione le faremo sapere” dei lavoratori precari del Comune di Agrigento.
Credo sia venuto il momento di farne una questione sì locale, ma anche e soprattutto una “questione morale-propositiva”. Ho avuto modo di conoscere, da vicino la realtà dei lavoratori precari del Comune di Agrigento, nonché, le professionalità che hanno acquisito all’interno dell’Ente in questi anni, circostanza questa che ormai, li colloca come una risorsa indispensabile ed imprescindibile per l’erogazione dei servizi cui sono preposti nei vari settori.
Pur comprendendo, altresì, le criticità finanziarie dell’Ente, preso atto, altresì, degli imminenti pensionamenti 2019/2020, nonché della spesa che la Regione Siciliana ha cristallizzato per questa classe di lavoratori, ritengo, che oggi, più che mai, tutti, abbiamo l’obbligo di puntare i riflettori sulla questione lavoratori precari del Comune di Agrigento, indipendentemente dall’appartenenza politica, sia essa di maggioranza, che di opposizione e di contribuire ove ve ne siano i presupposti alla loro stabilizzazione.
Pertanto, con la presente, ai sensi
del vigente Regolamento per il Funzionamento del Consiglio Comunale nell’esercizio delle funzioni di sindacato e di controllo che interessano l’Ente e la collettività amministrata chiedo:
-una relazione dettagliata e analitica di tutto il personale precario in servizio presso il Comune di Agrigento, i settori ove prestano le proprie mansioni nonché la spesa che la Regione Siciliana ha ormai da diversi anni cristallizzato in loro favore;
-una relazione dettagliata e analitica relativa alla situazione finanziaria dell’Ente, nonché tutti gli adempimenti e le procedure tecnico-amministrative e gestionali per attivare l’eventuale stabilizzazione.
-una relazione finale che certifica gli eventuali presupposti per la stabilizzazione
”.

E’ iniziata nel peggiore dei modi la settimana per il settore rifiuti ad Agrigento. Gli operatori ecologici questa mattina, hanno lasciato il servizio nelle ultime due ore dei rispettivi turni di servizio, così come stabilito insieme alle organizzazioni sindacali e dopo averne preventivamente informato gli organi competenti, il Comune e le imprese. Il risultato è stato che in molte parti della città, sia l’umido che la carta e il cartone sono rimasti nei mastelli. La situazione è ancora critica perchè, sebbene non sono ancora previste altre assemblee, al termine delle riunioni di questa mattina con i sindacati è emerso che gli uffici del Comune di Agrigento non metteranno in pagamento la fattura per le imprese entro domani, martedì 29 gennaio, così come annunciato dall’assessore Nello Hamel, si andrà all’indizione di altre azioni di protesta e allo sciopero. Domani pomeriggio dunque, si saprà quale piega prenderà la vertenza dei netturbini di Agrigento ancora in attesa dello stipendio di dicembre. 

Assemblee questa mattina anche a Canicattì dove gli operatori ecologici devono percepire le spettanze di ottobre, novembre, dicembre e la tredicesima mensilità.

Il ministro Toninelli, al momento, non incontrerà i sindaci agrigentini, nisseni e palermitani. I creditori della Cmc: “Il governo anticipi i soldi. Il blocco dei cantieri è un sequestro di persone”.

Sabato 19 gennaio scorso i sindaci interessati e afflitti dal blocco dei cantieri stradali verso Palermo e Caltanissetta, a causa della crisi dell’impresa Cmc, si sono riuniti al Municipio di Agrigento radunati dal sindaco di Agrigento, Calogero Firetto. E ciò per consolidare un fronte di lotta per il ripristino di condizioni minimamente normali di viabilità e bussare virtualmente alla porta del ministro alle Infrastrutture, Danilo Toninelli, affinchè intervenisse a rimedio. Ebbene, poco più di una settimana dopo si apprende che il ministro Toninelli non incontrerà, almeno per il momento, i sindaci agrigentini, nisseni e palermitani, e che, probabilmente, sarà lui, Toninelli, a recarsi dai sindaci, in visita nei luoghi del disastro provocato dal dissesto finanziario della Cmc di Ravenna, titolare degli appalti sulle strade statali 121,189 e 640. I sindaci sono furibondi e meditano di rivolgersi al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. E il sindaco Firetto replica così al mancato aggancio con il ministro Toninelli: “Sul futuro della Agrigento-Palermo e della Agrigento-Caltanissetta il silenzio del ministero delle Infrastrutture è assordante. Il grido dei sindaci rimane sostanzialmente inascoltato, mentre mezza Sicilia – territorio, studenti, lavoratori, imprese – di fatto è schiacciata dal superamento di ogni limite di pazienza. Si apprende, da contatti informali con il ministero, che il ministro Danilo Toninelli potrebbe programmare per la fine di febbraio o nei primi di marzo una visita ai cantieri. Ciò sarebbe stato più sensato nel novembre scorso quando è giunto ad Agrigento. Ora, invece, la visita del ministro Toninelli sarebbe solo una sorta di giro turistico nei cantieri chiusi, un itinerario della memoria. Oltre al danno, la beffa. Scriveremo al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, perché in Sicilia sia garantito il lavoro, lo studio, la sicurezza, lo sviluppo. Andremo a Roma, chiederemo che il ministro Toninelli intervenga subito e la protesta andrà avanti ad oltranza affinché la parte sud occidentale della Sicilia recuperi il collegamento con le principali direttrici regionali”. Nel frattempo, il Comitato dei creditori del gruppo Cmc per i lavori pubblici in Sicilia, che vanta oltre 50 milioni di euro di crediti e fatture non pagate da 18 mesi, pressa sul governo nazionale – e non sull’Anas perché l’Anas ha già spiegato di non avere risorse sufficienti – affinchè il governo anticipi il denaro per saldare i debiti della Cmc, e poi si rivalga sulla Cmc. Il Comitato, tra imprese edili e fornitori, scrive: “Il governo nazionale assuma finalmente una posizione chiara e decisa sulla crisi della Cmc di Ravenna, che in Sicilia ha messo sul lastrico oltre cento imprese e 2.500 lavoratori. Anticipi i soldi ai creditori siciliani della Cmc per consentire la ripresa immediata dei lavori sulla Agrigento-Palermo, sulla Agrigento-Caltanissetta e sulla metropolitana di Catania, e sia poi lo stesso governo a rivalersi sulla Cmc affrontando le lunghe procedure di recupero crediti che noi non potremmo sopportare. Interi quartieri a Caltanissetta sono rimasti tagliati fuori dal mondo a causa dei cantieri che hanno interessato la zona devastando le strade di collegamento. Per la stessa ragione sono state sospese le autolinee che collegano diversi centri lungo la Palermo-Agrigento perché gli autobus non possono transitare più dove si sono create strettoie, impedendo a pendolari e studenti di usufruire dei mezzi pubblici. E lo scorso 12 gennaio una donna di Roccapalumba ha dovuto partorire in ambulanza per l’impossibilità di raggiungere in tempo l’ospedale di Palermo. Lo Stato non può restare immobile di fronte a questo ‘sequestro di persone di fatto’, nè abbandonare tanti cittadini all’isolamento”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

A margine dell’incontro di oggi in Prefettura ad Agrigento sulle problematiche ricadenti nel comune di Casteltermini,il Sindaco Nicastro e l’Assessore Scozzari ringraziano vivamente il Prefetto Dario Caputo per l’attenzione,la disponibilità e l’interessamento che ha mostrato.

I due amministratori dichiarano:

“Il dramma che vive il territorio di Casteltermini va affrontato e risolto con decisione,nell’incontro di oggi abbiamo illustrato tutte le criticità che attengono questo territorio da troppo tempo.Abbiamo riscontrato da parte del Prefetto una grande disponibilità ad affrontare queste problematiche che hanno affossato la normale vita dei cittadini castelterminesi.

C’è stato un feed-back e una sintonia nel capire al meglio tutte le problematiche: dalla viabilità provinciale,dai problemi dell’unica strada a oggi aperta che è la Passo Fonduto,ai problemi primari per raggiungere le due stazioni ferroviarie,all’eterno imbuto del ponte di Milena sulla ss. 189 che da più di cinque anni semaforizzato e senza alcuna risoluzione da parte dell’Anas.

Abbiamo illustrato pure i progetti che questa amministrazione ha presentato alla protezione civile regionale per la regimentazione delle acque e dei muri di cinta oltre ad altre aree a rischio idrogeologico o statico che sono da codice rosso.

Al Prefetto abbiamo consegnato un dossier cartaceo dove c’è anche la cronistoria di questi ritardi che vanno subito colmati nell’interesse di questa comunità che è allo stremo delle forze e ribadiamo che il nostro intento è lavorare e superare questo stato delle cose e questo incontro ha aperto una breccia dopo troppi slogan e messaggi che non hanno lasciato traccia per ripristinare i collegamenti a oggi segnati terribilmente dall’insicurezza e dallo stato di abbandono viario che non possiamo avallare.”

I Giudici del TAR Sicilia – Palermo – hanno disposto, a carico della Regione Sicilia – Assessorato Agricoltura e Pesca – il riesame della domanda di un’ Azienda agricola agrigentina, che aveva partecipato al bando pubblico della Sottomisura 4.1 “Sostegno a Investimenti nelle Aziende Agricole”.

Al centro del contendere risultava la mancata attribuzione del punteggio, a titolo di Innovazione a intera spesa afferente a impianti, che s’intendevano realizzare.

Parte ricorrente, assistita dal legale empedoclino, avv  Katea Ferrara aveva, così, impugnato la graduatoria regionale e il provvedimento di attribuzione del punteggio, evidenziando, con articolato ricorso, che il concetto “INNOVAZIONE”, indicato dall’Unione Europea, andrebbe riferito a intero processo produttivo , senza possibilità di stralciare le singole voci di spesa, di cui sono composti gli impianti.

Il TAR, condividendo tale linea difensiva ha, quindi, riammesso all’esame del punteggio ingiustamente non attribuito e, al contempo, ha segnato una svolta importante nell’interpretazione del concetto Innovazione e dei criteri attributivi del punteggio indicati nelle Disposizioni Generali e Attuative della Sotto-Misura 4.1

Al Comune di Aragona i consiglieri comunali e componenti dell’amministrazione, Gioacchino Volpe, Lucia Salamone, Rosy Calcagna, Rosario Farruggia, Alfonso Galluzzo, Angelo Galluzzo, Francesco Morreale, Stefania Di Giacomo Pepe, Giovanni Graceffa, e Mariella Sardo hanno diffuso un intervento tramite cui esprimono solidarietà al sindaco di Aragona, Giuseppe Pendolino, appena rinviato a giudizio per abuso d’ufficio. I firmatari del documento affermano: “In ragione delle vicende giudiziarie che vedono coinvolto l’attuale Sindaco del Comune di Aragona, Giuseppe Pendolino, i Consiglieri comunali eletti nella Lista Pendolino Sindaco e l’intera Amministrazione Comunale esprimono massima solidarietà all’attuale Sindaco ed al suo operato. Invero, l’azione amministrativa dell’attuale compagine politica in questi 20 mesi è stata volta a far funzionare la macchina burocratica nel miglior modo possibile, nell’ottica di gestione degli uffici pubblici posti interamente a servizio della collettività. In ragione, anche, delle indubbie doti umane e di massima onestà intellettuale che caratterizzano la persona del Sindaco, questi riuscirà nelle sedi giudiziarie competenti a dimostrare di essere estraneo ai fatti lui contestati. Esprimiamo parimenti fiducia nell’operato della magistratura, la quale saprà accertare i fatti per cui oggi è coinvolto il Sindaco di Aragona”.

La Provincia di Agrigento ha tracciato un bilancio consuntivo dei provvedimenti Aua, l’autorizzazione unica ambientale, concessi nel 2018. Sono stati 108, ad opera del Settore Ambiente e Territorio, che ha accertato la regolarità degli impianti che hanno presentato istanza per ottenere tale titolo, essenziale per l’avvio di attività produttive. Le Aua sono state rilasciate a numerose imprese che operano in diversi settori produttivi, come trasformazione dei prodotti agricoli, caseari e ittici, frantoi e oleifici, stabilimenti enologici, frantumazione di inerti, strutture turistiche e alberghi, varie attività artigianali, depositi di carburanti, e altre ancora. La Provincia ritiene dunque confermato il ruolo fondamentale dell’Ente locale in tutte le competenze di tutela ambientale. L’Aua ha durata di 15 anni, e la relativa richiesta deve essere presentata tramite internet alla Provincia di Agrigento, tramite lo Sportello Unico per le Attività produttive dei Comuni ove insiste o insisterà lo stabilimento interessato.

I Carabinieri della Compagnia di Agrigento, al termine di un’attività informativa e di osservazione, dopo aver notato strani movimenti lungo alcuni vicoli della centrale via Atenea, hanno compiuto un intenso servizio di controllo nella zona. Un immigrato dalla Guinea, di 19 anni, ospite di un centro d’accoglienza, è stato arrestato ai domiciliari perché sorpreso in possesso di quasi mezzo etto di hashish. Risponderà all’Autorità giudiziaria di detenzione di sostanze stupefacenti a fine di spaccio. Un altro immigrato tunisino di 22 anni è stato segnalato alla Prefettura come consumatore di droga abituale perché in possesso di mezzo grammo di hashish. I controlli proseguiranno.