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Il presidente provinciale di Forza Italia di Agrigento, Piero Macedonio, fuoriesce dal partito in contrasto col commissario regionale Gianfranco Miccichè.

Ecco il testo integrale della lettera che Macedonio ha indirizzato a Gianfranco Miccichè:

al Commissario Regionale di Forza Italia

On.Gianfranco Miccichè

al Commissario provinciale di Forza Italia di Agrigento

On- Vincenzo Giambrone

e p.c. On Silvio Berlusconi

On. Antonio Tajani

On.Riccardo Gallo Afflitto

Voglio esternare la mia grande delusione per il comportamento del nostro responsabile regionale Gianfranco Micciche’ un uomo che aveva conosciuto i venti della vittoria del 61 a zero e che ora, conscio di essere alla fine della carriera politica ed avendo raggiunto il traguardo ambito di Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, si permette di svendere pezzi di territorio siciliano di Forza Italia con accordi, certamente scellerati , con altri poteri che governano la Sicilia.

Io sono un vecchio politico che ha vissuto nel territorio la politica degli ultimi 40 anni; ho visto operare ed ho conosciuto uomini politici di razza e di ogni partito, siciliani e nazionali i quali, pur differenziandosi per le diverse ideologie, nei loro comportamenti su due cose non transigevano mai :

a) L’attenzione di mantenere onorare e coltivare la propria dignità;

b) la protezione e difesa del loro territorio con l’impegno della crescita , sia nel miglioramento della qualità di vita che nel proselitismo a favore del proprio partito;

Tu ,egregio presidente Gianfranco, hai perso la prima( dignità) e te ne sei completamente fregato della seconda( la crescita).

Infatti per quanto riguarda la mia provincia nelle passate elezioni regionali non hai mantenuto alcun impegno preso con noi e te li ricordo di fila questi impegni:

Non hai inserito nel proporzionale ( listino) il nostro candidato onorevole Gallo Afflitto pur avendolo promesso; ed avevi un obbligo morale di farlo, e nessuno poteva contestare questa decisione di partito ,atteso che Riccardo Gallo era deputato della Repubblica che si sacrificava a sopportare il peso di una campagna regionale al solo scopo di mantenere e forse aumentare i consensi per Forza Italia nell’agrigentino.

Non hai dato alla provincia di Agrigento la possibilità di esprimere un assessore regionale , le televisioni sono piene di tue dichiarazioni in campagna elettorale come: ”non ho potuto inserire l’On.Gallo nel proporzionale (listino), ma vi assicuro che Agrigento per Forza Italia esprimerà certamente un assessore all’assemblea regionale siciliana in caso di vittoria della coalizione”

In successivi incontri hai detto che visto che non sei riuscito ( credimi,non hai voluto) ad inserire l’On Gallo nel listino e visto che non sei riuscito ( credimi, non hai voluto) a nominare un agrigentino nella compagine assessoriale di Forza Italia alla regione ,certamente vi garantisco che ci sarà un giusta compensazione con i sottogoverni là dove la legge lo consente.

Anche quest’ultime promesse sono andate in fumo, a Forza Italia agrigentina una briciola ed , invece , ai tavoli regionali hai svenduto il nostro territorio potenziando altri partiti di governo che ovviamente ti hanno ricompensato in altre trattative che ti interessavano maggiormente per la gestione di altri territori.

Stessa sorte o quasi è toccato a Forza Italia di Trapani, Messina, Ragusa ecc..

Hai operato con l’albagia più insopportabile,decidendo tutto senza mai consultare i responsabili dei territori e se qualche volta l’hai fatto , si è poi rivelata una presa in giro.

Ho avuto l’impressione come di essere gorvernato come forzista non dal commissario Miccichè,ma da DON RODRIGO.

Bene, come sei lontano da quel Gianfranco Miccichè che mi volle conoscere tramite l’allora amico comune Eugenio Randi ( 1993) per dirmi che Berlusconi aveva incaricato te e dell’Utri di creare un partito in Sicilia e che, ti avevano detto, che per conoscere la storia politica della provincia di Agrigento degli ultimi 20 anni dovevi farti una chiacchierata con me.

Orbene, da allora, io,socialista nel cuore e nell’anima, ho abbracciato la causa di Berlusconi accanto a te, ti sono stato vicino con serietà e compostezza, lontano dalle forme di lecchinaggio molto aduse in questo ambiente.

Nel ricordarti che nella provincia di Agrigento dietro le decisioni politiche per Forza Italia sia quelle prese da Alfano prima e quelle prese da Gallo dopo, ci sono stato sempre io ed esattamente io ero dietro alle battaglie che l’on.Gallo faceva accanto a te allorquando bacchettavamo il segretario regionale On.Gibbino che faceva politica in Ferrari non curandosi di attenzionare il territorio; io ero dietro all’On.Gallo allorquando il tuo pupillo, On.Cimino ha intrapreso altre strade unitamente all’On.Cardinale, tu trovasti in quella occasione sponda in Agrigento solo da noi tuoi amici con Riccardo Gallo, molti ti avevano in Sicilia abbandonato credendo nel “ de profundis “della tua carrira politica , noi ,col nostro sostegno, non indifferente, abbiamo contribuito a farti resistere, curarti le ferite, per poi tornare di nuovo in auge; io ho sempre spinto le cordate contro Alfano e a tuo favore allorquando capii che Alfano stava tradendo la sua storia, i suoi amici e soprattutto Berlusconi.

In ultimo, alle recenti competizioni regionali , la nostra presenza nel territorio, con me responsabile ed organizzatore della campagna elettorale e con l’On.Gallo e l’On. Giambrone ( Che ci misero non solo la faccia) intenti a calcare tutto il territorio, riuscimmo a conquistare il seggio di deputato regionale nella persona dell’On.Gallo, lasciando al palo personaggi che avevano grande rilevanza politica provinciale come il pluriassessore e vicepresidente regionale

On.Michele Cimino e la lobby politica del pluriministro Alfano.

Tutto questo tu lo ricordi benissimo ed io l’ ho menzionato per quanti oggi apprendano questa

mia decisione politica e non sono a conoscenza di tutti i passaggi testè menzionati.

Ora spero sia chiaro come un politico con la mia storia,con dolore lascia Forza Italia perchè appunto, un politico come l’On.Gianfranco Miccichè ha deciso di non servire più il territorio siciliano tutto, bensì di servirsi del territorio per raggiungere traguardi molto lontani e diversi da quelli su cui Berlusconi aveva riposto le proprie speranze.

“ Sic stantibus rebus mihi statim domum redire visum est; mala tempora cucurrunt sed peiora parantur” se, appunto, l’On.Tajani e il Presidente Berlusconi non interverranno ad aggiustare il tiro.

Tu ,ora, mi hai deluso e stancato,caro Gianfranco.

Ti ricordo che è dal mese di gennaio 2018 che ho riempito il tuo telefonino e quello del tuo segretario Ugo,di messaggi che ti chiedevano un incontro: non ho avuto mai alcuna risposta

Caro Gianfranco sai qualè la causa della fine dei grandi politici nella storia?…” il delirio di onnipotenza”, tu, ci sei cascato in pieno.

Oggi Forza Italia non vive un buon momento politico ed è per questo che ci si deve stringere tutti intorno alla causa comune,tu ,invece, caroGianfranco, con i tuoi comportamenti palesi stai distruggendo quanto è rimasto.

Vorrei ancora dirti che sono amareggiato perchè hai cacciato via la parola “POLITICA” dal tuo operato e ti sei distinto solo per accordi con gli altri poteri siciliani sulla gestione del territorio facendo gli interessi tuoi e dei tuoi amici, abbandonando al loro destino pezzi del territorio siciliano come Agrigento,Trapani,Messina,Ragusa ecc.

Chi ti sta scrivendo, come ti risulta ,in 25 anni di militanza accanto a te,tranne l’esperienza di Forza Sud,non ti ha mai chiesto nulla,nè candidature,nè sottogoverni,nè assessorati ma ho sempre lavorato in silenzio nel mio territorio senza mai disturbarti, legato sempre ai principi liberali che ci ha inculcati il Presidente Berlusconi.

Quindi ti comunico,profondamente deluso e , consentimi, disgustato, per la emarginazione a cui hai ridotto la mia provincia, il mio personale allontanamento da Forza Italia ed ovviamente quello di quanti con me hanno condiviso questa stupenda ed esaltante esperienza accanto al Presidente Berlusconi e ti assicuro che saranno in tanti,anche se a te questo fatto interesserà poco.

Mi dispiace,per contro, prendere le distanze dall’amico On.Gallo e dal segretario provinciale, amico On:Vincenzo Giambrone se pur entrambi encomiabili per il senso di responsabilità nel non abbandonare una nave oramai non più governabile perchè alla deriva.

In ultimo, caro Gianfranco sappi che, quando ti abbandona un politico a cui hai promesso una cosa personale che poi non gli hai dato, qualcuno ha perso l’affare; ma se ti abbandona un politico che ha avuto un ruolo preponderante,unitamente ad altri politici, nel mantenere viva la presenza di Forza Italia nella provincia di Agrigento e che non ti ha mai chiesto nulla per se stesso…qualcuno ha perso l’idea,l’amore e la stima.

 

L’assessore all’ecologia Nello Hamel, comunica che lunedì 7 gennaio, a causa della chiusura degli impianti di conferimento, bloccati dalle intemperie, la raccolta dell’umido non sarà effettuata mentre si effettuerà la raccolta della carta. Il turno verrà recuperato il mercoledì successivo. L’assessore Hamel ha inviato una nota di protesta al presidente della Regione denunciando il fatto che gli impianti di compostaggio si trovano a circa 100 chilometri di distanza da Agrigento e questo, oltre a determinare un costo esorbitante, causa le difficoltà che impediranno nella giornata di lunedì i conferimenti. L’assessore Hamel quindi ha chiesto che vengano accellerate le procedure e i lavori per la realizzazione del grande impianto previsto nel territorio di Casteltermini.

La società B.C. srl (in precedenza denominata C.I. &c snc) aveva ottenuto un contributo di circa un milione e mezzo di euro nell’ambito di un patto territoriale per la realizzazione di un programma di investimenti destinato all’ammodernamento di un villaggio turistico. A distanza di anni, dopo che i lavori erano stati nel frattempo realizzati e collaudati, il Ministero dello Sviluppo Economico sospese la procedura di rilascio del saldo del contributo e successivamente revocò il contributo ordinando la restituzione di quanto già erogato in ragione di un’informativa prefettizia interdittiva antimafia emessa a carico della società nove anni dopo l’erogazione del contributo. Tale informativa aveva ravvisato un pericolo di infiltrazione mafiosa sul rilievo del rapporto parentale tra l’amministratore della società ed il figlio, pluripregiudicato e arrestato per fatti di mafia. La società ha proposto un ricorso giurisdizionale, con il patrocinio dell’Avvocato Girolamo Rubino,impugnando sia la revoca del contributo concesso sia  il provvedimento con cui era stata richiesta la restituzione di tutte le somme già da tempo erogate, pari ad euro 1.208.892. L’avvocato Rubino in particolare ha censurato i provvedimenti impugnati sotto il profilo della violazione e falsa applicazione della normativa antimafia, laddove prevede in tema di rilascio delle informazioni antimafia che nell’ipotesi di revoca intervenuta successivamente all’avvio dell’attività da parte del privato viene fatto salvo il pagamento delle opere già eseguite ed il rimborso delle spese sostenute. Si è costituita in giudizio l’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Palermo nell’interesse delle Amministrazioni resistenti per chiedere il rigetto del ricorso. Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la regione Siciliana in sede giurisdizionale, ritenendo che un’informativa prefettizia  sopravvenuta non avrebbe potuto estendere i propri effetti nei confronti di rapporti già esauriti, ha dichiarato illegittimo il provvedimento ministeriale nella parte in cui ha disposto il recupero delle somme già erogate, non facendo salvo il pagamento delle opere già eseguite al momento della revoca del finanziamento, in misura pari ad euro 1.208.829, accogliendo limitatamente il ricorso patrocinato dall’Avvocato Girolamo Rubino. Pertanto, per effetto della sentenza resa dal CGA,la società non dovrà restituire al Ministero l’importo richiesto, pari ad  oltre un milione e duecentomila euro , mentre il Ministero dovrà provvedere alla refusione del contributo unificato. 

Il sottoscritto Avv. Vincenzo Mula, avendone ricevuto formale incarico, in nome e nell’interesse della Società MEDICAL GAS CRIOGENICI SRL, con la presente, ad integrazione di quanto già comunicato, dichiara che, l’incidente di giorno 02.01.19, in cui è stato coinvolto il dipendente Aliseo Massimo, è avvenuto all’interno della officina di produzione di gas tecnici e medicinali della Medical Gas Criogenici sita in Aragona, Zona Industriale ASI. Quanto successo, rimane, a tutt’oggi, inspiegabile sia dai tecnici dell’Azienda, ma anche da parte delle autorità intervenute sui luoghi, atteso che la Società, mia assistita, ha ottemperato a tutti gli obblighi di legge connessi alla sicurezza sul posto di lavoro ed ha sempre avuto grande attenzione agli aspetti legati all’incolumità dei propri dipendenti.
Nessuna altra società, per quanto è a noi noto, è, allo stato, coinvolta nel tragico incidente.
Per quanto sopra esposto, il legale rappresentante della Medical Gas Criogenici srl, Sig. Corrado Di Salvo, seppure personalmente sconvolto, si impegna a fare piena luce sull’accaduto, ed a fornire al tal fine la massima collaborazione all’Autorità Giudiziaria.
Tutti i componenti della Medical Gas Criogenici si stringono alla famiglia del dipendente Aliseo Massimo, in questo momento di dolore, indicendo, in azienda, per nella giornata di domani un giorno di lutto per ricordare del collega scomparso la grande umanità e dedizione al lavoro. Nei confronti della Famiglia del collega Aliseo, l’intera compagine sociale della Società Medical Gas Criogenici s.r.l., ribadisce la volontà di far fronte a tutte le necessità, assicurando che la stessa non verrà lasciata sola ad affrontare questi momenti drammatici.

A distanza di qualche settimana dopo l’incidente probatorio adesso per il papà orco di 45 anni di Villaseta arriva la misura cautelare che gli impone di non avvicinarsi alla figlia di quattro anni di cui avrebbe abusato.

IL gip Stefano Zammuto gli ha notificato il provvedimento  che gli intima di restare distante dalla bambina che – secondo l’accusa – avrebbe toccato nelle parti intime.

Il “presepe vivente di Montaperto” dopo qualche giorno di pausa, oggi, venerdì 5 gennaio alle 17.30, riaprirà i battenti a tutti coloro volessero immergersi in uno scorcio di Betlemme, in cui tutto profuma di tradizione, magia e misticismo soprattutto se ci si sofferma nel cuore centrale del presepe, la grotta con la natività illuminata dalla luce di “Betlemme”. Il tutto sarà avvolto da musiche, canti che accompagneranno i visitatori in un percorso in cui verranno soddisfatti tutti i sensi. Assaggi tipici della nostra tradizione contadina verranno gentilmente offerti in ogni angolo del presepe, si potranno riscoprire gli antichi mestieri e per i bambini tanti giochi e animali con cui poter interagire. Inoltre non mancheranno i momenti di arte estemporanea e riflessione grazie al maestro Peppe Cammarata e alla splendida voce di Valeria Micciché ; a questo si aggiungeranno le animazioni per bambini dell’associazione Cartoonia, il coro polifonico San Nicola di Fontanelle e i “Ciaramiddrari” di Giurgenti. Il presepe sarà aperto anche domani, 6 gennaio, giorno dell’Epifania in cui arriveranno i Re Magi.

Il sindaco di Palermo, Orlando, insegue la denuncia per proporre al giudice il ricorso Costituzionale contro il decreto Sicurezza. Salvini: “Non denuncio nessuno”.

Il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, attende di essere di denunciato. Lui ha disposto al capo ufficio Anagrafe del Comune, Maurizio Pedicone, di iscrivere i migranti richiedenti asilo nel registro dei residenti, cosicché ottenere la carta d’identità e l’esercizio dei diritti tutelati dalla Costituzione Italiana, come l’istruzione e la salute. Tali iscrizioni sono state bloccate lo scorso 31 ottobre da una circolare della prefetto di Palermo, Antonella De Miro, in applicazione del decreto “Sicurezza” poi convertito in legge. E adesso Orlando invece non lo applica, e insegue la denuncia penale per abuso d’ufficio al fine di comparire al cospetto di un giudice e sollevare la questione di incostituzionalità della legge 132 del 2018 approvata dal Parlamento e firmata dal presidente della Repubblica, e, attenzione, ex giudice costituzionale, Sergio Mattarella, primo garante della Costituzione. Ecco dunque le intenzioni del sindaco di Palermo, che, tuttavia, anziché attendere di essere denunciato potrebbe lui stesso rivolgersi ad un giudice ordinario, in tal caso il giudice civile, e prospettargli i suoi dubbi sulla legittimità costituzionale del decreto “Sicurezza”. Se il giudice riterrà tali dubbi manifestamente fondati, li trasferirà alla Corte Costituzionale che valuterà e sentenzierà. E forse sarebbe opportuno che Leoluca Orlando, o altri sindaci animati dalla stessa contrarietà, scelgano di intraprendere tale percorso, perché il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, non ha alcuna intenzione di denunciare alcunché. E, di conseguenza, non dovrebbero denunciare Orlando, o altri sindaci, nemmeno i prefetti, che sono l’avamposto del ministro dell’Interno nelle province di Italia. Infatti, Salvini ha affermato: “Nel decreto ‘Sicurezza’ abbiamo accolto e trasformato in legge alcune proposte dell’Anci, l’associazione dei Comuni, di qualche mese fa, quindi o hanno cambiato idea loro o non hanno letto il decreto. Mi occupo di futuro e non di passato, di realtà e non di fantasie. Non abbiamo mandato alcuna ispezione al Comune di Palermo, non abbiamo intenzione di denunciare penalmente nessuno e saranno i cittadini a premiare o bocciare quei sindaci che, invece di occuparsi dei problemi degli italiani, si occupano dei presunti problemi di immigrati irregolarmente presenti nel nostro territorio”

Angelo Ruoppolo ( Teleacras )

Alle ore 7.00 del mattino, quelle che dovrebbero essere le prime luci di un’alba invernale oggi svegliano la città di Agrigento e molte provincie con un candido manto bianco.

Le temperature sono arrivate, nella notte, fin sotto lo zero portando anche le nostre zone ad imbiancarsi di ghiaccio.

Uno scenario del tutto inusuale ma incantevole allo stesso tempo, dato che nelle nostre zone non è una consuetudine vedere del nevischio sui tetti della nostra città. 

Si prevede un rigido sabato che probabilmente innalzerà le temperature solo di pochi gradi. 

Favara Ovest 

Naro

Orto botanico di Agrigento 

Canicattì 

Racalmuto

Casteltermini

Santo Stefano di Quisquina

Bivona

 

Dal Primo al dieci Marzo prenderà vita la 74° edizione del Mandorlo in Fiore.

Stamane nella sede del Parco Archeologico della Valle dei Templi di Agrigento, è stato presentato il programma dell’ormai famosa manifestazione.

Saranno 22 i gruppi internazionali che parteciperanno e altri 8 gruppi per la collaterale manifestazione de “I bambini nel Mondo”.

Quest’anno per la manifestazione sono stati stanziati circa 450mila euro e sarà piena di eventi dove sarà presente anche un musical curato da Marco Savatteri che si basa sulla cultura dell’accoglienza e l’evento è stato voluto da Coopculture.

Ampio spazio sarà dato alle performance (con sfilate, esibizioni, rappresentazioni teatrali curate dal Teatro Posta Vecchia), al patrimonio, ai laboratori (creativi, sui carretti siciliani, sulle fiabe) e al cibo.

Ci sarà anche il ritorno dei Laboratori del Gusto con scambi interculturali e per Mandorlara Fest con ospiti di spicco.

Il presidente dell’associazione Le Soste di Ulisse, il rinomato  Pino Cuttaia, presente alla conferenza, ha ufficializzato poi la partnership con il Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi attraverso una serie di attività didattico-culturali all’interno del programma della stessa manifestazione.

Al Palacongressi sarà allestita una sala stampa per le dirette sui social e ritorna anche il famoso concorso “Fotografa il Mandorlo in Fiore dove saranno premiati gli scatti più belli che rappresenteranno al meglio l’evento.

Dopo la Fiaccolata, fissata per il 6 marzo, i gruppi animeranno il centro storico della città nelle ore notturne e ci sarà la Notte Bianca. 

Il 10 Marzo ci sarà, poi, la giornata conclusiva nell’incantevole Tempio della Concordia.

 

 

Altro incendio alla zona industriale.

I vigili del fuoco sono a lavoro per spegnere le fiamme che si sono sviluppate all’interno di uno dei capannoni della “F. C. Legno”, che si occupa della produzione di cofani funebri.

Sul posto anche i carabinieri della tenenza di Favara e la Polizia con le Volanti e personale della Squadra mobile

Non si registrano danni a persone mentre quelli del capannone industriale sono ingenti.

Le fiamme sarebbero divampate nella cabina di verniciatura mentre in azienda era presente il personale. Qualcuno parla di uno scoppio prima dell’incendio ma la circostanza è tutta da verificare.

Sull’origine delle fiamma, tuttavia, nessuno ipotizza alcunchè. Gli accertamenti, ancora in corso, dovrebbero chiarire cosa è realmente accaduto.

I vigili del fuoco dopo ore di lavoro sono riusciti a circoscrivere l’incendio. Rimangono accesi, tuttavia alcuni focolai.

In aggiornamento