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“Favara Ovest è parte integrante di Agrigento ed i loro cittadini devono godere dei medesimi servizi offerti agli altri quartieri della città capoluogo.

A dirlo sono Giorgia Iacolino, Presidente della commissione consiliare alla Salute di Agrigento e Salvatore Falzone, vice presidente del consiglio comunale di Agrigento, entrambi del Gruppo consiliare “Pensiero Libero”.

La questione rifiuti-con la pretesa irragionevole ad una doppia imposizione da parte dei comuni di Agrigento e Favara ed un servizio inadeguato che ha portato alla creazione di discariche a cielo aperto con probabili gravi conseguenze  per la salute pubblica-ripropone la marginalità in cui vivono i cittadini di Favara Ovest:carenza di servizi ed una “lontananza” dal governo della città.

Potenziare i servizi di Illuminazione, rifiuti,acqua, trasporti  ed ,ancora, tutti quelli   che servono alle famiglie di Favara Ovest, sono gli intendimenti di una sana e concreta azione politica che,però,il comune di Agrigento deve attuare, evitando di relegare Favara Ovest ad una posizione di marginalità .

Il sindaco Firetto si faccia carico-concludono Iacolino e Falzone-di restituire centralità alla questione Favara Ovest,garantendo i servizi essenziali nei confronti delle famiglie residenti, al pari di quelli che abitano le vie centrali di Agrigento, e rendendo efficiente e concreto il Servizio della raccolta porta a porta dei rifiuti solidi urbani ed,infine,azzerando irragionevoli pretese di imposizione(a proposito della Tari) a fronte di servizi mai erogati”

Il dottor Piero Macedonio, appena dimessosi da Forza Italia e dalla carica di presidente provinciale del partito di Agrigento, interviene a seguito di quanto dichiarato dal commissario di Forza Italia in Sicilia, Gianfranco Miccichè, dopo le dimissioni dal partito dello stesso Macedonio, che afferma: “La risposta di Miccichè conferma la pressapochezza della sua attività. ‘Devo vedere chi è sto Macedonio’ – così si è espresso – lascia trasparire un retaggio da prepotente di quartiere che non ha superato l’adolescenza. Questo modus operandi distratto, approssimativo e tornacontista non si addice a chi occupa un ruolo di forte responsabilità. Ci vuole levatura morale, uno scrupolo per tutti e non solo per i pochi alla corte. Come ho già detto mi appello alla dignità. Ci sono fasce di popolazione che non hanno contatto con il proprio rappresentante. Miccichè è totalmente scollato dalle esigenze di migliaia di siciliani. Ricordo che la vittoria di movimenti popolari nonché le derive di intolleranza, frustrazione, xenofobia, razzismo, violenza e infelicità sociale sono ben nutrite dall’assenza della politica tra la gente. Non venga dunque a dirlo a me il signor Miccichè che viviamo in in un’epoca difficile perché io sto al fronte facendo il medico e ho il termometro di cosa sta accadendo nella mia terra. Sto a contatto con i cittadini continuamente, conosco le loro esigenze e so del malcontento che politici come lui creano”.

La Procura della Repubblica di Agrigento ha disposto l’autopsia sulla salma di Massimo Aliseo, 28 anni, di Agrigento, l’operaio padre di due bambine vittima dell’esplosione di una bombola di ossigeno su cui è stato a lavoro mercoledì scorso 2 gennaio all’interno dell’azienda Medical Gas Criogenici, nella zona industriale agrigentina. Al fine di consentire ai rappresentanti legali dell’azienda di partecipare all’esame autoptico, a garanzia del contraddittorio, gli stessi rappresentanti legali, e si tratta di due persone, sono stati iscritti nel registro degli indagati per l’ipotesi di reato di omicidio colposo.

 Il Movimento 5 Stelle e lo scontro sul decreto “Sicurezza”. Giancarlo Cancelleri: “Quella di Orlando è una becera presa di posizione sul nulla”.

Leoluca Orlando, sindaco di Palermo, ancora non si è rivolto al giudice ordinario per sottoporre alla valutazione della Corte Costituzionale la legittimità costituzionale del decreto “Sicurezza”. Orlando verosimilmente proseguirà ad iscrivere migranti richiedenti asilo nel registro dei residenti nel Comune di Palermo attendendo di essere denunciato, comparire innanzi al giudice e prospettargli, in tal caso, l’eccezione di incostituzionalità della legge che lui, il sindaco, ha violato. Il ministro Matteo Salvini ha già ripetuto che non intende denunciare nessuno, “perché – sono parole sue – saranno i cittadini a giudicare i sindaci”. La Lega di Salvini è alleata di governo con il Movimento 5 Stelle, e, dunque, quale è in Sicilia la posizione del Movimento 5 Stelle nel merito dello scontro sul decreto “Sicurezza”? Risponde Giancarlo Cancelleri, vice presidente dell’Assemblea Regionale e candidato presidente della Regione dei 5 Stelle nel 2012 e nel 2017. Cancelleri in estrema sintesi è d’accordo con Salvini, e afferma: “A Capodanno a Palermo in piazza c’erano, da un lato, la splendida musica di Bregovic e, dall’altro, l’immonidizia. Solo che Bregovic se ne è andato, e le cataste di rifiuti in ogni angolo della città purtroppo sono rimaste. E’ una ingloriosa cartolina di fine anno per la Capitale della Cultura 2018. Consiglierei a Orlando di occuparsi dei problemi di una città deturpata e peggiorata proprio a causa dell’assenza di un’amministrazione responsabile più che insistere con questa becera presa di posizione sul nulla. La legge ‘Sicurezza’ è stata firmata da un signore che si chiama Mattarella, la figura più super partes e amata in questo momento. La presa di posizione del sindaco Orlando altro non è che campagna elettorale giocata sulla pelle dei migranti. E tra Orlando e Gianfranco Miccichè, che invoca l’unione dei moderati contro populismi e razzismi, c’è solo un matrimonio di interesse, solo prove tecniche di fusione tra il Partito Democratico e Forza Italia, che, più che mettersi insieme per costruire un ragionamento programmatico, tentano l’unione per non scomparire per sempre. Si tratta di riposizionamenti nello scacchiere politico in vista delle Europee. All’indomani di quell’appuntamento elettorale ci saranno due partiti con problemi enormi. Di Forza Italia probabilmente sarà l’ultima volta che sentiremo parlare perché ormai è un partito al capolinea. Il Partito Democratico, invece, sarà nettamente ridimensionato e, con molta probabilità, con Zingaretti segretario potremo assistere alla fuoriuscita di Renzi e dei Renziani, sempre che ne siano rimasti ancora in giro. Miccichè e Orlando hanno la necessità di ripensare a come posizionarsi in uno scacchiere politico cambiato. E siccome con alcuni partiti non possono andare perché non li vogliono, i margini di manovra si restringono. Il polverone alzato da Orlando sul decreto ‘Sicurezza’ non è altro che un modo per distogliere l’attenzione dai problemi di Palermo. E’ una trovata ridicola, un gioco che non funziona più, perché i palermitani e i siciliani non li inganni buttandola in caciara mediatica. Orlando se ne faccia una ragione: questa querelle politica fatta di scontri tra Istituzioni non servirà”.

Angelo Ruoppolo ( Teleacras )

Come ormai è già noto il pluripregiudicato ex sindaco di Agrigento Calogero Sodano dovrà comparire il prossimo 3 aprile dinnanzi alla terza sezione della Corte d’Appello di Palermo dove è stato fissato il processo a carico dell’ex senatore, per definire se in realtà se Sodano fu eletto grazie un accordo elettorale con la mafia agrigentina (alla quale, secondo i giudici della Corte d’Appello lo stesso Sodano avrebbe ripagato mediante assegnazione di appalti ad imprese colluse con Cosa Nostra).

Come si ricorderà la Procura Generale della Corte di Appello di Palermo, nella persona del Procuratore Generale Giuseppe Fici, si era opposta alla assoluzione ottenuta dal noto pregiudicato agrigentino; ben 115 pagine dell’atto di appello dove, secondo la Procura Generale non solo “la mafia era presente al Comune di Agrigento ma esisteva un sostanzioso rapporto tra l’ex sindaco Sodano e gli interessi mafiosi, sia in ordine agli appalti del depuratore, delle opere di Favara Ovest, sia in ordine ai sostegni elettorali richiesti ed ottenuti dal Sodano nelle elezioni del 1993”.

Ed in questo contesto, come richiesto nell’atto di appello dell’avvocato Giuseppe Arnone, potrebbe essere sentito il pentito Daniele Sciabica. Nel 1993, nel corso delle elezioni comunali, Daniele Sciabica era ancora libero ed era divenuto uno dei punti fermi della cosca emergente facente capo alla “Stidda”.

Sarà il Procuratore Generale dott. Vittorio Teresi a rappresentare la pubblica accusa durante il processo.

Sviluppi nella vicenda riguardante la morte di un uomo di 81 anni, Carmelo Cimino, avvenuta nell’ottobre del 2015, all’ospedale di Agrigento, dopo un mese mezzo circa di ricovero.

Il Gup del Tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano ha deciso di non archiviare il procedimento  che riguarda il direttore sanitario del San Giovanni di Dio, Antonello Seminerio, il medico del reparto di Medicina, Giuseppe D’Anna, e la neurologa Rosa Maria Gaglio indagati per omicidio colposo, ma rilancia le indagini preliminari chiedendo alla Procura di accertare se “anche altri pazienti ricoverati in quella stanza sono deceduti per la stessa infezione”.

Il procedimento, dunque, va avanti dato che non è stata accolta la richiesta di archiviazione formulata dalla Procura e che oggi, con il sostituto Emiliana Busto dovrà procedere e verificare le circostanze imposte dal Gip.

Le indagini partirono a seguito di una denuncia da parte dei familiari. Poi la richiesta di archiviazione del Pm e il diverso parere del Gip.

Tre feriti, di cui uno attualmente n fin di vita, e due arresti. E’ questo quello che sembra un bollettino di guerra. Una guerra avvenuta lungo via Pellegrini di Ribera, nel centro del comune Crispino, poco dopo le 22.30 di sabato.

 Ad affrontarsi, armati di coltelli, asce e macete, due bande: una di romeni e l’altra di egiziani. Secondo una prima ricostruzione sarebbero stati i due egiziani, tra i 18 e 26 anni, ad aggredire tre fratelli romeni di 17,21 e 23 anni. Ad avere la peggio sono stati quest’ultimi con un bilancio di tre feriti.

Il più grave è proprio il 23enne che si troverebbe in fin di vita mentre gli altri due, seppur feriti e operati nella notte, non sarebbero in pericolo di vita. I carabinieri, intervenuti sul posto, hanno arrestato i due egiziani, pare senza fissa dimora, trasferendoli presso il carcere di Sciacca.

Si sarebbe presentato pochi minuti prima della chiusura del tabacchino, in via Sciascia a Canicattì, puntando una pistola all’indirizzo del proprietario intimandolo di consegnare l’incasso.

Il malvivente, quasi sicuramente di giovane età, è riuscito a impossessarsi di soltanto 100 euro perché l’incasso di giornata era stato da poco prelevato. E’ avvenuto nella serata di sabato.

Indagini da parte dei poliziotti del Commissariato di Canicattì agli ordini di Cesare Castelli. Al vaglio degli inquirenti le immagini della video-sorveglianza.

Una donna di 31 anni, di San Cataldo, è stata arrestata per tentato omicidio e possesso di arma da taglio. La donna ha accoltellato l’ex fidanzato al culmine di una discussione un bar. Sembra che quest’ultimo tormentasse la donna, non essendosi rassegnato alla fine della loro storia d’amore.

La 31enne è stata posta agli arresti domiciliari, l’uomo, invece, operato al Sant’Elia di Caltanissetta, è grave ma fuori pericolo.

Con l’arrivo dei re Magi alla suggestiva grotta della Sacra Famiglia, si conclude l’XI edizione del “Presepe Vivente di Montaperto”. Un’edizione da record questa, visto il boom di visitatori. Grande soddisfazione dunque per l’ideatore, l’assessore Nino Amato e per il suo affiatatissimo staff, che da mesi si è adoperato per donare alla città un evento che ormai è diventato un appuntamento fisso per gli avventori provenienti da tutte le parti della Sicilia. Nell’ambito di questa undicesima edizione, come si ricorderà, si è dato spazio alla solidarietà, aprendo gratuitamente le porte del piccolo scorcio di Betlemme, alle associazioni che si occupano di persone con handicap vari. Un grande compiacimento per Agrigento che può vantare un evento la cui bellezza e suggestione ha ipnotizzato tutti i visitatori. Appuntamento dunque per il prossimo anno, che senza dubbio regalerà tante belle novità.