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Uffici aperti questo pomeriggio dalle 15.30 alle 17.30 al centro culturale San Domenico di Canicattì per la distribuzione gratuita dei mastelli per il porta a porta che partirà il prossimo mese di  febbraio a Canicattì. Tutti i cittadini il cui cognome inizia con le lettere D, E, F e G  potranno effettuare il ritiro del kit per la differenziata mentre coloro che non faranno a tempo potranno recuperare lunedì prossimo visto che domani il centro rimarrà chiuso per un’iniziativa culturale del Comune. La precisazione si è resa necessaria da parte del raggruppamento di imprese, Sea, Iseda ed Ecoin, perchè questa mattina quasi nessuno si è recato negli uffici preposti per effettuare il ritiro del materiale per la differenziata probabilmente perchè si pensava che il centro sarebbe rimasto chiuso anche oggi. Fino alle 17.30 dunque, chi vorrà, troverà il personale preposto e potrà essere servito. Dopo la pausa di domani, sabato 19 gennaio, il servizio di distribuzione del kit riprenderà regolarmente lunedì 21 gennaio con il gruppo di lettere H, I, J, K ed L ed per il gruppo di lettere D, E, F e G che oggi non faranno in tempo. Intanto,  nell’ambito dei servizi propedeutici all’inizio del “porta a porta”, è stato istituito anche un servizio di consegna a domicilio del kit per la differenziata a favore degli utenti intestatari della TARI che siano fisicamente inabili a recarsi sul luogo della distribuzione e non abbiano la possibilità di delegare alcuno al ritiro. Le persone interessate possono telefonare ai numeri 329.3174610 o 0922.1838388 e lasciare il proprio nominativo e indirizzo. Dopo le opportune verifiche, personale incaricato provvederà alla consegna a domicilio dei mastelli.

Con il voto unanime dei presenti, il Consiglio Comunale ha deliberato l’adesione del Comune di Agrigento al Patto dei sindaci per il clima e l’energia.
Con questa adesione il Comune si impegna  a ridurre le emissioni di CO2 sul proprio territorio di almeno il 40% entro il 2030, accrescere la propria resilienza, adattandosi agli effetti del cambiamento climatico.
Al fine di tradurre tali impegni in azioni concrete, l’autorità locale si impegna a realizzare un inventario di base delle emissioni e una valutazione dei rischi e delle vulnerabilità indotti dal cambiamento climatico, presentare un Piano d’azione per l’energia sostenibile e il clima (PAESC) entro due anni dalla data della decisione del Consiglio Comunale, da sottoporre a verifica e monitoraggio biennale. 
L’adesione ci permetterà di accedere alle risorse della programmazione regionale, inaccessibili in passato per assenza dello strumento, e sin da subito ad un avviso regionale che finanzia la redazione del PAESC.
Il Comune era stato infatti destinatario nel 2013 di analoghe risorse per la Redazione del Piano d’azione per l’energia sostenibile, ma non aveva colto questa opportunità.
L’ attuale Amministrazione ha subito, sin dalla firma del decreto di approvazione dell’avviso,  e prima ancora della sua pubblicazione in GURS, fornito direttiva agli uffici per predisporre gli atti per l’adesione al patto dei sindaci e per la partecipazione all’avviso della Regione, grazie al quale il comune potrà finalmente dotarsi del PAESC e di un Energy manager qualificato esperto in gestione dell’energia (EGE) ai sensi della norma UNI CEI 11339. 
Atto di produttiva responsabilità del Consiglio Comunale, che permette di superare una gravissima lacuna, dovuta a trascuratezza  del passato amministrativo di questo Comune, che non ha consentito di poter sinora accedere a risorse necessarie sui temi della sostenibilità energetica.

Su iniziativa dell’ex Assessore e Consigliere comunale, avvocato Davide Lo Presti, è stata costituita ieri la formazione sociale Restiamo ad Agrigento.

Alla nuova associazione hanno aderito diversi professionisti, commercianti, funzionari della Pubblica Amministrazione e giovani studenti della città dei templi.

Restiamo ad Agrigento si propone come laboratorio di idee utili allo sviluppo economico e sociale della città, uno spazio collettivo aperto al contributo di tutti coloro vogliano ripensare ad una politica che torni ad amare gli agrigentini.

La neo costituita formazione sociale offrirà, tra l’altro, consulenza legale e fiscale gratuita ai cittadini che ne faranno richiesta.

Nei prossimi giorni la presentazione ufficiale.

Il caso Cmc e lo stop ai cantieri stradali. Savarino: “Pronti a rescindere il contratto”. Faraone: “Domani sit – in tra Vicari e Mezzojuso”. Firetto: “Sabato i sindaci al Comune”.

La Cmc di Ravenna è in concordato preventivo con continuità aziendale, e l’Anas è a lavoro affinchè, per tamponare l’emergenza stop ai cantieri, siano imprese controllate e sub-appaltatrici della Cmc a subentrare negli appalti per i quali al momento i remi sono stati tirati in barca. Nel frattempo intorno a ciò ruotano in Sicilia le polemiche e i tentativi di rimedio. All’Assemblea Regionale la presidente della Commissione Territorio e Ambiente, Giusi Savarino, ha convocato i sindaci dei Comuni vittime del blocco dei lavori sulle Agrigento – Palermo e Agrigento – Caltanissetta, i vertici dell’Anas, l’Amministrazione regionale, gli imprenditori e il comitato delle 70 imprese creditrici della Cmc. A conclusione della riunione la stessa Savarino riferisce: “Abbiamo ascoltato la voce dei sindaci, di centinaia di operai senza lavoro, e delle imprese creditrici, che paventano il rischio di un crollo economico delle imprese sane coinvolte nei lavori, oggi in grande sofferenza a causa dei mancati pagamenti della Cmc. L’Anas si è ufficialmente impegnata a diffidare la Cmc, a sbloccare le somme accantonate a favore delle imprese siciliane per le spettanze dovute, e ha inoltre imposto tempi certi per consentire di sbloccare i lavori o attraverso il subentro di altre società nell’appalto, o eventualmente in danno alla stessa contraente generale Cmc”. E poi la presidente Giusi Savarino lancia il monito: “Qualora la Cmc non collabori nel garantire la prosecuzione dei lavori, abbiamo chiesto di rescindere il contratto. Abbiamo avuto fin troppa pazienza nei confronti di questa società. Ereditiamo una situazione tragica e si è già perso fin troppo tempo. Adesso il vento è cambiato e noi non siamo più disposti a subire i ritardi e le inadempienze della Cmc. Non possiamo permettere che la crisi economica di questa società sia pagata dai siciliani, che invece hanno sempre onorato gli impegni. I siciliani hanno già pagato fin troppo per una viabilità che non è nemmeno lontanamente prossima a quella delle regioni del Nord Italia! Seguo con apprensione l’andamento dei lavori e ci incontreremo quando i termini della diffida saranno scaduti”. Ed ancora nel frattempo, domani mattina, sabato 19 gennaio, il segretario regionale del Partito Democratico, Davide Faraone, ha organizzato un sit-in lungo il tratto palermitano della Palermo – Agrigento, ovvero la statale 121, tra Vicari e Mezzojuso, dalle ore 10 in poi. E lo stesso Faraone commenta: “Il cantiere sulla strada statale 121 Palermo-Agrigento è il simbolo di un governo a trazione nordista che volta le spalle alla Sicilia. Nel 2016 il governo Renzi firmò il Patto per la Sicilia, destinando 2 miliardi e 300 milioni per opere infrastrutturali immediatamente cantierabili. Dopo più di 2 anni sono stati spesi solo 250 milioni, un decimo delle risorse. E’ uno scandalo per una Regione con un deficit infrastrutturale grave che frena l’economia, lo sviluppo e l’occupazione. Ancora più scandaloso è il blocco dei cantieri sparsi in Sicilia e l’inerzia del governo rispetto alla condizione delle strade provinciali, così come denunciato da 70 amministratori. Da 7 mesi il governo Lega – Movimento 5 Stelle litiga sulla Tav, sta bloccando centinaia di miliardi di opere e, ancor più grave, ha cancellato dall’agenda di governo il Sud e la Sicilia. Noi diciamo sì alla Tav, ma quando in Sicilia? Quando potremo contare su un sistema infrastrutturale moderno, con strade provinciali adeguate, linee ferroviarie sicure e veloci?” Ancora nel frattempo, ed ancora domani mattina sabato, ad Agrigento, al Comune, alle ore 10:30, il sindaco Calogero Firetto ha radunato i sindaci animati dalla volontà di opporre un fronte comune contro il grave stato di arretramento delle infrastrutture stradali. Interverranno i sindaci di Aragona Giuseppe Pendolino, di Cammarata Vincenzo Giambrone, di Canicattì Ettore Di Ventura, di Comitini Nino Contino, di Favara Anna Alba, di Grotte Alfonso Provvidenza, di Porto Empedocle Ida Carmina, di Racalmuto Emilio Messana, di San Giovanni Gemini Carmelo Panepinto, ed ancora, i sindaci di Campofranco, Lercara Friddi, Mussomeli, San Cataldo e di Caltanissetta.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Si sarebbero resi protagonisti di violenze e soprusi nei confronti di un giovane ed anche di alcuni titolari ed avventori dei locali della movida, nel paese di Racalmuto.

In quattro finiscono in manette e per altri tre di loro è scattato il divieto di dimora.

I fatti risalgono al mese di Settembre dello scorso anno, quando nel cuore della notte un gruppo di giovani di Racalmuto, forse per noia o forse per spavalderia, ha deciso di recarsi in pieno centro storico, ove si stava svolgendo una consueta serata della movida estiva.

In quella circostanza, dopo aver letteralmente bloccato il traffico veicolare, lasciando le loro auto in mezzo alla strada, alcuni di loro si sono avventati contro le persone che erano sedute ai tavoli dei locali, iniziando a rovesciare addosso ai clienti quello che stavano consumando ed a rivoltare i tavoli e le sedie, insultando i presenti ed obbligando di fatto i titolari degli esercizi pubblici a chiudere anticipatamente.

I Carabinieri della Stazione di Racalmuto hanno sin da subito avviato le attività investigative, coordinate dalla Procura della Repubblica di Agrigento, al fine di risalire agli autori di tali violenze, percependo anche il timore delle vittime nel raccontare i gravi fatti accaduti. Attraverso alcune testimonianze, nonché numerosi servizi di osservazione e le immagini dei sistemi di video-sorveglianza presenti lungo le vie del centro del paese, in breve tempo, i militari dell’Arma hanno chiuso il cerchio delle indagini, identificando uno ad uno gli autori delle violenze ed accertando compiutamente quanto era successo, acquisendo importanti elementi di prova anche per un altro grave episodio, in cui alcuni degli indagati avevano preso di mira un giovane 23 enne.

In particolare, in pieno giorno, un 23enne favarese era stato letteralmente bloccato e circondato, in quanto probabilmente ritenuto “colpevole” di aver frequentato una ragazza racalmutese. Nella circostanza, al malcapitato, alcuni degli indagati avrebbero rivolto gravi minacce, tra cui anche la mutilazione dei suoi arti, avvalendosi di una mannaia, colpendolo anche con calci e schiaffi e con un manico di scopa.

Al termine delle attività investigative, alle prime luci dell’alba, i Carabinieri della Compagnia di Canicattì e della Stazione di Racalmuto hanno prelevato i responsabili dalle loro abitazioni, in esecuzione di un‘Ordinanza applicativa di misure cautelari emessa dal Gip del Tribunale di Agrigento, su richiesta della locale Procura della Repubblica.

L’Autorità giudiziaria, concordando con gli esiti delle indagini effettuate dai Carabinieri, ha disposto gli “arresti domiciliari” per quattro indagati, mentre ad altri tre è stata applicata la misura cautelare del divieto di dimora nel Comune di Racalmuto.

Salvatore Cozzitorto, comandante di navi mercantili e chef agrigentino, riceve i quattro Sì dalla giuria e conquista il grembiule della ottava edizione di MasterChef Italia.

Tra i riflessi luminosi dei fornelli accesi sulla prestigiosa cucina di “MasterChef Italia” vi è anche un agrigentino. Si tratta di Salvatore Cozzitorto, 31 anni, comandante di navi mercantili e da sempre appassionato di cucina. Ieri sera, giovedì 17 gennaio, in occasione della prima puntata del più importante talent show della tv dedicato alla cucina, “MasterChef Italia”, in onda su SkyUno in prima serata, Salvatore Cozzitorto ha virtualmente gettato l’ancora della sua nave mercantile per approdare ai casting dell’ottava edizione del cooking show più amato dagli italiani.

“Il nostro eroe” è riuscito a deliziare e persuadere il palato della più celebre giuria culinaria televisiva d’Italia, composta da Antonino Cannavacciuolo, Joe Bastianich, Bruno Barbieri e Giorgio Locatelli, new entry stellata, e a conquistare il grembiule di MasterChef Italia.

Infatti, Salvatore, con il suo piatto di “Pesca a traina, sgombro e rocher”, ha ricevuto i necessari quattro “Sì” per assurgere a concorrente della ottava edizione di MasterChef Italia. Il vincitore intascherà un assegno da 100mila euro e potrà realizzare un ricettario. Dunque, noi agrigentini, e dalla Sicilia tutta, tifiamo per il “comandante – chef” nostrano, augurando a Salvatore Cozzitorto il migliore “in bocca al lupo”. Ancora più nel dettaglio, i concorrenti al momento sono 40 e dovranno superare altre prove dopodiché saranno 20 gli chef della squadra in gara a MasterChef.

Il piatto preparato da Salvatore Cozzitorto

Sarà giudicato col rito abbreviato, Francesco Sorce, favarese, di 40 anni, arrestato nell’ottobre del 2017 dopo che i carabinieri della locale Tenenza irruppero in un casolare di Contrada San Gregorio dove trovarono nascosti un fucile da caccia, detenuto illegalmente e pronto a sparare.

 Nel corso del blitz i Militari rinvennero pure decine di munizioni e un fucile ad aria compressa.

L’uomo dovrà rispondere di detenzione illegale di armi e munizioni nell’udienza fissata per il 16 aprile prossimo.

Entra nella sede centrale delle Poste di Agrigento con un documento non regolare e pretende di effettuare una operazione. Al diniego da parte del personale e del direttore, uscito a controllare la situazione, un immigrato di 20 anni è andato in escandescenza.

Prima ha insultato due dipendenti delle Poste e successivamente avrebbe tentato anche il contatto fisico. Tutto questo davanti alle numerose persone incredule.

Tempestivo l’intervento degli agenti di Polizia della vicina Questura che hanno riportato la calma all’interno dell’ufficio e denunciato il 20enne per oltraggio a pubblico ufficiale e, appunto, interruzione di servizio pubblico.

Il sindaco Francesca Valenti ha chiesto un incontro al nuovo commissario straordinario dell’Asp di Agrigento Giorgio Giulio Santonocito.

 
 
Superata la fase dell’insediamento e della conoscenza della realtà agrigentina, il sindaco di Sciacca ha chiesto un incontro al commissario “per fare il punto della situazione dell’ospedale ‘Giovanni Paolo II’ e del complesso dei servizi sanitari offerti dall’Asp, non solo a Sciacca, ma a un vasto territorio che hanno la nostra città come punto di riferimento”.