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Nel primo pomeriggio di oggi, tecnici dell’Arpa provinciale di Agrigento, in presenza di un rappresentante dell’amministrazione comunale e del dottor Giuseppe Puccio, dell’Ufficio di Igiene Pubblica dell’ASp di Licata, hanno provveduto al prelievo di campioni di acqua, e alla successive operazione di caratterizzazione, all’interno del canale di gronda di via Soldato Gallo, in contrada Playa.

L’intervento è scaturito a seguito della segnalazione fatta all’Amministrazione comunale dall’Ufficio di Igiene Pubblica a cui era stata presentata una denuncia relativa alla possibile presenza di liquami fognari all’interno del suddetto canalone.

Una volta ricevuta comunicazione, il Sindaco Giuseppe Galanti si è prontamente attivato, raccordandosi  con il Gestore Unico, Girgenti Acque, per il controllo della stazione di sollevamento “ Due Rocche” che verosimilmente aveva generato il problema, per l’ eliminazione delle cause e,  quindi,  chiedere immediatamente l’ intervento dell’Arpa provinciale di Agrigento i cui tecnici, come già sopra affermato, sono intervenuti nel rimo pomeriggio di oggi.

L’esecutivo si riserva, comunque,  di preparare una relazione circostanziata affinchè il Gestore provveda a realizzare le necessarie modifiche in modo tale che il fenomeno non abbia più a registrarsi.

L’avvocato ravanusano Lillo Massimiliano Musso ha chiesto un incontro al commissario di Girgenti Acque, Gervasio Venuti, al fine di consegnargli un dossier su alcune presunte vessazioni e irregolarità poste in essere dalla stessa Girgenti Acque a danno dei cittadini agrigentini. L’avvocato Musso si riferisce, a suo avviso, all’aria che passa dai contatori, sovra-fatturazioni, volture subordinate all’estinzione di debiti altrui, i canoni per la depurazione non dovuti per mancanza della depurazione, la mancata quota minima di acqua pro-capite, la minaccia del distacco idrico e fognario, e altro. L’avvocato Musso, nella lettera rivolta a Venuti, conclude citando un principio del codice penale italiano: “Non impedire un evento, che si ha l’obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo”.

L’assessore all’ecologia Nello Hamel comunica che l’assemblea sindacale degli operatori della nettezza urbana, che prevedeva due ore di astensione dal lavoro, è stata revocata e pertanto il servizio di raccolta del secco residuo (indifferenziato) si sta svolgendo regolarmente. L’assessore comunale Hamel ringrazia i lavoratori e le organizzazioni sindacali per la disponibilità dimostrata e l’attenzione rivolta alle esigenze dell’utenza che non dovrà subire disagi per la riduzione dell’orario di lavoro.

Una tragedia si è consumata a Delia, in provincia di Caltanissetta, in via Verdi, dove, a seguito dell’esplosione di una bombola a gas, è morto un uomo di 72 anni, Mohammed Ezzoui, originario del Marocco e residente da tempo a Delia. L’abitazione è stata sventrata dallo scoppio. Il boato ha allarmato l’intero paese. Inutili si sono rivelati i soccorsi. Sul posto sono intervenuti i carabinieri ed i vigili del fuoco.

Il Tribunale di Agrigento in sede di Riesame, presieduto da Wilma Mazzara, ha depositato le motivazioni del provvedimento dello scorso 8 gennaio di dissequestro del castello Colonna a Joppolo Giancaxio, complesso monumentale risalente ai primi del 700, che la famiglia del sindaco di Agrigento, Calogero Firetto, ha acquistato una decina di anni addietro per restaurarlo e destinarlo a banchetti nuziali. I giudici del Riesame, tra l’altro, scrivono: “La società dei fratelli Firetto, a seguito di lavori e investimenti ingenti, ha restituito alla collettività un bene storico ed architettonico che altrimenti sarebbe stato destinato all’oblio e alla sicura rovina, con un lavoro di restauro, se non perfetto, comunque nel complesso rispettoso dell’originale. L’opera è stata, peraltro, destinata ad attività economiche in un contesto depresso e povero di iniziative imprenditoriali private. Questa attività ha portato, se non benessere, posti di lavoro e attività di indotto”.

Torna in possesso del proprio alloggio popolare, affidatole nel lontano 1994, ma lo trova completamente distrutto dopo aver subito ben due occupazioni abusive da altrettanti nuclei familiari.

E’ la storia di una signora agrigentina – V.M. – che solamente da pochi giorni ha potuto finalmente far ritorno nell’abitazione che l’istituto case popolare le aveva concesso quasi 25 anni addietro.

Aprendo, però, la porta dell’abitazione ha trovato tutto distrutto. Per questo motivo la donna si è affidata ad una avvocato, il legale Stefania Ferrante, che ha predisposto una corposa documentazione al fine di mettere in chiaro la triste vicenda. L’ente preposto – che ha sgomberato l’edificio soltanto lo scorso Dicembre – non avrebbe controllato la violazione con tanto di occupazione abusiva di ben due famiglie che, tra il 2015 ed il 2017, hanno di fatto abitato a casa della reale proprietaria.

Per di più la beffa. Quando la donna ha aperto casa non ha trovato più niente: dai servizi sanitari, agli infissi.

Un uomo e una donna – entrambi agrigentini e poco più che quarantenni – hanno dato vita ad un’accesa lite sembrerebbe per un banale motivo: quello di non aver rispettato la fila del pranzo alla Mensa della Solidarietà.

In pochi minuti, davanti ad oltre un centinaio di persone che solitamente si recano in via Gioeni per assicurarsi un pasto caldo, la situazione è degenerata e dagli insulti si è percepito che la situazione potesse aggravarsi.

E’ stato necessario l’intervento delle Volanti della Questura di Agrigento che, una volta sul posto, sono riusciti a riportare la calma senza complicazioni.

Il  sindaco di Aragona, Giuseppe Pendolino, annuncia con soddisfazione l’appalto dei lavori per la ristrutturazione dello stadio comunale “Totò Russo”. I lavori inizieranno in primavera e prevedono in primis la stesura di un manto erboso in sintetico di ultima generazione, il restyling della tribuna centrale e l’ammodernamento degli spogliatoi. L’impianto di gioco sarà adeguato a tutte le normative vigenti in materia di sicurezza. “Presto apriremo il cantiere di un’altra importante opera, che riteniamo fondamentale per la Città di Aragona” – dichiara il sindaco Pendolino che poi aggiunge: “Avere uno Stadio importante significa mettere in condizioni le società calcistiche cittadine di svolgere un ottimo lavoro, fornendo un servizio adeguato alla Città, nonché ai tifosi e calciatori stessi, che avranno modo di seguire i propri beniamini in una struttura confortevole; mentre gli atleti potranno esprimere le proprie qualità su un nuovo terreno in sintetico. I lavori prevedono anche lo spostamento della caldaia che, essendo a ridosso del campo di calcio, ha creato in passato non pochi problemi durante lo svolgimento delle gare. Poi sarà tolto tutto l’amianto della tribuna coperta e la stessa sarà ristrutturata e resa nuovamente idonea ad ospitare gli spettatori. Anche gli spogliatoi saranno ristrutturati. In estrema sintesi, il campo sportivo comunale “Totò Russo” avrà un nuovo look. Stiamo continuando ad operare per il bene di Aragona, e il restyling dello stadio comunale è una delle ultime concrete dimostrazioni. E’ il primo di una lunga serie di finanziamenti che abbiamo ottenuto. Vi sono già i decreti per la ristrutturazione dell’Asilo Nido e del primo piano del Palazzo Principe”.  

Un grande piazzale sulla collina custodisce la Teca Falcone, ci troviamo alla Scuola di formazione e aggiornamento del personale del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria a Roma. L’ingresso è sbarrato, si entra con il pass e scortati da una pattuglia. Arrivati in cima, il clima si fa amichevole, c’è qualcuno che accoglie gli ospiti. In “Piazza d’Armi”, che sembra enorme, e forse lo è, è conservata l’auto del magistrato, rimasta coinvolta nell’attentato del 23 maggio 1992. La Fiat Croma bianca, di proprietà del Ministero della Giustizia, è stata acquisita dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria che si è occupata del restauro conservativo.
A un passo dall’attentato, solo il vetro separa la storia attuale da un recente passato, poi una volta aperta la Teca, c’è l’auto del magistrato palermitano Giovanni Falcone. Autorizzazione dopo autorizzazione si iniziano a scattare le fotografie, mentre l’ingresso della struttura in vetro, ora diventato l’uscita, è piantonata da un agente. Fa caldo e quest’auto investita dai detriti, spinti dalla forza della detonazione, fa immaginare, seppur per un attimo, quel sabato di maggio a Capaci.