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Finanziaria e Bilancio, ancora fumata nera

Ancora un rinvio ad oggi della Commissione Bilancio su Finanziaria e Bilancio a pochi giorni dalla scadenza dell’esercizio provvisorio. Rimpasto Giunta: la replica di Cancelleri.

La Commissione Bilancio all’Assemblea Regionale, presieduta da Riccardo Savona, avrebbe dovuto salpare ieri pomeriggio, prima alle ore 15:30, e poi alle ore 17. E invece il tempo è trascorso infruttuosamente, fino al rinvio ad oggi martedì 22 gennaio. Dunque, Finanziaria e Bilancio, proposti dal governo Musumeci, non hanno ancora intrapreso la difficile e tempestosa navigazione a Sala d’Ercole, per giungere a destinazione entro il 31 gennaio, quando scadrà l’esercizio provvisorio e sarà necessario prorogarlo a danno dei tanti aggrappati agli strumenti contabili della Regione. E perché la Commissione Bilancio è ancora ormeggiata alla partenza? Perché le Sezioni Riunite della Corte dei Conti hanno respinto il ricorso della Regione Sicilia contro il giudizio di parifica sul rendiconto dell’anno 2017. Non si tratta di una questione di accertamento del debito, perché il disavanzo è stato già riconosciuto a carico della Regione e rateizzato. Il problema sono le cifre definitive. Bisogna ricalcolare con più attenzione, e all’appello mancherebbero circa 50 milioni di euro. E la Commissione Bilancio, in mancanza di esattezza in materia, è stata costretta al rinvio. E il presidente Savona conferma: “Sì, al momento sono previsti 17 milioni e mezzo, dobbiamo arrivare a 71 milioni, quindi mancano 53 milioni di euro. Al governo spetta l’onere della proposta, che attendiamo per oggi”. Nel frattempo, il vice presidente dell’Assemblea Regionale e leader del Movimento 5 Stelle in Sicilia, Giancarlo Cancelleri, replica così all’annuncio del presidente della Regione, Nello Musumeci, di procedere ad un rimpasto della Giunta almeno prima delle elezione Europee: “All’Ars non è cambiato niente. Il copione è lo stesso di quando c’era Crocetta. E Musumeci si è calato le braghe di fronte ai partiti che lo sostengono. Mi pare chiaro che Musumeci, pur di superare l’ostacolo della Finanziaria, abbia ceduto al ricatto delle forze politiche che lo sostengono. Ma noi gli lasciamo ancora una porta aperta. Ma si liberi da chi lo tiene in ostaggio. Musumeci è un paravento. Lo sanno tutti che ormai a comandare in Sicilia sono Gianfranco Micciché e Raffaele Lombardo. Musumeci vuole la botte piena e la moglie ubriaca. Vuole tenersi quegli alleati lì, ma vuole anche i nostri voti. E a noi, a queste condizioni, il dialogo non interessa. Attendiamo il cambio di rotta, e poi siamo pronti a fare tutto alla luce del sole e nel rispetto dei ruoli: noi restiamo opposizione, lui resta il governatore, e ci sediamo con un foglio bianco e una penna a lavorare insieme per la Sicilia”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

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