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Rimpasto alla Regione e sondaggio alle Politiche

 

Musumeci annuncia un rimpasto della giunta. Miccichè: “Bisogna risarcire alcune province”. I sondaggi: Lega al massimo storico, oltre il 35%. 5 Stelle in picchiata al 25.

Ad un anno e due mesi dalla vittoria elettorale e dall’insediamento, il presidente della Regione rimescola le carte sul tavolo. Nello Musumeci ha annunciato una scomposizione e ricomposizione della Giunta Regionale. Quando? Almeno prima delle elezioni Europee del 26 maggio. E il governatore conferma: “Sì, il rimpasto di governo alla Regione siciliana arriverà probabilmente prima delle elezioni Europee”. La prima domanda sorta spontanea è stata: “La Lega entra nel governo?”. E lui, Musumeci, ha risposto: “Non lo so, non ho mai parlato di coinvolgimento di partiti. Ho solo detto che ci sarà un rimpasto in funzione della geografia dell’Assemblea. Il governo deve rispecchiare la geografia dell’Assemblea, quindi è normale che se muta la geografia di Sala d’Ercole cambia anche la composizione del governo. Io sono molto rispettoso della rappresentatività delle forze politiche. Nomi e sigle non ne faccio”. Ed il primo a pressare per il rimpasto della compagine di governo, condividendo quindi adesso l’annuncio del presidente della Regione, è il leader di Forza Italia in Sicilia, Gianfranco Miccichè, che altrettanto conferma: “Sì, in Giunta è troppo rappresentata la provincia di Catania. Non vorrei che a Palermo succedesse la rivoluzione. Forza Italia spingerà per il rimpasto ed entro brevissimo tempo. Alcune province rimaste senza un assessore vanno risarcite. Bisogna che la Sicilia occidentale riceva la giusta attenzione”. Miccichè si riferisce ad Agrigento e Trapani? Boh. “Lo scopriremo solo vivendo” – come canta Lucio Battisti. Nel frattempo il termometro della politica è surriscaldato dall’ultimo sondaggio pubblicato dal “Corriere della Sera”: la Lega di Salvini è al massimo storico, il 35,8%, ed il Movimento 5 Stelle è in picchiata, al 25,4%, a 10 punti percentuali dagli alleati di governo. Il Partito Democratico, ancora alla ricerca di una propria identità, è in stallo al 17,3%, e Forza Italia, nonostante l’annuncio, tuttavia ancora troppo recente, della candidatura di Berlusconi, è al 7,1%. Indecisi o astenuti sarebbero 4 elettori su 10. Più Europa con Emma Bonino è al 3,5%, e Fratelli d’Italia è al 3,4%: entrambi sono sotto la soglia di sbarramento del 4% per eleggere propri deputati al Parlamento Europeo. Così anche Noi con l’Italia – Udc, oggi allo 0,6%. I raffronti: la Lega non ha freni: alle Politiche del 4 marzo scorso ha raggiunto il 17,4% e adesso ha raddoppiato, con quasi il 36%. I 5 Stelle, invece, il 4 marzo hanno conquistato il 32,7% e oggi sono a meno 7, poco più del 25.

Angeloo Ruoppolo (Teleacras)

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