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Crisi della CMC, non saranno i siciliani a pagarne il prezzo! SS Palermo/Agrigento e Agrigento/Caltanissetta non saranno incompiute!

Importante riunione oggi in IV Commissione, presenti i sindaci dei Comuni interessati dai lavori sulle strade Palermo /Agrigento e Agrigento/Caltanissetta, i vertici dell’Anas, l’amministrazione regionale, gli imprenditori e il comitato 70 imprese.

Abbiamo ascoltato la voce dei sindaci e delle imprese creditrici, che paventano il rischio di un crollo economico delle imprese sane coinvolte nei lavori, oggi in grande sofferenza  a causa dei mancati pagamenti della CMC, e di centinaia di operai senza lavoro. 

L’anas si è ufficialmente impegnata a diffidare  la Cmc, a sbloccare le somme accantonate a favore delle imprese siciliane per le spettanze dovute, e ha inoltre imposto tempi certi per consentire di sbloccare i lavori o attraverso il subentro di altre società nell’appalto, o eventualmente in danno alla contraente generale.

“Qualora la CmC non collabori nel garantire la prosecuzione dei lavori” dichiara la Presidente Savarino, “abbiamo chiesto di rescindere il contratto. Abbiamo avuto fin troppa pazienza nei confronti di questa società. Ereditiamo una situazione tragica e si è già perso fin troppo tempo.

Adesso il vento è cambiato e noi non siamo più disposti a subire i ritardi e le inadempienze della Cmc. Non possiamo permettere che la crisi economica di questa società venga pagata dai siciliani, che invece hanno sempre onorato gli impegni, i siciliani hanno già pagato fin troppo per una viabilità che non è nemmeno lontanamente prossima a quella delle regioni del Nord Italia!  Seguo con apprensione l’andamento dei lavori e torneremo a vederci quando i termini della diffida saranno scaduti. Con il Presidente Musumeci abbiamo preso un impegno che vogliamo mantenere: la Palermo/Agrigento e la Agrigento/Caltanissetta non saranno opere incompiute!”

1COMMENTO
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    philips 18 Gennaio 2019

    Ma invece di fare ancora chiacchere, è evidente che la CMC ormai è decotta e non può più continuare a fare i lavori sfruttando, come sempre i subappaltatori; quindi immediata rescissione del contratto in danno e subentro di altre ditte che possono completare le opere in tempi brevi..

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