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Le “Iene” ancora ad Agrigento sul caso Picone che dichiara: “Su di me esercitata violenza privata, sono stata aggredita”. Intervengono i carabinieri. la replica dell’avvocato Pennica

Le “Iene”, popolare trasmissione di Mediaset, sono tornate ad Agrigento per occuparsi ancora una volta del caso dell’avvocatessa Francesca Picone.

Rispetto al primo “attacco”, perpetrato un paio di anni fa nei pressi dello studio della Picone, questa volta Gaetano Pecoraro è andato oltre.

Prima le telecamere delle Iene hanno immortalato i funerali di Pasquale Schembri, il pensionato di Realmonte morto qualche giorno fa e che vanta in via provvisionale un credito pecuniario da parte della Picone. Successivamente Pecoraro e la sua troupe si sono spostati a San Leone, nell’abitazione dell’avvocatessa, per come era stato annunciato qualche giorno prima dall’avvocato Salvatore Pennica, per la riscossione di un suo presunto credito. E qui sarebbe successo qualche trambusto, per come ci racconta la stessa Francesca Picone.

“Intanto – esordisce l’avvocato – è stata usata violenza privata nei miei confronti in quanto il Pecoraro si è intrufolato in una stradina privata che porta a casa mia. Stavo per uscire e per alcuni minuti mi ha impedito di accendere la macchina per andare via. Ha tenuto per un certo tempo lo sportello aperto della mia autovettura impedendomi di poter partire; il tutto mentre era intento a farmi una serie innumerevoli di domande. Non senza difficoltà e dopo qualche minuto sono riuscita a partire. Lo ribadisco, ritengo questo, un assoluto atto di violenza con privazione della libertà personale per più di dieci interminabili minuti. Ho chiesto l’intervento dei carabinieri che sono prontamente intervenuti ed ho denunciato il tutto all’Autorità Giudiziaria”.

Pare che durante questo trambusto la Picone sia stata colpita da un malore, tanto che i carabinieri presenti hanno immediatamente chiesto l’arrivo di una ambulanza per il trasporto in ospedale. L’avvocatessa nel frattempo si è ripresa ed ha rifiutato il ricovero.  

Francesca Picone ha voluto anche precisare un altro particolare che fa parte della vicenda che la vede coinvolta relativamente al risarcimento (di qualche paio di decine di migliaia di euro) che in via provvisionale dovrebbe pagare ai disabili. Dice: “Da parte del signor Schembri non ho ricevuto alcuna notifica in tal senso. Non comprendo per quale motivo dovrei risarcire qualcuno se legalmente ed in via ufficiale non ho ricevuto alcun documento”.

Sulla vicenda è intervenuto l’avvocato Pennica che ha replicato all’avvocatessa Picone: “L’avvocato Picone è stata invitata a pagare la provvisionale alla vedova Schembri con note inviate ai suoi legali, al consiglio dell’Ordine, e con notifica dell’atto di precetto. Ad oggi non è intervenuto nessun pagamento. I tentativi di farmi desistere dall’assolvimento del mandato difensivo non sortiscono nessun effetto. Io vado avanti”.

 

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