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La Federazione Movimento Noi Liberi Regionale Organizza il  2° FESTIVAL “IO SONO”

Lunedì  3 dicembre , in occasione della giornata internazionale delle persone con disabilità, la Federazione Movimento Noi Liberi Regionale organizza il 2° FESTIVAL “IO SONO” che si terrà alle ore 16:00 al Grand Hotel Mosè , Villaggio Mosè , Agrigento.

La Federazione anche  quest’anno ha voluto rompere gli schemi, niente convegni, nessuno che parli di loro.

Già da tempo la federazione  lotta  affinché la persona disabile si riappropri della propria vita, infatti giorno 3 dicembre saranno le persone disabili ha esibirsi per intrattenere gli ospiti, con canti, balli, musica , poesia e testimonianze.

Ogni momento racconterà di loro, di come una scelta possa diventare una passione per dare uno scopo alla propria  vita ,  tale da rendere più bello il momento che si vive e il domani che arriverà.

Protagonisti della giornata sono anche le famiglie, il punto di forza da cui si parte , famiglie che sostengono  le passioni dei propri cari e li aiutano a farli diventare dei sogni che si realizzano.

“ Perché la vita va vissuta pienamente, senza ostacoli ne compromessi, amando tutto ciò che ti fa stare bene , vivendo una vita che ti appartiene”.

“Le vicende catanesi dell’editore Mario Ciancio Sanfilippo prima e adesso quella di Francesco Russo Morosoli (Ultima Tv) danno l’esatta idea di come molti imprenditori (non puri) utilizzano spesso i loro mezzi di informazione, le proprie testate,  come strumenti di pressione nei riguardi della pubblica amministrazione, della politica e della società pur di raggiungere i propri obiettivi economici, il proprio lucro”. A sostenerlo è il Segretario Nazionale del Sindacato Autonomo Giornalisti Italiani, Nino Randisi, per il quale ” alcuni editori utilizzano sempre di più i media come una clava pronta ad abbattersi su chiunque ostacoli tali disegni. Giornali e Tv agitati non per informare, quindi, ma per condizionare e colpire”. “In questo quadro i giornalisti dipendenti – prosegue- vengono trattati come sudditi e costretti ad obbedire ciecamente alle direttive del proprietario padrone, senza alcuna autonomia critica. E quando questi provano a richiamare i propri diritti contrattuali, come nel caso di Ultima Tv, vengono subito licenziati dall’editore se non si mettono in riga, potendo contare sul fatto che tanti giornalisti disoccupati già premono alle porte in cerca di occupazione”. “Mi chiedo- conclude Randisi- quali siano stati in questi anni i controlli effettuati dell’Inpgi, ad esempio, per cercare di contrastare il lavoro nero e sottopagato. E poi anche i controlli del Corecom regionale, laddove vengono concessi contributi alle emittenti private”. Il Sagi, infine,esprime solidarietà ai lavoratori, ribandendo ancora una volta l’invito a questi ultimi a denunciare tali situazioni sia all’autorità giudiziaria che ai sindacati di categoria.

 

Il prossimo 4 dicembre alle 17,30 presso il  Museo del Presente in Rende (Cs) si inaugura “Opera al Nero” una mostra di Francesco Speciale, curata da Roberto Sottile che rimarrà visitabile fino al 15 dicembre. 

Quando il critico d’arte, curatore e amico Roberto Sottile mi ha invitata a questa mostra, mi sono particolarmente incuriosita, come spesso accade, sapendo che lui, scopre talenti. Così ho raggiunto l’autore della mostra, Francesco Speciale, figlio d’arte, e ne è venuta fuori una bella intervista che mette il luce non solo l’artista, ma anche l’uomo e come ha nutrito la sua cultura.

 

SS: Si sceglie di essere artisti oppure la si scopre come necessità?
FS: Essere artisti è una condizione interiore; si può scegliere di fare gli artisti, di vivere da artista, di assecondare questa condizione dell’essere, oppure di ignorarla ma non si può scegliere se esserlo oppure no. Io l’ho sempre vissuto come un processo naturale, e lo avverto come qualcosa di potente, che condiziona nel bene e nel male la mia intera esistenza. Un po’ come le acque di un fiume che nonostante le avversità trovano sempre un modo per scorrere a valle. Un fiume non sceglie di essere un fiume e non ne avverte la necessità; Un fiume semplicemente è un fiume.

SS: Conta l’ambiente familiare in cui si vive o valgono solo le personali inclinazioni?
FS: L’ambiente familiare conta moltissimo. Un artista è sempre dotato di una considerevole dose di sensibilità. Per questo motivo amplifica ed indaga, esamina e scompone, aggiunge, considera, sottrae. Ritengo che un artista sia influenzato non solo dagli affetti a lui più vicini, ma anche da tutto il resto. Per un artista il mondo è il suo giardino; ogni evento, ogni disciplina, ogni energia, può diventare idea, istinto, opera della sua arte. Si, un artista subisce le influenze, poi le trasforma. A volte ne è servo, altre volte padrone.

SS: Quando hai scoperto che il tuo futuro risiedeva nell’arte?
FS: L‘ho sempre saputo. È la mia casa.

SS: Che cos’è “Opera al Nero”?
FS: È una domanda che ognuno di noi dovrebbe porre a se stesso. L’Opera al Nero è la prima fase dell’alchimia, la madre di tutte le scienze. L’alchimia è l’applicazione di molte discipline diverse tra loro, come l’astrologia, l’astronomia, la chimica, la psicologia, la magia.. l’alchimia è un cammino iniziatico, attraverso cui un individuo sceglie di evolversi diventando consapevole di essere vile metallo… piombo. L’Opera al Nero è la fase in cui tutto ha inizio. È l’origine, la radice, l’oscurità, la fonte stessa dell’abisso. È sotto il dominio di Saturno, il Grande Maestro. Suppongo che potrei parlarne per anni.. “Opera al Nero” è una fase interiore in cui si può rimanere a lungo…

SS: Che tipo di percorso hai intrapreso per giungere a questa mostra?
FS: Il mio contatto con l’arte l’ho avuto sin da bambino, quando seduto sulle ginocchia di mio padre, lo guardavo dipingere grandi tele con i colori ad olio … da quel momento l’arte non mi ha mai più abbandonato, ed io l’ho seguita. Non mi ha mai tradito e non l’ho mai tradita. Ho vissuto e vivo nel suo nome. Ma dopo aver portato a compimento il percorso formativo  all’Accademia delle Belle Arti di Roma, è stato determinante l’incontro con Roberto Sottile, il mio insostituibile critico d’arte. Ma di Roberto parlerò in altra sede;  se “Opera al Nero” è visitata al Museo del Presente, lo devo a lui.

SS: Come definiresti la tua arte? Di cosa si nutre?
FS: La mia arte è sicuramente concettuale, anche se si serve di conoscenze antiche usate però in chiave moderna. Incastri a tenone e mortasa diventano supporti per il “Clouage”, l’encausto di Pompei diventa un polittico nero. La mia arte si serve di molte discipline… La falegnameria, la numerologia, l’astrologia, la cristalloterapia, l’esoterismo in tutte le sue forme. Costruisco sempre i supporti da solo, compongo io le tempere, le mestiche, le ricette. Sono del parere che un artista debba conoscere la materia e plasmarla dalla base, realizzando i colori dalle polveri, come ci hanno insegnato Leonardo da Vinci o Michelangelo. Anche l’arte è Alchimia.

SS: Della tua mostra Roberto Sottile dice che “lo spazio e il tempo hanno una dimensione percettiva diversa”. Cosa significa?
FS: Noi, in arte, conosciamo quattro dimensioni. Altezza, larghezza e profondità che sono le prime tre dimensioni Euclidee, e poi il tempo, la quarta dimensione inventata da Picasso. Io ho “inventato” la quinta dimensione. È la dimensione della consapevolezza, delle percezioni, dell’invisibile. Paradossalmente dovrebbe essere la prima, perché è attraverso le percezioni che possiamo decodificare le prime tre dimensioni, ed è attraverso la consapevolezza che possiamo sentire il tempo. Un animale, ad esempio, non ha percezione del tempo, perché inconsapevole. La maggior parte del mio “modus operandi” è al servizio di questo concetto. Nelle mie opere rendo percettibili, “tempi” in cui si è consapevoli, rendo visibili “spazi” o dimensioni, che resterebbero altrimenti invisibili.

SS: Cosa ti aspetti da questa tua prima mostra?
FS: La trovo una domanda davvero interessante… beh, mi piacerebbe che i visitatori possano recepire il messaggio della mostra stessa. Ritengo che questa sia un’epoca in cui vi è finalmente un risveglio delle coscienze; l’uomo abbandona dubbie religioni e sette per ritornare alla natura, alla fonte. Si riconnette alle energie di Madre Terra come gli antichi Celti, i druidi. Ma per risvegliarsi ognuno di noi deve affrontare il più pericoloso dei nemici: se stesso. “Opera al Nero” è questo; è come consacrare se stessi ad un percorso evolutivo interiore e personale. Si ha la possibilità di diventare consapevoli, di attraversare le tenebre, quelle che albergano in ognuno di noi. Quanto più è grande l’oscurità, tanta più luce può contenere, e la luce più risoluta è quella che nasce e s’irradia, dalle più fitte tenebre.

 

Simona Stammelluti

“Avviare un’immediata indagine sugli atti posti in essere nell’ultimo trimestre, soprattutto nell’ultima settimana, di regime commissariale delle aziende sanitarie alla luce delle segnalazioni degli ultimi giorni. “- E’ ciò che dichiara l’On.  Carmelo Pullara, Presidente del Gruppo parlamentare Popolari ed Autonomisti – Idea Sicilia e Vice Presidente della VI commissione legislativa dell’ARS.

“Non possono esserci alibi circa la corretta gestione degli ormai ex commissari delle aziende, ricordo infatti che il regime commissariale imponeva una mera gestione ordinaria senza che venissero assunte scelte che potessero impegnare le amministrazioni a seguito di politiche in materia di gestione delle risorse umane nonché della fornitura di beni e servizi.” Per concludere, l’On. Pullara afferma, che: “L’Assessorato per la salute deve rapidamente avviare un controllo sull’operato gestionale dei commissari indirizzando in tal senso il nuovo management ed ove vengano riscontrate irregolarità trasmettere gli atti agli organi competenti che sia magistratura ordinaria e contabile”. 

“Per le cosche poter riprendere possesso dei beni confiscati, anche riacquistandoli, rappresenterebbe una vittoria e un segnale devastante. Evidentemente il Governo nazionale non si rende conto dell’impatto che le misure proposte sulla gestione e vendita dei beni confiscati possono avere. Soprattutto in Sicilia.”

Lo afferma il presidente della Commissione regionale antimafia Claudio Fava, intervenendo all’iniziativa sul diritto alla casa organizzata da Sinistra Comune allo Zen.

Per Fava “occorre che l’amministrazione regionale e il Governo Musumeci facciano sentire la propria voce aprendo anche un serrato confronto opponendosi a scelte scellerate e pericolose.”

“Sicuramente – conclude Fava – la Commissione antimafia in Sicilia, anche in rete con le altre commissioni regionali di inchiesta sulla criminalità, affronterà il problema.”

Si sono distinti nel campo della solidarietà, della beneficenza e del volontariato e saranno i protagonisti dell’edizione numero 14 del premio internazionale Beato Pino Puglisi, a venticinque anni dall’omicidio mafioso dell’allora parroco di Brancaccio: saranno sette i riconoscimenti assegnati nella cerimonia in programma lunedì 3 dicembre, a partire dalle ore 21, al teatro Politeama di Palermo.

La giuria, quest’anno, ha deciso di premiare il sacerdote Ibrahim Alsabagh, che opera in Siria, parroco di San Francesco d’Assisi ad Aleppo Ovest, terra martoriata dalla guerra, monsignor Augusto Paolo Lojudice, vescovo ausiliare di Roma, Giuseppe Giordano, ordinario di Idraulica agraria all’università di Palermo, il giornalista Angelo Morello e la moglie Roberta, che dopo aver perso la figlia Livia hanno creato un’associazione in suo nome con fini sociali, Vincenzo Morgante, direttore di TV2000, Teresa Nicoletti, medico chirurgo, mezzosoprano e compositrice, fra l’altro dell’aria sacra “Padre Pino Puglisi, Anima Beata”, Massimo Toschi, insegnante e politico, che ha dedicato la vita ai poveri e alla pace, per nulla frenato dalla disabilità causata da una poliomielite contratta a undici mesi.

Per la prima volta la giuria del premio internazionale Beato Pino Puglisi è presieduta dall’arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice (che, in qualità di direttore del Centro diocesano vocazioni aveva collaborato con padre Pino Puglisi), e la Diocesi, da sempre vicina al premio, è adesso impegnata in prima fila.

La giuria è completata dal sacerdote Antonio Garau, fondatore del premio, Vincenzo Bagarello, ordinario di Idraulica Agraria all’università di Palermo, il jazzista Ignazio Garsia, ideatore del Brass Group ed ex direttore dell’Orchestra Jazz Siciliana, Giacomo Greco, docente della libera università della politica di Palermo e uno dei fondatori del Movimento “Una Città per l’Uomo”, Domenico Milazzo, segretario della Cisl Sicilia, Gemma Ocello, presidente dell’associazione “Giovani 2017 3P”, che organizza il premio, Roberto Gueli, caporedattore della Rai, e Francesco Panasci, da quattro anni direttore artistico e di produzione del premio.

«Ringrazio l’arcivescovo Lorefice, dice Gemma Ocello, per la fiducia accordataci nel curare questa edizione del premio internazionale. Puglisi è per tutti noi un esempio da seguire, testimone dell’amore di Cristo Gesù. Ho sempre seguito progetti di promozione sociale dei minori, in particolare dei giovani del Burundi. Il messaggio del Beato Puglisi mi ha portato presso gli italiani di New York, Rio, in Australia e in Argentina. Il premio continuerà ad essere da stimolo nel vivere con coraggio le scelte controcorrente che ci fanno sentire protagonisti della nostra esistenza. Vivere ogni giorno rispettando le regole deve diventare la normalità, solo così potremo costruire una società migliore».

La cerimonia di lunedì sera sarà presentata dai giornalisti Roberto Gueli e Antonella Rizzuto. Sul palco si alterneranno alcuni volti noti: l’attore Sergio Vespertino, la cantante soul Daria Biancardi, il duo jazz Joe e Marianna Costantino, l’Accademia internazionale del Musical di Palermo. Ci sarà anche la Fondazione The Brass Group con Diego Spitalieri al pianoforte e Vito Giordano, direttore della scuola Brass Group di Palermo, alla tromba e al filicorno.

Questa edizione è dedicata a tutti i bambini yemeniti che soffrono e in particolare ad Amal, la piccola morta per fame, a sette anni, qualche settimana fa, la cui foto era finita sul New York Times per sensibilizzare l’opinione pubblica a proposito di un conflitto dimenticato da molti.

Si è svolto questa mattina a Palermo, presso il Salone CGIL Sicilia, il 6° Congresso Regionale di Federconsumatori al quale il Presidente Alfio La Rosa ha voluto dare il titolo, molto significativo, di “Modello Federconsumatori: dal dialogo alla partecipazione”.

Oltre che del Presidente regionale La Rosa, di quello nazionale Emilio Viafora e dei delegati provinciali provenienti da tutta la Sicilia, il Congresso ha visto la presenza di numerosi graditi ospiti come il Dott. Salvatore Buscemi, dirigente del Servizio Tutela dei Consumatori della Regione Siciliana, il vicesindaco di Palermo Sergio Marino, la coordinatrice del Forum sull’Acqua e i Beni Comuni Antonella Leto, e diversi rappresentanti di aziende con cui Federconsumatori dialoga costantemente per tutelare i diritti dei consumatori, come Telecom Italia, Poste Italiane, Enel. Presente anche Pieremilio Vasta, Presidente della Conferenza dei Comitati Consultivi delle Aziende Sanitarie siciliane, con cui Federconsumatori ha firmato proprio oggi un importante protocollo di collaborazione.

Nella sua relazione introduttiva il Presidente La Rosa ha messo in luce le sfide che l’Associazione dovrà affrontare nei prossimi anni: “I consumatori sono sempre più tra l’incudine e il martello: da un lato il potere di acquisto che non cresce, dall’altro un mercato sempre più frenetico e in cui gli spazi di tutela dei diritti dei consumatori si restringono giorno dopo giorno. In questo scenario Federconsumatori deve passare dalla tutela passiva dei diritti dei consumatori a quella attiva: dal risolvere il singolo problema del singolo consumatore, alla proposta di leggi e regolamenti che facciano in modo che i diritti siano costantemente tutelati”.

Un concetto, quello della tutela attiva, ribadito anche dal Presidente nazionale Emilio Viafora: “La legge sulla class action, ad esempio, oggi è forse più utile alle multinazionali che ai consumatori. Abbiamo avanzato proposte per cambiarla”. Viafora ha messo anche in luce che in Italia stanno crescendo le disuguaglianze: economica, territoriale, formativa. Cresce anche la povertà, sia assoluta che relativa (7 milioni di persone sono in questa condizione) e, ultimamente, anche energetica (riguarda oggi 4 milioni di italiani).

Per rispondere a queste sfide, durante il Congresso è emersa la necessità per Federconsumatori di riorganizzarsi, puntando sui giovani e sul portare a livello regionale le buone pratiche sperimentate a livello territoriale. Ma anche quella di ripensare il suo rapporto nei confronti dei consumatori: “Noi difendiamo valori – ha detto Viafora – e se accettiamo che il consumatore trovi e compri al supermercato il pomodorino a meno di un euro al chilo, allora stiamo accettando lo sfruttamento, il lavoro nero, il caporalato. Dobbiamo creare consumatori consapevoli, ma senza dimenticare che se i consumatori hanno difficoltà a mettere insieme il pranzo con la cena, allora il problema sta anche altrove”. Per Federconsumatori, infatti, la qualità dei consumi è anche qualità dell’economia e l’Associazione è quindi chiamata ad agire su più fronti..

Un tema importante del 6° Congresso di Federconsumatori Sicilia è stata la riforma della Legge Regionale sul Consumo. Il Dott. Buscemi del Servizio Tutela Consumatori ha ribadito che al momento le proposte sul tavolo sono due, una della Presidenza della Regione e una delle associazioni di tutela dei consumatori, è che è necessario trovare una sintesi per fare una buona legge, che funzioni.

Diversi sono stati, nel corso del Congresso, i ringraziamenti a Federconsumatori Sicilia per la capacità di dialogo mostrata più volte negli anni e per l’impegno in campagne comuni di difesa dei diritti dei consumatori. Come quella condotta insieme al Forum per l’Acqua, in favore di una legge per la gestione pubblica delle reti idriche, o le numerose iniziative condotte insieme a Legambiente, presente al Congresso con il responsabile della campagna amianto Tommaso Castronovo, in favore della difesa dell’ambiente in Sicilia.

In chiusura del Congresso, è stato eletto il nuovo direttivo regionale di Federconsumatori, che ha riconfermato Alfio La Rosa alla carica di Presidente. “Auguro a La Rosa di continuare a fare un buon lavoro – ha dichiarato il Presidente nazionale Viafora – A lui spetta il compito di rendere Federconsumatori Sicilia più forte nei confronti delle Istituzioni e delle aziende con cui ci confrontiamo, più efficace e ancora più vicina alle necessità dei consumatori”.

Un uomo di Canicattì. di 40 anni, è stato denunciato, in stato di libertà, perchè accusato di avere picchiato e minacciato di morte l’ex convivente.

 
 

L’uomo è accusato di reato di lesioni e minacce in quanto, non rassegnandosi alla fine della storia d’amore con la ex, al culmine di un litigio, alquanto violento, avrebbe picchiato la donna che sarebbe ricorsa, per le ferite riportate, all’ospedale Barone Lombardo.

Il deferimento è scattato da parte degli agenti del Commissariato di Polizia.

Il prossimo 4 dicembre verrà celebrata la festività di Santa Barbara patrona dei Vigili del Fuoco e dei Marinai. Presso la Sede Centrale del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco alle ore 9,30 si terra una breve manifestazione commemorativa durante la quale verranno consegnati i diplomi di lodevole servizio al personale pensionato durante il 2018 e ai Vigili che hanno raggiunto quindici anni di servizio.

 
 

Alle 11,00 i Marinai della Capitaneria di Porto e i Vigili del Fuoco si ritroveranno nella Chiesa Madre di Porto Empedocle, dove verrà celebrata la Santa Messa.

Alle funzioni saranno presenti la autorità civili, militari e religiose della nostra provincia con in testa il Prefetto Caputo.

Ad Agrigento, nel centro storico, negli spazi espositivi annessi alla Chiesa di Santa Maria dei Greci, è stato inaugurato dalla Soprintendenza ai Beni Culturali ed Ambientali di Agrigento l’Antiquarium di Santa Maria dei Greci. L’evento è curato dalla Soprintendente, Gabriella Costantino, e dall’archeologa Armida De Miro. Il direttore dei lavori è Agostino Marrella. L’esposizione contiene tutti i materiali e gli oggetti d’arte rinvenuti in occasione dei restauri della Chiesa e del Crepidoma del tempio, datati dalla preistoria al ventesimo secolo, che raccontano la lunga storia del colle e della Chiesa.

Le interviste