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Secondo appuntamento, sabato, 8 Dicembre 2018, Festa dell’Immacolata, con le iniziative legate alla rassegna “C’è il Natale a Villaseta 2018”, voluta e promossa dall’Associazione Onlus “Volontari di Strada” di Agrigento, e che ha avuto il patrocinio e la collaborazione di Istituzioni, Associazioni e Club Service.

Nel vecchio Centro Commerciale di Villaseta, cuore di tutte le iniziative, i volontari, dalle ore 9,30, procederanno all’allestimento dell’albero di Natale, alla presenza dei bambini del quartiere. Come vuole la tradizione, l’8 dicembre è il giorno in cui la Chiesa festeggia l’Immacolata Concezione di Maria Vergine e nelle case, nelle piazze e in altri luoghi, si allestisce l’albero di Natale.

Altro appuntamento saliente, martedì 11 Dicembre, dalle 9,30, con la Novena di Natale, animata dal noto cantastorie Nenè Sciortino. Sempre martedì 11, in contemporanea, i volontari dell’Associazione daranno vita ad un Presepe Vivente, con la partecipazione degli alunni della scuola “S. Quasimodo”. Prevista anche la distribuzione di dolcetti, mentre una Unità Mobile dell’Asp di Agrigento sosterrà all’interno di piazza del Centro Commerciale con un proprio stand di “Educazione alla Salute”. Stand espositivi saranno allestiti anche dalla Polizia di Stato, Vigili del Fuoco, Federconsumatori e Confartigianato. Saranno presenti anche le ambulanze dell’Associazione di Protezione Civile di Agrigento, con in testa il presidente Sandro Bennici. Prevista anche la presenza del Cardiologo Giovanni Vaccaro che effettuerà gratuiti esami e controlli alle persone che ne faranno richiesta.

Le iniziative legate al “C’è il Natale a Villaseta 2018” sono cominciate lo scorso sabato primo Dicembre con la pulizia straordinaria delle strade, che ha visto l’adesione di decine e decine di residenti nel quartiere.

Sarà il sindaco di Agrigento, Lillo Firetto, venerdì 7 dicembre ad inaugurare alle ore 18.00 nella sala Jean-Marc Bodart  nell’ex Collegio dei Padri Filippini, la mostra “Le grida silenziose”, da pittura a digital art, dell’Artista Giacoma Venuti, in arte Giko. L’esposizione vuol rendere omaggio alle tante vittime del mare attraverso l’unione tra la moderna innovazione tecnologica e l’arcaico impulso di dipingere.    Simbolo delle grandi tragedie del mare ma anche luogo di accoglienza, l’intero territorio agrigentino vive da tempo il dramma dell’immigrazione sulle proprie coste.    Una mostra non solo d’arte ma anche di riflessione su un tema molto attuale.    All’inaugurazione interverrà la responsabile dell’Ufficio diocesano Migrantes, Mariella Guidotti.

Il racconto per immagini di Giko propone frammenti di storie in cui la drammaticità cede sempre il passo alla speranza.

La mostra, patrocinata dal Comune di Agrigento e dalla Regione Siciliana, sarà visitabile gratuitamente fino al 12 gennaio 2019

Impossibile leggere il suo curriculum. Occorrerebbero tre giorni per leggere una per una tutte le sue iniziative da quando sin da giovanissima ha iniziato un percorso di studi e lavorativo che oggi l’ha resa fra le più quotate storica dell’arte della Sicilia.

Gabriella Costantino, genio e sregolatezza, passionale e irascibile, vulcanica, studiosa fino all’inverosimile, spesso incazzata ma con un cuore grande così.

Lascia la Soprintendenza di Agrigento dopo averla capeggiata per ben due volte. Ha avuto la possibilità di poter rimanere ancora per un altro breve periodo, ma non se l’è sentita.

E così una intera regione perde un pezzo importante che riguarda il mondo dei Beni Culturali, dell’Arte, dei Musei, delle Biblioteche.

Impossibile, come dicevamo, tracciare anche semplici linee generali del suo curriculum; una vita dedicata al suo lavoro, senza mai guardare il tempo, l’orologio e spesse volte anche la famiglia.

Troppo innamorata del suo lavoro. E guai se in tutte le sue iniziative portate avanti nel corso della sua brillantissima attività lavorativa avessero una sola pecca. Tutto doveva essere perfetto. Altrimenti apriti cielo!

La sua evoluzione professionale l’ha portata ad esperienze diversificate dopo ha sempre brillato; prima storico dell’Arte, poi Soprintendente, poi direttore del Museo (che lo ha reso non solo archeologico ma anche multidisciplinare); ed ancora, direttore ad interim della Biblioteca Pirandelliana per un periodo e il ritorno a capitanare la Soprintendenza.

La perfetta conoscenza del territorio e, quindi, l’impegno a valorizzare non soltanto i luoghi già famosi; valorizzare la città di Agrigento, il suo centro storico, il Rabato, la via Duomo. Ha sempre visto la città come un unicum con la Valle dei Templi. Ne sono esempio le ultime iniziative come quelle di Santa Caterina, Santo Spirito, Santa Maria dei Greci e la mostra conclusiva dei giorni scorsi sul guardino di Villa Genuardi, inteso come parte integrante del percorso dei giardini storici della città.

E’ di Gabriella Costantino la paternità (o la maternità?) dell’idea del museo di Burgio, del museo di Sciacca, del museo di Aragona e anche del museo di Lampedusa.

E’ noto al mondo intero il suo straordinario impegno nella tutela del territorio, con una visuale perfettamente conservativa, salvando tante realtà da scempi certi.

Non è mai caduta in tentazioni politiche che l’avrebbero costretta a commettere anche impercettibili errori di qualsiasi natura. Sempre impeccabile e rigida quando si è parlato di conservazione e tutela.

Ieri la festa per il passaggio delle consegne.

E’ dovere di questa redazione ringraziare la dottoressa Gabriella Costantino per la sua disponibilità mostrata quando è stata da noi interpellata per qualsiasi iniziativa che ha portato avanti.

Un vero peccato. I Beni Culturali della Sicilia hanno perso un “tecnico” straordinario.

Si spera che adesso si possa sfruttare e mettere in campo tutta la sua esperienza maturata nel corso di questi anni per una terra che necessita di avere figure come la sua.

Professionalità come quelle di Gabriella Costantino oggi sono diventate assolutamente rare.

Auguri dottoressa!

Era ricercato da oltre vent’anni. E’ stato localizzato e catturato in pieno centro dai Carabinieri della Stazione di Palma di Montechiaro (Ag).

È stato rintracciato per strada. Calafato Gaspare, 44 enne, residente a Paliano (Fr) ma nativo di Agrigento, era un insospettabile per molti ma non per i Carabinieri. Infatti, sin da Agosto del 1998, l’Autorità Giudiziaria tedesca aveva emesso nei suoi confronti un provvedimento di cattura per reati in materia di illecita detenzione di sostanze stupefacenti.

I primi sospetti della sua presenza sul territorio, i Carabinieri della Stazione di Palma di Montechiaro li avevano avuti recentemente, quando erano stati notati dei movimenti sospetti di alcuni suoi conoscenti, che avevano portato a ritenere che l’uomo potesse trovarsi proprio a Palma di Montechiaro. Dopo numerosi servizi di osservazione, i sospetti si sono poi rivelati realtà. Alcuni militari in borghese, infatti, hanno iniziato a pedinare un’auto con a bordo una persona, fortemente somigliante al ricercato. Dopo alcuni minuti, la decisione di far scattare il blitz con varie pattuglie, proprio nel centro di Palma di Montechiaro. L’uomo, vistosi accerchiato e circondato, non ha opposto alcuna resistenza, lasciandosi ammanettare. Al 44 enne è stato quindi notificato il provvedimento in questione emesso dalla magistratura tedesca e dopo le operazioni di identificazione, è stato subito trasferito in carcere.

L’ex deputato regionale dell’Udc, Vincenzo Lo Giudice, 79 anni, canicattinese, noto alle cronache per aver già scontato 10 anni di carcere dopo la condanna nel processo scaturito dall’inchiesta “Alta Mafia”, è sta arrestato e posto agli arresti domiciliari.

 

Lo Giudice deve scontare 8 mesi di reclusione perchè riconosciuto colpevole del reato di violazione della sorveglianza speciale.

Ad eseguire l’ordinanza gli agenti del Commissariato di Polizia di Canicattì.

Gli agenti della sezione Volanti della Questura di Agrigento hanno avviato le indagini su un furto compiuto in una abitazione di via Argento, in pieno centro storico

 

Ad accorgersi del colpo dei soliti ignoti è stato proprio l’affittuario dell’appartamento, un pachistano che pare sia stato assente qualche giorno.

Non è chiaro cosa sia stato portato via dall’abitazione che è stata trovata a soqquadro.

L’ex assessore regionale del governo Crocetta, il magistrato Nicolò Marino, ascoltato in commissione antimafia sul presunto “Sistema Montante”. I dettagli dell’audizione.

La Commissione regionale antimafia, presieduta da Claudio Fava, è impegnata in audizioni sul depistaggio delle indagini dopo la strage di via D’Amelio e sul cosiddetto “Sistema Montante”. E nel merito della “tela del ragno” di interessi e scambio di favori che sarebbe ruotata intorno all’ex presidente di ConfIndustria Sicilia, Antonello Montante, sono stati già ascoltati in tanti, soprattutto eccellenti, come recentemente il presidente della Regione, Nello Musumeci, prima di lui l’ex senatore del Partito Democratico, Beppe Lumia, e adesso l’ex assessore regionale del governo Crocetta, il magistrato catanese Nicolò Marino, che si è intrattenuto più tempo degli altri, 2 ore e 40 minuti. Nicolò Marino, in riferimento al presunto “Sistema Montante”, si è espresso così: “Una consorteria affaristico-politica che utilizzava il metodo massonico della tutela della fratellanza, sbandierando un programma apparente, l’antimafia e la legalità, come copertura del progetto effettivo: quello di assumere posizioni di rilievo nelle istituzioni per fare affari”. E a conclusione dell’audizione, il presidente, Claudio Fava, ha commentato così: “Emerge un sistema di potere parallelo poco siciliano, inserito su un livello nazionale. Montante era un segmento, aveva funzioni operative e di rapporto, ma non era il terminale. Erano in ballo forti interessi economici, c’è stata una stagione di potere parallelo attorno a ConfIndustria”. Infatti, tra l’altro, Nicolò Marino ha espresso dubbi sull’archiviazione immediata da parte della Procura di Catania di indagini a carico di alcuni magistrati, non solo di Caltanissetta, citati nel dossier sequestrato nella cantina di Antontello Montante, tra appunti su contatti e richieste di raccomandazioni. E Marino punta il dito non solo contro la Procura di Catania, ma anche verso gli organi titolari di azioni disciplinari, quindi il Csm, il procuratore generale della Cassazione, e l’allora ministro della Giustizia, Andrea Orlando. E spiega: “Il contesto emergente dal dossier sequestrato a Montante avrebbe meritato maggiori approfondimenti. Anche Franco Roberti, ex capo della Procura nazionale antimafia, sapeva di Montante, e invece tesseva le lodi sue e di Ivan Lo Bello nella relazione annuale”. Claudio Fava interrompe Nicolò Marino e lo incalza: “Dottore Marino, ma anche lei poteva sapere di Montante, persino dell’indagine per mafia a suo carico. Perché ha accettato di entrare nella giunta regionale?”. E Nicolò Marino ha risposto: “All’inizio mi fidavo di Crocetta, non potevo mai pensare che fosse così impotente”. Marino descrive l’ex presidente della Regione, Crocetta, come “consapevole esecutore di decisioni prese altrove, anche in riunioni di governo parallele rispetto alla stanza in cui si riuniva la giunta, con presenze significative degli apparati burocratici”. E poi ricorda “sedute di giunta senza ordine del giorno, con argomenti importanti senza la possibilità di essere preparati”. E poi sui rifiuti, che definisce “il principale affare del sistema”, Nicolò Marino racconta: “Una indagine in proposito, su rapporti tra politica, imprenditoria e mafia, fu archiviata dalla Procura di Palermo nel 2013. Ma io, da magistrato, avrei sviluppato una serie di circostanze. Gli atti non furono trasmessi a Caltanissetta. Ma adesso la Procura guidata da Amedeo Bertone li ha tutti. Sul tavolo”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Paura ad Agrigento per il crollo di un solaio di una casa in via Gioeni.

 
Fortunatamente non si registrano conseguenze a persone dato che la famiglia abitante in quell’appartamento non era presente al momento del cedimento.

I calcinacci sono finiti addirittura nel letto matrimoniale della camera da letto.

Sul posto i vigili del fuoco e gli agenti della sezione Volanti della Questura di Agrigento.

Il giudice monocratico Vincenzo Ricotta ha condannato una donna di Favara, di 32 anni, Paola Lombardo, a 4 mesi e 20 giorni di arresto.

La favarere era stata coinvolta in una una truffa online. La stessa avrebbe messo in vendita un metal detector e, a pagamento avvenuto (della somma di 250 euro), avrebbe inviato un sacchetto contenente mattoni.

A processo sono finiti anche la madre della donna, Giuseppa Sciumè, 54 anni, titolare di una carta di credito prepagata. e un amico della condannata, Simone Tuzzolino, 25 anni, la cui posizione è stata stralciata per problemi di notifica.

La trentaduenne, in aula, ha ammesso le accuse addebitatele e ha scagionato la madre che infatti è stata assolta.

Successo del Val d’Akragas in Marocco al forum mondiale di giornalisti e scrittori  del mediterraneo nella città di Marrakech.

Alla cerimonia d’apertura svoltasi nei palazzi presidenziali ha partecipato il Ministro del turismo, della cultura e della comunicazione, Du Wali e del Governo di Marrakech, du Maire di Marrakech, del Presidente della Regione Marrakech-Safi, del Presidente di CRT di Marrakech e della DG dell’Office National Marocain du Tourisme.

All’Assise del Marocco  ha partecipato  anche una  numerosa delegazione dell’Italia guidata dal Presidente Giacomo Glaviano ed altre delegazioni straniere dell’area del mediterraneo ed europee.

Il Val d’Akragas ha offerto per  l’occasione, durante la serata di gala, momenti di spettacolo riscuotendo successo ed apprezzamento per la danza, la musica e il canto  raccontando la Sicilia e la sue tradizioni popolari e culturali.

Un incontro internazionale   destinato a promuovere le politiche dei paesi del mediterraneo ed il turismo  in un sistema di relazioni internazionali con l’Europa e soprattutto con la Sicilia, porta di ingresso verso il continente Europeo.

Diventa necessario aprire un dibattito sul modello di gestione  strategica del Mediterraneo in cui diventa prioritario ed urgente  reinstaurare la fiducia tra i protagonisti di tali paesi ed , andare verso programmi e progetti di interesse comune per rilanciare la macchina dello sviluppo umano ed economico. Ed in questo processo la Sicilia  – ha dichiarato  Giacomo Glaviano, Presidente della Fijet in Italia, intervenuto al congresso di Marrakech  – è il Paese del Nord del Mediterraneo che avrebbe da guadagnare di più nell’aprirsi non solo al sud del Mediterraneo, ma anche al suo entroterra. Su queste realtà geopolitiche, guadagnerebbe in termini di prosperità e benessere collettivo molto di più di adesso”.