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l vecchio centro di Montevago trasformato in un set televisivo per la registrazione di tre puntate di  “Ricette all’italiana”, il popolare programma tv di Rete 4 condotto da Davide Mengacci alla scoperta delle bontà, delle bellezze paesaggistiche, dei monumenti e delle curiosità più suggestive del Paese. Sono state effettuate riprese tra i ruderi del terremoto del ’68, al Baglio Ingoglia e alle Terme Acqua Pia.

Tre gli chef impegnati nella preparazione dei piatti tipici da mostrare al grande pubblico, si tratta di Francesco Mauceri, Calogero Ippolito e Valentino Gualberti. Ad abbinare i vini sono stati i sommelier Francesco Baldacchino (delegato Ais della provincia di Agrigento) e Michele Buscemi. Numerosi i cittadini e gli studenti coinvolti nelle riprese come pubblico. Le tre puntate dedicate alla città belicina dovrebbero andare in onda il 18, il 20 e il 22 dicembre.

Oltre a diversi produttori locali e al presidente della Strada del Vino delle Terre Sicane, Gunther Di Giovanna, sono stati intervistati anche l’assessore regionale alle Attività produttive Mimmo Turano e il sindaco Margherita La Rocca Ruvolo che si è soffermata, tra l’altro, sul “Montevago Wine & Food”, l’evento che andrà in scena sabato 22 e domenica 23 dicembre al Baglio Ingoglia, sarà un viaggio alla scoperta delle produzioni agroalimentari di qualità tra degustazioni e laboratori enogastronomici.

In vetrina ci saranno i migliori prodotti del territorio: dalla Vastedda del Belìce Dop alle eccellenze enologiche, dall’olio extra vergine di oliva ai dolci tipici. Ci saranno anche spazi dedicati all’arte e alla musica. L’evento è promosso da Orsa Consulting e dal Comune di Montevago con il finanziamento dell’assessorato regionale alle Attività produttive nell’ambito del Piano regionale promozionale 2018. Tutte le informazioni sulla pagina Facebook “Montevago Wine & Food”.

Il commissario straordinario della società Girgenti Acque, Gervasio Venuti, ha incontrato i sindacati di Cgil, Cisl, Uil ed Rsa. I dettagli del confronto.

All’ufficio di Gervasio Venuti sono venuti i sindacati di categoria. Il commissario straordinario della società Girgenti Acque, nominato dal prefetto Dario Caputo e già commissario all’Azienda sanitaria, l’ingegnere Venuti, ha accolto l’invito ad essere ricevuti da parte dei segretari provinciali Munda, Piraino, Manganella e Russotto, rispettivamente della Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil ed Rsa. All’ordine del giorno della riunione vi sono stati numerosi argomenti, tra la condizione strutturale degli impianti idrici e fognari, la qualità del servizio all’utenza, il pagamento degli stipendi, la vertenza in corso a seguito dei 26 licenziamenti per ragioni economiche, l’orario di lavoro, e l’applicazione del Contratto collettivo nazionale di lavoro nel settore acqua e gas. A conclusione del confronto gli stessi sindacati riferiscono: “Il commissario Venuti ha rilevato che non si può avere la soluzione immediata a tutte le criticità, ed è quindi necessario trovare il giusto equilibrio, anche in considerazione della recente risoluzione contrattuale notificata dall’Ati, l’assemblea territoriale idrica. Non sembra facile individuare a breve un nuovo soggetto disponibile a gestire il servizio idrico integrato. Il commissario Venuti ritiene che non si potrà avere uno scenario chiaro se non nel giro di alcuni mesi”. Attorno allo stesso tavolo, oltre ai sindacalisti e a Gervasio Venuti si sono seduti anche alcuni dirigenti di Girgenti Acque, tra il direttore generale Giandomenico Ponzo, il direttore del personale Marisa Macaluso, il direttore amministrativo Angelo Cutaia e il direttore tecnico di esercizio Francesco Barrovecchio. Le parti in causa si riuniranno ancora una volta il prossimo 10 gennaio, e, nel frattempo, non si attenderà con le mani in mano. Infatti, ancora nel verbale a consuntivo dell’incontro si legge: “Girgenti Acque gestisce il patrimonio idrico dei Comuni e nel prossimo periodo deve continuare a gestirlo con l’obiettivo di migliorare il servizio. Per questo motivo è stato ritenuto necessario aprire il dialogo a tutti i livelli: Regione, Ati, fornitori e utenti, chiarendo che la società vuole operare nell’interesse pubblico impiegando al meglio le risorse disponibili e concordando, con i vari soggetti istituzionali, un nuovo piano industriale. Le professionalità della società sono elevate, sarà necessario investire sull’automazione dei processi sia nella gestione delle reti e impianti, sia nei rapporti con l’utenza, così da migliorare efficienza e qualità del servizio”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

La magia del Natale nel borgo più bello d’Italia inizia questo weekend con l’evento legato ai dolci. Espositori da tutta la Sicilia si uniranno a quelli locali che proporranno prodotti tipici.

Si inizia già respirare aria natalizia a Petralia Soprana. Dopo i fasti per l’elezione a Borgo più bello d’Italia, la cittadina madonita è già pronta per un nuovo evento. L’appuntamento è per il prossimo weekend (sabato 15 e domenica 16 dicembre) e questa volta ad essere protagonista sarà il dolce. La manifestazione, fortemente voluta dall’amministrazione comunale guidata da Pietro Macaluso, si chiama “Dolce Natale a Petralia Soprana”.

In questi due giorni, il Borgo dei Borghi ospiterà le eccellenze della pasticceria siciliana che lavoreranno per deliziare i tanti visitatori che invaderanno le stradine del centro storico che si “vestirà” a festa.

Il programma è fitto di appuntamenti. Non mancheranno spettacoli, animazioni, mostre, attività per bambini, musica, sfilate, mercatini, show cooking, degustazioni, visite guidate e tanto altro.

“Dolce Natale a Petralia Soprana”prevede anche diversi appuntamenti con le tradizioni e il folclore. E’ possibile anche ammirare il Presepe d’Incanto che ha aperto i battenti il giorno dell’Immacolata con grande successo. A fare da cornice all’evento ci sono anche i mercatini di natale che oltre a creare una suggestiva atmosfera offrono la possibilità di acquistare i prodotti dell’artigianato locale e madonita. Sarà possibile scoprire anche le bellezze artistiche del borgo, le chiese e gli scorci di un paese antico che trasmette al visitatore la propria storia scritta nelle pietre.

Da questo balcone più alto della provincia di Palermo (Petralia Soprana è posta a 1144 metri di altitudine) sarà possibile ammirare panorami stupendi e quasi tutta la Sicilia. Dall’Etna (Ct) a monte Cuccio (Pa) passando da Enna e Caltanissetta è un vero spettacolo di colori così come sarà uno spettacolo scoprire ed assaggiare i prodotti magistralmente esposti e sistemati nelle capannine che rendono il paese da fiaba.

Non mancheranno i prodotti locali da forno che saranno messi in mostra dal panificio di CALOGERO AGLIATA che produce panettoni, biscotti e tanti prodotti come i “Biscotti alla Cannella” che hanno già ottenuto la denominazione comunale De.C.O., la stessa certificazione che ha avuto il caseificio PAR.DO.R per la “Caciotta Madonita” che per l’occasione farà assaggiare anche l’ottima ricotta e tanti altri prodotti caseari prodotti dall’azienda madonita. Il visitatore si potrà deliziare anche con gli insaccati realizzati con carne a Km zero della macelleria di ALBANESE LIBORIO che, da padre in figlio, tramanda ricette e saper fare così come il panificio LA SPIGA che proporrà dolci da forno realizzati secondo ricette tradizionali che esaltano al palato i sapori di una volta. L’amante del torrone avrà una ghiotta occasione perché oltre ad assaggiare i prodotti DELL’ANTICO TORRONIFICIO DELLE MADONIE potrà anche vedere come saranno realizzati nello show cooking di Filippa Milazzo. Per completare il giro tra dolci di ogni genere la visita non si può non concludere con un bel caffe o un drink proposto dal bar ALPASCIA’ e dallo storico negozio di alimentari FEDERICO presente porte del paese. Tra le pasticcerie presenti ci sarà anche la LIPANI’S CAFE’ che anche un punto di ritrovo per i giovani. Di passaggio, lungo la via Medici che collega la piazza del Popolo alla chiesa Madre, l’opportunità di mangiare seduti a tavola è offerta dalla trattoria LA ROSA NEL BORGO che propone ottimi piatti tradizionali e pizze gustose e particolari. Sarà una due giorni da non perdere. Una opportunità per chi vuole stare a contatto con la natura del Parco delle Madonie e con il silenzio che rigenera il corpo e l’anima, per chi vuole riflettere sul vero significato del Natale, per chi ama la montagna, il mangiare bene e lo stare assieme.

 

Parto svantaggiata.
Sono in mezzo ai fans di Cesare Cremonini senza esserlo.
Faccio fatica a concentrarmi su tutto quello che devo analizzare; mi guardo intorno. Il pubblico é variegato: famiglie, coppie etero e molte omosessuali. A fianco a me due uomini si baciano, poi si tengono per mano per tutto il concerto, così penso che alcuni amori nascano proprio sotto una buona stella, poi la musica fa il resto. Piace a tutti, il cantautore bolognese con quella sua voce così riconoscibile, che apre tutte le vocali anche quando canta … e quando canta lo fa bene.
Sarebbe scontato dire di un cantante che canta bene ed invece in questo caso diventa d’obbligo perché ieri sera al Palasport di Roma per la prima delle due serate nella Capitale, quella bravura è stata essenziale considerato che l’audio non era impeccabile; le parole cantate si capivano appena, in alcuni pezzi, e a volte mi sono scoperta a guardare il vidiwall che inquadrava il primo piano, per leggere il labiale, per comprendere i testi.
E dire che sono abituata ad ascoltare alcuni concerti (o parte di essi) ad occhi chiusi.
Ma quello di Cremonini è uno show in piena regola e lui si diverte a fare lo show man. Si diverte, coadiuvato dalla sua eccentricità in fatto di look e da effetti scenografici che coinvolgono e qualche volta distraggono.
Sul palco con lui tanti musicisti: tastiere, due chitarre, basso, batteria, due coristi, una tromba, un trombone e un sax. Sarà che sono abituata alle dinamiche della batteria jazz, ma il “battere”’di ieri sera mi è sembrato a tratti noioso, troppo prorompente su alcuni brani, tanto da coprire altre sonorità, le chitarre per esempio, anche se gli arrangiamenti un po’ disco music – realizzati proprio per contrastare l’anima intima e minimal del suo ultimo lavoro discografico Piano&Voce intitolato “Possibili scenari” – dettano il ritmo e le dinamiche dello show.
Cremonini canta, balla, con le sue scarpe dorate ed inquadrate in apertura di concerto mentre percorre i pochi passi dal backstage al palco, che poi diventano azzurre e poi rosse e dentro, lui ci consuma passi ed emozioni.
I brani in scaletta sembrano essere quelli del disco; parte con “Possibili Scenari” e poi è un andare indietro nel tempo, come se il racconto, in musica, debba partire da una maturità raggiunta per giungere lì dove tutto ha avuto inizio, mentre salgono a galla commozione e tenerezza verso ciò che è stato e che “si è stato”. A seguire “Kashmir-Kashmir” che si regge su un sound rock, con dentro accenni di elettronica, che strizza l’occhio un po’ al funky.
Ironizza sul coro del pubblico, si ferma e chiede di essere più convinti: “o da stadio o da orgasmo”.
Si inchina, ringrazia, sprona il suo pubblico che reagisce, canta e applaude ma non si fa fatica a notare come siano più apprezzate le canzoni più datate, quelle che forse hanno viaggiato più a lungo o perché probabilmente avevano testi più leggeri, senza impalcature. Io invece penso che Cremonini si sia evoluto come cantautore, nella scrittura di alcuni testi, incarnando quel fuoco che ha attraversato il cantautorato italiano.
Nessuno vuol essere Robin” o “Poetica” ne sono un esempio. Quel suo modo di mettere a nudo alcune insicurezze dell’uomo proprio mentre il mondo ci inserisce in scatole preconfezionate di finta perfezione.
Si emoziona il cantautore su “Momento Silenzioso” pezzo che ha 13 anni di età e che dedica a tutte quelle persone che sono state con lui, dalla sua parte, anche quando non faceva il sold out nei suoi concerti, quando era ancora in cammino.
Bello il momento in cui Cremonini suona il piano; i momenti più intimistici, come anche quello con la chitarra dimostrano quanto sia capace, perché sa suonare e dare forma alla sua musica anche senza eccessive sovrastrutture. E a volte la complessità si nasconde nelle sottigliezze.
Molto buono e originale il dialogo pianoforte e fiati che mi sono sembrati particolarmente in sintonia tra di loro e con il leader.
Cremonini il palco se lo mangia, lo naviga, lo consuma, sudando e senza risparmiarsi. Possiede presenza scenica senza essere particolarmente bello, corre lungo quella passerella che si insinua tra il pubblico, gioca con le telecamere.
Dice di non volerne sapere di matrimonio: “Ormai a 38 anni ho chiuso con questa prospettiva” e poi ironizza sulle telefonate che arrivano dalle ex proprio prima del loro matrimonio.
Al tuo matrimonio”, canta e dopo lo spiega:  “Non è vero che ho chiuso con il matrimonio, forse sono ancora in tempo per trovare la persona per la vita, tanto poi c’è il divorzio, che è per sempre”.
Latin LoverLost in the weekendUn uomo nuovoBuon Viaggio.
E poi ancora Figlio di un reUna come teVieni a vedere perché e Le sei e ventisei.
Canta Il Pagliaccio in controluce sullo schermo rosso e l’atmosfera è molto suggestiva.
C’è Cremonini dentro ad ogni pezzo, non abbandona mai le intenzioni con cui li ha forgiati, creati, per poi soffiarci di dentro un po’ di anima e cantarli.
Va avanti impetuoso fino alla fine. Fino a quel momento in cui chiede di mettere via i cellulari e di ballare con lui “50 Special”, quel pezzo che l’ha reso famoso quando ancora c’erano i Luna Pop.
Il pubblico esplode.
Manca ancora Marmellata #25, il pubblico la chiede e lui la concede. È uno dei momenti che ho più apprezzato della serata.
Nicola “ballo” Balestri, bassista e fedele compagno di viaggio del cantautore, diventato papà da poco, diviene lo spunto per cantare quel pezzo scritto a 15 anni, intriso di tenerezza e senza troppe pretese: “Vorrei”. Quel condizionale che ne ha fatta di strada e ha realizzato sogni forse all’epoca impensabili.
Domani sarà un giorno migliore, vedrai”.
Un augurio per salutare il pubblico romano che va via con una buona dose di adrenalina e quel ricordo attaccato ad una serata da ricordare.
Loro, i fans.
Io vado via pensando che alcuni arrangiamenti non mi sono piaciuti, che Cremonini sia un bravo artista e con la convinzione che abbia ancora tanto da raccontare come cantautore, mettendo a nudo alcuni sentimenti che a volte hanno solo bisogno  di una penna d’eccezione.
Simona Stammelluti

Venerdì 14 dicembre 2018, l’Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali della provincia di Agrigento, presso la propria sede in via Dante 117, ha organizzato un incontro sui Doveri professionali del Dottore Agronomo e del Dottore Forestale: Deontologia, Previdenza, Assicurazione, Fatturazione Elettronica, Formazione e Privacy. L’evento si inserisce nel tema dell’evoluzione del ruolo delle professioni liberali e del loro rapporto con i grandi cambiamenti sociali, culturali ed ambientali dei nostri tempi. Durante la giornata saranno affrontati i temi della Deontologia professionale, della Previdenza, ma anche quelli legati alle nuove responsabilità professionali, attraverso l’assicurazione dell’opera progettuale, della formazione ed aggiornamento continui, dell’applicazione delle norme sulla privacy e sui nuovi adempimenti legati alla fatturazione elettronica. Si tratta di una grande giornata di formazione e di confronto che tende a fornire, ancor di più, ai Dottori Agronomi ed i Dottori Forestali nuovi strumenti di presenza nel territorio, con l’obiettivo di una sempre maggiore garanzia della tutela ed incolumità pubblica, attraverso la difesa del suolo e della biodiversità, della prevenzione civile e della sicurezza degli alimenti.

Si terrà domani 13 dicembre, dalle ore 11, l’incontro con il giornalista e scrittore Paolo Borrometi, autore del libro “Un morto ogni tanto”.

Ospitato nel plesso “La Carrubba” di via Pantalica, a Canicattì, l’evento rientra nell’ambito del “Progetto Legalità” e sarà introdotto dall’esibizione musicale degli alunni della scuola secondaria di primo grado.

A seguire, sono previsti gli interventi della dirigente Caterina Amato e dello stesso Borrometi, che nel prosieguo sarà protagonista di un dibattito cui prenderanno parte attiva gli studenti della scuola secondaria.

La “scaletta” prevede poi “Percorsi di legalità”, un breve spettacolo prodotto e messo in scena dagli alunni della scuola primaria.

Le conclusioni saranno invece affidate al sindaco di Canicattì, Ettore Di Ventura.

 

La famiglia della sedicenne agrigentina deceduta a causa delle lesioni riportate in seguito ad un incidente stradale, avvenuto nell’agosto scorso,  senza che nessuno si sia fermato a prestare soccorso, ha realizzato un Calendario in ricordo di Sofia. Il calendario con il titolo significativo “Stop alle stragi sulle strade” è stato donato questa mattina dai familiari, al sindaco Lillo Firetto e verrà affisso nei locali pubblici della città per sensibilizzare i giovani sul problema delle stragi sulle strade. 

Ritorna Diamo voce ai libri, iniziativa promossa dal Comune di Sciacca, Assessorato alla Cultura, contenitore di appuntamenti in cui a parlare sono gli autori, attraverso le loro opere. Il prossimo evento, inserito nel programma “Sciacca Natale Insieme”, è dedicato allo scrittore siciliano Giovanni Verga.

Si terrà oggi, mercoledì 12 dicembre 2018, alle ore 17,00, nella sede storica della Biblioteca comunale “Aurelio Cassar”, nell’atrio superiore del Palazzo Municipale. A dare voce a Giovanni Verga saranno Francesco Favetta, Gaetano Cacioppo, Michela Cacioppo e Marie Claire Tramonte, della Compagnia Theatrum di Sciacca. Sarà una retrospettiva teatrale – spiega Francesco Favetta – che darà vita alla novella La roba.

Il tema dell’incontro sarà “Ritorno alle origini: la bellezza della Sicilia e della sicilianità”.

Se ci applicassimo a rivedere i primi servizi, le prime dichiarazioni rilasciate alla stampa proprio dai familiari di Gessica Lattuca, scomparsa dal 12 Agosto da Favara, e le paragonassiamo a quelle che sono le notizie venute fuori fin oggi possiamo palesemente renderci conto che non c’è nulla, o quasi, che riporti alle prime versioni rilasciate dopo la scomparsa.

L’unica certezza, oltre a quella che Gessica è scomparsa, c’è la sicurezza che le indagini continuano incessantemente, anche se con massimo riserbo, sentendo nell’aria di tutti i giorni la sensazione che anche gli investigatori si stiano trovando dinnanzi a un incredibile e travagliato rompicapo.

Non si è tralasciata nessuna pista, si sono dette tante, troppe e più cose sulla vicenda che probabilmente sono solo servite ad depistare la situazione non portando nulla di concreto affinchè Gessica sia ritrovata.
L’attenzione è puntata sulle incongruenze, nelle dichiarazioni dettate e poi cambiate.

Le domande si avvolgono sempre più in un mistero oscuro dove intravedere uno spiraglio di luce è diventato davvero un vero e proprio desiderio.

Tra le prime incongruenze notate c’è anche la notizia che Gessica quel maledetto 12 Agosto non è uscita di casa solo in serata ma anche intorno alle 16.30 del pomeriggio per recarsi in un supermercato.

Potrebbero esserci delle incongruenze anche sull’abbigliamento che Gessica indossava al momento della scomparsa, come anche, se si ricorda nelle prime dichiarazioni rilasciate dalla madre Giuseppina Caramanno, dove dichiarava che la figlia non usciva nemmeno fuori paese, che non conosceva addirittura nemmeno Agrigento quando, invece, si è poi saputo che è stata anche fuori dall’Italia.

Poi ancora, Serena Restivo, che ha più volte detto di non avere nessun tipo di rapporto con Gessica da almeno due anni mentre poi rivela di averla accompagnata a casa in motorino proprio agli inizi di questa estate perché Gessica era ubriaca ed era caduta all’indietro mettendo in mostra il suo intimo.

Insomma mistero su mistero e poca verità. Un giallo che continua.

Tutti dicono di dire il giusto. Nel registro degli indagati c’è sempre e ancora il solo Filippo Russotto, ex compagno di Gessica che da poco ha riavuto i suoi beni mobili e immobili dopo gli esami dei Ris di Messina proprio perché dalle analisi effettuate non risulta nessun tipo di collegamento con Gessica.

Il rapporto tra la madre di Gessica e Filippo sembra, ultimamente essersi congelato. Filippo svolge il suo ruolo di padre andando a prendere i suoi figli da casa della signora Caramanno e la stessa trova molto insolito il fatto che Filippo parli ormai poco di Gessica, non interessandosi nemmeno dello stato d’animo della signora e nemmeno chiedendo se ci fossero delle novità che riguardano il caso.

Nel tempo trascorso sono arrivate delle telefonate anonime, delle scritte sui muri con dei nomi riportati come persone a conoscenza dei fatti.

A seguito di ciò sono state sentite parecchie persone compresi i due uomini le quali generalità sono emerse proprio da una telefonata anonima.

E così i carabinieri della stazione di Villaseta avrebbero interrogato Michele Scarabeo, con precedenti penali contro il patrimonio e contro la persona, e Antonio Di Caro. I due per il momento non sono iscritti nel registro degli indagati ma rimangono persone informate sui fatti. Presto però la loro posizione giudiziaria potrebbe essere rubricata con accuse più pesanti.

Si è parlato dell’ormai famoso giro di prostituzione della zona in cui pare che la 27 enne sia stata coinvolta dal suo ex datore di lavoro Gaspare Volpe. Ma non solo. Ciò che è emerso è che le ragazze coinvolte nel giro, fossero solite filmare le effusioni con i clienti più facoltosi per poterli poi ricattare. Un’altra pista su cui indagare dove gli inquirenti avrebbero infatti scoperto altre ragazze presenti in questo giro ovvero Serena Restivo , Silvana Ragaccio e Teresa Noto.

Silvana Ragaccio è una ex fidanzata di Enzo, il fratello di Gessica, che attualmente convive con Salvatore Scarabeo, figlio dell’uomo sotto interrogatorio nonché personaggio coinvolto nell’indagine parallela alla scomparsa della 27 enne, quella che riguarda appunto lo sfruttamento della prostituzione e lo spaccio di cocaina.

Da quattro lunghi e interminabili mesi si vive una situazione a cui non ci si è assolutamente abituati, Favara è stata dipinta e ridipinta in vari modi quando invece risulta essere apprensiva, collaborativa e molto vicina alle problematiche riguardanti alla vicenda ponendo il proprio aiuto nel migliore dei modi possibili.

Si era parlato di paese omertoso quando invece di omertoso, in questo istante, è colui/ei che sa e che non parla. Oppure si è omertosi per nascondere eventuali ed altri brogli cercando di insabbiare la vicenda tenendosi la verità dentro per evitare che possa uscire fuori anche altro.

E’ così, ad aggiungere un tocco di “modernità” a questa vicenda, si usano anche i murales (se così si possono chiamare). Proprio così! Qualcuno che imbratta le mura di più paesi con uno spray rosso facendo nomi e cognomi di persone che vengono indicate come possibili soggetti coinvolti e/o a conoscenza dei fatti.

Ma anche questa “tecnica” potrebbe risultare soltanto un elemento di depistaggio per le indagini.

Viene sottovalutato però, che manca una persona, Gessica. Che dovrebbe essere la priorità in questo momento e con un solo intento ovvero quella di trovarla.

E’ impensabile che ancora oggi, nel 2018, una donna, un essere umano riesca a far perdere le sue tracce così nel nulla ….insomma siamo fatti di DNA che lasciamo ovunque eppure di Gessica non si trova nulla.

Si vive con la speranza che la/e persona/e omertosa/e, che tanto fanno discutere e ingarbugliare la vicenda senza nessun concreto risultato possa avere anche una coscienza e tirare finalmente fuori la verità.

Dopo quattro mesi, il tempo trascorso è ormai troppo e forse è giunta anche l’ora che si sbottoni tutto quanto. Gessica manca. Gessica manca nella quotidianità e soprattutto ai suoi bambini.

Si apprende palesemente che non tutto è così facile come sembra ma, come sempre, il tempo è tiranno e si crede sia giusto portare luce a questa triste e sconvolgente vicenda.

Tutto si può ridisegnare, basta solo avere il buon senso di dire la verità delle cose e rendere la coscienza pulita.

Il caso è uno e gli è stato attribuito il colore del “giallo” per il resto, in questo istante, tutto ciò che sta attorno alla scomparsa di Gessica, sono solo chiacchere. Dovrebbe esiste solo un obiettivo. Trovarla!

“Sia sulla Agrigento/Palermo che sulla 640 ad eseguire i lavori con gravi ritardi è la CmC di Ravenna in Ati, oggi in palese difficoltà economica chiede altro tempo, tempo che gli agrigentini e le imprese del territorio non sono più disposte a dare, e neanche io!”

A parlare è l’on. Giusi Savarino, Presidente della commissione trasporti in Ars, che prosegue:- “E’ da mesi che vigiliamo su anas e cmc sia per i lavori sulla 640 che per la PalermoAgrigento. Lo stesso Presidente Musumeci anche nei vertici romani ha ripetutamente sollecitato Anas su queste importanti arterie viarie. Noi abbiamo fatto innumerevoli audizioni, nonché ispezioni in loco insieme all’assessore Falcone, il nostro timore era la solidità economica del contraente generale. Purtroppo le notizie che arrivano sull’amministrazione controllata della società CMC dimostrano quanto i nostri timori fossero fondati, ora però non vogliamo che oltre al danno ci sia anche la beffa, per cui chiediamo con fermezza all’ANAS di trovare una immediata soluzione.  Categoricamente non vogliamo che queste opere si trasformino in incompiute che lascino isolate un’intera provincia!

Oggi avrei voluto discutere del problema qui in Commissione, i miei funzionari hanno contatto i vertici di Anas, CMC e le società in ATI per convocarli già questa settimana, ma ci hanno chiesto tempo. Ebbene, in risposta alla loro richiesta dico, non solo nella qualità di presidente della IV commissione, ma anche a nome di un territorio che come deputato rappresento, che non siamo più disposti a perdere altro tempo prezioso. Non è più tollerabile che in Sicilia non ci siano tempi certi di esecuzione dei lavori. Perché nel resto d’Italia questo non accade?

Li riconvocherò per la prossima settimana e mi auguro che vengano con una soluzione pragmatica, efficiente e prontamente eseguibile.

Per troppi anni sono mancati vigilanza e controllo da parte della regione, per troppi anni si sono calpestati in silenzio gli interessi dei siciliani. Col governo Musumeci il lassismo è finito, ora basta chiediamo e pretendiamo rispetto!”