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Erutta l’Etna la Vigilia di Natale: sciame sismico e pioggia di cenere

Il vulcano Etna si è risvegliato la Vigilia di Natale mandando in panico la popolazione dei paesini limitrofi per i forti e violenti  boati.  Lo sciame sismico, con oltre 130 scosse, è iniziato intorno alle 9.50 di questa mattina ed ha registrato la scossa più intensa, intorno le 11.30, che ha superato magnitudo 4 della scala Ricther.

L’epicentro del terremoto è stato localizzato, secondo i dati dell’INGV ( Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia)  ad un chilometro di profondità dai crateri sommitali del vulcano. Il sisma ha creato una frattura eruttiva alla base del cratere di Sud Est dalla quale, intorno a mezzogiorno, si è levata un’alta nube di cenere. Da Catania e dal mare sono ben visibili la cenere e i lapilli incandescenti sparati in aria. Le fratture hanno interessato anche i crateri del Nord Est e della Bocca Nuova.

L’aeroporto di Catania ha funzionato a singhiozzo per tutta la giornata. Per più di un’ora sono stati bloccati gli arrivi e le partenze, poi dalle 15.00 lo scalo è tornato operativo con limitazioni: quattro atterraggi l’ora.  Ma la SAC, la società di gestione dello scalo, fa sapere che per le 17 è stata convocata l’Unità di crisi per decidere eventuali nuove chiusure. Molto dipende dal vento e dalla direzione in cui spira.

“La situazione attuale è di relativa tranquillità – spiega Marco Neri, vulcanolgo dell’Ingv di Catania che monitora l’attività dell’Etna – la frattura eruttiva è a circa 2700 metri, nella parte alta della parete occidentale della valle del Bove e molto lontana dai centri abitati. Ma è ancora presto per prevedere come evolverà la situazione”.

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