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Complimenti alla Raggi, sindaco di Roma, perché una assoluzione è sempre una assoluzione. Può essere chiara, limpida, luccicante come i “raggi” del sole; a volte, però, può essere anche opaca.

E’ assoluzione anche quando fra i “requisiti richiesti” per agguantare il verdetto liberatorio si possa sottolineare come “la Raggi non poteva sapere di tutto ciò che accadeva in Campidoglio”. Insomma, per i giudici  le dichiarazioni all’Anticorruzione in merito alla promozione del fratello del suo ex fedelissimo Raffaele Marra (oggi nelle patrie galere…) non costituiscono reato.

Peccato, però, che nonostante la sindaca di Roma (che in modo felino sale sui tetti per dialogare con il suo fedelissimo Salvatore Romeo per evitare le cimici) non abbia mai sentito le parole di Alessandro Di Battista, attivista giallo,  persona dal buon viso e cattivo gioco, che nel 2014 per abbattere l’allora primo cittadino Ignazio Marino, gridava al mondo intero: “Il sindaco di Roma è solo una foglia di fico in un sistema complesso gestito da criminali, senza che magari se ne sia reso conto. Questo non significa che il sindaco sia coinvolto. Ma per incapacità non è degno di fare il sindaco a Roma. Gli incapaci sono colpevoli quanto i delinquenti. Credono di poter comandare, e invece sono comandati».

Si, proprio così, avete letto bene!

Ovviamente, nel caso della assoluzione di ieri, il pensiero “Di Battista” è andato a farsi benedire per lasciare il posto al meno nobile concetto di puttane (e puttanesimo) avvinghiate al mondo del giornalismo. E poi ha calato l’asso di bastoni: “Le puttane si prostituiscono per necessità, i giornalisti per viltà…”.

Vili e puttanieri questi orribili giornalisti! Ma saranno gli stessi giornalisti puttanieri che sin dalla campagna elettorale vengono leccati (e sottolineo leccati) quotidianamente dal mondo pentastellato pur di apparire in tutte le trasmissioni e in tutti i quotidiani della Nazione?

E quanto ha funzionato l’apparire ogni giorno in tv a fianco dei giornalisti puttanieri per prendere in giro quasi la metà del popolo italiano che per certi versi (stanco anche dalla politica precedente) si è fatto abbindolare da quattro dilettanti alla ribalta che oggi stanno facendo ridere il mondo intero?

Cosa importa se poi, alla fine, ad essere seduto sugli scranni di Montecitorio ci sia un pastore sardo, che non è un cane ma una persona, pronto a legiferare per me e per altri quasi 60 milioni di italiani?  

A riempire i camion di fogna contro i giornalisti ci ha pensato l’avellinese raccattapalle in giacca e cravatta gigino di maio (il minuscolo non è un errore di battitura…) il quale divenuto vice premier per molti italiani (ma non per tutti) ha tuonato testualmente: “Giornalisti sciacalli, adesso vi faccio vedere io. Prepareremo una legge che punirà i giornalisti come voi!”

Loro, i gialli gigino e sandrino che fino a qualche minuto prima della sentenza erano pronti a buttare la Raggi dal primo ponte italiano disponibile (in quanto stanno cadendo tutti) e farla sparire politicamente nel nulla.

Il tutto secondo quel codice etico dei gialli, divenuto ad un tratto assolutamente rigido e indiscutibile, quando in molti altri casi, di notte ed in fretta ed in furia, è stato aggiustato a seconda delle persone da “esaminare”.

Una vergogna che  non conosce limiti.

Intanto l’assoluzione di ieri ha ridato alla Raggi quella parvente verginità politica (qualcuno ci crede?) e adesso, in un sol colpo, è diventata più bella, più brava e soprattutto più sindaca.

Chissenefrega se il primo cittadino di Roma è al minimo della popolarità e guida una città sempre più in ginocchio, scivolata nei bassifondi di tutte le classifiche che vanno dalla qualità della vita alla sicurezza.

Chissenefrega se a Roma ogni giorno va a fuoco un autobus mettendo a serio rischio la vita di migliaia di romani?

Chissenefrega se il Giro d’Italia non passa più da Roma perché i ciclisti sono incazzati come le iene perchè rischiano di finire dentro voragini di un ex manto stradale con tutte le biciclette?

Un disastro sotto gli occhi (oltre che di tre milioni di romani) di una intera Nazione che solo gigino e sandrino dopo la sentenza di ieri hanno già immediatamente cancellato.

Ora Virginia Raggi, dopo l’assoluzione e dopo un pianto liberatorio, si sente più tranquilla e intende riprendere il suo “lavoro” con più decisione per “amministrare” Roma Capitale.

Una tranquillità, invece, che non regna nel mondo delle gialle stelle cadenti. Tutti sanno ma nessuno ha il coraggio di ammetterlo che in realtà la sentenza di assoluzione rappresenta per tutto il movimento un vero e proprio guaio, una zavorra, un macigno. Grillo e company hanno avuto la possibilità di liberarsi senza colpo ferire di un sindaco incapace e pasticcione, pronto ad essere scaricato e inchiodarlo da solo di fronte alle proprie responsabilità.

Ed invece non è andata così. i giudici hanno preso la rinata Virginia e l’hanno rimessa in braccio ai vertici pentastellati. Ma quanto è pesante però tenerla in braccio?

Comunque vada (o è andata) onore a Virginia. Una assoluzione è sempre una straordinaria conquista.

Un’altra cosa, però, è altrettanto certa: non è stata assolta dalla incompetenza…

Venerdì 9 e sabato 10 novembre presso i locali della Sezione UNUCI di Agrigento siti in Via Crispi 10, si sono svolte le elezioni per il rinnovo delle cariche sociali. Al termine delle votazioni alle quali ha partecipato anche S. E. il Prefetto di Agrigento S.Ten Dr.  Caputo Dario nella qualità di Socio, la Commissione Elettorale composta dal Ten. Dr. Graceffa Giuseppe  e dai Soci Aggregati Sig. Bellavia Antonio e Sig. Messina Salvatore ha proclamato eletto Presidente per il 5° quinquennio consecutivo il Ten. Fenech Carmelo mentre quali componenti del Consiglio Direttivo di Sezione sono stati eletti i Soci: Ten. Albano Salvatore, Ten. Comignano Giuseppe, Cap. Lombardo Giuseppe, Cav. Fuca’ Salvatore, Sig. Parla Vincenzo, Sig. Rampello  Salvatore.

Favara non è questa, Favara è anche altro. Questo è stato il concetto promotore dell’evento che si è svolto ieri al castello di Chiaramonte di Favara. È intervenuto l’autorevole figura del giornalista Emilio Orlando, opinionista presso le maggiori trasmissioni nazionali, affiancato dal giornalista Salvatore Sorce e dalla prima cittadina Anna Alba.

Fulcro di discussione dell’argomento sono stati i recenti fatti di cronaca avvenuti a Favara con la scomparsa di Gessica Lattuca che ha toccato la comunità favarese dipingendola come capitale di omertà e prostituzione.

In particolare si è fatto riferimento ad una puntata della trasmissione televisiva di “Quarto Grado” che ha etichettato, degradato e offeso la cittadinanza favarese con affermazioni inopportune collegandole alla scomparsa di Gessica Lattuca, avvenuta il 12 agosto scorso.

A seguito di questo increscioso e spiacevole episodio, gran parte dei giornalisti e cittadini si sono infastiditi e mobilitati creando spontaneamente un movimento di rivolta partendo con brevi interventi sui social network, scrivendo mail indirizzate alla redazione della stessa trasmissione e dibattiti su quanto è accaduto.

Si è appurato che ciò che il servizio, realizzato dalla redazione di Quarto Grado, è il risultato di un giornalismo non trasparente e che ha messo in evidenza solo determinati posti e pecche che tiene Favara, così come altre città del mondo (cosa non evidenziata).

Sono intervenuti numerosi rappresentanti di associazioni, comunità ecclesiastiche e semplici cittadini che hanno avuto modo di esprimere il proprio pensiero sulla vicenda.

Anche la nostra redazione ci ha visti partecipi con un intervento a suffragio di quanto sostenuto.

L’intervista al giornalista Emilio Orlando

Gli abitanti di via Favignana attendono ancora oggi che l’amministrazione attiva intervenga affinché l’intera zona con annesso costone,venga messa in sicurezza e gli organi competenti si adoperino alfine di risolvere una volta per tutte l’annoso problema che affligge coloro che abitano in quella zona della Città”. Così il Consigliere comunale Salvatore Borsellino che dopo diciotto lunghi anni i residenti di viaFavignana si ritrovino ancora a combattere contro l’incubo costante di vedere le proprie abitazioni affondare tra le frane e le pioggie.I cittadini della su citata via sono agrigentini che pagano regolarmente le tasse e le imposte, che ad oggi non ricevono assolutamente nessuna garanzia. Affinche la propria incolumità personale sia garantita da questa
amministrazione.Invitiamo il governo cittadino a mobilitarsi nel più breve tempo possibile rimanendo in attesa di una cordiale e positiva risposta nel bene esclusivo dei nostri concittadini.

Il giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Vincenzo Ricotta, ha assolto Giuseppe Vellenti, Alfonso Vellenti e Natalino L’Abbate, dall’accusa di furto.

I tre furono sorpresi, nel settembre del 20178, dagli agenti del Commissariato di Porto Empedocle nei pressi della zona del Caos, in possesso di cavi di rame e alcune piastre metalliche che si ipotizzava fossero frutto di un furto a un impianto in disuso da anni. Per questo i tre furono arrestati.

Ora la sentenza che scagiona i tre uomini.

“La politica spesso si intreccia con vicende giudiziarie e conseguenti sentenze che la stampa racconta come è giusto sia in un Paese democratico. In Sicilia, in particolare, la storia del giornalismo è costellata dai nomi di seri professionisti che non hanno mai piegato la schiena, giornalisti vittime di mafia uccisi perché cercavano la verità e raccontavano la mafia”. Lo afferma Fabio Cantarella, coordinatore regionale Enti locali della Lega in Sicilia, dopo gli ennesimi attacchi alla stampa delle ultime ore.

L’assessore catanese sottolinea “il massimo rispetto per la categoria, fatta di uomini e donne che, con scrupolo e rigore deontologico, continuano a lavorare tutti i giorni anche in situazioni lavorative ed economiche precarie, senza fare favori a nessuno, tantomeno a un partito politico piuttosto che a un altro”.

Apprezzato l’intervento del sociologo siciliano al XXII Congresso Internazionale di Sociologia in Spagna.

“Dobbiamo mobilitarci contro le fake news e la misinformation. La manipolazione dell’opinione pubblica attraverso le piattaforme social sta emergendo con una criticità che minaccia la vita pubblica”.

Lo ha detto il professor Fancesco Pira, sociologo e professore di Comunicazione e Giornalismo all’Università di Messina, in Spagna nella relazione solta  al XXII Congresso Internazionale di Sociologia in Castiglia che si è svolto il 9 e 10 novembre a Valdepenas, organizzato dall’Associacion Castellano-Manchega de Sociologia e dall’Universidad De Castilla-La Mancha.

La comunicazione politica e pubblica nell’era della disinformazione e delle fake news“, il tema della relazione del professor Francesco Pira, nell’ambito della sessione di Sociologia Politica, Governo e Pubblica Amministrazione dell’incontro congressuale spagnolo, coordinata dal professor Angel Iglesias

“Le piattaforme social  – ha sostenuto il sociologo nel corso del suo intervento – ospitano ora dopo ora notizie spazzatura e disinformazione, con disinvoltura, minando la fiducia nelle istituzioni pubbliche, nei media e nella scienza. Nell’era in cui il consumo di notizie è sempre più digitale, l’intelligenza artificiale, i big data, gli algoritmti back blox stanno influenzando la sfida alla verità e alla fiducia, i capisaldi della nostra società democratica”.

 Accolta la proposta di costituire un gruppo di ricerca internazionale sull’allarme fake news che possa approfondire quanto sta accadendo nel mondo e come vengono influenzati i processi di comunicazione istituzionale e politica.

“Il potere dell’algoritmo modifica la percezione del reale – ha concluso Pira- altera i bias cognitivi (cortocircuiti del cervello che possono farci prendere decisioni stupide) in base ai quali si può definire il frame e la veridicità dei contenuti a cui veniamo esposti. Si realizza così una manipolazione che ha effetti profondi sul modelli culturali e cognitivi di noi tutti, distorcendo i meccanismi di fiducia e credibilità. La polarizzazione dell’opinione pubblica ingenera violenza e paura e cristallizza opinioni e posizioni rendendo difficile l’opera di debucking e di ricostruzione della credibilità basata sulla ricerca della verità oggettiva. Contro le fake news e la disinformazione non c’è tempo da perdere”.

 E’ il secondo anno che il sociologo siciliano partecipa a questo importante convegno che ha visto come relatori sociologi provenienti da tanti paesi d’Europa e da tutto il mondo.


E’ stata riaperta anche la statale 189. Non soltanto domani, per raggiungere il capoluogo siciliano, si potrà tornare ad utilizzare i convogli ferroviari della tratta Agrigento-Palermo, ma anche la strada statale 189 “Della Valle del Platani” torna ad essere percorribile.

Il tratto – tra il chilometro 6,500 e il chilometro 16,700, ossia tra Castronovo di Sicilia e Lercara Friddi in provincia di Palermo – era stato chiuso a seguito dell’esondazione del fiume Platani. Adesso, ad una settimana dall’eccezionale ondata di maltempo che ha “massacrato” anche la viabilità, il traffico sulla Agrigento-Palermo è stato riaperto. Lo rende noto l’Anas. Negli scorsi giorni per raggiungere Palermo, la viabilità è stata letteralmente impazzita: le ingarbugliate deviazioni portavano il traffico della Agrigento-Palermo sull’autostrada all’altezza di Termini Imerese.
 

Al teatro San Francesco di Favara si è inaugurata la terza edizione di “Rassegnati”, con in apertura uno spettacolo di cabaret, cinema e teatro interpretato dal grande attore siciliano Tony Sperandeo.

L’attore palermitano protagonista di tanti film e fiction televisive è stato visto protagonista nei film “Mary per sempre” e “Ragazzi Fuori; vincitore del premio quale migliore attore non protagonista ai David di Donatello 2001 per il ruolo di Gaetano Badalamenti nel film “I cento passi”, Tony Sperandeo ha portato a Favara il suo spettacolo di cabaret dal titolo “Con quella faccia un po’ così”.

Ieri sera, 10 Novembre, seppur un evento fuori abbonamento dal calendario della rassegna teatrale, la sala si è rivelata un vero e proprio tappeto di gente, registrando l’ennesimo sold out targato “Cioppy Group Events” capitanata dal poliedrico e brillante Giuseppe Crapanzano, in arte Cioppino, che per il terzo anno consecutivo si è fatto spazio rivestendo i panni di patron della manifestazione facendo rinascere il teatro a Favara.

Questa terza di “RASSEGNAti 2018-2019″ sarà particolare sia per la qualità degli spettacoli proposti ma anche per il ritorno in scena di associazioni storiche, da tempo in stand by, che hanno deciso di rimettersi in gioco e dare il proprio contributo alla manifestazione.

In tutto, nove spettacoli in abbonamento che vedrà protagonista, nel prossimo appuntamento della rassegna, anche un “mostro sacro” della commedia all’italiana, della rivista e della comicità, Pippo Franco, attore, regista cinematografico e teatrale protagonista di tanti film della cosiddetta commedia sexy all’italiana, “Zucchero, miele e peperoncino” per fare un esempio. L’attore romano si presenta al Teatro San Francesco, domenica 25 novembre con la commedia brillante “A.A.A. badante cercasi”.

Di seguito il calendario della rassegna teatrale “Rassegnati” edizione 2018/19

Intervista a Giuseppe Crapanzano

Intervista a Tony Sperandeo

                                                                                                                                                                                                                                Fazio, Morace Crocetta e Vicari

 

Appalti e benefici agli armatori Morace dalla Regione Sicilia. Concorso in corruzione. Notificati 14 avvisi di conclusione indagini. Anche a Crocetta e a Vicari.

La Procura di Palermo ed i Carabinieri dei Comandi provinciali di Palermo e Trapani hanno ipotizzato il pagamento di mazzette per lubrificare la concessione di finanziamenti nel settore del trasporto marittimo. E il 19 maggio del 2017 hanno arrestato l’ex sindaco di Trapani e deputato regionale, Mimmo Fazio, e l’armatore Ettore Morace, titolare di “Ustica Lines”. Adesso la Procura palermitana, tramite il procuratore aggiunto Sergio Demontis ed il sostituto Francesco Gualtieri, ha concluso le indagini e ha notificato il relativo avviso a 14 indagati, tra cui l’ex presidente della Regione, Rosario Crocetta, e l’ex sottosegretario ai Trasporti Simona Vicari, che avrebbero ricevuto attenzioni particolari da parte dell’armatore Ettore Morace. A Crocetta, ed al suo uomo di fiducia, Massimo Finocchiaro, è contestato di avere intascato due bonifici da 5mila euro ciascuno con cui Morace avrebbe finanziato il progetto politico “Riparte Sicilia”. E Crocetta, a sua volta, avrebbe esercitato pressioni sugli uffici della Regione per implementare i servizi di “Ustica Lines”. Ed a Simona Vicari l’armatore Morace avrebbe regalato un Rolex da 5mila euro per sollecitare l’approvazione di un emendamento in Parlamento favorevole alla sua compagnia di navigazione. I 14 indagati, che adesso hanno 20 giorni di tempo per opporre contro-deduzioni prima che la Procura formuli la richiesta di rinvio a giudizio, sono Ettore Morace e suo padre Vittorio Morace, Mimmo Fazio, Giuseppe Montalto, Marianna Caronia, Salvatrice Severino, Simona Vicari, Rosario Crocetta, Massimo Finocchiaro, Sergio Bagarella, Lucio Cipolla, Elisabetta Miceli, Giacomo Monteleone e la società “Ustica Lines”, poi ribattezzata “Liberty Lines”. Salvatrice Severino è stata dirigente all’assessorato alle Infrastrutture e Trasporti fino al 2014, e così anche Giacomo Monteleone, che è stato il presidente delle commissioni di due gare di appalto vinte da “Ustica Lines” di Morace, celebrate il 23 ottobre 2013 ed il 28 e 31 marzo 2014, per i collegamenti con le isole Egadi e le isole Eolie, per 60 milioni di euro. Secondo i magistrati indaganti, Giacomo Monteleone è stato a conoscenza che l’altro concorrente alla stessa gare, la “Compagnia delle Isole”, denunciò per iscritto l’incompatibilità della dirigente Salvatrice Severino, perché la figlia di lei lavorava per “Ustica Lines” di Morace. Dunque, Monteleone avrebbe dovuto sospendere la gara che invece proseguì fino all’aggiudicazione a favore degli armatori trapanesi, i Morace. E quindi Monteleone avrebbe violato il principio di imparzialità imposto al dipendente pubblico.
Gli altri funzionari indagati, Sergio Bagarella, Lucio Cipolla ed Elisabetta Miceli, sono stati parte dell’ufficio diretto da Salvatrice Severino e avrebbero contribuito a scrivere un bando su misura per i Morace e, con il meccanismo delle compensazioni, avrebbero aumentato la base d’asta della gara, procurando alla compagnia di Morace un guadagno di 10 milioni di euro in più di quanto gli spettasse. Anche i funzionari dell’assessorato sarebbero stati a conoscenza della incompatibilità di Severino, ma avrebbero omesso di intervenire. E tale condotta di favore sarebbe risalente nel tempo, almeno dal 2002 in poi. E nel capo di imputazione si legge che dirigenti e funzionari dell’assessorato avrebbero “omesso di rilevare gravi inadempienze contrattuali poste in essere dai Morace tra gli anni 2009 e 2011 nell’ambito del contratto per i collegamenti con le isole minori nel quinquennio 2008-2013”. In cambio Salvatrice Severino avrebbe ottenuto gioielli e borse per 13mila euro, e mille euro di biglietti gratis in nave. Gli altri funzionari invece si sarebbero accontentati di passaggi in nave gratuiti per loro stessi e per i parenti. E si tratta, secondo le stime dei Carabinieri, di quasi 20mila euro di biglietti. Infine, a Marianna Caronia, attuale presidente del gruppo misto all’Assemblea Regionale, è contestato di avere ottenuto da Ettore Morace una liquidazione gonfiata come dipendente della Siremar spa acquistata dallo stesso Morace. Ed a raccomandare Marianna Caronia ad Ettore Morace sarebbe stato un altro dei 14 indagati, Giuseppe Montalto, segretario dell’allora assessore regionale Giovanni Pistorio.

Angelo Ruoppolo ( Teleacras)