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Almeno tre i colpi di pistola che nella scorsa notte hanno interrotto i sonni tranquilli e riposanti della gente.

A Realmonte, più precisamente, in Via della Stazione dove vi è l’abitazione del sindaco Calogero Zicari i colpi sono stati esplosi e indirizzati proprio all’interno della sua proprietà crivellando di colpi l’auto in uso della moglie del primo cittadino, una fiat panda.

Le indagini sono in corso.

Si è disputata il 13 novembre scorso la finale della 4° edizione del Torneo aziendale di calcio a 5 organizzata dalla ASD Agrigentum presso lo storico campo ci calcetto di San Leone.

Ancora una volta hanno trionfato gli avvocati agrigentini che, per il quarto anno consecutivo, si sono confermati campioni in un torneo difficile e ben organizzato che ha visto partecipare numerose ed agguerrite squadre.

La finale è terminata con il risultato di 4 a 0 in favore degli avvocati che hanno mantenuto costantemente sotto controllo la gara nonostante l’ottima prova disputata dalla squadra avversaria sponsorizzata dall’Impresa Contino.

In vantaggio con un rigore segnato dall’avv. Maurizio Di Vincenzo, dopo una percussione dell’ottimo Nico Mira, la partita ha visto protagonista Filippo Giglia, autore di 3 goal ed il portiere Federico Lentini, rimasto imbattuto al termine della gara e premiato sia come miglior portiere del Torneo che come miglior giocatore.

Il premio disciplina è andato invece al giovanissimo Alessandro Contino (Impresa Contino), classe 2002, autore di un ottimo torneo e di una ottima partita di finale.

La formazione dell’Ordine degli Avvocati di Agrigento che è scesa in campo per la finale era composta dagli avvocati Riccardo Gueli (Capitano), Maurizio Di Vincenzo, Giuseppe Bongiorno, Angelo Vullo, Simone Landri, Filippo Giglia, Armando Burgio, Nico Mira e Federico Lentini. Assenti a causa di infortuni o di impegni fuori sede gli avvocati Salvatore Loggia, Maurizio Bongiorno, Adriano Barba, Stefano Catalano e Luigi Termini.

Alla fine della partita ad alzare la coppa e festeggiare con la squadra anche il Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Agrigento, avvocato Vincenzo Avanzato, il quale ha assistito con partecipazione all’evento finale del Torneo manifestando il proprio supporto alla squadra sin dall’inizio della partita.

I propositi erano ottimi. I risultati, magari, sono stati un po meno.

E fu così che l’amministrazione eletta poco più di due anni fa e guidata dal sindaco Anna Alba è andata a farsi benedire. Nessun superstite di quel gruppo che avrebbe dovuto cambiare Favara per farla risorgere dalle macerie lasciate dalle amministrazioni precedenti.

Il tutto, contornato da un molto poco velato mistero (o forse mal riuscito) durato qualche settimana che lasciava presagire ciò che in realtà è avvenuto ieri sera: giuramento in gran segreto, “mutu tu e mutu cu sapi u iocu” e domani conferenza stampa (per pochi intimi) a cose fatte.

Un gioco, senza carte e senza briscola, che però ha lasciato un segno indelebile. Mentre l’ex assessore Rumolo è andato via senza alcuna esitazione, la Carlino e la Maida non volevano assolutamente schiodarsi dalle loro poltrone. In conseguenza di ciò, la sindaca Alba, è intervenuta motu proprio per adottare un “provvedimento derivante dall’esito della consultazione con il proprio movimento politico di riferimento”.

Probabilmente era previsto un patto di rotazione sin dal giorno dell’insediamento, indipendentemente dai risultati ottenuti o meno. All’epoca, forse, le due donne della Alba avevano chinato la testa; oggi, evidentemente, quella “prevista” rotazione  non ha fatto saltare di gioia le due malcapitate, Rossella Carlino e Crocetta Maida, le quali, a muso duro, hanno dovuto lasciare la scena principale con quel tanto decantato titolo di un film… “c’eravamo tanto amati…”

Già, Crocetta Maida, da Agrigento (e dal cielo) venuta a Favara a miracol mostrar. Il suo compito era quello di sistemare numeri, calcoli e far quadrare i conti in quattro e quattr’otto.

Né quattro, né otto e nessuna quadratura. L’unico suggerimento dato alla sindaca Alba è stato quello di chiedere il…dissesto finanziaro!

“Tacabanda” recitava un vecchio slogan pubblicitario sul mitico Carosello che i più giovani, purtroppo, non ricorderanno. E adesso tutti di nuovo in groppa per cercare di riagguantare quel miracolo che fino ad oggi, ahimè, non si è ancora verificato.

Buon lavoro alla nuova Giunta!

 

 

Ho denunciato la malavita e lo spaccio 

Sembrerebbe la conclusione e invece è solo l’inizio di una storia allucinante. 

Ne è protagonista suo malgrado un piccolo siciliano Giovanni Amoroso Di soli 28 anni

E di questa storia sconvolgente e purtroppo non nuova per I siciliani porta dentro di sé segni indelebili.

Le cose non potrebbero andare meglio, finché non si scopre che il giovane siciliano è andato a denunciare lo spaccio di droga all’autorità giudiziaria. Da quel momento Giovanni diventa un bersaglio . Sono anni che vivo nelle minacce – intimidazioni dice il giovane Agrigentino che da anni che denuncia .

Sono amareggiato mi sento abbandonato. Denunciare non mi è convenuto, mi è stata tolta la dignità e la speranza”. Non mi posso fidare di questo Stato, oggi mi vergogno di essere italiano e siciliano, Oggi mi chiedo solamente da che parte stia lo Stato, se dalla parte di chi denuncia la malavita oppure dalla parte dei malavitosi … Voglio continuare a lottare perché sarebbe troppo facile e da codardi dire ‘basta’, e darei solamente una soddisfazione in più a uno Stato assente e complice”.

 

Due persone sono morte e altre quattro sono rimaste ferite in un incidente stradale, che ha coinvolto un furgone e due autovetture, sulla statale 626, Caltanissetta-Gela, al km 48 detta “Della Valle del Salso”, nei pressi di Butera, in provincia di Caltanissetta, e che si è verificato nel primo pomeriggio dì oggi, intorno alle 13.30.

 Nello scontro sono decedute due persone un ragazzino dì 16 anni, che viaggiava a bordo dì una Peugeot 208 con quattro occupanti tutti dì Gela rimasti feriti, e l’occupante dì un altro veicolo un uomo di Riesi dì 55 anni. Nello scontro frontale sono rimasti coinvolti due automobili e un furgone. Quattro in tutto i feriti, due codici rossi trasportati all’ospedale “Vittorio Emanuele” dì Gela, un giallo all’ospedale di Licata e un altro codice rosso al Sant’Elia dì Caltanissetta.

Sul posto pattuglie della polizia stradale, l’elisoccorso inviato dalla centrale operativa di Caltanissetta e diverse ambulanze, e i vigili del fuoco.

 

A Canicattì i poliziotti del locale Commissariato, diretto dal vice Questore, Cesare Castelli, in collaborazione con la Squadra Mobile di Agrigento hanno arrestato G S, sono le iniziali del nome, 33 anni, sorpreso, nel corso di una perquisizione domiciliare, in possesso di due involucri contenenti sostanza stupefacente del tipo marijuana, per un peso complessivo di 79,7 grammi. Il canicattinese è ristretto ai domiciliari.

Lunedì prossimo, 19 novembre, il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, senatore Danilo Toninelli, sarà in Sicilia a riscontro dei danni provocati dall’alluvione di sabato 3 novembre. Ad Agrigento il ministro Toninelli incontrerà i sindaci agrigentini alle ore 16 in Prefettura. In proposito interviene il sindaco di Agrigento, Calogero Firetto, che afferma: “Gli emendamenti alla Finanziaria relativi alle agevolazioni per i Comuni terremotati siano integrati prevedendo analoghi benefici anche in favore dei Comuni colpiti dal maltempo in Sicilia. Il calcolo è ancora in corso e sta già rivelando cifre consistenti rispetto alle prime sommarie valutazioni. Ad Agrigento le aree colpite si estendono ben oltre la foce del fiume Akragas. Alcune delle situazioni più gravi sono ad esempio in via Favignana per il cedimento del costone roccioso, sul Lungomare Falcone-Borsellino per l’abbassamento della sede stradale, in via Crispi per un crollo, e nella zona della Mosella al Villaggio Mosè. La conta prosegue e in sostanza tutti i quartieri hanno subito danni. Ho consegnato a Roma al Comitato Direttivo dell’Anci un documento con cui chiedo che l’Associazione nazionale dei Comuni italiani faccia propria la proposta di emendamento per estendere gli interventi destinati ai terremotati anche ai Comuni colpiti dal maltempo in Sicilia e in Veneto”.

Nella notte, nel cuore di Agrigento, in Via Gioeni due colpi di fucile calibro 12 sono stati esplosi contro un portone d’ingresso di un agrigentino di 40 anni.

Un terzo colpo, poi, è stato mirato e sparato in direzione della camera da letto.

Le telecamere presenti nella zona non hanno ripreso nulla in quanto il loro raggio di ripresa non include l’abitazione.

Si tratterebbe di un atto intimidatorio. Sul posto i poliziotti della Squadra Mobile, gli agenti della squadra Volanti della Questura e la Scientifica che hanno recuperato e sequestrato i bossoli del fucile calibro 12.

E’stato già sentito colui che dovrebbe essere stato il bersaglio dell’intimidazione che si trovava dentro casa.

Sono in corso le indagini.

 

Una piantagione “fai da te” di marijuana è stata scovata dai carabinieri della stazione di Ravanusa. Quattro persone, un interno nucleo familiare, sono state arrestate e, su disposizione del sostituto procuratore, poste ai domiciliari. Si tratta di un disoccupato di 62 anni, della moglie: una casalinga di 53 anni e dei figli di 31 e 25 anni, tutti incensurati. 

Complessivamente sono stati sequestrati poco più di 500 grammi di marijuana, nonché fitofarmaci e luci riscaldanti per accelerare la crescita delle piante. Trovati, e chiaramente posti sottosequestro, anche circa 200 semi di cannabis. I carabinieri, inoltre, si sono accorti – durante la perquisizione – di una alterazione al contatore dell’abitazione. E’ stata contestata anche l’ipotesi di reato di furto di energia elettrica.

Alla scoperta della mini piantagione i carabinieri sono arrivati dopo varie attività di osservazione. Poi, appunto, è scattato il blitz nella casa del centro cittadino e all’interno è stata trovata questa sorta di serra artigianale. In particolare, i militari hanno scovato in uno scantinato cinque piante quasi pronte per essere raccolte e in uno stanzino adiacente altra sostanza, già in fase di essicazione, per un totale di oltre mezzo chilo di “marijuana” che di lì a poco si sarebbe potuta smerciare, con un valore al dettaglio stimato in alcune centinaia di euro.

 

 

Stanotte, in via Torquato Tasso a Licata sono andate a fuoco due auto. A quanto pare per prima,a bruciare è stata una Fiat Stilo di proprietà di un disoccupato ventottenne. Le fiamme si sono immediatamente propagate alla vettura vicina: una Fiat Punto, di proprietà di un venditore ambulante, che era posteggiata a pochi passi.  

Sul posto si sono precipitati i vigili del fuoco del distaccamento cittadino e, idranti alla mano, hanno cercato – era l’una e trenta circa – di salvare il salvabile. In via Torquato anche i carabinieri della compagnia cittadina. Militari dell’Arma che hanno subito avviato le indagini. Le cause di questo ennesimo rogo non sono affatto chiare. Pompieri e carabinieri non sono, di fatto, riusciti a stabilire – non in prima battuta – cosa abbia innescato la scintilla iniziale che, a quanto pare, sarebbe divampata dal vano motore della Fiat Stilo. 

Servirà del tempo per sviluppare l’attività investigativa e fare chiarezza, stabilendo dunque la matrice dell’incendio. Le due autovetture sono rimaste pesantemente danneggiate.