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Non è mai facile presentare e raccontare un’opera, che sia letteraria, musicale o di altro genere, perché si corre il rischio di dire sempre troppo, anche quello che invece spetta al lettore scoprire, in base alla propria sensibilità e al proprio background.

Mi sono interrogata su che percorso intraprendere per raccontare “L’ultima luna – racconti e monologhi” l’opera di Emanuela Sica, avvocato e scrittrice, e così ho deciso di raccontarvelo a modo mio, attraverso quello che è il mio mondo.

Mi occupo di comunicazione e sono esperta di semiotica e come da deformazione professionale sono andata ad analizzare titolo e sottotitolo – “racconti e monologhi” – prima ancora che il contenuto di questa opera che, mio avviso, è una di quelle che va letta con calma, intervallata da delle pause.

Sono monologhi diversi dal solito, perché l’unica voce che parla – dettaglio fondamentale del monologo – non parla solo all’altro, ma anche a se stesso. E’ un monologo altisonante più che un io narrante.

E’ quella dimensione nella quale Wittgeinstain individuava il linguaggio come coincidente con il mondo, “non vi è un confine”. Perché i limiti del linguaggio diventano i limiti del mondo. Ecco perché chi scrive, allunga la linea del mondo, quel confine che ci rende sempre in bilico tra il probabile e il possibile.

Nell’io che narra vi è esperienza.

Non si fa fatica a capire che le frasi brevi, senza capoversi, senza troppa punteggiatura (spesso leggiamo libri con punteggiatura spropositata) se non il punto, inducono ad lettura serrata di ogni capitolo che però è indipendente da tutti gli altri e quindi, permette al lettore di fermarsi e di riflettere.

Emanuela Sica – avvocato e scrittrice

Riflettere su cosa, direte. In questo interrogativo, regna il senso di questo libro.

La volontà di ridestare il mondo dal torpore, dallo sbiadimento della condizione in cui ormai ci siamo abituati a tutto. Ci desta dal bianco e nero in cui siamo rintanati per non soffrire o per non essere chiamati in causa. Ridona le tinte, questo libro, anche quelle che raccontano di sangue che scorre o della gioia di tornare alla vita dopo essersi smarriti.

Capire il senso della vita.

Chi ci riesce senza essersi prima passato dalle avversità? Eppure tutti aspiriamo solo ad essere felici. Questa tenace eppure sottile contraddizione, viene analizzata da Emanuela Sica con coraggio e lucentezza espressiva.

Conoscendo molto bene Dalla come cantautore e il titolo della canzone a cui l’autrice si è ispirata, non ho fatto fatica – terminata la lettura del libro – a rintracciarne le medesime intenzioni: la disperazione, la  speranza, l’orrore, la dolcezza, l’amore e l’odio.

Perché questo è l’ordine che la scrittrice dà ai due sentimenti.
L’amore è sempre avanti, però, è sempre più in alto, domina la traccia che via via si arricchisce di dettagli in cui l’odio seppur capace di prendere il sopravvento e di diventare violenza orrore e disperazione, non permette mai che la speranza o la verità soccombano.

“L’ultima luna” non è un romanzo, con al suo interno una storia attraversata da un filo conduttore, da dei personaggi che si fanno compagnia lungo una trama.

E’ un libro madido di PAROLE CHIAVE.

Ecco…questo è dettaglio fondamentale di questo libro. Questa la sfida che lancia al lettore. Recuperare tutte le parole chiave disseminate nell’opera attraverso delle riflessioni su tutto quello che ormai non contempliamo più, perché non ci facciamo neanche più caso, perché siamo diventanti indifferenti.

E’ un libro che ci pone una domanda: Chi siamo?

Se qualcuno ci facesse questa domanda a bruciapelo, probabilmente non sapremmo rispondere perché da soli, chi siamo, ce lo chiediamo sempre meno, perché significherebbe metterci in discussione e neanche quello, sappiamo fare più.  Sempre più spesso diciamo la frase  “quando mi dispiace”, ma lo facciamo ad intermittenza, e non abbiamo più lo slancio per reagire. Differentemente da qualunque romanzo, questa opera racconta di vita vera, e qui va dato merito alla scrittrice di aver utilizzato tutta la sua sensibilità, il suo pathos e la sua empatia per raccontare il dolore di chi è vittima di azioni criminali, ed ignobili e poi la vita, cruda e vergognosacome lei stessa la descrive.

Il talento della Sica nel raccontare le radici profonde del dolore e la forza prorompente di un sorriso, la rabbiache sistema verbi e congiunzioni“. E poi il silenzio che può essere portatore di consolazione, ma che a volte amplifica le atrocità della vita.

Ho molto apprezzato l’utilizzo della neve come metafore di una coscienza, che a volte copre tutto, sotterra nasconde mentre altre volte ne evidenzia i contorni, le brutture.

Per me, è un libro che inneggia proprio alla rinascita dell’uomo.

Non è però un manuale, ma un tracciato luminoso da percorrere mentre ci si sveste delle priore convinzioni, mentre ci si libera da alcune schiavitù emotive e a ritrovare una intimità con se stessi prima ancora che con chiunque altro.

E se è vero che l’uomo continuerà ad errare, nella diversa accezione dello sbagliare e della incertezza nel giungere ad una meta, allora questo libro potrà rappresentare quelle tappe nelle quali scoprire, che possiamo ancora salvarci.

 

Simona Stammelluti

 

“Disegno un mio diritto”. È il titolo dell’iniziativa promossa dal Comune di Sciacca, assessorato alle Politiche Sociali, con i volontari dell’associazione “L’acquario”, nella Giornata Internazionale per i Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza che ricorre oggi.

L’Amministrazione comunale – rendono noto il sindaco Francesca Valenti e l’assessore Gisella Mondino – ha coinvolto in questo progetto tutte le scuole dell’obbligo della città. Gli studenti, assieme ai loro insegnanti, discuteranno degli articoli che riguardano tutti i bambini del mondo contenuti nella Convenzione dell’Onu approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre del 1989. Ogni studente, poi, sceglierà un articolo contenuto nella Convenzione per dargli voce ed espressione anche tramite un disegno.

A questa iniziativa – annunciano il sindaco Francesca Valenti e l’assessore Gisella Mondino – seguirà un convegno e un momento durante il quale si darà visibilità ai disegni degli studenti.

Anche il Comune di Sciacca si avvarrà del gruppo di supporto di emergenza maltempo costituito dal Consorzio di Bonifica Sicilia Occidentale. È quanto comunicano il sindaco Francesca Valenti e l’assessore alla Protezione Civile Mario Tulone.

Il Comune di Sciacca – rendono noto – ha già richiesto il soccorso dei mezzi e del personale del Consorzio di Bonifica per intervenire nelle zone danneggiate dai recenti nubifragi e ripristinare, soprattutto, la viabilità rurale. L’ente ha risposto positivamente. Il gruppo di supporto emergenza maltempo del Consorzio di Bonifica si aggiungerà, così, ai mezzi e al personale dell’Esa, l’Ente di Sviluppo Agricolo, che da diversi giorni operano in città.

L’Amministrazione comunale ringrazia i due enti per l’aiuto e il fondamentale supporto che stanno dando e daranno a Sciacca per il superamento delle criticità provocate dalle violente piogge.

E’ stato revocato nel pomeriggio di oggi, lo sciopero degli operatori ecologici del cantiere di Agrigento proclamato per la giornata di domani a seguito dei ritardi nel pagamento di alcuni stipendi.

La situazione si è sbloccata solo intorno alle 14.30 di questo pomeriggio, quando il Comune ha emesso “realmente”, il mandato di pagamento alle ditte del Raggruppamento di imprese che si occupano del servizio di igiene ambientale ad Agrigento. Gli uffici comunali hanno infatti rilasciato solo oggi e non la scorsa settimana, il pagamento per le fatture arretrate alle imprese che saranno così nelle condizioni di pagare quanto dovuto ai rispettivi lavoratori.

Tra giovedì e venerdì infatti, le imprese si sono impegnate a saldare lo stipendio di settembre agli operatori ecologici a cui avevano potuto dare solo un 50 per cento del dovuto e pagare per intero la mensilità di ottobre andata in maturazione giovedì scorso 15 novembre.

Alla luce di questo, nel pomeriggio di oggi, le organizzazioni sindacali di categoria, hanno deciso di revocare lo sciopero degli operatori ecologici fissato per la giornata di domani 22 novembre che avrebbe causato non pochi disagi per l’utenza.

Le fiamme hanno il sapore di un avvertimento ed è su questa pista che stanno lavorando i carabinieri della Compagnia di Licata.

 Qualcuno, infatti, ha cosparso di liquido l’ingresso dell’esercizio commerciale ed ha appiccato il fuoco.

Sul luogo sono giunti i vigili del fuoco che hanno domato il rogo prima che si propagasse.

I Militari dell’Arma hanno già sentito il proprietario del negozio, un commerciante di 60 anni e acquisito le immagini delle telecamere di videosorveglianza.

Massimo riberbo da parte degli investigatori che seguono tutte le piste possibili.

Non sembrano esserci dubbi sulla natura dell’incendio che la notte scorsa ha danneggiato la saracinesca di un negozio di biancheria in via Palma, a Licata.

Domenica e lunedì, 18 e 19 novembre, la Youth Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma ha partecipato alla terza edizione della “Settimana italiana” in Kuwait. A far parte dell’Orchestra c’è anche un giovane agrigentino, Carmelo Russotto, classe 1995, di San Giovanni Gemini, , percussionista.

L’ Orchestra romana, diretta dal Maestro Carlo Donadio,  si è esibita presso lo splendido e famoso  Sheikh Jaber Al-Ahmed Cultural Centre e presso la American University of the Middle East, alla presenza dell’ambasciatore Italiano presso il Kuwait. Il programma dei concerti della Youth Orchestra prevedeva  alcuni dei più significativi brani della tradizione musicale italiana ed europea: Danse des furies da Orphée et Eurydicedi Christoph Willibald Gluck (1714-1787); l’Ouverture da Don Giovanni e da Le nozze di Figaro di Wolfgang Amandeus Mozart (1756-1791); la Sinfonia da La Cenerentola e da Il barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini (1792-1868); Crisantemi di Giacomo Puccini (1858-1924); il Preludio da La traviata e da Un ballo in maschera di Giuseppe Verdi (1813-1901) e, sempre da La traviata, il “Coro delle Zingarelle” e il “Coro dei Mattadori”.

Il giovane talento siciliano, laureatosi a pieni voti con lode nel 2017 presso il Conservatorio V. Bellini di Palermo, ha continuato gli studi a Venezia, sotto la guida del M° Claudio Cavallini, percussionista del Teatro La Fenice. Fin da subito Carmelo ha  dimostrato impegno e bravura,  con il suo xilofono suonando ed incantando, sotto la direzione di diversi ed importanti Direttori d’orchestra: Nunzio Ortolano, Jacob De Haan, Giuseppe Caruso, Salvatore Rajmondo, Giuseppe Palma, Giuseppe Testa, Salvatore Cutrò, Giuseppe Cataldo.

Nel 2013 partecipa con l’Orchestra Accademia XXI, sotto la direzione del M° Giuseppe Cataldo, alle Orestiadi di Gibellina e viene chiamato dal M° Alberto Maniaci a rivestire la qualifica di timpanista-percussionista, nell’Orchestra Giovanile del Mediterraneo, partecipando alla stagione teatrale 2015 del Teatro Zappalà di Palermo con tournee anche al Metropolitan di Catania e al Teatro di Verdura di Palermo; partecipa a diverse registrazioni musicali con l’Orchestra Sinfonica del Teatro Politeama  e del Teatro Massimo dei Palermo.

 Nel giugno 2015 viene proposto dal Direttore del Conservatorio di Palermo,   Prof. Daniele Ficola, per la partecipazione a Roma, presso il Conservatorio Santa Cecilia,  alla selezione bandita dall’Orchestra Sinfonica Nazionale dei Conservatori d’Italia, progetto sostenuto dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, con lo scopo di creare occasioni altamente professionalizzanti per i migliori studenti dei Conservatori italiani, attraverso programmi musicali impegnativi diretti da maestri di chiara fama a livello internazionale.

Carmelo, supera  la selezione classificandosi addirittura primo assoluto a livello nazionale e meritando l’incarico di responsabile di classe.

A luglio dello stesso anno, con la predetta orchestra,  partecipa  al Concerto svoltosi al Teatro Nuovo di Udine sotto la direzione del M° Giuseppe Grazioli; sotto la guida di quest’ultimo, dal 20 al 29 ottobre ha anche partecipato alla Tournée in Trieste-Serbia-Slovenia e Croazia.

A Maggio e poi a novembre 2015,  vola con l’Orchestra Giovanile Mediterranea, in Libano, nelle città di Beirut, Tripoli, Hadat-Baabda, in occasione del Beirut chants Festival con la Filarmonica Libanese, sotto la direzione dei Maestri Toufic Maatouc, Sebastien Bagnoud e Alberto Maniaci, ed alla presenza del Presidente Libanese e di vari Ministri.

1° classificato nel 20° Concorso Nazionale giovani Musicisti, città di Caccamo, sez. B – Percussioni e finalista al Concorso “Crescendo” Giovani talenti della Musica Classica, organizzato dall’Orchestra Sinfonica del Teatro Politeama di Palermo;

Partecipa anche a diverse master class: con Lele Melotti, Tullio De Piscopo e su personale invito, a Desenzano Del Garda, con Il M° Carmelo Giuliano Gullotto, primo tastierista dell’Orchestra della Rai di Torino, che lo segue tutt’oggi con particolare interesse ed amicizia.

 Dal settembre 2015 è stato attentamente seguito dal Maestro Claudio Cavallini, percussionista e tastierista del Teatro La Fenicia di Venezia.

Nel marzo 2016 partecipa alla selezione per due posti di  percussionista tenutasi presso L’Orchestra Accademy del Teatro San Carlo di Napoli, per l’ammissione al Corso Superiore di Tecnica Orchestrale; nonostante sia l’unico partecipante non diplomato, Carmelo si classifica  vincitore assoluto.

Il  28.05.2016  partecipa al concerto presso il Teatro Argentina di Roma, con l’Orchestra Sinfonica Nazionale dei Conservatori d’Italia, sotto la direzione del M° Bruno Aprea, dove gli viene affidato l’importante ruolo di primo tamburo  nell’opera Bolero di Ravel,  con le corografie dei ballerini  dell’Accademia Nazionale di Danza .

Dall’otto all’undici luglio è stato  impegnato con l’orchestra del Teatro San Carlo Napoli, sotto la direzione del M° Oren, alla Regia di Caserta con il Nabucco di Giuseppe Verdi e come solista alle terrzazze del teatro San Carlo; subito dopo, è volato alla volta di Beirut in Libano con l’Orchestra giovanile del Mediterraneo per un’altra emozionante avventura in terra araba.

Nel Marzo del 2018 partecipa e vince  l’Audizione per far parte della Youth Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma  e nel Luglio del 2018 vince l’audizione per l’unico posto di alta formazione per percussionisti presso la prestigiosa Akademja Za Glasbo della Solvenia, in Lubiana,  dove attualmente frequenta e viene guidato dal M° Simon Clavzar.

Gli emendamenti alla Finanziaria relativi alle agevolazioni per i Comuni terremotati “siano integrati prevedendo analoghi benefici anche in favore dei Comuni colpiti dal maltempo in Sicilia“: lo ha chiesto il sindaco di Agrigento Lillo Firetto, intervenendo oggi pomeriggio in Prefettura all’incontro dei sindaci con il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Danilo Toninelli. “Il calcolo è ancora in corso e sta già rivelando cifre consistenti rispetto alle prime sommarie valutazioni. Le aree colpite si estendono ben oltre la foce del fiume Akragas“.
Il primo cittadino nei giorni scorsi ha consegnato a Roma al Comitato Direttivo dell’Anci un documento con cui chiede che l’Associazione nazionale dei Comuni italiani faccia propria la proposta “di emendamento per estendere gli interventi destinati ai terremotati anche ai Comuni colpiti dal maltempo in Sicilia e nel Veneto“.

L’ assessore comunale alle Pari Opportunità, Stefania Di Giacomo, informa che al Comune di Aragona, presso l’ufficio elettorale, è possibile apporre una firma per dire “50.000 volte no allo stalking e alla violenza sessuale”. Il modulo per la raccolta firme sarà distribuito in tutte le sedi comunali e saranno creati eventi sino al 10 Marzo 2019, in tutte le sedi pubbliche del capoluogo siciliano e nei Comuni che hanno aderito all’iniziativa. Per firmare il modulo è obbligatorio presentare un documento di identità in corso di validità. La firma e la registrazione dei dati avverranno alla presenza di un autenticatore.

La proposta di legge mira ad estendere ad un anno (e non più 6 mesi), i termini di presentazione della querela da parte di una vittima di violenze sessuali o di stalking. Di seguito, nello specifico, il progetto di legge: 

Art. 1 – Modifiche all’articolo 609 septies, comma 2, del codice penale: “Il termine per la promozione della querela è di un anno. Se la persona offesa muore prima che sia decorso Il termine per proporre la querela, possono proporre querela i prossimi congiunti”. 

Art. 2 – Modifiche all’articolo 612 bis, comma 4, del codice penale: “La querela proposta è irrevocabile”. 

Un progetto giuridico, ma soprattutto umano ed etico, che nasce non soltanto per la necessità di dare uno strumento di tutela in più alla lotta contro una delle piaghe più gravi del nostro tempo, ma per poter avviare un movimento delle coscienze che spinga tutti, non solo le donne, a porre un freno a questo terribile fenomeno sociale. 

“Quella che stiamo avviando – afferma l’Assessore Stefania Di Giacomo – è una battaglia affianco del Comune di Racalmuto, comune promotore della Provincia di Agrigento, e di tutti i Comuni ed Enti interessati da questa iniziativa, per portare a compimento concreto un progetto legislativo. Infatti, anche se nell’ultimo secolo la condizione dell’universo femminile ha subito una grande evoluzione, con la conseguente modificazione di molte regole,  è innegabile che la condizione della donna all’interno della società odierna soffra ancora, anche se a livelli differenti, situazioni in cui la violenza, sia essa fisica, morale o psicologica è spesso presente”.

Acque azzurre e cristalline del litorale mediterraneo, palme nane arabeggianti e vigneti a perdita d’occhio: la natura della costa siciliana intorno a Menfi, Agrigento,  rispecchia la complessità e l’incredibile varietà del clima e del paesaggio tipiche di questo territorio, i cui tratti sono unici al mondo.  

Un territorio che evoca lunghe cene al tramonto al fresco della sera, tovaglie ricamate e  tavole riccamente imbandite: il pane di casa, impastato con farina di grano duro e cotto nel forno a legna;  la caponata di carciofi con i pinoli e un penetrante, intenso aroma di salvia; la pasta fresca fatta a mano e condita con  il finocchietto selvatico raccolto lungo i sentieri scaldati dal sole.

E poi, il vino.

Mandrarossa Cartagho 2016, nero d’Avola in purezza, intenso e sontuoso, morbido ed equilibrato, che ricorda al naso i profumi di marasca e mora selvatica, erbe officinali e spezie orientali. Ricco all’assaggio, porta alla bocca sentori mediterranei di pino marittimo e cuoio.

Prodotto a partire da una selezione di uve provenienti dai migliori vigneti Mandrarossa, Cartagho Sicilia DOC matura 12 mesi in barrique di rovere francese ed ulteriori 4 mesi in bottiglia.

Si è svolto oggi pomeriggio, presso la Sede Provinciale della Uil di Agrigento, il Consiglio Confederale per discutere le tematiche attinenti alla situazione politico-sindacale, agli esecutivi unitari di Cgil, Cisl e Uil di giorno 30 novembre ed all’analisi delle attività sindacali e dei servizi svolti nell’anno in corso.

L’incontro si è svolto alla presenza del Segretario Generale Gero Acquisto e dei membri del Consiglio Confederale della Camera Sindacale Territoriale Linda Bellia, Fabrizio Danile, Giovanni Miceli e Lillo Burgio, oltre a tutto il gruppo dirigente rappresentato dalle categorie presenti sul territorio.

Nella riunione si è evidenziata la situazione sempre più deficitaria a livello politico del governo nazionale che, dopo una prima accelerazione, sta incontrando delle oggettive difficoltà a far ripartire l’economica e il Sud, a causa di una Legge di Bilancio per la quale la maggioranza si è incartata in una linea dura contro l’Europa, cercando poco il dialogo con le forze sociali del Paese.

Si era partiti da una finanziaria espansiva che aveva previsto tre capisaldi: reddito di cittadinanza, quota 100 e pace fiscale, con annessa tassa piatta, che da recenti notizie dovrebbero rientrare in decreti o ddl espunti dalla legge di bilancio. Ad oggi ci troviamo con cambi di passo ed equilibri molto fragili che possono portare a un netto arretramento sociale e a una instabilità politica e di tenuta dei conti come minaccia Bruxelles, in cui i mercati andrebbero a cozzare con le riforme promesse agli italiani da parte di questo governo gialloverde o comunemente chiamato del cambiamento.

Finora si sono visti solo i titoli, i sottotitoli sono tutti da scoprire e le frizioni continue nel governo non aiutano il dialogo e una ripresa economica che aspettano tutti. Da tutto ciò le segreterie confederali hanno deciso di far sentire la propria voce attraverso un attivo unitario che si svolgerà ad Agrigento giorno 30 novembre.

Emerge, inoltre, che il Mezzogiorno in questa finanziaria non sembra avere grandi chance di ripresa e che i circa 21 miliardi a deficit non vedono politiche di welfare di crescita economica e occupazionale per l’area più depressa del Paese. Anche perché la Sicilia e la provincia di Agrigento, al netto dei report economico-sociali, si trova in netto affanno con emergenze e lentezze croniche; e finora le politiche per il Sud non hanno portato benefici ma hanno alzato la soglia di povertà e il tasso di emigrazione. Appare preoccupante la mancanza di programmazione e realizzazione di progetti, quali il Patto per il Sud e i fondi Po.Fers, che viaggiano peggio di una locomotiva a carbone, amplificata dalla cronicità delle problematiche contingenti: dalle strade, alla manutenzione del territorio, con i rischi di altri disastri idrogeologici.

Per uscire da questa empasse e da questa desertificazione sociale, bisogna tornare a confrontarsi con il sindacato e con il territorio ed evitare di commettere passi falsi. E ci aspettiamo molto di più dal governo regionale che in questo primo anno di attività ha tirato a campare e non ha saputo dare le adeguate risposte ai siciliani e al processo di riforme che aveva sottoscritto nel programma di governo.

Su sanità e scuole la situazione in questi anni non è migliorata, aspettiamo di vedere all’opera il nuovo Direttore Generale dell’Asp Santonocito e di capire la tempistica sulla messa in sicurezza del piano scuole in provincia approvato dal governo regionale: preoccupano molti istituti scolastici vetusti e costruiti più di 60 anni fa ed a oggi fuori norma.

Altresì, per quanto concerne il corredo industriale, in questo territorio sono rimaste in vita pochissime aziende sopra i 50 dipendenti, a rappresentare la crisi e la sofferenza delle aree industriali e artigianali nella produzione e nell’esportazione di prodotti.