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“Distrazione di beni per 3mln euro”, nuove accuse per l’imprenditore Lillo Romano

“Avrebbe distratto beni per un valore di tre milioni di euro da due aziende che sono state oggetto di un provvedimento di sequestro.”

Il sostituto procuratore della Repubblica di Agrigento Cecilia Bavarelli, durante l’udienza di ieri che si celebra davanti il collegio di giudici presieduto da Giuseppe Miceli, ha proceduto a nuove contestazioni nei confronti dell’imprenditore racalmutese Lillo Romano, accusato insieme al figlio di bancarotta fraudolenta.

Romano, proprietario e socio di diverse aziende nel campo delle telecomunicazioni, era stato oggetto di un sequestro da parte del Nucleo Polizia Economico-Finanziaria di Palermo nell’ambito dell’operazione “Valle dei Templi” in cui furono apposti sigilli a beni per oltre 100 milioni di euro tra i quali anche l’omonimo autodromo presente nella Città dei Templi.

Nel 2016 Romano è stato condannato dal Tribunale di Agrigento alla pena di 6 anni e 6 mesi per concorso esterno in associazione mafiosa “per aver contribuito al rafforzamento di Cosa Nostra, seppur non ne facesse parte, fino a quando il suo principale punto di riferimento, Ignazio Gagliardo, non entrò a far parte del programma di protezione”.

La prossima udienza è stata fissata per il 7 dicembre.

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