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Master Class: un ricordo della divina Callas al Teatro Cometa dal 20 novembre al 2 dicembre

Un ricordo della divina Callas a quarant’anni dalla morte: in Master Class, Terrence McNally ripercorre la vita, l’arte, l’ascesa e il graduale distacco dal mondo del grande soprano greco. Lo spettacolo sarà in scena al Teatro della Cometa dal 20 novembre al 2 dicembre e vede protagonista, nei panni della Divina, Mascia Musy, in scena con e con Sarah Biacchi soprano, Chiara Maione soprano, Andrea Pecci tenore, Diego Moccia pianista. La regia è di Stefania Bonfadelli.

In questa pièce che vede come interprete d’eccezione Mascia Musy – attrice capace di dar voce alla complessa personalità di un’artista dalle mille sfaccettature, al suo carisma e ai toni amari del declino di una carriera inimitabile – Terrence McNally focalizza l’attenzione sulle lezioni che la Callas tenne alla Juilliard School Music di New York, dopo essersi ritirata dalla scena. La grande artista rievoca la propria leggenda pubblica e privata senza risparmio di frecciate, mentre si diletta a usare come cavie e vittime sacrificali gli allievi che seguono le sue lezioni.

Ma tra la stizza orgogliosa e la capacità di commuoversi, c’è posto anche per la trepida complicità con una grande professionista che spasima per la verità dei dettagli e la concretezza della recitazione, intimamente soggiogata dalla musica. Il suo pensiero torna con l’insistenza di un incubo alla durezza degli inizi greci, al periodo della fame e della bruttezza, alle battaglie per sopravvivere, alla fatica tremenda di una carriera circondata dall’ostilità.

La commedia è incentrata sui momenti dell’ascesa al tempio scaligero; la “divina” torna quindi a recitare i suoi personaggi e ci conduce, con un ulteriore passaggio, nell’impasse tormentosa dei rapporti amorosi con gli uomini della sua vita: un paternalista Meneghini e un volgare e spietato Onassis, scendendo molto nell’intimo con l’inevitabile approdo al melodramma.

1COMMENTO
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    philips 15 Novembre 2018

    Non ho mai capito una cosa essendo un appassionatissima di musica classica e lirica. Premesso che la Callas, (Maria Meneghini Callas) senza Meneghini non sarebbe arrivata alla Scala, ha avuto una voce bellissima, la cosa che non mi riesce di capire é che ne stiamo facendo quasi una santa (mi riferisco alla voce non alla vita privata) mentre nello stesso periodo abbiamo avuto una soprano che viaggiava alle stesse altezze della Callas, parlo di Renata Tebaldi “voce d’angelo” definita da Toscanini (scusate se è poco) e nessuna ne parla. Siamo veramente esterofili?

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