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Favara, brucia ristorante ma viene ripreso dalle telecamere: arrestato (e già scarcerato) Ignazio Sicilia. Sospettato anche dell’incendio dell’auto dell’ex datore di lavoro di Gessica Lattuca

I carabinieri della Tenenza di Favara hanno arrestato Ignazio Sicilia, 43 anni, già coinvolto in passato nell’operazione antimafia San Calogero eseguita nel 2005, per l’incendio degli arredi del ristorante “Maccicuni” di Favara, proprio dietro la centralissima piazza Cavour

Sicilia è stato immortalato dalle telecamere di video-sorveglianza poste in quella zona dare fuoco agli arredamento dell’esercizio commerciale e dileguarsi a piedi.

Ma c’è dell’altro. Gli inquirenti stanno procedendo a contestazione nei confronti di Ignazio Sicilia anche per un altro episodio incendiario: si tratta dell’intimidazione ai danni di Gaspare Volpe, alias “Baddari”, ex datore di lavoro della scomparsa Gessica Lattuca. Il 23 settembre scorsa la Audi di Volpe era stata bruciata davanti casa.

Secondo gli inquirenti l’autore del gestore – immortalato ancora una volta dalle telecamere e per questo denunciato all’autorità giudiziaria – sarebbe Ignazio Sicilia che avrebbe agito con un complice la cui identità è al vaglio degli inquirenti.

Intanto il giudice Alessandro Quattrocchi non ha convalidato l’arresto di Ignazio Sicilia – difeso dall’avvocato Giuseppe Barba ma sostituito in udienza dall’avvocato Tatiana Pletto –  poiché il titolo di reato contestato – ovvero violazione degli obblighi della sorveglianza speciale – contemplava una prescrizione generica rispetto al titolo di reato – danneggiamento aggravato a seguito di incendio – non contestato dal pm Antonella Pandolfi nella richiesta di convalida. Il giudice non ha ritenuto opportuno, dunque, neanche applicare qualsiasi misura cautelare accogliendo le istanze del difensore non ravvisando esigenze cautelari. Pertanto Ignazio Sicilia è stato immediatamente rimesso in libertà e scarcerato.

2 COMMENTI
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    Luca 13 Novembre 2018

    Scarcerato???

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    pippinieddu 14 Novembre 2018

    E poi si ci lamenta della prescrizione.
    Tutti possiamo fare quello che vogliamo. Non commettiamo alcun reato ed ammesso che ci sia alla fine subentra la prescrizione e tutto e’ salvo.
    Ma che Italia è questa: Boh.

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