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The day after…yesterday. Si contano dodici morti e danni ingentissimi

 

Le ultime 24 ore per la provincia di Agrigento, sono state le più difficili dell’ultimo decennio.
La protezione civile regionale aveva diramato l’allerta rossa, per la giornata del 3 novembre, ma la provincia di Agrigento non era pronta alla calamità.
Già nelle giornate precedenti, la provincia era stata messa alla prova, una prova che non era riuscita a superare, i maggiori danni in quei di’ furono registrati nell’entroterra Agrigentino, nel comune Saccense e in quello di Ribera. Il livello di attenzione assegnato dal Dipartimento Regionale della Protezione Civile fu “arancione”.

Le piogge a carattere temporalesco sono stati incessanti e l’attività elettrica continua.
L’epilogo di questa “indimenticabile e terribile” giornata sono tutti a danno dell’economia locale. Strade viarie interdette al traffico, agricoltura distrutta, reti fognarie saltate, oltre 50 famiglie sfollate. Ma oltre al danno economico vi è quello umano. In questa orrenda giornata hanno perso la vita dieci persone a Casteldaccia le quali sono state vittime dell’improvvisa esondazione del fiume Milicia, di una coppia italo-tedesca che ha perso la vita a Cammarata e di alcuni dispersi in varie zone della Sicilia occidentale.
Ma oggi è un giorno diverso, il sole splende è il cielo è limpido. E noi popolo Siciliano che abbiamo “l’intelligenza e la ricchezza dei bastardi, la loro vivacità e arguzia” (cit. A Camilleri), dobbiamo rimboccarsi le maniche per ricostruire oggi, ciò che è stato distrutto dalla natura ieri.

L’auspicio è in una maggiore prevenzione, anche se la presenza delle istituzioni ieri non è mancata (“dai a Cesare quel che è di Cesare”).

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