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L’ex deputato regionale e dirigente scolastico di Canicattì, Gaetano Cani, interviene a seguito di quanto emerso a suo carico nel corso della conferenza stampa in Procura ad Agrigento nell’ambito dell’inchiesta cosiddetta “Diplomat”. Gaetano Cani afferma: “In riferimento all’indagine denominata ‘Diplomat’, relativa al rilascio di presunti diplomi falsi, ed in relazione anche alle connesse notizie di stampa, ci tengo a puntualizzare di avere ricevuto oggi la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari e di conseguenza di non avere ancora potuto esercitare uno dei contenuti essenziali del diritto di difesa, vale a dire quello di prendere visione ed estrarre copia degli atti contenuti nel fascicolo del pubblico ministero. In ogni caso, avendo il sottoscritto piena fiducia nell’azione della magistratura, sono convinto che la ricerca della verità produrrà un esito finale che attesterà la totale infondatezza dei fatti descritti. Tutto ciò si auspica possa accadere di fronte ad un giudice terzo ed imparziale. Mi preme sin d’ora precisare, in particolare, che i timbri sequestrati nella mia abitazione, diversi anni fa ed in occasione di una perquisizione, non hanno alcun collegamento con i fatti oggetto dell’indagine “Diplomat”. Ed è destituita di ogni fondamento la notizia, apparsa sulla stampa, secondo cui era stata scoperta a casa mia una vera e propria ‘fabbrica del falso’. Tale definizione va ricondotta a strumentazioni destinate alla riproduzione di timbri e altri strumenti per la falsificazione, e non ad un paio di timbri di cui siamo in grado di dare una palese giustificazione.
In riferimento invece alla somma di denaro a suo tempo sequestrata presso la mia abitazione, non solo risulta essere di gran lunga inferiore da quanto riportato da alcune testate, ma è frutto di provenienza assolutamente lecita, come avrò modo di dimostrare nelle opportune sedi. Mi preme testimoniare la mia totale serenità per i fatti contestati, certo di potere dimostrare nelle sedi opportune la mia personale correttezza e liceità del mio operare”.

Nelle ultime ore la Calabria – come gran parte del sud Italia – è nella morsa del maltempo che sta devastando tutta la zona del lametino, di Crotone e Catanzaro.

Mario Oliverio, Presidente della Provincia annuncia che chiederà “lo stato di emergenza”. Famiglie evacuate, alcuni salvataggi sono stati condotti con i gommoni, persone che si sono messe in salvo salendo sui tetti delle proprie abitazioni, alberi caduti, disagi su strade, auto bloccate sulla A2 Salerno-Reggio Calabria, la statale jonica chiusa all’altezza di Crotone, con fango sulle carreggiate. Interruzioni sulla linea ferroviaria, voli annullati all’aeroporto di Lamezia.

E poi ancora auto trascinate, ponti che diventano cascate, e il lavoro incessante dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile che ha reso noto come sulla Calabria siano caduti 300 millilitri d’acqua e 370 nell’arco delle 24 ore. Sulla statale 18 all’altezza di Palmi, un uomo è rimasto intrappolato nella sua auto, sulla quale è caduto un albero.

in questo scenario, il ritrovamento questa mattina dell’auto di Stefania Signore, 30 anni, il cui corpo è stato ritrovato insieme al figlio di 7 anni. L’altro bambino di 2 anni, risulta ancora disperso. La donna viaggiava in auto con i suoi figli, quando è stata sorpresa dal maltempo. Ha provato a far rientro a casa a Gizzeria, ma non vi è riuscita. Ha cercato aiuto attraverso una telefonata fatta al marito, ma subito dopo la linea si è interrotta e nulla più si è saputo della donna e dei suoi figli fino a questa mattina.

L’auto ritrovata dai soccorritori questa mattina era vuota, con le 4 frecce accese. I corpi della donna e del figlio più grande giacevano nel torrente, ad un chilometro l’uno dall’altro. Rintracciati i corpi, dagli elicotteri dei Vigili del Fuoco arrivati anche da Salerno e da Catania.

Proseguono in maniera serrata, le ricerche dell’altro bimbo.

Il capo della protezione civile, Carlo Tanzi, al Tg3 ha dichiarato che: “I fondi delle Province destinati alla manutenzioni delle strade provinciali sono insufficienti se non assenti e quindi la colpa di questi eventi è anche dovuta alla irregolare e mancata corretta manuntenzione della rete stradale provinciale

 

Simona Stammelluti 

Foto: Meteo in Calabria che ringraziamo

 

 

Roggiano Gravina (CS) –  Venivano sottoporti a turni di 9 ore al giorno e pagati solo 20 euro, senza alcun rispetto delle norme di sicurezza e in assenza di regolare contratto. Erano lavoratori extracomunitari richiedenti asilo politico, oltre che ospiti nel territorio di Roggiano Gravina in provincia di Cosenza. Sono stati i Carabinieri del luogo a scoprire l’illecito e ad arrestare un imprenditore agricolo di 44 anni, del posto, A. L. in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emessa dal GIP del  Tribunale di Cosenza per i reati di “intermediazione illecita” e “sfruttamento del lavoro”.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Cosenza, sono state avviate dai militari della Stazione Carabinieri a seguito di segnalazioni sulla presunta presenza di un “caporale” che impiegava nel proprio fondo agricolo lavoratori stranieri, approfittando dello stato di bisogno in cui versavano, per sottoporli a condizioni di illecito sfruttamento senza neppure un contratto di assunzione.

Partendo da tali elementi, i militari hanno proceduto ad effettuare mirati servizi di osservazione in alcuni terreni siti nel Comune di San Marco Argentano che, in un arco temporale compreso tra il mese di settembre dello scorso anno ed agosto 2018, hanno consentito di dare un nome ed un volto al “caporale”, accertando che era solito prelevare quotidianamente diversi extracomunitari da un Centro di Accoglienza Straordinaria di Roggiano Gravina e condurli presso un fondo ubicato nel territorio di San Marco Argentano, dove venivano sistematicamente impiegati quali braccianti agricoli nella raccolta di ortaggi. Attraverso videoriprese i Carabinieri sono riusciti a documentare le pesanti giornate lavorative degli extracomunitari, come confermato dalle dichiarazioni precise, dettagliate e convergenti successivamente rese dagli stessi lavoratori, provenienti dal Gambia, dal Bangladesh e dal Senegal. Prelevati all’alba, intorno alle ore 05.00, da un furgone condotto dall’imprenditore, affluivano sui terreni coltivati ad ortaggi dove prestavano la loro attività lavorativa ininterrottamente fino a 9 ore – orientativamente dalle 06.30 alle 15.30 – in un contesto lavorativo assolutamente degradante.

Le condizioni di lavoro imposte dal “padrone” – in palese difformità dalle minimali regole dei contratti collettivi nazionali – contemplavano soltanto una pausa di appena 30 minuti (nel caso gli immigrati avessero voluto consumare cibi portati al seguito), senza mettere a disposizione degli “sfruttati” acqua per rifocillarsi ed in assenza di luoghi idonei per ripararsi dal caldo o per soddisfare le proprie esigenze fisiologiche. A fronte di così gravose condizioni di lavoro la retribuzione concordata era di appena 20 euro giornaliere, del tutto sproporzionata rispetto alla quantità ed alla qualità del lavoro prestato, a riprova dell’opera di sfruttamento posta in essere in danno dei lavoratori stranieri.

Nel medesimo contesto investigativo, i Carabinieri hanno anche potuto ricostruire un tentativo di deviare il corso delle indagini da parte dell’arrestato, il quale, in diversi approcci con gli extracomunitari, aveva provato a condizionarne i racconti al fine di alleggerire le proprie responsabilità.

 

Simona Stammelluti

 

 

Anche i Carabinieri del Ris lavorano alla ricerca di Jessica Lattuca a Favara. A Palma di Montechiaro ancora nessuna traccia di Gioacchino Vella.

Nell’Agrigentino sono ricercati Jessica Lattuca, 27 anni di Favara, di cui non vi è più traccia dallo scorso 12 agosto, e Gioacchino Vella, 42 anni, di Palma di Montechiaro, assente all’appello dal 25 settembre. A Favara lavorano i Carabinieri del Ris, il Reparto investigazioni scientifiche di Messina, armati di luminol, che è un composto chimico utile per rilevare tracce biologiche, e dei cani molecolari, ossia cani capaci di riconoscere l’impronta di una persona anche se è trascorso parecchio tempo dal suo passaggio. I Carabinieri hanno ispezionato la casa in campagna di Filippo Russotto, ex compagno di Jessica Lattuca, e padre di tre dei quattro figli di lei. L’abitazione è in contrada Burraitotto, al confine tra Favara e Naro. E’ stata disabitata, e solo recentemente è stata ereditata dalla famiglia Russotto. Filippo Russotto, che non è indagato, ha assistito alle attività investigativa, e ha commentato: “Jessica conosceva questo posto, è normale che lo conoscesse, è la mia compagna. Io sono tranquillissimo. I carabinieri, il Ris sono qua, è giusto che facciano i loro controlli. La speranza è di ritrovarla viva. Questo voglio io, i miei figli domandano sempre della mamma. Io spero di ritrovarla”. L’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Agrigento è ancora a carico di ignoti, e i magistrati procedono ipotizzando il reato di sequestro di persona solo al fine di potere svolgere alcuni accertamenti tecnico-investigativi, come attualmente sono in corso, non solo in contrada Buraitotto ma anche in via Fratelli Gracchi, traversa di via Agrigento, a Favara, nella casa dove abita Filippo Russotto. Nel frattempo, dopo l’attivazione del Piano provinciale di ricerche in Prefettura, il territorio tra Palma di Montechiaro e dintorni è battuto e perlustrato attentamente alla ricerca di Gioacchino Vella. Polizia, Carabinieri, Protezione civile comunale e provinciale, e Vigili del fuoco lavorano senza sosta. La famiglia ha presentato formale denuncia di scomparsa e si spera che si sia trattato solo di un allontanamento volontario.

 

Angelo Ruoppolo Teleacras 

La Regione a caccia di un esercito di stagisti per aggirare il blocco delle assunzioni. Come si legge in un articolo di Giacinto Pipitone sul Giornale di Sicilia in edicola, saranno tra 300 e 400 i laureati che saranno arruolati attraverso un bando che dovrebbe essere pubblicato entro fine ottobre.

Per coprire i vuoti d’organico, il resto del personale dovrebbe arrivare, sempre dall’esterno, tramite il Formez. Il piano ha mosso i primi passi, come ha anticipato l’assessore alla Funzione Pubblica, Bernadette Grasso, a Cronache Siciliane, l’approfondimento pomeridiano di Tgs.

 

 

“Sul Cua di Agrigento è il tempo di fare scelte, la governance non può rimanere nel limbo,
ne va del futuro del consorzio e degli iscritti.”

Nelle eterne e lunghe problematiche del Consorzio Universitario di Agrigento, interviene la Uil provinciale per sollecitare il governo regionale ad agire, affinchè si possa ripristinare la governance sul polo agrigentino, che è fondamentale per la programmazione e l’offerta formativa per gli studenti e la ripresa accademica in provincia.

“Ci chiediamo ancora una volta se il Consorzio agrigentino deve diventare un campo di battaglia o un polo di attrazione e di opportunità per gli studenti agrigentini.
Dopo il decreto Baccei, che penalizza il decentramento scolastico e amministrativo dei consorzi, e poi il Decreto Lagalla, è stata chiara una cosa: adesso è la Regione siciliana che dà le carte e ha il potere di nomina del Presidente e in questo bailamme le cose sono ancora ferme.
Quindi, il governo regionale deve prendere una decisione per fare chiarezza e far continuare un percorso che, per quanto riguarda i consorzi, è già stato fortemente compromesso. Presidente e Cda devono essere nominati per dare un assetto preciso e una guida certa al territorio.
Noi restiamo convinti che il Cua, per essere vivo, deve avere quella autonomia gestionale, funzionale, amministrativa e finanziaria che lo differenziano dalle Università centrali, con le quali, negli ultimi anni, sono nati solo contenziosi e scarse relazioni che hanno solo indebolito il sistema dei Consorzi. Il governo regionale ha il sacrosanto diritto di difenderlo e tutelarlo, per garantire il diritto allo studio anche in provincia, in un momento in cui studiare fuori non è alla portata di tutti.”

 

Deputati e assessori regionali, sindaci e consiglieri comunali sono obbligati a dichiarare la loro eventuale iscrizione a logge massoniche. Lo prevede una legge appena approvata all’Assemblea regionale siciliana. “La Sicilia è la prima regione d’Italia ad avere una legge di questo tipo; nonostante le fortissime pressioni in senso contrario, abbiamo affermato un dovere di trasparenza e di responsabilità che adesso andrebbe esteso a tutte le cariche elettive in Italia”, dice il presidente dell’Antimafia regionale, Claudio Fava, autore del disegno di legge.
   

Una spilla a forma di ‘Nontiscordarrdime’, simbolo di appartenza alla massoneria.
La sede massonica del Grade Oriente d’Italia nella galleria Umberto I° a Napoli è stata aperta eccezionalmente al pubblico. A fare da ciceroni i massoni Achille Castaldi e ed il presidente della circostscizione Campania-Lucania Lucio d’Oriano, 22 aprile 2017.
ANSA / CIRO FUSCO
++LA FOTO PUO’ ESSERE TRASMESSA SOLO A CORREDO DELLA NOTIZIA++

L’impegno permanente di Legambiente per combattere la grave emergenza dell’inquinamento marino: sabato 6 ottobre, con l’operazione “PuliAMO le spiagge”, volontari e studenti ritornano a Maddalusa per compiere un intervento di monitoraggio e di pulizia che interesserà sia la spiaggia che il boschetto retrodunale.

Sabato prossimo, 6 ottobre, dalle ore 09:00 alle ore 12:00, gli attivisti del Circolo Legambiente Volontariato Rabat di Agrigento, in collaborazione con il personale degli Uffici delle RR.NN.II. “Grotta di Sant’Angelo Muxaro” e “Macalube di Aragona, porranno in essere una iniziativa di pulizia e di sensibilizzazione che interesserà il boschetto di Maddalusa ed il tratto di spiaggia antistante il medesimo e che coinvolgerà anche gli alunni della classe IVª del Liceo Scientifico “E. Majorana” di Agrigento.
L’iniziativa in questione si inserisce in una campagna di sensibilizzazione che Legambiente ha condotto a livello nazionale nel corso del presente anno insieme ai partner Carrefour e Procter&Gamble per lanciare un forte messaggio culturale e per diffondere informazioni e creare sensibilità su un tema, quello dell’abbandono dei rifiuti che finiscono in mare e sulle spiagge, verso un pubblico il più ampio possibile. In questo ambito la spiaggia di Maddalusa è stata selezionata a seguito di un apposito contest svoltosi attraverso una piattaforma web, risultando peraltro la più votata tra tutte le venti località segnalate in giro per l’Italia.
“Il tema del cosiddetto marine litter e delle spaventose quantità di rifiuti che galleggiano o si depositano sui fondali marini, andando a pregiudicare pesantemente il delicato equilibrio di questo ecosistema e mettendo a forte rischio, attraverso la catena alimentare, la nostra stessa salute sta producendo quantomeno una presa di coscienza sia da parte dei singoli individui che da parte di moltissime aziende produttrici” afferma Claudia Casa, presidente del Circolo “Rabat” e direttore regionale di Legambiente. “Con queste aziende entriamo ormai sempre più di frequente in contatto ed insieme a loro cerchiamo di individuare percorsi da condividere per sensibilizzare i consumatori. È il caso di Carrefour e di Procter&Gable e della campagna «PuliAMO le Spiagge» che, dal 1° marzo ad oggi, ha coinvolto decine di migliaia di abituali acquirenti dei punti vendita sparsi in tutta Italia che, acquistando in un unico scontrino almeno 3 prodotti P&G e caricandolo sull’apposita sezione del sito www.puliamolespiagge.it, hanno di fatto dato mandato a Carrefour di devolvere 3€ per ogni scontrino a Legambiente Onlus per la pulizia delle spiagge. Il fine principale di questa campagna è come sempre quello di far riflettere e di ispirare un vero e proprio cambio delle abitudini ed una assunzione di responsabilità rispetto a questo grave problema” conclude la dirigente ambientalista.

 

 

 

AL CONSORZIO UNIVERSITARIO DI AGRIGENTO SI AVVIA UN CORSO DI FORMAZIONE MANAGERIALE PER OPERATORI DELLA SANITA’

Il corso per Dirigenti per strutture complesse in Sanità, si svolgerà nei giorni: 9, 16, 23, 30 novembre ed il 14 dicembre 2018, presso la sede del Consorzio Universitario di Agrigento.

E’ rivolto ai Dirigenti Sanitari, (Medici, Odontoiatri,Veterinari, Farmacisti, Biologi, Chimici, Fisici, Psicologi), in possesso del certificato di formazione dalla cui data del rilascio siano passati i sette anni di validità, come prevede il D.P.R. N. 484/97, art. 7 comma 3, ovvero in prossimità di scadenza.

Le lezioni saranno solo frontali e si svolgeranno in 42 ore articolate in 6 moduli settimanali di 7 ore ciascuno, tenute da docenti esperti provenienti da Università, Istituzioni sanitarie e didattiche Nazionali e Regionali ed Enti privati di formazione.

Le domande di iscrizione devono pervenire entro e non oltre il 22 ottobre 2018.

Si possono trovare tutte le modalità per la partecipazione sul bando pubblicato sul nostro sito www.uniag.it.

 

L’ufficio Stampa

Il rilancio del Consorzio Universitario di Agrigento continua
Inaugurazione del corso di Laurea in Mediazione Linguistica e Culturale; il Cardinale Montenegro primo sostenitore dell’iniziativa presente all’evento
Giorno 05 ottobre 2018 alle ore 9.00 nell’Aula Magna “Luca Crescente” si inaugurerà l’inizio del Corso di Laurea in Scienze della Mediazione Linguistica e Culturale.
Dopo l’approvazione definitiva da parte del Miur per il nuovo corso di Laurea con il decreto ministeriale del 30/04/2018 è stato definitivamente approvato il corso di Laurea Classe L12 che partirà il giorno 08 ottobre 2018 presso le aule del Consorzio Universitario di Agrigento e per il quale sono già aperte le immatricolazioni per l’anno accademico 2018/2019.

Primo sostenitore di questo Corso di laurea è Sua Eminenza Il Cardinale Francesco Montenegro, che sarà presente all’inaugurazione. Il Cardinale individua in questo Corso, uno spirito perfettamente in linea con una corretta filosofia dell’accoglienza.

All’evento parteciperà anche il Magnifico Rettore della LUMSA prof Francesco Bonini, che annuncerà l’apertura della collaborazione con il Consorzio Universitario di Agrigento, per un prossimo avvio di un Corso di Laurea in Scienze della Formazione.
All’evento parteciperanno i docenti del Corso e sarà tenuta una Lectio Magistralis dal prof. Delio Miotti della SVIMEZ.

Le iscrizioni si chiuderanno il 04 ottobre 2018 .