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Nei giorni scorsi il consiglio territoriale Arci, alla presenza del Presidente Regionale Salvo Lipari, ha eletto il nuovo Presidente provinciale nella persona dell’Avv. Angela Galvano, già Presidente del circolo Agàpe di Agrigento.

Venerdì 26 c.m. alle ore 18 presso il Centro Culturale Pasolini in via Atenea n 123 si svolgerà una conferenza stampa, con la partecipazione di Giuseppe Montemagno membro dell’Esecutivo Regionale Arci, per la presentazione del nuovo Presidente Provinciale Arci Avv. Angela Galvano e del nuovo direttivo che lavorerà al fianco del neo Presidente.

 

La Field School Realizzata dal Parco archeologico e paesaggistico Valle dei Templi di Agrigento con la partnership dell’Università di Bologna attende con molta ansia la conferenza stampa che permetterà di conoscere i risultati.

Un progetto che partendo dalla pittura parietale macedone, attraversando la Campania, l’Italia meridionale e la Sicilia, ha raggiunto il quartiere ellenistico Romano di Agrigento, nel quale insiste un deposito di pitture di I e II stile pompeiano, eccezionalmente conservato.

E’ stata una iniziativa che ci ha permesso di definire una immagine molto vicina a quella che era la decorazione di una casa agrigentina di età romana.

Un’ esperienza che, secondo le archeologhe del Parco Parello, Caminneci e Rizzo, necessita di un prosieguo in quanto la stratificazione che emerge dagli scavi condotti dagli studenti universitari, lascia presumere che presto possano venire alla luce altre straordinarie magnificenze della nostra storia.

L’appuntamento con la stampa è venerdì 26.10.2018 alle ore 15.30 presso il Quartiere Ellenistico RomanoFi

 

 

Aveva annunciato il suicidio dopo una lite avuta con l’ex fidanzata. Così ha deciso di raggiungere il Ponte Morandi di Agrigento, luogo ormai famoso anche per questo genere di episodi, scavalcando il guardrail pronto all’estremo gesto.

Con la prontezza dell’ex compagna che, dopo aver compreso la gravità della situazione e che il suo ex fidanzato aveva perso lucidità, ha avvisato la Polizia con una chiamata al centralino: i poliziotti, subito intervenuti, hanno trovato l’uomo, un 35enne di Agrigento, già aldilà della recinzione ma sono riusciti a fermarlo.

 

 https://youtu.be/w0oJ8Tow8Ks

 

 

A Favara la vicenda sulla scomparsa della giovane mamma Gessica Lattuca, sparita il 12 agosto scorso, si arricchisce di un nuovo inquietante capitolo che potrebbe rappresentare un colpo di scena.

 

Questa mattina, in contrada Crocca, strada di collegamento tra il Villaggio Mosè e Favara, su un muro è comparsa la scritta di colore rosso che recita testualmente: “L. C. = assassino di Gessica”.

 

Immediatamente i carabinieri sono accorsi sul posto per avviare le indagini e cercare di dare una maggiore valutazione, oltre che all’attendibilità, del messaggio trovato scritto sul muro.

Il governo Musumeci nel Documento di economia e finanza: “In Sicilia è in corso una strage generazionale. Migliaia di giovani fuggono da una terra senza futuro”.

La sessione di bilancio alla Regione assume anche valenza e contenuto politico e sociologico. Infatti, nella nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza regionale, tra la contabilità e gli impegni di spesa, emerge uno spaccato sconfortante se non rabbrividente. Il governo Musumeci, nell’approvare il testo, scrive: “In Sicilia è in corso una strage generazionale, con decine di migliaia di giovani che abbandonano l’Isola, ritenendola una terra senza futuro. In Sicilia ogni anno sparisce un paese: 20mila emigrati ogni 12 mesi”. Musumeci e la sua giunta sono consapevoli della grave e profonda crisi che attanaglia la Sicilia, ormai da tempo ai primi posti per negatività nelle graduatorie italiane ed europee. Ad esempio, nel 2017 la Sicilia è stata la peggiore in Europa per quota di persone a rischio povertà o esclusione sociale, il 52,1%, e per quota di popolazione dai 15 anni in su a rischio povertà, il 41,3%. Il governo regionale rilancia il tema delle riforme come strumento per risalire la china, poi aggiunge e scrive ancora: “Diplomati e laureati, il meglio delle nuove generazioni alle quali dovremmo affidare le possibilità di sviluppo, dopo essere stati educati e formati in Sicilia, con grandi sacrifici per le famiglie, affidano le speranze di lavoro all’emigrazione senza ritorno. Sembra ormai prevalere una irrimediabile percezione della decrescita che tracima in una vera e propria frattura del sistema del diritti di cittadinanza che si misura nel livello dei servizi pubblici i quali, nonostante la pur lievissima ripresa di prodotto interno lordo e occupazione, rimane drammaticamente più basso a quello del centro-nord. E analoghe tendenze hanno riguardato vivibilità, ambiente, dotazione infrastrutturale, standard di istruzione, università e ricerca, efficienza dei trasporti locali, ed in particolare qualità dei servizi sanitari e cura per adulti ed infanzia. Tutto ciò è effetto di una politica economica statale che nell’ultimo decennio ha investito sempre meno e peggio le proprie risorse al sud, ma anche della mala amministrazione senza visione ed attenzione alle future generazioni”.

E la Cgl Flc Scuola rincara la dose: “Negli ultimi 15 anni in Sicilia il numero degli iscritti alla scuola pubblica di ogni ordine e grado si è ridotto da 769.111 a 642.486: e ciò soprattutto a causa della minore natalità e dell’emigrazione. I siciliani che hanno trasferito la residenza all’estero dal 2013 al 2016 sono stati quasi 38mila. Rispetto all’anno accademico 2016/17 vi sono stati poi 8mila iscritti in meno nelle università siciliane. Su un totale di 155.271 studenti, 14.248 studiano nelle università del nord-ovest, 8.945 del nord-est, 19.210 del centro, e 7.010 negli atenei del sud”.

 

Si trovava fuori dall’Italia per la commissione regionale antimafia che voleva sentirlo, ma si trovava nel ristorante di Palazzo dei Normanni, sede dell’Ars a Palermo.

Questo è quanto è accaduto stamattina all’ex presidente della Regione Rosario Crocetta.

 “Sono all’estero e non so quando rientrerò”, aveva scritto in una mail l’ex governatore a Claudio Fava giustificando così la sua assenza all’invito della commissione antimafia per ascoltare i sull ’inchiesta dell’ex presidente di Confindustria Antonello Montante, arrestato per associazione a delinquere. Crocetta, che è indagato dai magistrati nisseni con l’accusa di avere favorito l’imprenditore nisseno in cambio di un sostegno elettorale, ha scritto nella sua lettera che la sua lontananza da Palermo “è dimostrabile”. In che modo: “Domenica scorsa sono stato ospite in diretta a Rete 4, alle 20,30”.

Ed ha aggiunto: “appena rientrerò sarà mia cura contattarla”.

Ma ecco il colpo di scena che arriva con la smentita del presidente dell’Antimafia che risponde a Crocetta con un’altra mail, entrambe le missive del botta e risposta pubblicate su alcuni siti web, e inviata a stretto giro di posta: “Apprendo, nel ricevere la sua risposta alla nostra comunicazione, che Egli si trova in Italia, a Palermo, e più precisamente nel ristorante dell’Ars. Nel segnalarle il mio disappunto per questa sua comunicazione già smentita dai fatti, ha scritto Fava, prendo atto che non intende accogliere l’invito di questa commissione”.

 

 

 

Il governo Musumeci nel Documento di economia e finanza: “In Sicilia è in corso una strage generazionale. Migliaia di giovani fuggono da una terra senza futuro”.

La sessione di bilancio alla Regione assume anche valenza e contenuto politico e sociologico. Infatti, nella nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza regionale, tra la contabilità e gli impegni di spesa, emerge uno spaccato sconfortante se non rabbrividente. Il governo Musumeci, nell’approvare il testo, scrive: “In Sicilia è in corso una strage generazionale, con decine di migliaia di giovani che abbandonano l’Isola, ritenendola una terra senza futuro. In Sicilia ogni anno sparisce un paese: 20mila emigrati ogni 12 mesi”. Musumeci e la sua giunta sono consapevoli della grave e profonda crisi che attanaglia la Sicilia, ormai da tempo ai primi posti per negatività nelle graduatorie italiane ed europee. Ad esempio, nel 2017 la Sicilia è stata la peggiore in Europa per quota di persone a rischio povertà o esclusione sociale, il 52,1%, e per quota di popolazione dai 15 anni in su a rischio povertà, il 41,3%. Il governo regionale rilancia il tema delle riforme come strumento per risalire la china, poi aggiunge e scrive ancora: “Diplomati e laureati, il meglio delle nuove generazioni alle quali dovremmo affidare le possibilità di sviluppo, dopo essere stati educati e formati in Sicilia, con grandi sacrifici per le famiglie, affidano le speranze di lavoro all’emigrazione senza ritorno. Sembra ormai prevalere una irrimediabile percezione della decrescita che tracima in una vera e propria frattura del sistema del diritti di cittadinanza che si misura nel livello dei servizi pubblici i quali, nonostante la pur lievissima ripresa di prodotto interno lordo e occupazione, rimane drammaticamente più basso a quello del centro-nord. E analoghe tendenze hanno riguardato vivibilità, ambiente, dotazione infrastrutturale, standard di istruzione, università e ricerca, efficienza dei trasporti locali, ed in particolare qualità dei servizi sanitari e cura per adulti ed infanzia. Tutto ciò è effetto di una politica economica statale che nell’ultimo decennio ha investito sempre meno e peggio le proprie risorse al sud, ma anche della mala amministrazione senza visione ed attenzione alle future generazioni”.
E la Cgl Flc Scuola rincara la dose: “Negli ultimi 15 anni in Sicilia il numero degli iscritti alla scuola pubblica di ogni ordine e grado si è ridotto da 769.111 a 642.486: e ciò soprattutto a causa della minore natalità e dell’emigrazione. I siciliani che hanno trasferito la residenza all’estero dal 2013 al 2016 sono stati quasi 38mila. Rispetto all’anno accademico 2016/17 vi sono stati poi 8mila iscritti in meno nelle università siciliane. Su un totale di 155.271 studenti, 14.248 studiano nelle università del nord-ovest, 8.945 del nord-est, 19.210 del centro, e 7.010 negli atenei del sud”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras) 

 

 

 Gli Architetti avviano per i ragazzi il progetto “EducAgrigento Comprendere il passato per costruire il futuro” con la finalità di insegnare ai bambini a essere consapevoli dell’ambiente e del territorio, perseguire e pretendere “qualità e bellezza” dei luoghi che abitano e responsabilizzarli affinché siano attenti e desiderosi di proteggere l’ambiente, tutelare gli spazi urbani e i beni comuni.

Il progetto, realizzato con la sinergia di Legambiente e il patrocinio del Comune e dell’Arcidiocesi di Agrigento, si pone due ambiziosi obiettivi: rendere Agrigento “città educante” e iscriverla, al pari di una decina di città site sul territorio nazionale, alla Rete delle “città educative”, ovvero luogo di relazione, d’identità, di memoria e di benessere collettivo, secondo quanto previsto dalla “Carta delle città educative”; rendere, , il centro storico a misura di cittadino per la giornata dedicata alla fase conclusiva del progetto e, in tal senso, chiedere all’Amministrazione comunale di istituire, proprio nei pressi della Cattedrale, la Zona a traffico limitato.

EducAgrigento è stato presentato questa mattina, nella sede dell’Ordine degli Architetti, da Alfonso Cimino presidente dell’Ordine degli Architetti di Agrigento, e Raffaella Giambra, referente di Legambiente.

Presenti don Giuseppe Pontillo, direttore dei Beni ecclesiastici dell’Arcidiocesi di Agrigento, Gerlando Riolo, assessore comunale alle Politiche sociali, e le dirigenti Anna Gangarossa, dell’istituto comprensivo Agrigento Centro, ed Enza Lonobile, dell’istituto comprensivo Esseneto.

Il progetto “EducAgrigento Comprendere il passato per costruire il futuro”, in questa prima edizione, si rivolge agli alunni delle classi terze della scuola elementare, agli studenti delle prime classi della scuola media degli istituti comprensivi Agrigento Centro ed Esseneto, per un totale di 8 classi e circa 160 alunni, e ai ragazzi della terza classe dell’istituto Ancelle Riparatrici.


 

   Immigrazione e solidarietà. È il tema del documentario “Nina sbarca a Lampedusa” che sarà proiettato il 26 ottobre 2018, alle ore 18, al cinema Di Francesca di Cefalù nell’ambito della rassegna “Incontri d’autunno” curata da Giovanni Cristina e Franco Nicastro. Con Gregorio Giovenco, autore e regista dell’opera, interverrà la fotografa slovacca Nina Kalinovà che ne è protagonista.

   Il film tocca un tema sensibile e drammatico. È stato girato da Giovenco secondo il format del documentario-intervista e racconta l’esperienza di Nina Kalinovà a Lampedusa, un’isola diventata il simbolo universale dell’immigrazione, specie dopo il tragico naufragio del 2013 (366 morti).

   Nina Kalinovà è stata per alcune settimane a contatto con i migranti e con la gente del luogo che in questi anni ha dato una grande testimonianza di umana solidarietà: un incontro di popoli e culture diverse sullo sfondo di una tragedia universale.