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Toto Cacciato traccia una nota critica sul libro di Michele Guardì “Fimminedda”

In libreria, tra scaffali e  banchi d’esposizione, la sfolgorante copertina di un libro, traslucida e dorata, mostra il volto di una bella ragazza, come una  “maschietta”, per dirla con  Buzzati, dalla quale è facile attendersi novelle  vicende e narrazioni. 

Il nome dell’autore ci sorprende perché noto e conosciuto per il suo  lungo percorso di autore TV,  e oggi, con belle pagine, debutta nella narrativa.

 Il titolo del libro è Fimminedda”, l’autore è Michele Guardi,  editore Sperling & Kupfer.

All’interno, in quasi duecento pagine, una storia ricca di sorprendenti eventi, di rapporti, ora aspri e astiosi, ma a volte benevoli, tra famiglie contrapposte nelle contrade di un paesino dalle nostre parti, nel corso degli anni Sessanta. Una commedia con personaggi precisi e composti, scolpiti nei loro comportamenti e maniere di fare e agire; personaggi pieni  che vivono tra  le loro vicende  in  un microcosmo di relazioni intense di sentimenti, interessi e affermazioni di identità. Un libro che al voltar delle pagine scivola via come l’olio; è di bella scrittura, chiara e articolata,  colta e fantasiosa.

L’autore, con acuto spirito di osservazione, descrive i luoghi, gli interni, il paesaggio; conduce il racconto, muove i personaggi  come attori sulla  scena,  e tutto condisce con leggera e divertente  ironia. Divertente, perché  leggendo non manca il sorriso,  e non mancano neanche momenti di attesa e d’ansia  al  dipanarsi della storia.

E’ una storia nostra, della nostra tradizione sociale e di costume, ora ricreata  magicamente fino a far respirare la stessa aria; “Ed è un libro, tra l’altro, molto italiano” per dirla con Raffaele La Capria, che così scrive  in quarta di copertina.

È  un’opera prima,  ed è sicuramente un libro che andrà a caratterizzare il suo  autore, un unicum, un seme che tutto contiene; come è stato con “Agostino” per Moravia,” Il ragazzo morto  e le comete” per Goffredo Parise,” L’isola d’Arturo” di Elsa Morante.

Ci aspettiamo altri libri e altri racconti, perché ancora  molto può  succedere  tra Acquaviva e Castrogiovanni, ed è ancora  tutto da raccontare. I protagonisti ci sono tutti: l’avvocato, il farmacista, il prete, il maresciallo. il barbiere , le belle ragazze e i giovanotti; intorno alla piazza i locali: il Caffè Impero, il salone,  la farmacia, la pompa di benzina, e, all’occorrenza, per le urgenze, c’è anche l’automobile, una Millecento nera con comodi  strapuntini

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