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Incidente stradale mortale lungo la statale 115, tra Ribera e Sciacca, nei pressi del ponte Verdura, dove, per cause in corso di accertamento, sono entrate in rotta di collisione tre automobili. Vita Gatto, 30 anni, originaria di Sciacca e residente a Caltabellotta, a bordo di una Lancia Lybra insieme al marito ed ai quattro figli piccoli, è morta sul colpo. Complessivamente sono cinque le persone ferite, a bordo anche delle altre due auto coinvolte nel sinistro, una Citroen C4 ed una Fiat Panda. Sul posto hanno lavorato 118, carabinieri, poliziotti vigili del fuoco, insieme al sostituto procuratore Michele Marrone. L’Anas ha provvisoriamente chiuso al transito la carreggiata, in attesa del compimento dei soccorsi e della conclusione di rilievi investigativi.

Si avvia a conclusione agosto, e al Comune di Agrigento gli ultimi quattro mesi dell’anno sono aggravati dal peso finanziario di alcuni importanti documenti contabili che bisogna perentoriamente esaminare e approvare. Si tratta del bilancio consuntivo 2017 e del bilancio di previsione paradossalmente dell’anno in corso, il 2018. L’Amministrazione comunale sarebbe prossima ad approvare il bilancio consuntivo del 2017, consentendone così il trasferimento per l’esame e l’approvazione definitiva al Consiglio comunale entro novembre. Al Municipio la Regione ha già schierato un commissario ad acta, pronto ad intervenire in caso di perdurante inadempienza. L’Amministrazione comunale è invece ancora a lavoro sul bilancio di previsione 2018, e ci si arrovella in particolare su oltre un milione di euro in bilico e mancante all’appello, a testimonianza di una coperta troppo corta per coprire il tutto. Ciò rianima lo spettro di un piano di risanamento finanziario straordinario che finora è solo sussurrato con apprensione.

Ad Agrigento l’associazione ambientalista MareAmico, coordinata da Claudio Lombardo, denuncia, suo malgrado, che la spiaggia di marna bianca a Punta Bianca, candidata riserva naturale, è meta di incivili e maleducati. E ciò in mancanza di controlli. Claudio Lombardo afferma: “Ormai ad Agrigento hanno vinto loro: sono i cafoni e i maleducati. Non rispettano nulla, fanno ciò che vogliono e nessuno riesce a fermarli. Domenica a Punta Bianca sono arrivati a piantare picchetti sulla marna, piazzarsi sul promontorio come se fossero i padroni del mondo e posteggiare le loro moto sulla marna bianca. Siamo stanchi di convivere con questi incivili cialtroni: vogliamo sapere se la Regione Sicilia vuole tutelare le sue bellezze mediante la nascita della Riserva naturale, che da oltre 20 anni attende di essere istituita. Senza gli adeguati controlli non ci sarà alcuna speranza per questi luoghi”.

Le imprese Iseda, Sea e Seap, che gestiscono il servizio di nettezza urbana ad Agrigento, rilevano, loro malgrado, che le discariche abusive alimentate da incivili in città sono ripulite e dopo pochi giorni riaffiorano come o peggio di prima. L’ultimo caso del genere ricorre all’incrocio tra via Gioeni e via 25 aprile, dove, pochi giorni dopo la bonifica, è risorta una nuova discarica abusiva di ogni genere di rifiuti. L’amministratore di Iseda, Giancarlo Alongi, afferma: “Tutti i cittadini devono essere coinvolti in questa battaglia contro l’inciviltà, affiancando il Comune e le imprese per fare in modo che la situazione migliori. Tutti noi dobbiamo controllare e segnalare episodi di malcostume e non voltarci dall’altra parte quando siamo testimoni di questa mancanza di senso civico. Noi continueremo a fare la nostra parte ma abbiamo bisogno del contributo degli stessi cittadini, solo così si potrà avere un servizio migliore e una città più pulita”.

Con la trasmissione degli atti al tribunale dei ministri, l’attività dell’ufficio diretto dallo stesso Patronaggio e dal suo vice Salvatore Vella, è di fatto conclusa

 

 

Dagli uffici giudiziari di via Mazzini, come riportato dal Gds questa mattina,  viene fatto notare che la procedura di trasmissione degli atti, attraverso la Procura in cui ha sede il distretto di Corte di appello, in questo caso Palermo, rende per legge impossibile alcuna ulteriore attività da parte della Procura. Quindi, anche la verifica di eventuali posizioni estranee al consiglio dei ministri sarebbe «“attratta per competenza» dallo speciale tribunale. La trasmissione degli atti alla Procura di Palermo, secondo quanto riferiscono alcune fonti, avverrà mercoledì.

I Pm di Agrigento, che hanno iscritto il ministro dell’Interno Matteo Salvini nel registro degli indagati per la vicenda della nave Diciotti, dovrebbero trasmettere mercoledì il fascicolo d’inchiesta alla procura di Palermo che dovrà poi “girare” gli atti al tribunale dei ministri, competente visto il coinvolgimento di un membro dell’esecutivo. I reati contestati a Salvini, coindagato col suo capo di gabinetto, il prefetto Matteo Piantedosi, sono sequestro di persona, arresto illegale e abuso d’ufficio.

La trasmissione degli atti al tribunale dei ministri dovrà avvenire entro 15 giorni dalla ricezione della carte dalla Procura di Agrigento

Il bando è stato pubblicato nei giorni scorsi. Nell’Isola sono 339 i progetti interessati. Tredici opportunità anche a soggetti a cui è stata riconosciuta la protezione internazionale. Previste trenta ore settimanali, per un totale di 1400 annue

Pubblicato il bando per la selezione di 3.589 volontari da impiegare in progetti di servizio civile nella Regione Sicilia. In totale, in Italia, sono oltre 53mila i posti disponibili per i giovani tra i 18 e i 28 anni. Nell’isola sono previsti 339 progetti, che saranno attuati presso gli enti iscritti all’Albo regionale, dalla durata di dodici mesi e con un orario di servizio non inferiore a trenta ore settimanali, 1400 annue. Gli aspiranti volontari dovranno candidarsi entro il 28 settembre, termine ultimo per l’invio della domanda: una candidatura e per un solo progetto. 

«Per l’ammissione alla selezione – si legge nel bando, pubblicato sul sito del Dipartimento della gioventù e del servizio civile nazionale – è richiesto il possesso dei seguenti requisiti: cittadinanza italiana, ovvero di uno degli Stati membri dell’Unione Europea, ovvero di un Paese extra UE purché regolarmente soggiornante in Italia; aver compiuto il diciottesimo anno di età e non aver superato il ventottesimo anno di età (28 anni e 364 giorni) alla data di presentazione della domanda; non aver riportato condanna anche non definitiva alla pena della reclusione superiore ad un anno per delitto non colposo ovvero ad una pena della reclusione anche di entità inferiore per un delitto contro la persona o concernente detenzione, uso, porto, trasporto, importazione o esportazione illecita di armi o materie esplodenti, ovvero per delitti riguardanti l’appartenenza o il favoreggiamento a gruppi eversivi, terroristici o di criminalità organizzata».

Dei 3.589, 13 posti sono riservati ai volontari Fami, «ossia ai giovani titolari di protezione internazionale o di protezione umanitaria», che devono dunque rivestire lo status di rifugiato o essere titolare di protezione sussidiaria: «Tali condizioni – recita il bando – sono attestate dal permesso di soggiorno in formato elettronico rilasciato dalla questura competente per territorio. I requisiti di partecipazione devono essere posseduti alla data di presentazione della domanda e, a eccezione del limite di età, mantenuti sino al termine del servizio». Va inoltre specificata la categoria «alla quale si ritiene di appartenere» che ovviamente dovrà essere comprovata tramite apposita documentazione in fase di selezione. I 13 posti sono così suddivisi: due presso l’organizzazione non profit Arces, altre due presso la Fondazione San Giovanni Battista, due per l’associazione Il giglio, due presso la cooperativa sociale Iblea servizi territoriali e ben cinque per il Comune di Palermo. Nella domanda va inoltre

Nel documento è poi riportato che non possono presentare domanda i giovani che «appartengono ai corpi militari e alle forze di polizia; abbiano già prestato o stiano prestando servizio civile nazionale, oppure abbiano interrotto il servizio prima della scadenza prevista; abbiano in corso con l’ente che realizza il progetto rapporti di lavoro o di collaborazione retribuita a qualunque titolo, ovvero che abbiano avuto tali rapporti nell’anno precedente di durata superiore a tre mesi», mentre può presentarsi chi ha «già svolto il servizio civile nell’ambito del programma europeo Garanzia giovani» e i volontari impegnati, nel periodo di vigenza del bando, nei progetti per l’attuazione del programma europeo Garanzia giovani, a patto «che si sia intanto naturalmente conclusa – secondo i tempi previsti e non a causa di interruzione da parte del giovane – l’esperienza».

Le domande vanno presentate direttamente all’ente che realizza il progetto prescelto: è possibile consegnarle a mano all’indirizzo della sede presso il quale si intende svolgere l’attività oppure spedirle a mezzo raccomandata o tramite Pec. «Avendo cura – è specificato – di allegare tutta la documentazione richiesta in formato pdf». I volontari selezionati saranno chiamati a sottoscrivere un contratto che prevede un assegno mensile di 433,80 euro per lo svolgimento del servizio, corrisposto direttamente dal Dipartimento. Sono previsti rimborsi per le spese di viaggio per coloro i quali risiedono in un comune diverso da quello di realizzazione del progetto.

Tra i reati contestati tratta persone e anche violenza sessuale

La polizia sta eseguendo quattro decreti di fermo nei confronti di tre cittadini egiziani e di uno del Bangladesh, ritenuti i presunti scafisti che hanno condotto l’imbarcazione con a bordo gli immigrati poi soccorsi dalla Diciotti e sbarcati in Sicilia.
    Ai quattro vengono contestati associazione per delinquere finalizzata alla tratta di persone, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, violenza sessuale e procurato ingresso illecito.
   

Sarà mercoledì 29 agosto alle 21 nella splendida cornice del giardino di Palazzo Venezia, in Roma, che andrà in scena il concerto Noa & Band, nell’abito della rassegna “Il Giardino Ritrovato“.

Il concerto sarà un viaggio tra le canzoni più note della cantante israeliana. Vi sarà anche una parte dedicata al nuovo progetto su Bach, sulle cui arie Noa ha scritto dei testi originali. Un concerto con canzoni in lingua ebraica, yemenita, inglesi e in napoletano. Con Noa, alla voce e percussioni, ci saranno Gil Dor alla chitarra e alla direzione musicale, Adam Ben Ezra al contrabbasso, e Gari Seri alle percussioni.

“Il Giardino Ritrovato” si inserisce nella più ampia cornice di “ARTCITY Estate 2018 arte musica spettacoli a Roma e nel Lazio“, un progetto organico di iniziative culturali. Nato nei musei e per i musei, unisce sotto un ombrello comune, iniziative di arte, architettura, letteratura, musica, teatro, danza e audiovisivo.

Realizzato dal Polo Museale del Lazio diretto da Edith Gabrielli, il programma di ARTCITY coprirà l’intera estate 2018, spalancando i confini del Museo, aprendoli ulteriormente all’arte e alla cultura.

“Il Giardino Ritrovato” ha segnato la rinascita di uno dei palazzi storici tra i più significativi della città. La scelta della rassegna di quest’anno, curata dal direttore del Museo di Palazzo Venezia Sonia Martone e da Anna Selvi, direttore dell’ufficio per il teatro e per la danza del Polo Museale del Lazio, con la collaborazione di Davide Latella, punta sulla dimensione internazionale e sulla commistione tra diversi registri espressivi.

 

 

 

 

 


Dopo un paio di giorni via Gioeni nuovamente in pessime condizioni

E’ una guerra impari quella che si combatte ad Agrigento fra gli operatori ecologici delle ditte del Raggruppamento di imprese che hanno in appalto il servizio di igiene ambientale, Iseda, Sea e Seap e gli incivili che continuano ad agire in barba a qualsiasi disposizione e senso civico.
La parte a sud della Via Gioeni, dove insiste un’area incolta poco prima dell’incrocio con la via XXV aprile, si è nuovamente trasformata in pochi giorni, in una nuova discarica abusiva di ogni genere di rifiuti “grazie” all’opera costante e indefessa di incivili cittadini che continuano ad abbandonare spazzatura organica, plastica, metalli e anche elettrodomestici e oggetti di arredamento.
Solo pochi giorni addietro, gli operatori ecologici avevano bonificato l’area raccogliendo sacchetti di spazzatura lasciata ai bordi della strada, appesi alla recinzione metallica o lanciati oltre le staccionate di legno che delimitano alcune zone pericolose.
Un vero e proprio scempio a cui, sempre più spesso, le imprese sono chiamate a porre rimedio.
“Tutti i cittadini – fa appello l’amministratore delegato di Iseda Giancarlo Alongi – devono essere coinvolti in questa battaglia contro l’inciviltà, affiancando il Comune e le imprese per fare in modo che la situazioni migliori. Tutti noi dobbiamo controllare e segnalare episodi di malcostume e non voltarci dall’altra parte quando siamo testimoni di questa mancanza di senso civico. Noi continueremo a fare la nostra parte ma abbiamo bisogno del contributo degli stessi cittadini, solo così si potrà avere un servizio migliore e una città più pulita”.

E’ bastata la domanda di mia figlia sedicenne: “Mamma, tu cosa ne pensi?” – per ispirare questo articolo che non è tanto “gossippeggiante” quanto d’opinione. Sì perché essere giornalista di un prestigioso giornale, del cui direttore hai massima stima, oltre che carta bianca, ti consegna la libertà di dire la tua – sì proprio la mia – tutte le volte che ti va, ed oggi, mi va.

La storia sulla quale mia figlia chiede che io mi esprima, è il matrimonio avvenuto pochi giorni fa, tra l’attore e regista Vincent Cassel e la ex modella Tina kunakey. La prima cosa che salta all’attenzione e di cui ovviamente si parla – anche perché credo che ci sia davvero poco altro su cui disquisire – è la differenza d’età tra i due; 51 lui, 21 lei. Lui può essere suo padre, anche a doppio giro. Potrebbe anche essere nonno dei figli di lei, considerato che lei, a soli 15 anni ha lasciato la casa natale per seguire un calciatore, poi un anno dopo si è “seccata”, l’ha lasciato e si è trasferito a Londra, per fare la modella e che tre anni fa, finge di non riconoscere il grande Cassel su una spiaggia in Normandia e quella mossa le frutta una relazione appassionata, sbattuta in primo piano su tutti i social (perché lui è molto vanesio oltre che egocentrico), un matrimonio informale, in un paesino sui Pirenei, con vestito bianco da principessa, con le bolle di sapone al posto del riso e un futuro (?), che manco Cenerentola.

Insomma quando la Kunakey ha deciso che vita fare, aveva l’età che ha oggi mia figlia – colei che mi pone la domanda – e che è agli antipodi rispetto alla Kunakey, (anche in fatto di sfrontatezza) che non scapperebbe con chicchessia (ad oggi), che ha aspirazioni (almeno per ora) diverse che voler sposare un uomo di trent’anni più grande di lei. Certo se venisse tra un quinquennio a dirmi che sposa sulle bianche colline di Dover un miliardario che ha più del doppio dei suoi anni, a me verrebbe solo da dire “good luck”. Perché diciamolo, un po’ di fortuna ci vuole,  non fosse altro che per il fatto che l’amore a vent’anni non è una materia che si mastica con cognizione, ma sai sicuramente come sfruttare un’opportunità, se ti capita, e a oltre 50, invece, con una vita alle spalle, si ha voglia di togliersi qualunque sfizio, soprattutto se si è ricchi e famosi e si pensa di potersi permettere qualunque cosa, anche una moglie ventenne.

Il mondo ovviamente si è diviso in due: gli haters irriverenti e spietati sui social si sono espressi con frasi tipo: “la puttanella opportunista, e il pedofilo cocainomane” ecc ecc. Gli eterni innamorati del gossip soprattutto hanno augurato ai novelli sposi “ogni bene” e poi ci sono quelli come me, che guardano la cosa con il dovuto distacco, che fanno fatica a credere che questo rapporto possa durare “finché morte non li separi” e la motivazione non è tanto la differenza d’età in sé, quanto il fatto che ognuno di loro abbia un proprio vissuto e quel vissuto premerà sul loro rapporto tra un po’. Lui ha come ex moglie e madre delle sue due figlie, Monica Bellucci, e già provare a fare un paragone tra la donna e la “bambina” è impossibile, sotto molti punti di vista,  e poi c’è la realtà che parla, anzi urla quel che è così evidente che se non la vedi allora “non la vuoi vedere”.

E’ facile che una ragazza giovane e bella piaccia ad un uomo che essendo ricco e famoso, ha tutte le armi per poterla tenere legata a sé. L’amore “due cuori e un capanna” sembra non andare più di moda. E’ vero che nella storia sono tanti i casi di  amore tra uomini maturi e ragazzine o tra donna mature e bambinetti; ma quanto sono durati?

Madonna, Brigitte Nielsen, Mick jagger, Mike Bongiorno, Rita Pavone e Teddy Reno, Emmanuel Macron, la Gregoraci con Briatore, Woody Allen, e andando indietro nel tempo, è valso anche per Charlie Chaplin e la O’Neil. Il mondo del Jet-Set di tutti i tempi è costellato di storie simili, ma se ci si sofferma a pensare, c’è sempre un “interesse” che tiene in piedi questi rapporti, almeno per un po’, ed è innegabile. Che si tratti di patrimonio o di prestigio, poco importa … c’è una specie di “imbarcazione” sulla quale viaggiano certi amori, che permette loro di affrontare il mare con “comodità”, non sono certo “zattere” sulle quali per starci di sopra, servono impegno e volontà affinché si possa affrontare il mare aperto.

Ma se vogliamo difendere l’amore e il rapporto, a prescindere dall’età e dal conto in banca e dal ruolo di uno dei due, allora  bisognerebbe accantonare anche il pregiudizio riguardante le coppie in cui è la donna ad essere più grande. Perché spesso si pensa che l’uomo più maturo, può essere mentore, o pigmalione, o consigliere, o protettore, mentre la donna vuole solo togliersi lo sfizio di riscoprirsi donna, rinnovando un desiderio e una vitalità con un ragazzo più giovane.

La domanda vera è: “la nuova signora Cassel, avrebbe dato 50 lire di confidenza a quello che oggi è suo marito, se anziché essere il grande e famosissimo e ricco Vincent Cassel, fosse stato un manovale che scaricava sacchetti di cemento al porto?”

Io non lo so, ma non credo. E’scappata a 15 anni in Spagna con un calciatore, non con su un peschereccio, insieme ad un pescatore. Sempre in -ore finisce, ma con un conto in banca diverso.

Io penso che gli amori per essere sani e per sopravvivere dovrebbero non solo appartenere alla stessa generazione, ma dovrebbero avere più di qualcosa in comune. Non ho mai creduto agli opposti che si attraggono, ma a quell’essere simili, che permette una complicità che ha un valore inestimabile e che a mio avviso, vale più di un panfilo o di un resort. Sono “amori” facili, quelli dove girano tanti soldi, tanto potere, e quelle condizioni dove la formula vincente è “vuoi? Compro!” come diceva lo Zambetti in una famosa commedia all’italiana.

L’amore vero dovrebbe essere scevro da qualunque interesse, dovrebbe sopravvivere rinnovandosi ogni giorno, dovrebbe essere alla portata di tutti, per le intenzioni che racchiude in se è che hanno un valore inestimabile.

E allora alla domanda di mia figlia: “mamma tu cosa ne pensi?”, ho risposto che “potrebbe anche essere che l’età non conti, che il conto in banca di lui non abbia avuto peso,  ma io mi sono interrogata su cosa possa dare Cassel alla sua nuova giovanissma moglie, oltre ai viaggi, ai soldi, alle scarpe firmate e ai gioielli; se il rapporto durerà qualche anno, forse tra qualche anno  lui insegnerà a lei come difendersi da un mondo che alla fine non fa sconti…forse. Lei dal canto suo lo aiuterà a restare nella convinzione che può tutto, che è potente“.

Sì mamma, ho capito…ma insomma questo amore dura o no?“, mi ha incanzato la quindicenne. “Non penso – ho risposto – non penso perché esiste un meccanismo che permette a chi è più giovane di immaginare un mondo che l’altro ha già esplorato, e si finisce per guardare poi verso orizzonti diversi”.

Eppure adesso mi viene da augurare a questi due neosposi un bel po’ di felicità, perché ogni essere umano ne ha diritto, nella speranza che Cassel sappia essere un buon marito, senza dimenticarsi di essere anche un buon padre.

 

Simona Stammelluti