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Ogni anno durante il periodo estivo si verifica un forte calo delle donazioni di sangue con conseguente grave disagio per gli utenti che ne hanno bisogno.
Il Presidente dell’ADAS di Agrigento Sig. Filippo Di Francesco invita i propri iscritti a donare presentandosi a digiuno presso il centro donazioni dell’Ospedale San Giovanni di Dio contrada Consolida dalle ore 8.30 alle ore 12.30 dal lunedì al sabato e le domeniche presso le autoemoteche presenti nei punti di raccolta come da calendario.

Si è svolta una riunione operativa tra i Settori Infrastrutture Stradali, Ambiente e Polizia Provinciale del Libero Consorzio Comunale di Agrigento per affrontare il problema del continuo abbandono di rifiuti lungo le strade provinciali, in particolare lungo la SP n. 1 Spinasanta-Villaseta e la diramazione Borsellino, più volte bonificate ma continuamente prese di mira dai cosiddetti “lanciatori seriali” di rifiuti nonostante le numerose sanzioni amministrative emesse dalla Polizia Provinciale.
Nel corso della riunione è stata presa in esame l’ipotesi di segnalazione alla Procura della Repubblica per quanti fossero sorpresi ad abbandonare rifiuti. Il reiterarsi continuo di questi episodi sulla SP n.1, oltre a costituire un notevole aggravio di spese per il Libero Consorzio per la bonifica delle aree trasformate in vere e proprie discariche, costituisce un pessimo biglietto da visita per il nostro territorio e in particolare per la città di Agrigento, fortemente penalizzata nell’immagine anche a causa della facilità con cui notizie, foto e video vengono diffusi in tal senso sui social network.
All’azione di prevenzione e controllo si potrebbe aggiungere, dunque, l’azione penale.
Nei prossimi giorni saranno effettuate alcune azioni per il ripristino della salute ambientale e della legalità lungo il tracciato e, in genere, sulle strade maggiormente interessate dal questo problema.

Al via ieri 1 agosto, nella splendida cornice di Piazza Cattedrale in Bitonto, la 18esima edizione del Beat Onto Jazz Fest, una kermesse di grande musica che nel corso degli anni ha visto avvicendarsi sul palco alcuni dei più grandi nomi del panorama jazz nazionale ed internazionale, da Danilo Rea a Diane Schuur, da Peter Erskine a Paolo Fresu, e poi ancora Roberto Gatto, Pietro Condorelli, Renato Sellani, Robertinho De Paula, Mike Stern e tanti altri nomi prestigiosi che hanno abbellito ed arricchito di cultura la terra di Puglia, grazie alla passione del direttore artistico Emanuele Dimundo, che ha investito tempo ed energie per realizzare anno dopo anno  una rassegna jazz degna di nota e assolutamente gratuita, per il pubblico, il che significa non solo appagare l’orecchio dell’appassionato, ma anche riuscire ad educare giovani e meno giovani all’ascolto della musica jazz, ad insegnare a conoscerla e ad apprezzarla, un po’ alla volta, allenando l’orecchio e il proprio gusto.

Alceste Ayroldi e Emanuele Dimundo

Accanto a lui, ad introdurre i concerti, nelle 4 serate di agosto, Alceste Ayroldi, critico musicale tra i più accreditati dalla stampa nazionale, docente, esperto di musica, promotore culturale di grande spessore, capace di raccontare gli artisti e di sottolineare le caratteristiche di spicco dei loro progetti, molti dei quali presentati durante la rassegna.

Ieri, una prima serata tutta al femminile, due concerti con al centro le voci di Daniela Spalletta, che si è esibita nel primo set con gli Urban Fabula e a seguire Carmen Souza, in trio.

Due progetti musicali così diversi tra loro, ma entrambi variopinti; Due voci ricche di colore e di sfumature, ma anche di tecnica e di attitudini.

Nel primo set la cantante, compositrice, arrangiatrice siciliana Daniela Spalletta, che con la voce sa fare meraviglie, con il suo stile contemporaneo che si veste di jazz conservando però una sua identità personale, senza mai cadere nel cliché; dotata di grande maturità espressiva, di capacità  improvvisativa, oltre che di una ottima estensione. Il suo linguaggio musicale ed espressivo non è mai scontato, neanche nella realizzazione di standard o di pezzi noti, e nelle sue performance, veste l’arte del canto, con la padronanza dell’aspetto armonico di chi sa fin dove ci si può spingere e come fare. Perché lei con la voce sa sempre dove andare, canta le note, le incastona ad una ad una, passando dall’acuto del falsetto che è sempre cristallino, alle note gravi, scure, difficili da esibire ma che, nel suo caso, non perdono mai di intonazione.

Insieme a Daniela Spalletta ieri sera sul palco del Beat Onto Jazz Fest, gli Urban Fabula, un trio di giovani musicisti con Peppe Tringali alla batteria, Alberto Fidone al contrabbasso e il siciliano Sebi Burgio al pianoforte, giovane pianista di grande talento mai improvvisato, versatile, già pianista di Gegè Telesforo, capace di realizzare un pianismo fluido ed espressivo.

Pezzi tratti dal suo lavoro discografico, D Birth, quelli che Daniela Spalletta ha presentato ieri sera, e dentro ci sono tutti i colori che la musica può concepire. “D Birth“, il primo pezzo che da il nome all’album, e poi ancora “Manipura“, e “Fuga“. Nei brani si sentono prorompenti le contaminazioni di stile e armonia di altri continenti, e la bravura della Spalletta sta proprio nel rendere quella contaminazione appagante e credibile.

Far Away” –  pezzo del quale Daniela dice di essersi innamorata dopo averlo sentito nella versione di Astud Gilberto e Chet Baker – lo ripropone senza fronzoli, con il contrabbasso di Fidone in primo piano. Lo racconta e lo interpreta, la Spalletta, con quella punta di nostalgia che la sua voce sa far trasmigrare da se al pubblico, regalando brividi.

Bello il pezzo in Siciliano “Zara” – che in siciliano significa zagara tipico fiore profumatissimo – che suonato in maniera molto suggestiva pianoforte e voce, racconta di un amore che viene confessato con un bacio.

E poi ancora “But not for me” di Gershwin, in una particolarissima versione in cui voce e piano dialogano, in botta e risposta, e nella performance traspare forte non solo la bravura dei componenti del gruppo, ma anche l’interplay e la conoscenza minuziosa che la Spalletta ha del mezzo vocale.

Un primo set ricchissimo di musica ben suonata, di talento e di jazz, nella accezione in cui lo stile diventa il mezzo, e chi lo usa sa come farne meraviglie.

Nel secondo set, l’atmosfera travolgente della cantante portoghese, di origine capoverdiana, Carmen Souza che reca nella voce le sfumature della musica africana, brasiliana, cubana e di New Orleans. Un tripudio di ritmo, controtempo, in quella voce calda e capace di cantare rotondo, pieno, corposo. Canta e poi suona la chitarra e il pianoforte, Carmen Souza, e dialoga musicalmente con i suoi compagni di viaggio, Theo Pas’cal, suo mentore e produttore, uno dei migliori bassisti portoghesi, che ieri sera ha suonato contrabbasso e basso elettrico e che l’ha inserita nel mondo del jazz, che l’ha accompagnata nel viaggio in cui i dialetti musicali sono stati riscoperti e utilizzati per creare le atmosfere che ieri sera abbiamo ascoltato. Sul palco nel secondo set, uno strepitoso Elia Kacomanolis, alla batteria e percussioni.

Carmen Souza, che fonde perfettamente, con eleganza e raffinatezza i ritmi tradizionali africani e capoverdiani con Jazz contemporaneo e afro-latino. Il tutto accompagnato da una grande presenza scenica, una capacità di coinvolgere il pubblico con il quale dialoga, al quale chiede la collaborazione emotiva, che arriva, puntuale, e travolgente.

Lei, che si è ispirata a Ella Fitzgerald, ha saputo passare da brani originali scritti con Pas’cal, tratti dal suo lavoro discografico  Creology – sintesi creola di tutto il soul del mondo – fino a pezzi noti, come “Mas Que Nada“, “Moonlight Serenate“, ovviamente vestiti con abiti nuovi, accattivanti.

I musicisti non solo hanno suonato con lei e per lei, ma sono anche stati eccellenti coristi, creando l’atmosfera giusta, segno della musica africana e sudamericana. La musica di Carmen è limpida, è aperta e dentro ci finisci perché non ne puoi fare a meno. Lei ti incanta, ti ipnotizza, con quella sua capacità di perseverare sulle note, sugli accenti e sui controtempi, che poi sono il dettaglio prorompente del suo modo di fare musica. Ci sono innumerevoli suggestioni musicali nella sua perfomance, il Sound, il Soul, il Sole nella sua musica, e in quel Sorriso disarmante.

Serata di grande caratura artistica, quella di apertura del Beat Onto Jazz Fest, e si va avanti fino al 4 di agosto. Visitate il programma qui

http://www.beatontojazz.com/index.php/il-jazz-festival/edizione-2018/programma

e venite a sentire questi musicisti dal vivo.

Enjoy

Simona Stammelluti

 

Presentata presso l’ufficio di presidenza, a firma del consigliere Gibilaro, una richiesta urgente di intervento sul mancato funzionamento dei corpi illuminanti in via Lombardia.

Il consigliere comunale Gibilaro ha inviato, all’amministrazione comunale e all’assessore competente, una richiesta di intervento urgente sul mancato funzionamento dei corpi illuminanti al civico 62 di via Lombardia. “Su segnalazione di cittadini, scrive il consigliere Gibilaro, ho verificato che nella citata via il corpo illuminante non funziona e tale situazione si protrae da diversi giorni favorendo alcuni furti di biciclette e ciclomotori. Pertanto, per la sicurezza dei residenti è necessaria ed indifferibile un azione propositiva tesa al ripristino del corretto funzionamento dei corpi illuminanti presso la via Lombardia”.

 

Non accadeva da 44 anni, assegnata ad Alessio Figalli

Assegnata all’italiano Alessio Figalli la medaglia Fields, il maggiore riconoscimento mondiale per la matematica, pari al Nobel. Nato a Roma 34 annifa, Figalli ha studiato nella Scuola Normale di Pisa. Dal 2016 è docente al Politecnico di Zurigo e, dopo 44 anni, è il secondo italiano a ricevere questo premio, istituito nel 1936 e assegnato dall’Unione Matematica Internazionale. L’annuncio è stato dato a Rio de Janeiro, in apertura del Congresso internazionale dei matematici, in programma fino al 9 agosto.

Il video della premiazione

Fonte: IMC2018

Assegnata ogni quattro anni a matematici che non abbiano compiuto 40 anni, la medaglia Fields è stata vinta da un italiano solo una volta, 44 anni fa. Nel 1974 era stata infatti assegnata a Enrico Bombieri, dell’Istituto di studi avanzati di Princeton e docente della Scuola Normale di Pisa dal 1974 al 1977. Alla Scuola Normale di Pisa ha studiato Figalli, dove ha ottenuto il dottorato a soli 23 anni. Figalli è stato premiato per le ricerche nella teoria del trasporto ottimale, che si occupa del modo più economico per trasportare oggetti da un luogo a un altro, e agli studi sulle equazioni a derivate parziali e sulla probabilità.

 

Figalli, una gioia grandissima

“Questo premio mi dà tantissima gioia, è qualcosa di cosi grande che mi risulta difficile credere di averlo ricevuto”, ha detto all’ANSA Alessio Figalli commentando l’assegnazione della medaglia Fields. Il riconoscimento, della portata di un Nobel, “è un grande stimolo per il futuro, che mi motiverà a continuare a lavorare nei miei settori di ricerca per cercare di produrre studi di altissimo livello”.

Soddisfazione, emozione e soprattutto un grande debito di riconoscenza, da parte di Figalli, all’Italia e in particolare alla Scuola Normale di Pisa, dove si è laureato con un anno di anticipo e ha conseguito il dottorato in un solo anno. “La medaglia Fields ha detto ancora Figalli – premia la continuità di un lavoro che si è protratto nel tempo a partire dall’anno della laurea a Pisa e del dottorato di ricerca tra Pisa e Lione”. Figalli, che all’età di 34 anni ha al suo attivo 140 pubblicazioni, è nato a Roma il 2 aprile 1984, dove ha studiato al liceo classico Vivona; nel 2002 è stato ammesso alla Scuola Normale di Pisa, dove si è laureato in meno di quattro anni, contro i cinque previsti dal piano di studio, seguito da Luigi Ambrosio, docente di Analisi matematica, con il quale ha conseguito il dottorato di ricerca nell’ottobre 2007, in un solo anno, svolgendo il secondo semestre del corso di perfezionamento presso l’École Normale Supérieure di Lione. Nel 2008 ha avuto la docenza all’École Polytechnique di Parigi e nel 2009 nell’Università del Texas ad Austin, dove nel 2011 è diventato professore ordinario. Dal 2016 insegna nel Politecnico di Zurigo. La medaglia Fields è il coronamento di una serie di importanti riconoscimenti scientifici, come quello della Società Europea di Matematica (2012), la Stampacchia Gold Medal (2015), l’O’Donnel Award in Science conferito dall’Accademia di Medicina, Ingegneria e Scienza del Texas (2016), il Premio Feltrinelli Giovani dell’Accademia dei Lincei (2017).

Politecnico di Zurigo, Figalli ambasciatore della matematica

Un ambasciatore per la matematica: così il presidente del Politecnico di Zurigo, Lino Guzzella, ha definito Alessio Figalli. “Sono orgoglioso che un ricercatore del Politecnico di Zurigo abbia ottenuto uno dei riconoscimenti accademici più prestigiosi”, ha detto riferendosi all’assegnazione della medaglia Fields al matematico italiano che insegna nel Politecnico di Zurigo dal 2016.

“Conosco Alessio Figalli come un matematico estremamente creativo e una persona aperta e comunicativa”, ha aggiunto Guzzella. “Sono convinto che sia una personalità importante non solo per il nostro insegnamento e la nostra ricerca al Politecnico di Zurigo, ma anche per la Svizzera come piattaforma di ricerca. Può inoltre avere un grande impatto come ambasciatore per la matematica”.

Scuola Normale Pisa, conferma eccellenza dell’Italia

Una conferma dell’eccellenza italiana: rappresenta questo, per il direttore Scuola Normale Superiore di Pisa, Vincenzo Barone, l’assegnazione della medaglia Fields ad Alessio Figalli. “Conferma – rileva in una nota – la tradizione di eccellenza formativa che contraddistingue la Scuola Normale Superiore in tutte le discipline di base”. Sono molti, infatti, i matematici celebri passati dalla Normale, come Vito Volterra, Mauro Picone, Guido Stampacchia, Aldo Andreotti, Camillo De Lellis che oggi insegna a Princeton, e Luigi Ambrosio, che ha seguito Figalli nei suoi studi. “Alla Normale – prosegue Barone – Figalli ha trovato i suoi maestri, che presto sono diventati suoi ‘pari'”. Barone rileva inoltre che, gli studi classici di Figalli non solo “non gli hanno affatto impedito di ottenere i risultati prestigiosi che ha raggiunto,”, ma gli hanno dato “ampiezza di visioni e comprensione della complessità”. Per Ambrosio, che ha seguito la formazione di Figalli, il giovane vincitore della medaglia Fields “é un problem solver, di eccezionale talento”, capace di “velocità e profondità nell’assimilazione dei lavori dei matematici che ci hanno preceduto, inventiva” e con una “personalità, al tempo stesso carismatica e di grande equilibrio, che lo rende un collega benvoluto e stimato da tutto il nostro ambiente e un ambito collaboratore nelle ricerche”. Per Ambrosio veder crescere i propri allievi è una “gratificazione quasi pari a quella che può derivare dalla dimostrazione o dalla scoperta di un nuovo e importante risultato”. Osserva infine che “la medaglia Fields di Alessio va anche a premiare, indirettamente, le forti tradizioni della matematica italiana” e in particolare l’eredità di figure come Leonida Tonelli, Guido Stampacchia ed Ennio De Giorgi, tutti docenti presso la Scuola Normale.

Fonte Ansa

Dalla Lega Navale Italiana di Agrigento un appello a tutte le Autorità competenti.
La sede della Lega Navale Italiana si trova in prossimità della foce del fiume Akragas nell’edificio che gli agrigentini conoscono come ex Boccone del Povero- colonia estiva degli orfanelli-.
La zona da pochi anni è abitualmente frequentata da molte persone ed anche da famiglie con bambini che godono della presenza di una nutrita e varia avifauna, per lo più selvatica.
Spontaneamente alcuni cittadini hanno dato inizio a questo genere di ripopolamento con l’introduzione di alcune coppie di oche e di anatre la cui proliferazione ha creato le condizioni per l’insediamento di svariate specie selvatiche .
Si e’ determinato, così, l’habitat idoneo alla sosta di vari selvatici migratori, sia temporanei che nidificanti, trasformatisi nel tempo in stanziali.
Si può immaginare la gioia dei bambini che dal ponte sul fiume hanno preso l’abitudine di lanciare molliche e pezzetti di pane che vengono subito disputati dagli uccelli. I più abili, i gabbiani comuni, ne intercettano le traiettorie in aria fornendo un gradevole spettacolo acrobatico.
Da molti giorni,però, degli uccelli non c’è più traccia e tutti noi della Lega Navale Italiana, e probabilmente anche i tanti frequentatori della zona, ci interroghiamo su che fine hanno fatto gli uccelli.
Alcuni parlano di avvelenamento delle acque del fiume ,già oggetto di prelievi ed analisi per l’accertamento delle cause.
Effettivamente, già nel 2014 è stato accertato che alcuni residenti nella zona scaricavano le fogne nel fiume Akragas. Si ha notizia che solo ora scattano le multe. Intanto, come è noto, dai primi giorni di luglio ci si è avveduti che nella zona della foce del fiume vi erano decine di uccelli morti o agonizzanti ed alle svariate segnalazioni dei cittadini e degli ambientalisti il Comune ha fatto seguito con accertamenti, anche con l’ausilio dei veterinari dell’ASP; in rapida successione si è rilevata la presenza di pesci morti.
Nel frattempo nessun provvedimento risulta sia stato preso dalle Autorità competenti, né è noto l’esito degli accertamenti già disposti; di fatto molte persone continuano a pescare nella zona della foce e del ponte sul fiume.
Riteniamo sia doveroso, ed in caso di temuto od accertato pericolo per la salute pubblica, siano presi provvedimenti preceduti dall’immediata informazione dei Cittadini.
Tornando all’avifauna ed alla auspicabile rinaturalizzazione della foce del fiume Akragas vorremmo sapere se , fatta salva la salubrità delle acque, si provvederà a ricreare le condizioni quo ante, che, senza alcuna spesa, avevano permesso la nascita di un’oasi naturalistica, ricchezza apprezzata da tutti i cittadini.

 

L’ Associazione Italiani nel mondo (AIM)  nel corso del Consiglio Direttivo che si è  svolto a Roma il 27/07/2018, preso atto della proposta del Presidente Guido Vacca  ha eletto l‘agrigentina Lidia Di Grigoli come membro supplente del Collegio dei Revisori dei Conti AIM.

L’A.I.M. Associazione per gli Italiani nel mondo è una libera associazione apolitica senza alcun scopo di lucro che ha l’ obiettivo di accrescere e rafforzare i legami fra l‘Italia e le comunità Italiane presenti in tutto il mondo.

Lidia di Grigoli, manager assicurativa e finanziaria, ringrazia il presidente Guido Vacca e dichiara: “Voglio portare avanti tutte le iniziative per il rafforzamento dei legami fra le varie comunità italiane, dando voce alle esigenze degli Italiani, promuovendo e valorizzando i prodotti tipici Italiani, in particolare quelli siciliani.

Ringrazio il presidente Guido Vacca e tutto il direttivo”.

E’ inquietante l’improvvisazione, la sciatteria, la mancanza di programmazione di questa amministrazione.

Gli atti proposti sembrano essere “atti inconsulti”.

Come la ormai celebre ordinanza sindacale 99 che riguarda il conferimento dei rifiuti, prontamente smentita ma, a distanza di un mese, ancora non ritirata né sostituita.

Ieri, sarà stata una crisi di astinenza da celebrazioni (penuria di celebrità da Google camp?), la mancanza di nastri da tagliare, che ha portato il sindaco a sostituirsi a quel Consiglio, di cui ignora atti di indirizzo e mozioni, e a firmare con la sua giunta quello che poteva essere l’atto inaugurale di una nuova “proficua” stagione per questa amministrazione della rinascita e del cambiamento: quella delle cittadinanza onorarie!

Ben 4 assessori della sua giunta erano (e 3 lo sono ancora) consiglieri comunali quando è stato approvato il regolamento comunale per il conferimento delle onorificenze,  5 mesi fa, ma la delibera di giunta, ancora in questo momento in albo pretorio, la  G.C. n. 90 del 31/07/2018, è intitolata “Conferimento onorificenza della “Cittadinanza Onoraria” della citta’ di Agrigento” e va  contro l’apposito regolamento.

Nessun ritiro del documento ma l’aggiunta, attraverso una determinazione sindacale, dell’attribuzione di una menzione speciale.

Il sindaco si occupi e si preoccupi di fare avere alla città quegli atti che servono per regolarne civilmente la vita, si occupi del controllo tramite gli uffici, si occupi di promuovere servizi efficaci, si occupi di far funzionare ciò che non funziona e impedisce lo sviluppo agrigentino. Con azioni concrete e razionali, con una programmazione delle attività e l’informazione dei cittadini.

Si governa così una città? A colpi di carte senza valore? Al momento  ciò che si produce, attraverso documenti e note stampa da strappare, è solo l’aumento della raccolta differenziata della carta.

 

Il rapporto annuale della Svimez – l’agenzia per lo sviluppo del Mezzogiorno – descrive una situazione non facile per la regione, che arranca di più rispetto alle altre del Sud nel percorso di uscita dalla crisi economica. Chi lascia la terra lo fa per cercare lavoro, ma anche per curarsi meglio

Una terra con oltre un milione e 140mila persone in meno, delle quali 70mila partite per cercare una migliore vita altrove. È come la Svimez – l’agenzia per lo sviluppo del Mezzogiorno – immagina la Sicilia nel 2065. Il dato è contenuto nelle anticipazioni del rapporto 2018 presentato questa mattina a Roma. Ancora una volta l’Isola si trova nelle posizioni più difficili di un’area, quella Meridionale, tra le più lente a reagire alla fine della crisi economica. Il tutto in un momento storico in cui non è possibile escludere una nuova fase di incertezza a livello mondiale, come conseguenza delle politiche protezioniste annunciate da molti, a partire dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che da mesi ha alzato la tensione con l’Ue in materia di dazi

«La Sicilia fa segnare un rallentamento della crescita (+0,4% nel 2017), dopo aver registrato un aumento del Pil dell’1% nel 2016 e dello 0,9% nel 2015 – si legge nel documento -. Nell’Isola l’industria in senso stretto fa segnare nel triennio di ripresa una performance importante (+14,1%), anche l’agricoltura fa registrare un andamento complessivamente positivo (+2%) e così i servizi (+1,6%). A frenare l’andamento dell’economia siciliana è il settore delle costruzioni che fa segnare il -6,3% nel periodo 2015-2017». La crescita della Sicilia è decisamente più ridotta rispetto al Mezzogiorno nel suo complesso, dove il dato della crescita è stato nel 2017 dell’1,4 per cento, quasi uguale a quello del Centro-Nord (1,5%). Ciò però non deve fare illudere in merito a una riduzione dello scarto tra Nord e Sud. «Dopo sette anni di recessione (2008- 2014), l’economia delle regioni meridionali, malgrado un triennio di crescita consolidata, sconta un forte ritardo non solo dal resto dell’Europa ma anche dal resto del Paese: il prodotto è ancora inferiore del 10 per cento rispetto al 2007, un recupero inferiore a oltre la metà di quello registrato nel Centro-Nord».

Le difficoltà, però, non emergono soltanto in termini legati strettamente alla ricchezza. Ed è la stessa Svimez a sottolineare come siano diversi gli aspetti che testimoniano la situazione. A partire dalla sanità. «L’intero comparto sanitario presenta differenziali in termini di prestazioni che sono al di sotto dello standard minimo nazionale come dimostra la griglia dei livelli essenziali di assistenza nelle regioni sottoposte a piano di rientro: Molise, Puglia, Sicilia, Calabria e Campania, sia pur con un recupero negli ultimi anni, risultano ancora inadempienti su alcuni obiettivi fissati», spiegano i ricercatori. Ciò fa sì che le persone lascino la Sicilia non solo per cercare lavoro, ma anche per curarsi. «I dati sulla mobilità ospedaliera interregionale testimoniano le carenze del sistema sanitario meridionale, soprattutto in alcuni specifici campi di specializzazione, e la lunghezza dei tempi di attesa per i ricoveri – si legge ancora nella presentazione del rapporto -. Le regioni che mostrano i maggiori flussi di emigrazione sono Calabria, Campania e Sicilia, mentre attraggono malati soprattutto la Lombardia e l’Emilia Romagna». Guardando al Meridione nel suo complesso, a emigrare sono soprattutto individui in età lavorativa, soprattutto quelli tra i 25 e i 29 anni, seguiti dalla fascia tra i 30 e i 34 anni. Un quinto di loro è laureato. «Il processo di perdita di capitale umano verso il Nord e verso l’estero è continuato inesorabile e ha provocato un grave depauperamento della struttura demografica e del tessuto sociale», rimarcano i ricercatori, che non mancano di evidenziare come la futura riduzione della popolazione sarà frutto anche della livello molto basso della natalità. 

E così se dal turismo arrivano note liete, complice la situazione di instabilità nel Mediterraneo che ha spinto molti a scegliere il Meridione come luogo dove trascorrere le vacanze, la vita al Sud rimane un rompicapo. «Ancora oggi al cittadino mancano (o sono carenti) diritti fondamentali: in termini di vivibilità dell’ambiente locale, di sicurezza, di adeguati standard di istruzione, di idoneità di servizi sanitari e di cura per la persona adulta e per l’infanzia. Si tratta di carenze di servizi – specifica la Svimez – che si riflettono sulla vita dei cittadini e che condizionano decisamente anche le prospettive di crescita economica, perché diventano fattori che giocano un ruolo non accessorio nel determinare l’attrazione di nuove iniziative imprenditoriali».

La commissione Affari istituzionali dell’Assemblea siciliana ha approva il disegno di legge, a firma di Claudio Fava, che obbliga i deputati e gli assessori regionali a dichiarare affiliazioni a logge massoniche. È la prima legge del genere a livello regionale in Italia. “Questo voto – dice il presidente della Commissione regionale Antimafia, Claudio Fava – segna un importante passo avanti nella direzione della trasparenza istituzionale. Siamo fiduciosi che adesso celermente il Parlamento vorrà votare e rendere effettiva la nuova norma. I recenti fatti di cronaca dimostrano quanto sia necessaria e indifferibile una norma che consenta a tutti gli elettori un giudizio compiuto e consapevole su amministratori ed eletti”.