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Spazio alle segnalazioni dei cittadini. Ad Agrigento, come ormai da circa due mesi, un gruppetto di extracomunitari, ingaggiato dall’assessore Hamel, provvede al decespugliamento. I ragazzi raccolgono le sterpaglie dentro dei sacchi di plastica neri, e li depositano ai bordi delle strade. Ebbene, in via San Vito reclamano che da due mesi i sacchi neri attendono di essere raccolti. E poi ancora altri cittadini segnalano che il lungomare a San Leone alla sera è costretto al buio pesto, senza illuminazione, e che è impossibile consentire ai bambini di recarsi al parco giochi.

Si ritiene utile trasmettere agli organi di informazione l’allegato atto di appello proposto dalla Procura Generale di Palermo contro l’assoluzione per concorso esterno in mafia di Calogero Sodano.

Dunque, sarà la Corte d’Appello di Palermo a giudicare nuovamente Sodano ed a stabilire se l’ex sindaco fu eletto contro Giuseppe Arnone grazie ad un accordo elettorale con la mafia di Agrigento, ripagato mediante anche assegnazioni di appalti ad imprese colluse con Cosa Nostra o diretta espressione dei capimafia agrigentini. Come si ricorderà, l’assoluzione di Sodano con la significativa formula “per non aver commesso il fatto”, formula che ammette comunque che la mafia si impegnò ed era presente al Comune di Agrigento, è stata disposta il 26 giugno di due anni fa. A due anni di distanza, con enorme ritardo, il Gup Sergio ZIino ha depositato la sentenza composta da ben 300 pagine.

Con le 115 pagine dell’atto di appello che si allega la Procura Generale di Palermo, nella persona del P.G. dott. Giuseppe Fici, ha letteralmente fatto a pezzi le argomentazioni mediante le quali il dott. Ziino ha assolto Sodano. Secondo la Procura Generale di Palermo non solo la mafia era presente al Comune di Agrigento e odiava e avversava Arnone – come riconosciuto dalla stessa sentenza – ma esisteva un sostanzioso rapporto tra il sindaco Sodano e gli interessi mafiosi, sia in ordine agli appalti del depuratore, delle opere di Favara Ovest, della Nettezza Urbana, di Ecoter, sia in ordine ai sostegni elettorali richiesti ed ottenuti da Sodano nelle elezioni del 1993 – quando battè Arnone per pochi voti, col sostegno determinante della mafia – sia nel 97 sia ad elezioni del 2001, tutte conclusesi favorevolmente per il Sodano. Ed anche alle Europee del 1999 quando Sodano non fu eletto. Nel suo appello la Procura Generale valorizza, ritenendoli assolutamente attendibili, sia le dichiarazioni dei pentiti Di Gati e Putrone, relativi anche agli appoggi di Cosa Nostra in dette elezioni, sia le dichiarazioni del pentito Cacciatore in ordine agli affari del capomafia Russello fortemente tutelati da Sodano con le vicende di Favara Ovest e dell’appalto Ecoter, quest’ultimo con riferimento anche ai benefici illeciti ottenuti dall’imprenditore Gaetano Scifo da parte delle amministrazioni Sodano, e Scifo viene qualificato dai pentiti come prestanome dei capimafia Russello e Lombardozzi. Nell’atto di appello della Procura Generale viene fortemente valorizzato il ruolo di Giuseppe Arnone nel contrasto al contesto affaristico e mafioso operante con Sodano al Comune di Agrigento: all’uopo si suggerisce ad esempio di consultare agevolmente le ultime pagine dell’appello, ad esempio pag. 155 nonché pag. 148 e seguenti, dedicate all’impegno di Arnone nel denunziare le collusioni mafiose nell’appalto Ecoter (la Procura Generale ritiene di riportare all’uopo in modo integrale sia la testimonianza di Arnone sia le sue dettagliate denunzie presentate oltre 15 anni fa).     

Si ribadisce che per la diffusione anche integrale del testo dell’atto di appello, il medesimo viene posto a disposizione degli organi di informazione quale allegato.

Atto-Appello-assoluzione-Sodano-2018

La Squadra Mobile di Agrigento arresta due indagati di Favara per il tentato omicidio in Belgio dell’empedoclino Saverio Sacco. L’inchiesta si avvale di un neo collaboratore della Giustizia.

I poliziotti della Squadra Mobile di Agrigento, capitanati da Giovanni Minardi, hanno arrestato due favaresi. Uno è Mario Rizzo, 32 anni, e l’altro è suo cognato, Gerlando Russotto, 29 anni. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano, ha risposto sì al procuratore Patronaggio, all’aggiunto Salvatore Vella, alle sostitute Simona Faga e Alessandra Russo, e ha firmato l’ordine di cattura. Mario Rizzo ha ricevuto il provvedimento in carcere perché già detenuto per altra causa. Russotto è stato ammanettato a Favara. E perché sono stati arrestati? Perché il 28 aprile del 2017 a Liegi in Belgio avrebbero partecipato al tentato omicidio di un ristoratore di Porto Empedocle, Saverio Sacco, 37 anni, titolare di un ristorante in terra fiamminga.

E come Mario Rizzo e Gerlando Russotto sarebbero stati scoperti? Perchè, tra l’altro, così avrebbe raccontato una gola profonda che avrebbe scelto di collaborare con la Giustizia, svelando i dettagli sui tanti agguati sanguinari che da almeno due anni ricorrono tra Favara e il Belgio. Lo stesso neo pentito avrebbe puntato il dito anche verso il presunto terzo complice della missione di morte, poi fallita, contro Sacco: si tratta di Salvatore Prestia, 37 anni, di Porto Empedocle, già arrestato dalla Squadra Mobile di Agrigento il 15 luglio del 2017, eseguendo un mandato d’arresto europeo emesso dai giudici del Belgio per il tentato omicidio di Saverio Sacco.

A Mario Rizzo e a Gerlando Russotto, oltre all’ipotesi di reato di tentato omicidio, derubricata dal Gip in lesioni personali aggravate, è contestata la detenzione illegale di armi clandestine. In particolare, la Squadra Mobile agrigentina lo scorso 29 maggio ha perquisito l’abitazione di Russotto a Favara e ha scoperto e sequestrato un fucile a pompa ed una pistola calibro 7 e 65, oltre numerose munizioni. E Russotto risponde anche di ricettazione perché il fucile a pompa è stato rubato lo scorso 8 gennaio alla Polizia Provinciale di Agrigento.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Ancora due set, per la seconda entusiasmante serata del Beat Onto Jazz Festival (la prima serata qui) che si è aperto il 1 agosto e che andrà avanti fino a domani, 4 agosto, serata di chiusura nella quale si attendono con trepidazione, nel secondo set, gli Yellowjackets.

Nella serata di ieri  2 agosto,  due performance completamente diverse l’una dall’altra ma che hanno lasciato il segno, per motivi e caratteristiche differenti.

Nel primo set il quartetto jazz italo-francese Zeppetella-Laurent-Bex-Ariano che ha presentato il progetto nato un anno fa,  “Chansons!“, che declina in chiave jazzistica la canzone italiana ed anche quella francese, e così l’animo musicale all’italiana si fonde con passione a quello d’oltralpe. Un po’ come accade in America con i pezzi che nati per i Musical, nati per Bradway, sono poi finiti nelle mani dei jazzisti che se ne sono impossessati facendoli divenire standard. E seppur la canzone italiana, tanto quella francese può avere qualche limite, in questa trasposizione, il risultato del progetto è molto ben riuscito.

Fabio Zeppetella

Come dice lo stesso Zeppetella: “Alcune melodie non sono solo immortali, ma si prestano armonicamente ad essere riarrangiate anche in chiave jazz“. Ed è questo che è stato fatto, scegliendo dei brani che vanno da “E la chiamano estate” di Bruno Martino a  “Le bon dieu” di Jaques Brel, e poi ancora da De Gregori a Yves Montand.  Difficile dire se nel quartetto ci sia un leader considerato che i quattro componenti sono tutti dei talenti, ognuno con la propria precisa caratteristica stilistica e con il proprio background. Fabio Zeppetella alla chitarra e Amedeo Ariano alla batteria a rappresentare l’Italia, e per il jazz francese Emmanuel Bex all’organo Hammond e Geraldine Laurent al sax contralto.

La reinterpretazione dei brani è sofisticata, la linea melodica è affidata spesso al sax ma la cosa che colpisce della performance è che ogni strumento ha il suo spazio, nel quale far germogliare la parte solista e l’improvvisazione che però mai, abbandona la linea guida.

Bella la scelta dell’organo Hammond che già di per sé ha un suono che si presta a particolari atmosfere e che con la verve di Emmanuel Bex produce un significativo mood che permette un ottimo dialogo con i fiati e con la chitarra di Zeppetella che sa sempre come ricamare il pezzo, utilizzando il suo stile, la sua caratteristica ossia di produrre fraseggi dominanti, in un linguaggio sempre virtuoso ma a volte essenziale, e questa sua caratteristica lo pone a saper dialogare molto bene con i suoi compagni di viaggio.

Amedeo Ariano

Il sax di Geraldine Laurent rende il tutto molto ricco; non si risparmia la sassofonista che ricama note con un fiato infinito. E mi viene da sottolineare la bravura di Amedeo Ariano, capace di star dietro a quella pioggia di note del sax, alla potenza convulsa della Laurent, che predilige le curve del tempo, con un gioioso gusto melodico. E non è difficile rintracciare il suo stile bebop, denotato da schemi ritmici. La ritmica di Ariano è ricca, precisa ed inflessibile. E così accade che il sax introduce “Bocca di Rosa” di De Andrè, ma è quando entra l’hammond di Emmanuel Bex, che il tempo cambia e le note diventano velocissime.

Ho apprezzato di più la rivisitazione dei pezzi francesi; molto suggestivo “C’est si bon”, nel quale si legge la chiave jazz spiccata, sfacciata, ma credibile. Hammond in primo piano, poi Zeppetella che sa sempre come “cantarlo” il pezzo, le note restano sospese, ma quando diventa “ostinato” ti travolge e mentre ti godi quelle note così veloci, lui ti racconta di nuovo il tema.

Un bel progetto, senza troppi effetti speciali, ma con un bel disegno sonoro. Ottimo l’affiatamento e la capacità di intesa, che nel jazz è fondamentale.

 

 

 

 

 

 

Nel secondo set, qualcosa che in realtà si può solo provare a raccontare, perché solo se la performance la si vede dal vivo, si può comprendere il perché il cubano Pedrito Martinez è considerato il miglior percussionista al mondo.

Vincitore del premio Thelonius Monk, i giornalisti Jazz lo hanno premiato ogni anno dal 2014 ad oggi. Martinez ed il suo group – che sono stati ospiti anche ad Umbria Jazz nel 2016 – hanno letteralmente infuocato piazza cattedrale di Bitonto, ieri sera. La loro musica non è solo latina, ma è stata contaminata ed influenzata da molte suggestioni musicale, dal rock, dal pop e dal Jazz newyorkese con il risultato di saper regalare al pubblico un prodotto di grande virtuosismo. Sì perché la primo aggettivo che salta alla mente ascoltando Pedrito Martinez e i suoi compagni di viaggio è virtuoso. E prima ancora di poter analizzare la performance dal punto di vista musicale, vien da pensare alla quantità di energia e forza e resistenza profusa nel suonare le percussioni in quella maniera così talentuosa e travolgente.

Il gruppo ha una caratteristica fondamentale: sono tutti musicisti strepitosi ma sono anche dotati di una capacità vocale unica. Pedrito Martinez, voce solista e percussioni, Jhair Sala, percussioni e voce, Sebastian Natal basso e voce, e Jassac Delgrado Jr. tastiere e voce.

Ecco è quel “e voce” che impressiona. Perché lungo il percorso ritmico di conga, bongo, timpano, rullante e tanto altro ancora, che hanno note singole prodotte dall’accordatura precisa dello strumento, le voci dei 4 componenti del gruppo che cantano contemporaneamente, producendo le terze e le quinte anche diminuite, sono di una precisione straordinaria. Quindi suonano e cantano, come se si ascoltasse un disco, ed invece è tutto live.

La musica predominante proposta è quella latina, ma sono rimasta colpita dal tastierista che, contrariamente agli altri tre elementi del gruppo che suonano la base ritmica, ha prodotto delle variazioni jazzistiche degne di nota. Su e giù per quella tastiera senza perdere neanche una battuta, perfettamente in grado di produrre delle improvvisazioni velocissime incastonate in quel suono prodotto dai percussionisti che sanno davvero fare meraviglie.

Ritmi incandescenti, quel suono delle congas che ti sbatte nello stomaco e la meraviglia di vedere Pedrito Martinez che di suo ha anche una grande presenza scenica, essere instancabile mentre fa di quelle percussioni ciò che vuole, incantando tutti. La piazza ha poi accolto l’invito del gruppo a concludere la serata ballando…cosa che è avvenuta in maniera spontanea, perché quei grandi artisti – che fanno ballare tutta Manhattan – sarebbero capaci di travolgere chiunque, con il loro sound e la loro bravura, anche una seria appassionata di jazz come me.

Plauso all’associazione InJazz, al direttore artistico Emanuele Dimundo e ad Alceste Ayroldi che hanno saputo mettere insieme un programma variegato e colto, scegliendo dei progetti che meritano di essere raccontanti in una rassegna bella come il Beat Onto Jazz Fest che va avanti fino a domani, 4 agosto.

Enjoy

 

Simona Stammelluti

 

 

 

 

Il Gruppo di Protezione Civile del Libero Consorzio Comunale di Agrigento parteciperà domani, sabato 4 agosto, a Santo Stefano di Quisquina all’edizione 2018 di “Giovaninfesta”, l’annuale raduno giovanile organizzato dall’Arcidiocesi di Agrigento che per la prima volta si svolge nel Comune montano, affiancando, insieme all’Amministrazione comunale e ai Carabinieri, gli organizzatori nella redazione del piano socio-sanitario realizzato per l’evento. Il Piano prevede l’impiego del personale della Polizia Municipale dei Comuni dell’area montana (S.Stefano Q., Alessandria della Rocca, Cianciana, Bivona, Cammarata) e dei Carabinieri per l’ordine pubblico, e della Protezione Civile Provinciale e Comunale per il coordinamento del volontariato.
Numeri importanti, quelli previsti dagli organizzatori, in particolare oltre 3.000 partecipanti. Il Libero Consorzio ha attivato trenta volontari di protezione civile appartenenti a cinque associazioni iscritte nel registro regionale e che hanno sottoscritto il contratto con il Libero Consorzio di Agrigento, ovvero Croce Rossa Italiana comitato di Agrigento, AEOP Porto Empedocle, Giubbe d’Italia di Santa Elisabetta, Associazione Nazionale Finanzieri d’Italia sez. di Agrigento ed Emergency Life Porto Empedocle. Si tratta di associazioni di volontariato con le quali il Libero Consorzio ha ormai consolidato un rapporto di piena collaborazione, grazie anche ai numerosi corsi di formazione organizzati dall’Ente per arricchire la professionalità e l’esperienza degli stessi operatori.
Il referente per l’assistenza sanitaria è il dott. Angelo Vita., che agirà in stretto contatto con il 118. Il piano sanitario prevede anche l’utilizzo di 3 ambulanze messe a disposizione da Croce Rossa e Giubbe d’Italia, e due squadre “a piedi” di primo soccorso sanitario e BLS della stessa Croce Rossa, presenti dalle ore 8.00 di sabato sino ad un’ora dopo la conclusione della manifestazione.
La partecipazione del Gruppo di Protezione Civile (dirigente dott. Achille Contino, funzionario responsabile dott. Marzio Tuttolomondo) è stata autorizzata dal Commissario Straordinario del Libero Consorzio dott. Girolamo Alberto Di Pisa.

Si riporta una nota della consigliere comunale Nuccia Palermo sull’appello dell’assessore comunale con delega alla solidarietà sociale Riolo, riguardante la installazione di pedane di accesso per disabili nelle spiagge di San Leone

 

“Imbarazzante. E’ questo l’unico termine che riesco ad utilizzare per valutare l’appello lanciato in queste ore dall’assessore Riolo relativamente alla ricerca disperata di volontari che di tasca propria forniscano ed installino pedane per disabili sulle spiagge. Ancor peggio perché tardiva considerando che siamo ad agosto. Trovo di poco gusto che una giunta, il cui primo atto fu quello di portare la propria indennità al massimo consentito per legge ed esattamente a circa €. 5.600,00 per il sindaco, 4.200,00 per il vice sindaco, 3600,00 per gli assessori e 1.800,00 €. per i componenti della giunta che hanno un impiego e che hanno scelto di non chiedere l’aspettativa al proprio datore di lavoro (ovvero, se consideriamo che gli assessori sono sei, circa complessivi €. 290.400,00 annui) oggi chieda al cittadino già in ginocchio di sopperire alle proprie mancanze politiche e amministrative su un tema così delicato come quello del rispetto dei diritti dei diversamente abili. Se consideriamo che la giunta Firetto in cinque anni costerà agli agrigentini circa 1.452.000,00 euro sarebbe stata un’ottima occasione per dare un grandissimo esempio di protagonismo civico rinunciando a qualche mensilità che di certo non avrebbe impoverito di tanto l’importante e legittimo introito.
Chiedere ulteriori sacrifici ai cittadini mentre al palazzo di città questa giunta non vive crisi alcuna lo trovo disdicevole. Insomma, ricapitolando: strade chiuse a causa della non manutenzione, poco coinvolgimento delle attività locali in presenza di manifestazioni con protagonisti esercenti di altri comuni, città sporca ed invasa dai rifiuti, piano traffico in presenza di festività o giornate particolari quasi sempre poco adatto alle esigenze veicolari, mancanza di strutture volte all’abbattimento delle barriere architettoniche o comunque volte a migliorare la vivibilità di diversamente abili e non e tante altre problematiche che non elenco segnano un netto fallimento politico dei tre anni a firma Lillo Firetto. L’appello di oggi è solo la ciliegina”.

 

Nonostante la gravità e le preoccupazioni del momento, grazie ai successivi sviluppi, l’incontro avuto mercoledì scorso a Palermo dalla delegazione guidata dal Sindaco Giuseppe Galanti, accompagnato dall’assessore Salvo Lombardo e dal Presidente del Consiglio comunale, Giuseppe Russotto, con i vertici regionali dei rifiuti, sembra destinato a sortire gli effetti sperati.
<<La chiave di volta, favorita dall’autorevole intervento dell’on. Carmelo Pullara, – spiega il Sindaco – coinciderebbe con la possibilità per alcuni comuni di conferire ad Enna, in modo tale che Licata possa tornare a conferire a Lentini, e superare l’ennesima emergenza, figlia della pessima gestione che ha caratterizzato negli ultimi anni la questione rifiuti.
E’ di tutta evidenza, infatti, che nessun rimedio potrà risultare risolutivo fino a quando non si attiverà la raccolta differenziata il cui avvio, sebbene annunciato in pompa magna dalla passata amministrazione, aveva prodotto un risultato pari allo zero.
Ed è altrettanto chiaro che un’amministrazione appena insediata in un comune con le finanze al collasso non non poteva, in meno di due mesi, recuperare il gravissimo ritardo accumulatosi nel corso degli anni precedenti>>.

Cambia location il Festival Segreti d’Autore – Festival dell’Ambiente delle Scienze e delle Arti – e il 4 agosto a Serramezzana, in Piazza XX Settembre, alle ore 21 ci sarà un incontro con la versatile attrice e cantante Lina Sastri. A seguire la consegna del Premio Segreti d’Autore, scultura realizzata da Mimmo Paladino

 

Prosegue la Kermesse nel Cilento, e domani 4 agosto, Segreti d’Autore – Festival dell’Ambiente, delle Scienze e delle Arti – la cui direzione artistica è affidata a Nadia Baldi – cambia nuovamente location, dai borghi storici di Valle e Rocca Cilento si sposta nell’affascinante comune di Serramezzana, il più piccolo del Cilento storico, con La Signora della Scena, un incontro con la versatile attrice e cantante Lina Sastri.

La straordinaria potenza espressiva della Sastri, la sua autorevole presenza scenica, unite alla capacità di immedesimazione brillano in ogni ruolo interpretato dal teatro, al cinema, alla televisione.

La sua passione travolgente, la forza dell’interpretazione, dagli esordi teatrali nel celeberrimo Masaniello di Armando Pugliese, ai fortunati incontri con  Eduardo De Filippo e Giuseppe Patroni Griffi, la magia della sua voce nella canzone napoletana e non, fino al debutto cinematografico ne Il prefetto di ferro di Pasquale Squitieri e le indimenticabili prove d’artista in Mi manda Picone di Nanni Loy, Segreti segreti di Giuseppe Bertolucci e L’inchiesta di Damiano Damiani, con le quali vince tre David di Donatello e un Nastro d’Argento, ci hanno donato una visione estremamente eclettica dell’interprete partenopea.

L’incontro si articola in un racconto teso ad indagare la natura del lavoro dell’attore, i sacrifici e gli sforzi ad esso connessi.

La serata si arricchisce di contributi video della lunga carriera dell’attrice e cantante.

Nel corso della serata a Lina Sastri verrà conferito il Premio Segreti d’Autore 2018, una scultura a cura di Mimmo Paladino.

 

Si ricorda che l’ingresso agli eventi è gratuito.

 

Per qualunque informazione

www.festivalsegretidautore.it

Il profilo dell’ex presidente del Consiglio comunale è quello di una politica che, oltre a pensare ai propri tornaconti, cerca di curare le relazioni con figure a loro modo importanti. Come nel caso di Enzo Pergolizzi, accusato di avere favorito la latitanza di boss mafiosi

«Mi rendo conto che sono un personaggio un po’ importante a Messina». L’autostima di Emilia Barrile passava anche dal riconoscimento sociale. La giudice Tiziana Leanza, che ha siglato l’ordinanza con cui ha disposto l’arresto dell’ex presidente del Consiglio comunale di Messina, lo sottolinea più volte: i reati di cui è accusata non sarebbero stati commessi soltanto per ottenere tornaconti personali, ma anche per sfruttare il proprio ruolo politico così da oliare una macchina fatta di relazioni personali importanti, sia nel mondo imprenditoriale che in quello burocratico, di cui avrebbe sempre potuto beneficiare. 

Tra gli episodi che maggiormente rimarcano la disponibilità della politica fedelissima di Francantonio Genovese – perlomeno fino a quando non si è sentita tradita dall’ex parlamentare per essere stata esclusa dalle candidature per le Regionali e le Politiche – c’è quello che riguarda Enzo Pergolizzi, costruttore ritenuto vicino alla mafia barcellonese, nel cui passato c’è un’assoluzione per concorso esterno in associazione mafiosa e una prescrizione per l’accusa di averefavorito, a fine anni Ottanta, la latitanza dei boss catanesi Turi Cappello e Nino Pace, mettendo loro a disposizione un immobile dove nascondersi. 

L’imprenditore, stando a quanto ricostruito dai magistrati della Dda di Messina, tra il 2015 e il 2016 aveva messo gli occhi su un terreno situato a Messina tra le vie Felice Bisazza e San Sebastiano. Appezzamento su cui avrebbe voluto costruire. L’area, di proprietà di privati, era adiacente a due spazi appartenenti al Comune, terreni che Pergolizzi avrebbe voluto acquisire. Per farlo c’era bisogno di spendere 77mila euro, ma soprattutto di ottenerne la «sdemanializzazione». L’iter, avviato oltre cinque anni prima, sembra però essersi arenato o forse addirittura mai partito. È qui che sarebbe entrata in gioco Barrile. 

La presidente del Consiglio – contattata da Francesco Clemente, ex dirigente comunale a Milazzo e da aprile a giugno assessore a Pace del Mela, anche lui arrestato nell’operazione Terzo livello – avrebbe dimostrato sin da subito la propria volontà di agevolare gli interessi dell’imprenditore. Per farlo avrebbe alternato incontri con i dirigenti, solleciti e promesse di interventi in prima persona. Come quando, dopo avere appurato che l’assenza di un capitolo specifico per le sdemanializzazioni nel piano economico di gestione dell’ente avrebbe rimandato lo sblocco della pratica, pensa di proporre un emendamento specifico in Consiglio comunale al fine di autorizzarne il via libera in attesa del nuovo bilancio. La strada tuttavia risulta più tortuosa di quello che si potrebbe immaginare, e non mancano i momenti di tensione. «Non mi ha risposto, testa di cazzo dell’assessore. Non ha imparato che quando io lo chiamo mi deve rispondere», sbotta al telefono Barrile, in seguito all’ennesimo pressing da parte di Clemente. In un’altra circostanza l’esponente forzista, che a giugno ha provato a diventare sindaca di Messina proponendo una candidatura in solitaria, dichiara che se le cose non si fossero sistemate avrebbe preparato un’interrogazione sull’inadeguatezza del responsabile dell’ufficio Ragioneria.

Il valzer tra gli uffici va avanti per mesi, in alcuni frangenti i protagonisti di questa storia si dichiarano consapevoli di dovere mettere sul piatto anche del denaro per convincere i dirigenti. Alla fine, comunque, il via libera alla sdemanializzazione arriva. E l’impegno di Barrile, secondo i pm, si sposta sulle autorizzazioni necessarie alla costruzione degli immobili voluti da Pergolizzi, che, dal canto suo, fa presente di volere trovare il modo per realizzare un piano in più rispetto a quanto previsto dal progetto. L’assiduità con cui tutte le parti in causa si interessano alla causa non basta però a portare a compimento il disegno, che fallisce per divergenze di carattere economico con la famiglia proprietaria dell’immobile. Tale epilogo, secondo i magistrati, avrebbe fatto sfumare per Barrile la possibilità di ottenere dei vantaggi diretti. «Lui (Pergolizzi, ndr) è uno di quelli che se ti deve organizzare una cena non guarda nulla», confida al fedelissimo Marco Ardizzone, anche lui indagato. Quest’ultimo però, così come in altre occasioni, la corregge facendole presente che si potrebbe puntare più in alto. «Sì, però se una ditta tua può lavorare pure (nei futuri cantieri, ndr), mi sembra il minimo, no?»

“Da parte della commissione Salute ci sarà sempre la massima attenzione nei confronti delle persone con disabilità. Quella di oggi è stata un’audizione proficua, sono state ascoltate le ragioni dei comitati e delle associazioni di rappresentanza in materia di sostegno alla disabilità e il governo ha già annunciato modifiche alla bozza di decreto che vanno nella direzione indicata al fine di rimuovere le criticità”. 

Lo ha detto la presidente della commissione Salute dell’Ars, Margherita La Rocca Ruvolo, a margine dell’audizione di oggi chiesta dai rappresentanti del comitato SiamoHandicappatiNoCretini,del Coordinamento  H, del Forum Terzo Settore, della Federazione Movimento Noi Liberi Regionale e del Garante della Persona con Disabilità per discutere dello schema di decreto attuativo dell’articolo 9, comma 5 della legge regionale n. 8/2017 in tema di sostegno alla disabilità ed alla non autosufficienza.

“Credo che oggi – ha aggiunto La Rocca Ruvolo – sia stata scritta una pagina di buona, sana e corretta politica basata sul dialogo e sul confronto con l’unico obiettivo di individuare soluzioni ampiamente condivise e apprezzate soprattutto dalle persone disabili e dai loro familiari. Abbiamo registrato da parte del governo la massima volontà ad avviare un percorso condiviso che non lasci posizioni divergenti”.

In particolare, l’assessore per la Salute Ruggero Razza e l’assessore alla Famiglia e alle Politiche sociali Mariella Ippolito hanno annunciato, tra l’altro, limature alla bozza di decreto nella parte relativa all’eventuale decurtazione del 30% delle prestazioni monetarie – che sarà applicata solo nel caso in cui l’ISEE specifico per prestazioni socio assistenziali (quindi non più l’ISEE del nucleo familiare) sia superiore a 25.000 euro – e hanno assicurato che l’erogazione dell’assegno di cura a tutte le persone con disabilità non sarà alternativo alla eventuale esecuzione del progetto individuale ex art. 14 della legge 328/2000.

La prossima settimana lo schema di decreto arriverà in commissione per l’esame. Nel corso della seduta di oggi è intervenuto anche il presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè che, su istanza delle associazioni richiedenti, ha autorizzato la trasmissione dell’audizione in diretta streaming.

https://www.youtube.com/watch?v=tgR4mgeVnpk