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La commissione consiliare alla salute, presieduta da Giorgia Iacolino e composta dai consiglieri Calogero Alonge, Maria Assunta Di Matteo, Nuccia Palermo e Pierangela Graceffa, con una nota invita l’assessore regionale alla salute a rivedere le scelte sull’ospedale di Agrigento. Ecco il testo della nota.

“Adesso che la rimodulazione della rete ospedaliera regionale è realtà restano le perplessità sul reale potenziamento della funzione ospedaliera al San Giovanni di Dio. Perché declassare le strutture complesse di riabilitazione ed oculistica che accanto alla cessazione della funzione primariale, subiranno una prevedibile riduzione dell’offerta sanitaria con il naturale decremento delle risorse umane impiegate? Ed ancora perché eliminare i posti letto ordinari di oncologia ora che l’ospedale ha attivato la radioterapia? Interrogativi che la terza commissione salute all’assemblea regionale siciliana non ha fugato, anzi! Si invita l’assessore regionale alla salute a rivedere le scelte compiute relative all’ospedale di Agrigento, restituendo la qualificazione come complessa di riabilitazione ed oncologia e reintegrando i posti letto ordinari in oncologia. Siamo certi, dichiarano i componenti della commissione consiliare del comune che ha approvato un documento in tal senso, che l’assessore regionale alla salute onorevole Razza ed il presidente della sesta commissione salute onorevole La Rocca Ruvolo, faranno per intero la loro parte per venire incontro alle attese della comunità agrigentina, garantendone concretamente il diritto alla salute ed alle cure”.

 

Blitz dei Carabinieri nelle campagne di Palma di Montechiaro. Sequestrati 20 chili di marijuana essiccata tra i vigneti. Arrestati zio e nipote.

I Carabinieri sono stati a lavoro nelle campagne di Palma di Montechiaro. Sono attività di prevenzione, a controllo del territorio, organizzate dal Comando provinciale dell’Arma. E i militari si sono accorti di un movimento strano di persone intorno ad un appezzamento di terreno, come delle api che ronzano intorno all’alveare. E i Carabinieri hanno riflettuto e hanno sospettato: “Se vi sono le api, e se vi è l’alveare, allora forse vi sarà anche il miele”. E hanno telefonato ad altri colleghi: “Pronto, siamo noi, voi siete voi? Sì. Venite, bisognano rinforzi, che circondiamo la zona e poi scateniamo l’irruzione”. E così è stato. Solo dopo pochi minuti una decina di militari si sono schierati a cerchio intorno al fondo agricolo sospetto, e poi, alla parola d’ordine pattuita, sono entrati, come pirati all’arrembaggio della nave appena speronata. Sul posto sono state sorprese due persone, riconosciute dai Carabinieri perché già conosciute alle forze dell’ordine, che avranno esclamato: “Toh, chi si rivede, ma sì, sono loro”. E si tratta di uno zio e di un suo nipote. Poi è scattata la perquisizione, e in un casolare sono stati scoperti dei sacchi contenenti delle foglie di marijuana già essiccata e pronta per essere mercanteggiata. E poi in alcuni vigneti, tra i grappoli d’uva, è stata scovata tanta altra marijuana in fase di essiccamento. Il sospetto sulle api, l’alveare e il miele si è rivelato fondato: i Carabinieri hanno sequestrato complessivamente 20 chili di marijuana, per un valore di mercato di circa 100mila euro. Lo zio e il nipote sono stati arrestati in flagranza di reato per detenzione a fine di spaccio di sostanze stupefacenti. Lo zio è Gioacchino Mangiavillano, 52 anni, e il nipote è Angelo Mangiavillano, 30 anni. L’autorità giudiziaria ha disposto che i due Mangiavillano siano ristretti ai domiciliari, e probabilmente avrà imposto anche il divieto di mangiare uva, perché non si sa mai.

 

Angelo Ruoppolo Teleacras 

Beni mobili e immobili per 8 milioni e 260 mila euro, equivalenti all’imposta evasa, sono stati sequestrati, in via preventiva, dai finanzieri del nucleo di polizia economico finanziaria di Enna agli amministratori di tre società operanti nel settore delle costruzioni edili, che sono indagati per evasione e frode fiscale.
    Il sequestro emesso dal gip di Enna, su richiesta della Procura, ha sottratto alla disponibilità degli imprenditori 10 immobili, fra fabbricati, terreni ed aree edificabili, veicoli nonché disponibilità finanziarie. Dalle indagini delle fiamme gialle è emerso un sistema di frode fiscale attuato, principalmente, attraverso frequenti operazioni economiche rivelatesi inesistenti, in quanto risultate solo cartolari e prive di reale effettività economica.

CANTI CUNTU E FOCU DELLA SICILIA BELLA

:Teatro, Musica, Canto, Danza del Fuoco, Contact – La Sicilia come Metafora dei Dilemmi Esistenziali Universali – Produzione OpenSpace Theater – Regia e Adattamento Testi di Ilaria Bordenca –

Domenica 12 Agosto ore 21.00 Festival d’Autore – Agrigento Estate – CoopCulture – Parco Archeologico Valle dei Templi Agrigento Sicily con Ilaria Bordenca, Fabio Gueli, Mario Vasile, Domenico Pontillo, Gigi Finestrella, Ina Infurna, Fabrizio Campo, Valerio Genovese, Sabrina Firmaturi, Rachele Firmaturi – Coro Il Bel Canto: Adriano Miceli, Alison Nicoletti,Chiara Grilletto, Francesco Nobile, Enza Zambito, Alessia Peritore, Manuela Sansone, Alida Pedalino – Assistente alla Regia Aron Piraneo – Elementi Artistici Scenografici di Rosa Tirrito e Alfredo Bordenca – OpenSpace Theater-CoopCulture-City of The Temple-Ass. Mac-

R-Estate a Girgenti

Biglietti Disponibili

www.coopculture.it 0922 1839996 dalle 9.00 alle 19.00

Una veduta esterna del Palazzo dei Normanni, sede dell’Assemblea regionale, Palermo

All’ordine del giorno dei lavori dell’Assemblea Regionale Siciliana di oggi c’era, fra i vari punti, l’esame del disegno di legge sulla “istituzione della Giornata regionale del ricordo e della legalità e del Forum permanente contro la mafia e la criminalità organizzata”. Il testo approvato ad unanimità dalla commissione Affari istituzionali indicava come “Giornata della memoria” il 30 aprile, giorno che coincide con l’anniversario dell’omicidio dell’allora segretario del Pci Pio La Torre e del suo collaboratore Rosario Di Salvo. Nel corso del dibattito d’aula, però, si è aperto uno “scontro” sul giorno scelto per celebrare questa ricorrenza. Il capogruppo di Diventeràbellissima Alessandro Aricò ha criticato l’opportunità di indicare il 30 aprile “perché – ha detto – coincide con il giorno dell’omicidio di un prestigioso esponente della vita politica siciliana, quando invece la Giornata della memoria deve essere le giornata di tutti”. Aricò ha quindi proposto il 19 luglio, anniversario della strage di via d’Amelio nella quale furono uccisi il giudice Paolo Borsellino e gli agenti della scorta. Il capogruppo del Pd Giuseppe Lupo ha difeso la scelta del 30 aprile, ricordando fra l’altro che “Pio La Torre è stato anche parlamentare regionale”. Giusy Savarino, esponente di Diventeràbellissima, ha “rilanciato” proponendo il 6 gennaio, anniversario dell’uccisione del presidente della Regione Piersanti Mattarella, mentre il suo collega di partito Giorgio Assenza ha proposto “il primo sabato di maggio”. Claudio Fava, presidente della commissione Antimafia, ha chiesto di indicare il primo maggio, anniversario della strage di Portella della Ginestra. Al termine di questi interventi il presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè ha rimesso la scelta all’aula, che ha approvato l’articolo 1 del ddl così come era stato votato dalla commissione, che indica la data del 30 aprile quale “Giornata della memoria”. Il voto finale al disegno di legge potrebbe arrivare nel corso della seduta di oggi. 

La nomina è arrivata dal sindaco del capoluogo Leoluca Orlando.
Il sindaco di Palermo ha sciolto il nodo partecipate: all’Amat arriva l’ex vicepresidente della Regione Michele Cimino “per la sua esperienza in materia di amministrazione pubblica e bilancio”

Photo by EC per www.sicilia24h.it

Per l’ex deputato agrigentino un curriculum di tutto rispetto: avvocato, docente, consigliere provinciale ad Agrigento, deputato dal 1996 e più volte assessore nei governi di Cuffaro e Lombardo, giungendo fino alla carica di vice governatore, con la maglia di Forza Italia, Pdl e Grande Sud; è stato assessore alla Programmazione e al Bilancio, Michele Cimino, è oggi esponente di Sicilia Futura del leader Salvatore Cardinale e vicino a Edy Tamajo; Cimino è senza dubbio una persona di grande esperienza e di spessore umano, politico e tecnico.
Da qualche giorno il nuovo prestigioso incarico.
La notizia della nomina, alla vigilia del Festino di Santa Rosalia ha fatto però scalpore tra la “maggioranza orlandiana”, soprattutto tra quelli provenienti dalla Sinistra Comune, che hanno contestato il metodo (il modi di apprendere la notizia) e il merito (Cimino, nonostante adesso faccia parte del movimento di Salvatore Cardinale, vanta una lunga esperienza politica per lo più di centrodestra).
Ma l’avvocato empedoclino appartiene all’area moderata, riformista e liberale ed ha abbracciato il progetto civico che ha portato Leoluca Orlando alla vittoria e con cui continua a trovarsi in sintonia.
Lo stesso sindaco infatti, nonostante alcune resistenze nella sua maggioranza, sottolinea che “nella scelta degli amministratori unici” si è attenuto “a quei criteri di professionalità, competenza ed esperienza che sono indispensabili nella gestione di aziende pubbliche, proprio perché il carattere pubblico dei servizi essenziali è e rimane l’elemento chiave. Questo elemento di scelta, che è prettamente politico, costituisce uno degli elementi di forza collanti della coalizione di governo della città, fatto proprio da tutte le forze politiche che hanno sostenuto la mia candidatura e il mio programma votato dagli elettori”.
Leoluca Orlando, sta procedendo alla nomina dei vertici delle aziende partecipate, di cui il Comune di Palermo è socio unico o di maggioranza.
Le nuove nomine, ispirate – come afferma il sindaco – da uno “spirito di condivisione politica”:
• Maria Prestigiacomo, Antonio Perniciaro e Franco Randazzo, rispettivamente per Amap, Reset e Sispi;
• Giuseppe Norata per la Rap, già amministratore;
• Mario Butera per l’Amg;
• Michele Cimino per l’Amat.
“La squadra – continua Orlando – conferma prima di tutto la visione politica di questa amministrazione relativamente alle aziende di servizio e cioè che tali aziende e tali servizi devono restare pubblici a tutela degli interessi dei cittadini. Allo stesso tempo, una squadra che conferma che a questo principio basilare si può e si deve affiancare sempre quello della competenza e dell’esperienza, che sono garanzia della qualità nella gestione delle aziende stesse”. Infine, da Orlando un ringraziamento “a tutti i presidenti e componenti dei consigli di amministrazione delle aziende che in questi anni ne hanno accompagnato lo sviluppo e la crescita, attraversando momenti difficili, ma garantendo che Palermo avesse aziende di servizio pubbliche, in grado di rispondere alle necessità dei cittadini”.
Nomine accolte con favore anche dal Pd: “Esprimo il mio apprezzamento a nome del gruppo consiliare del Partito Democratico – commenta Dario Chinnici, capogruppo dem al Comune – per la scelta dei nuovi presidenti delle società partecipate nominati dal sindaco. L’individuazione di profili di spessore indica con chiarezza la direzione da percorrere”.
Adesso per il nuovo presidente l’avvocato Michele Cimino, si prospetta un ruolo non proprio facile, alla guida forse della più disastrata delle aziende comunali, quindi dovrà rimboccarsi le maniche e mostrare, memore della lunga esperienza politica, le proprie doti politiche e tecniche.
A Cimino l’augurio di buon lavoro.

 

La proposta della nuova rete ospedaliera è stata appena approvata in Commissione Sanità all’Assemblea Regionale. In proposito la Commissione Sanità al Comune di Agrigento, presieduta da Giorgia Iacolino e composta da Calogero Alonge, Maria Assunta Di Matteo, Nuccia Palermo e Pierangela Graceffa, invita l’assessore alla Sanità, Razza, e la presidente della Commissione all’Ars, La Rocca Ruvolo, a valutare delle correzioni. In particolare affermano: “Perché declassare all’ospedale di Agrigento le strutture complesse di Riabilitazione ed Oculistica che subiranno di conseguenza una riduzione di personale a disposizione. E perché eliminare i posti letto ordinari di Oncologia adesso che l’ospedale di Agrigento ha attivato la Radioterapia? Bisogna restituire la qualificazione come complessa di Riabilitazione ed Oncologia e reintegrare i posti letto ordinari in Oncologia. Siamo fiduciosi che Razza e La Rocca Ruvolo interverranno per garantire concretamente il diritto alla salute degli agrigentini”.

Lo scorso 16 dicembre la Scala dei Turchi è stata chiusa al transito a seguito di un crollo dal costone di marna bianca. L’associazione ambientalista MareAmico, coordinata da Claudio Lombardo, ha subito proposto una facile operazione di disgaggio, che consiste nel rimuovere parti o frammenti di roccia a rischio di distacco e caduta. Si tratta di una operazione praticabile in una settimana con costi irrisori. Mareamico ha anche redatto il progetto e la spesa sarebbe stata a carico degli operatori turistici del luogo. Invece no: ci si è impuntati sulla costruzione della passerella. Ecco gli esiti nel video testimonianza di MareAmico…

 
 

A Scala dei Turchi provoca rimostranze da parte dei vacanzieri il percorso delimitato da una staccionata in legno che si è costretti ad attraversare per aggirare l’area chiusa al transito per rischio crolli. Molti bagnanti preferiscono invece aggirare lo stesso percorso, ritenuto pericoloso perché scivoloso e scomodo. Il sindaco di Realmonte, Calogero Zicari, replica: “Per gestire così tante persone in questa situazione ci vuole l’Esercito. I ragazzi del progetto civico fanno informazione sul posto ma non sono forze dell’ordine e non possono intervenire”.