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Il consigliere comunale di Palma di Montechiaro, Salvatore Malluzzo, presidente della Commissione Cultura, esprime apprezzamento verso il presidente del Consiglio comunale, Pace, perché, come da lui richiesto, ha convocato la stessa Commissione Cultura nel merito dell’utilizzo delle somme impegnate e sui criteri stabiliti per l’organizzazione delle feste settembrine da parte dell’amministrazione comunale. L’assenza di alcuni consiglieri, con conseguente mancanza del numero legale, ha reso vana la convocazione. “Tuttavia – afferma Malluzzo – ci siamo confrontati con l’assessore ed il sindaco, e abbiamo discusso seppur informalmente delle spese sostenute e sull’iter organizzativo portato avanti. Abbiamo cercato di fugare ogni dubbio proprio per fare chiarezza. Ci riserviamo comunque, io e la collega componente della Commissione, Lucia Vitanza, di approfondire, se servirà, ulteriormente le somme spese convocando, se sarà necessario, nuovamente la commissione”.

Ad Agrigento nel corso degli ultimi mesi i poliziotti della Squadra Volanti hanno denunciato una ventina di posteggiatori abusivi sorpresi in attività al posteggio del porticciolo turistico “Cesco Tedesco” a San Leone. L’ultimo denunciato è un pluri-recidivo. Si tratta di un egiziano di 34 anni, già destinatario di un foglio di via obbligatorio emesso dal questore Maurizio Auriemma. E’ stato denunciato, anche per non avere adempiuto al foglio di via, e gli è stato imposto l’obbligo di presentarsi alla stazione dei Carabinieri di Bivona essendo lui residente a Bivona.

A Canicattì i Carabinieri della locale Compagnia, nel corso di un servizio investigativo, hanno prima notato dei movimenti anomali nei pressi dell’abitazione di un trentenne canicattinese e poi, a seguito dell’irruzione e della perquisizione, hanno scoperto e sequestrato una piantagione di marijuana. La canapa indiana, appena essiccata, sarebbe stata pronta all’uso. Il sequestro ammonta a circa 2 chili e mezzo di sostanza stupefacente, per un valore di mercato di alcune centinaia di euro. E’ stato arrestato Filippo Cutaia, 30 anni, che risponderà all’autorità giudiziaria di coltivazione e detenzione a fine di spaccio di sostanze stupefacenti. E’ stato ristretto ai domiciliari.

 

Oggi pomeriggio alle 18 nell’atrio dell’Associazione Il Sorriso. Il sociologo converserà con Michele Rondelli e Francesco Spicola

Casteltermini, 6° appuntamento per Lampi nel Buio: si parla di Fake news e misinformation con Francesco Pira, co-autore di “Giornalismi”

 

 

Sarà presentato oggi pomeriggio a Casteltermini il saggio “Giornalismi – La difficile convivenza con Fake news e Misinformation”  scritto da Francesco Pira e Andrea Altinier con il patrocinio gratuito del Comune di Casteltermini, la collaborazione de “Il Sorriso” e delle sezioni agrigentine dell’ANCRI e dell’AICS, sesto appuntamento di “Lampi nel Buio”, rassegna culturale di SikeliaNews. L’incontro è fissato oggi alle 18 nell’atrio dell’Associazione “Il Sorriso”. Si parlerà con uno degli autori il Prof. Francesco Pira di Fake news e misinformation, tema di stringente attualità. Chiacchiereranno con l’autore Michele Rondelli e Francesco Spicola di SikeliaNews. L’incontro sarà preceduto dai saluti del Dott. Gioacchino Nicastro, Sindaco di Casteltermini; di Claudia Di Gregorio, Assessore alla Cultura;  del Dott. Cav. Giuseppe Petix, Presidente Provinciale AICS Agrigento e del Cav. Pietro Sicurelli, Presidente Provinciale ANCRI Agrigento

Sei milioni di euro, per riassettare i letti dei torrenti e ridurre i rischi in vista delle piogge autunnali, possono essere pochi, ma anche troppi. Quello che un po’ dappertutto sarebbe un paradosso, trova legittimità in Sicilia e nello specifico nei corridoi del dipartimento regionale al Territorio in via Ugo La Malfa. Qui, da mesi, ci si chiede cosa fare delle somme inserite nell’articolo 8 della finanziaria regionale emanata a maggio dopo un lunghissimo iter all’Ars che, così come accaduto in era Crocetta, non ha evitato il ricorso all’esercizio provvisorio fino all’ultimo giorno consentito dalla legge. 

Le risorse – oltre sei milioni e mezzo per l’esattezza – sono destinate alla realizzazione di interventi di «manutenzione ordinaria e straordinaria, compresi gli interventi di urgenza e somma urgenza, sul demanio fluviale, anche relativi ai manufatti pubblici ivi insistenti in condizione di precarietà strutturale e gli interventi di pulizia». Non una manna dal cielo considerate le precarie condizioni generali dei corsi d’acqua isolani, ma comunque una novità per il bilancio regionale: è infatti la prima volta che viene istituito un capitolo ad hoc per gli interventi sul demanio fluviale da quando, nel 2013, la competenza è passata al dipartimento al Territorio, dopo anni in cui la manutenzione spettava al Genio civile. Tuttavia, con l’estate quasi agli sgoccioli e il maltmpo arrivato già ad agosto, anche quest’anno si corre il rischio di affrontare le insidie autunnali senza particolare prevenzione.

All’origine di tutto ci sarebbe ancora una volta un problema di competenze: la legge di stabilità ha istituito l’Autorità di bacino, nuova ramificazione della pubblica amministrazione cui affidare la gestione di uno dei settori del patrimonio pubblico storicamente più trascurati. Così come pensata dal governo Musumeci, l’Autorità dovrebbe accogliere al proprio interno il contributo – sia politico che amministrativo – di diversi assessorati regionali, riuniti in una conferenza istituzionale e in un’altra operativa. Al momento, però, tutto resta sulla carta. Il 25 luglio la giunta regionale ha deliberato un atto di indirizzo che disciplina la norma transitoria in attesa che l’Autorità muova i primi passi. Il coordinamento delle attività, al momento, fa riferimento al segretario generale dell’Autorità individuato nell’attuale dirigente del dipartimento Acque e Rifiuti, Salvatore Cocina

Obiettivo della disciplina transitoria sarebbe di consentire l’immediata operatività e, dunque, accelerare gli iter per arrivare agli interventi sul territorio. La realtà, però, racconta tutt’altro: complici le ferie estive, dal 25 luglio si sarebbe tenuta soltanto un’altra riunione informale tra i funzionari. Un incontro da cui sarebbero emerse soprattutto due riflessioni: serve innanzitutto stabilire le modalità con cui pianificare gli interventi che potranno essere effettuati dai forestali, dal personale dell’Ente sviluppo agricolo e dai consorzi di bonifica. Ma c’è anche la consapevolezza che, calendario alla mano, difficilmente si riuscirà a spendere le somme inserite in bilancio. Per il primo punto, la linea sarebbe di chiedere a tutti i soggetti a vario titolo coinvolti di segnalare le maggiori criticitàper poi scegliere le priorità; sul secondo punto si spera di riuscire a fare il più possibile. Avendo ben chiaro che gli iter di valutazione dei progetti non sono snelli. 

E così, seppure lontano dalle dichiarazioni ufficiali, c’è chi avanza l’ipotesi per cui le misure attuabili saranno solo quelle che potranno derogare alle normative. «Come nel caso degli interventi di somma urgenza», ragiona ad alta voce qualcuno tra i corridoi. Per questo tipo di provvedimenti però, inevitabilmente, bisognerà attendere che prima arrivino le emergenze. Un paradosso. O forse no, perlomeno da queste parti

“Dove sono coloro che dovrebbero difendere il territorio e farlo crescere?”
“Amministrare non significa privare o abbattere infrastrutture impoverendo il territorio”
“Consiglio comunale silenzio Indegno”

Adesso pure un assessore regionale(Tusa) dopo 50 anni dalla costruzione del ponte “Viadotto Akragas” (così si chiama, Morandi ne era solo il progettista) le spara grosse per fare populismo in danno alla città di Agrigento che non ha al momento una amministrazione ed una classe politica che la difenda da attacchi ridicoli e tendenziosi…….Tutti MUTI…….
Adesso tutti a difendere una Valle” che non esiste se non per la parte a ridosso dei templi, Che si pensi prima allora ad abbattere i “tolli” e tutti i palazzi abusivi nati negli anni 60/70/80 dal Viale Della Vittoria ad arrivare fino a Bonamorone…….
Povera la “nostra città” indifesa da una classe politica inesistente ed inconcludente, non avete ancora capito che ci vogliono tagliare fuori completamente ?
Dov’è l’aereoporto ?
Dove sono le infrastrutture ?
Hanno abbattuto un ponte(Petrusa) isolando migliaia di residenti che pagano le tasse ad Agrigento ed un istituto penitenziario senza che nessuna istituzione battesse ciglio…..
hanno costruito una strada dopo 50 anni(ss. 640) ed è dal primo giorno a mezzo servizio con corsie chiuse sine die……
Hanno iniziato i lavori per una strada distruggendo di fatto un traffico viario(Agrigento Palermo e viceversa) che portava ad Agrigento tanti turisti che oggi ci rinunciano(il turismo nessuno lo dice ma dallo scorso anno è diminuito del 30%), un treno quando parte non si sa e quando arriva è un miraggio(eppure ferrovie italiane punta su Agrigento col trenino storico)  
Eppure l’assessore regionale parla di abbattere una delle poche infrastrutture e non parla dell’isolamento che vive Agrigento, e la nostra deputazione che fa ?
Silente come sempre !

Si aggrava la posizione del ministro dell’Interno nell’indagine che riguarda la nave della guardia costiera rimasta bloccata per cinque giorni al porto di Catania, con a bordo 177 migranti. Tra 15 giorni il fascicolo passerà al tribunale dei ministri

Nuove accuse al ministro dell’Interno, Matteo Salvini, che nell’inchiesta sul caso Diciotti risponde di sequestro di persona, arresto illegale e abuso d’ufficio, insieme al suo capogabinetto. Ipotizzati dalla procura di Agrigento, come confermato da fonti giudiziarie, anche i reati di sequestro di persona a scopo di coazione, in quanto secondo i magistrati il titolare del Viminale avrebbe impedito lo sbarco per fare pressione sull’Ue in direzione della ridistribuzione dei migranti; e l’omissione d’atti di ufficio poiché avrebbe ignorato la richiesta della guardia costiera di un porto sicuro, indicando Catania solo come scalo tecnico. Il procuratore Luigi Patronaggio sta effettuando ulteriori accertamenti e verifiche anche per quanto riguarda l’identificazione e la tutela dei diritti delle persone offese e per problemi di carattere tecnico-giuridico. 

L’intenzione è assicurare ai migranti che erano a bordo della Diciotti la piena tutela legale e la possibilità di costituirsi in giudizio contro il ministro dell’Interno. Domani dovrebbero arrivare gli atti dell’inchiesta alla procura di Palermo. Gli uffici diretti da Francesco Lo Voi avranno 15 giorni per inviare tutto al Tribunale di ministri che avvierà la sua istruttoria decidendo entro 90 giorni (più eventuali sessanta) se archiviare o trasmettere nuovamente le carte al procuratore della Repubblica che dovrà inoltrare l’autorizzazione a procedere al Senato.

 

 

 

 

 

Il luogo è ideale, la cornice è suggestiva al punto giusto.
L’acustica è perfetta, la rassegna prestigiosa.

Ieri 29 agosto nella cornice accattivante e sofisticata del giardino di Palazzo Venezia in Roma, si è assistito al concerto di Noa e del suo quartetto, nell’ambito della rassegna “Il Giardino Ritrovato“, che si inserisce nel più ampio circuito di “Artcity 2018” che propone innumerevoli iniziative culturali, il cui programma coprirà l’intera estate 2018, spalancando i confini dei musei, aprendoli ulteriormente all’arte e alla cultura.

Tra i fortunati che ieri sera hanno potuto assistere alla performance della cantante israeliana e dei suoi musicisti, c’erano due ospiti speciali, di grande caratura. Seduti in prima fila il maestro Nicola Piovani –  a cui Noa è particolarmente legata da un rapporto di amicizia – e il regista Paolo Taviani.

Una serata  che parte già con l’atmosfera giusta, che si consuma lenta tra musica e parole, tra messaggi di speranza e virtuosismi; il tutto condito dalla verve, dalla simpatia e dalla forza travolgente di Noa, che ieri sera non si è solo esibita, ma ha anche lanciato forte e chiaro un messaggio contro ogni forma di razzismo, di emarginazione e di indifferenza.

Canta in molte lingue: in lingua ebraica, yemenita, in inglese, ed anche in napoletano. Dice di conoscere poco l’italiano ma di amare molto la nostra lingua. Non è vero che lo conosce poco, l’italiano; lo parla bene, aiutata a volte dalla lettura di alcune riflessioni che lei stessa ha scritto.

Il concerto inizia proprio con un saluto “Shalom“, che significa “Pace”. Un saluto accorato, in musica, a cui seguono le sue significative parole di ringraziamento verso il suo pubblico, particolarmente attento ed incantato dalla bravura della cantante israeliana. Noa porta sulla fronte una coroncina, è vestita con un caratteristico abito della sua terra. Ma durante il concerto ne indosserà  un altro, bianco, nella seconda fase del suo coinvolgente concerto.  Un incipit delicato, appassionato che già lascia trasparire le tante sfumature della voce, che seguono la linea melodica, che è capace di raggiungere note acute e pulite. Le appartiene una voce limpida, angelica, ma al contempo magnetica. E’ dotata di una tale versatilità che mai immagineresti che la più famosa cantante israeliana al mondo – il cui nome è legato al film “La vita è bella” di cui lei ha cantato la colonna sonora scritta dal maestro Nicola Piovani – possa essere capace di esprimersi in così tanti generi musicali, che vanno dalla canzone napoletana al blues, dalla musica classica al jazz, dal canto yemenita al pop. E la cosa che più sorprende è che riesce a trovare la giusta intenzione e la giusta energia in ognuno di quei passaggio che ricama magistralmente con la voce.

Non una nota fuori posto, non un’ incertezza. Noa è anche percussionista, compositrice e la sua voglia di esplorare il mondo musicale l’ha condotta sino alla musica di Bach, sui cui famosi concerti, ha scritto dei testi ispirati al cambiamento, all’amore e alla speranza. Racconta come quei testi, così madidi di significato, le siano stati ispirati dal coraggio delle donne israeliane ma anche di quelle palestinesi.   Ma prima di arrivare al suo nuovo lavora sulle musiche di Bach, Noa incanta con “Nothing but a song“. E’ durante il pezzo “I don’t know” – che spesso durante il cantato diventa in italiano “Non lo so” – che si sprigiona un’atmosfera che parte dall’intensità del testo, per poi migrare alla suggestione forte e trascinante di quella voce che tutto può, che canta ogni nota; Perché Noa ci mette tutta se stessa, ci crede, coinvolge tutto e tutti. Chiede al pubblico di farle da controconto, di rispondere a quella sua domanda: “posso sopportare? Le mie ali sono abbastanza forti per volare? Che vento mi aspetta lì fuori?” Non lo so, recita il testo, eppure nella sua espressività che si serve della musica, della sua stessa voce, risiede una grande speranza. Quella che racconta subito dopo, quando parla di quell’essere tutti immigrati; alcuni lo sono nel corpo, altri nello spirito. “La mia casa è una canzone” – dice Noa, e prima o poi tutti saremo su una barca, in attesa di giungere da qualche parte. La voce di Noa è senza dubbio una voce da soprano. Le note le raggiunge senza falsetto. Conosce la tecnica molto bene, ne fa un giusto uso, la utilizza per lasciare il pubblico a bocca aperta ma anche per raccontare il suo mondo, fatto di carattere prorompente, di personalità e di bellezza. Una bellezza che non è solo nei suoi tratti fisiognomici, ma anche nel suo modo di sorridere, di coinvolgere e di avvolgere.

Non è sola sul palco Noa. Insieme a lei ci sono dei musicisti di eccellente bravura. Gil Dor alla chitarra, compositore, direttore musicale, che condivide con la cantante 28 anni di percorso professionale e di amicizia, Adam Ben Ezra al contrabbasso,  e Gari Seri alle percussioni. Sono loro che incorniciano la performance della cantante; sono loro che creano ed imbastiscono il tessuto armonico e ritmico sul quale Noa incide il suo cantato. Sono loro che sfoggiano una bravura durante dei duetti – come quello in acustico bongo e chitarra – o in assoli travolgenti come quello in cui  il giovane Ezra, concede attraverso il suo contrabbasso un piccolo viaggio fatto di melodie arabe, mentre batte sulla cassa, modera l’uso della mano destra sulle corde e con la sinistra delinea la melodia, tutta in controtempo. Momenti di grande musica, di messa in mostra di talento. Noa concede loro spazio, poi torna in scena e canta in napoletano voce e chitarra “Santa Lucia luntana“.

E’ intensa Noa.
Sa fare tutto e tutto bene.
Sale sulla pedana, va davanti alle sue percussioni e si scatena in una della fasi più travolgenti del concerto. Suona con una ritmicità, con una velocità e con una precisione che ci si domanda da dove la tiri fuori tutta quella energia. Lo capisci dopo, quando parla dei testi da lei scritti per la musica di Bach, che quella energia scaturisce dal suo amore per la vita, per suo marito, per tutto quello in cui lei crede. E lei crede nella forza del “guardarsi”. Del guardarsi per capirsi, per non piegarsi a quel mondo che sta cambiando. Un guardarsi oltre il muro, aspettando una luce che brilli oltre il dolore, che possa consegnare un domani, in un mattino che possa vedere cadere tutti i muri.
E’ questo il testo scritto su “largo – concerto in Fa minore di Bach”. Il brano si intitola proprio “Look at me“.  Poi ancora “Little lovin” chitarra e voce, su “Invenzione n. 4 a due voci in Re minore”  e quella conversazione immaginata tra lei ed il suo uomo, l’unico grande amore della sua vita. Delle sonate di Bach, Noa canta ogni nota. Bach diventa jazz, anche, e così la famosa “Badinerie della suite orchestrale n. 2 in Si minore” diventa “No, baby no” nelle intenzioni della cantante israeliana che da sfoggio di grande conoscenza della metodica jazz.

Sul finale Noa canta il blues, come se fosse quello il suo abito migliore.
Ma come si fa a dire quale sia il suo abito migliore?
Tutto ciò in cui si cimenta, è credibile, è adeguato, è dotato di sfumature, di intenzioni, di forma che incanta.

Va via, senza aver regalato quel pezzo che l’ha resa nota al mondo occidentale, che l’ha resa la Noa della “Vita è bella”. Ma c’è spazio anche per quel brano, sul finale, nel bis, prima del congedo, prima dei saluti, prima di quel vuoto che apparentemente gli artisti lasciano quando la musica finisce, ma che si riempie di quelle emozioni che restano sospese, che pian piano ti scivolano addosso, sotto il primo strato di pelle, e poi nelle note che ti rieccheggiano in mente ancora per un po’,  dopo che la musica è finita.

E così arriva “Life is beautiful“. Ci sono ricordi, ci sono piccole commozioni;  tra il pubblico Piovani, attento e coinvolto per tutto il concerto, resta in ascolto come se fosse tutto perfetto, in quel momento, e forse era davvero così.

 “Sorrridi, senza ragione. Ama, come se fossi un bambino. Sorridi, non importa quel che ti dicono. Non ascoltare una sola parola perché la vita è bella così”

E se lo dice Noa, con quella sua travolgente capacità di incantare e di crederci, allora tocca farlo, senza riserve.

 

Simona Stammelluti

Venerdì 31 Agosto alle ore 18,30 a Porto Empedocle c/o la TORRE CARLO V, presenterà il libro STAGIONI DEL SILENZIO il dott. Renato Schembri.

Stimato psicologo agrigentino, Schembri, è anche un grande scrittore, il suo ultimo libro “STAGIONI DEL SILENZIO” edito da Ottolibri Edizioni, è un giallo di sciasciana memoria.

L’evento è inserito nel cartellone dell’ESTATE EMPEDOCLINA ed è organizzato dal Comune di Porto Empedocle in collaborazione con il SIL SICILIA.

Introdurrà la presentazione l’Assessore alla Cultura dott.ssa Stefania La Porta, colloquierà con l’autore il dott. Alessandro Accurso Tagano Coordinatore SIL SICILIA.