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Salvini, altre accuse dalla Procura di Agrigento

Sequestro di persona a scopo di coazione e omissione d’atti d’ufficio. La Procura di Agrigento contesta altri reati al ministro dell’Interno. Salvini: “Sono medaglie”

Vi è stato uno slittamento di giorni per la trasmissione degli atti della Procura della Repubblica di Agrigento sul caso “Diciotti” alla Procura di Palermo affinchè fossero poi trasmessi al Tribunale dei ministri competente a giudicare il ministro degli Interni, Matteo Salvini, indagato insieme al suo capo di Gabinetto, il prefetto Matteo Piantedosi. E dietro lo slittamento si è ipotizzato che vi fosse la necessità di identificare tutti i migranti a bordo della “Diciotti” e assicurare loro una tutela legale per costituirsi eventualmente in giudizio come parti offese. E poi, che fosse in itinere una nuova ulteriore valutazione tecnico-giuridica sulle ipotesi di reato già contestate ed altre contestabili. Ebbene sì: oltre il sequestro di persona, l’arresto illegale e l’abuso d’ufficio, la Procura di Agrigento contesta al ministro Salvini il reato di sequestro di persona a scopo di coazione. E ciò perché Salvini avrebbe impedito lo sbarco dei migranti per pressare (ecco la coazione) sulla Commissione Europea indifferente al principio della distribuzione del peso dei migranti fra gli Stati membri. E poi, altra ipotesi di reato che i magistrati coordinati da Luigi Patronaggio ritengono sussistente è l’omissione di atti di ufficio perché il ministro dell’Interno avrebbe ignorato la richiesta della Guardia costiera di un porto sicuro, indicando Catania solo come scalo tecnico. La replica del leader della Lega è stata immediata, e le sue parole sono state: “Ho scoperto che ho altri due capi di imputazione: per me sono medaglie. Apprendo che esiste un nuovo reato: il ricatto all’Unione europea. Non sapevo che esistesse. Stanno modificando il codice penale. Bene, rivendico di aver ricattato l’Unione Europea. Abbiamo chiesto la rotazione dei porti di sbarco delle navi impegnate nella missione ‘Sophia’, perché non è possibile che tutti i migranti soccorsi vengano da noi come sottoscritto dal Governo Renzi che ci ha lasciato con questa eredità pesante. Se dall’Europa arriverà l’ennesimo no, dovremo valutare se continuare a spendere soldi per una missione che sulla carta è internazionale ma poi gli oneri ricadono solo su un Paese, l’Italia” – conclude Salvini. Nel frattempo, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Messina ha convalidato l’arresto dei quattro scafisti che avrebbero condotto l’imbarcazione soccorsa dalla nave “Diciotti”. A tutti, e sono tre egiziani e un bengalese, è stata applicata la custodia cautelare in carcere per associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e violenza sessuale. (Angelo Ruoppolo Teleacras . 

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