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Il neo rieletto sindaco di Joppolo Giancaxio non smentisce mai le sue parole.

Non essendo un politicante di vecchio stampo, di fatto, ha mantenuto fede a tutti i suoi discorsi effettuati durante la campagna elettorale.

In uno dei suoi comizi aveva detto: “Abbiamo fretta di vincere perché abbiamo interrotto un lavoro intrapreso 5 anni fa”.

In effetti, di lavoro Portella e la Giunta ne aveva fatto abbastanza. Alcune importanti opere, vedi il Parco Avventura Cento Passi”, sono sotto gli occhi di tutti. Altre sono ancora in itinere. Ed è proprio per questo che il sindaco Portella sta accelerando i tempi per istituire il “suo” ufficio amministrativo, assegnando questa le deleghe assessoriali.

Domenico Migliara è stato nominato vice sindaco. Inoltre ricoprirà le deleghe assessoriali agli Affari Generali e Contenzioso, Ambiente, Salute e Risorse Umane.

La giovane Valentina Pistone si occuperà di Politiche Giovanili, della Famiglia, delle Aggregazioni, delle Pari Opportunità e Politiche Sociali.

Salvatore Capodicasa, invece, è stato nominato assessore alle Politiche Culturali e del Tempo Libero, Politiche del territorio e per lo Sviluppo, Prgrammazione Finanziaria e Gestione del Patrimonio, Politiche del Decoro Urbano e Pubblica Istruzione.

Al sindaco Portella e alla sua Giunto l’augurio di un buon lavoro.

Gambiano accusato da sue vittime, indagine Dda Palermo

La corte d’assise di Agrigento ha condannato a dieci anni di carcere per traffico di esseri umani e per le torture inflitte ai profughi prigionieri nel campo libico di Sabrath Janneh Yuspha, gambiano di 21 anni.
    Dalle indagini condotte dal pm della dda di Palermo Gery Ferrara è emerso che l’imputato ha tenuto sotto sequestro e ridotto in schiavitù decine di migranti in procinto di partire per l’Europa. L’africano avrebbe costretto i profughi che venivano tenuti reclusi a Sabrath a lavorare per pagarsi la traversata del Mediterraneo e li ha picchiati e minacciati. L’uomo si è imbarcato per l’Italia coi migranti aiutando gli scafisti e tenendo sotto controllo i profughi durante la traversata del Canale di Sicilia. A denunciarlo sono state le vittime dopo l’arrivo in Italia.
   

Operazioni risalgono a inizio Duemila, allarme Corte conti

La Regione siciliana si prepara a pagare oltre 200 milioni di interessi ereditati dall’avventura finanziaria con i prodotti derivati subordinati contrattualizzati agli inizi del Duemila, al tempo del governo di Totò Cuffaro. Secondo quanto emerge dai documenti consultati dall’ANSA se l’attuale governo non rimodulerà gli onerosi contratti a suo tempo stipulati con le banche d’affari Nomura, Merril Lynch e Deutsche Bank la perdita complessiva supererà i 300 milioni di euro. Il dato si evince anche dal rendiconto della Regione per il 2017, al vaglio della Corte dei Conti che già in passato aveva sollevato il problema lanciando l’allarme.
    Non solo. Sempre secondo quanto appurato dall’ANSA tra i dirigenti regionali che all’epoca parteciparono alla valutazione dei derivati strutturati poi sottoscritti, nessuno avrebbe avuto contezza effettiva dei termini abbastanza complessi contenuti nei contratti e dell’impatto che queste operazioni avrebbero avuto con gli interessi passivi.

Si è appena conclusa in Commissione Territorio Ambiente e Mobilità, l’audizione avente ad oggetto “situazione degli impianti delle acque reflue nel territorio regionale” dove il Prof. Rolle (Commissario straordinario nazionale per l’infrazione comunitaria sul trattamento delle acque reflue urbane), ha riferito sull’attuale situazione della depurazione in Sicilia e sulle scelte che intende intraprendere per dotare celermente tutta l’isola di adeguati impianti di depurazione.
Il Commissario ha precisato che al momento ci sono 20 gare di progettazione in corso e 12 già aggiudicate ed in fase di avvio lavori.
In merito al depuratore di Sciacca ed al nuovo depuratore al servizio della fascia costiera di Agrigento e Favara, il Commissario ha dichiarato che sarà bandita già in Autunno la gara d’appalto.
Gli impianti saranno realizzati acquisendo il progetto esecutivo redatto da Girgenti Acque S.p.A, che dovrà subire delle piccole modifiche per essere adeguato alla nuova normativa sugli appalti. 
I lavori, però, non potranno essere eseguiti direttamente dalla società ma dovrà essere bandita una gara, come la normativa prevede e come un parere dell’avvocatura ha acclarato, confermando i dubbi espressi mesi fa dalla commissione che presiedo. 
La gara sarà bandita da Invitalia in qualità di centrale di committenza giusta convenzione con il Commissario Straordinario nella qualità di stazione appaltante. 
Abbiamo chiesto al Commissario Rolle di prevedere tra le modifiche di adeguamento del progetto esecutivo, anche la previsione di vasche di accumulo per acque depurate. 
Il riuso delle acque reflue comporterà, probabilmente, anche l’intervento dei consorzi di bonifica e della Regione, ma è una misura lungimirante ed al passo con le più recenti normative Europee. 
Finalmente al termine di una Audizione si può dare una risposta certa ai cittadini sulle scelte intraprese e sulla loro tempistica.
In Autunno si svolgerà la gara d’appalto per il depuratore, opera fondamentale per la tutela del mare di San Leone, per lo sviluppo del turismo e per la tutela della salute dei cittadini e non solo, il Commissario ci ha assicurato che invierà in Commissione un report semestrale per darci modo di controllare e seguire l’andamento dei lavori.
Con orgoglio ribadisco che con gli Agrigentini avevamo preso un impegno preciso in campagna elettorale ed anche stavolta rispondiamo con i fatti. 
Questo è il Governo del Fare. 

“La mia Organizzazione ha sempre agito e continua ad agire nel pieno rispetto delle leggi, per la tutela dei diritti dei lavoratori che, nella fattispecie, coincide esattamente con la ricerca dell’efficienza del servizio a favore della comunità”. Il segretario regionale della Funzione Pubblica della Cgil, Alfonso Buscemi, si vede costretto ad intervenire dopo le critiche mosse dal direttore di Legambiente Sicilia, Claudia Casa, in riferimento alla vicenda della differenziata ad Agrigento. “Io personalmente, così come il Sindacato, che ho l’onore di rappresentare, non ha prestato mai il fianco a strumentalizzazioni o a piani – sottolinea Buscemi – che vadano oltre quelli che sono i nostri obiettivi, dichiarati, trasparenti e legittimi, derivanti da precise disposizioni normative e contrattuali. La nostra missione sindacale è quella, ove ci siano le condizioni tecniche e giuridiche, di salvaguardare i posti di lavoro di padri di famiglia, il cui impegno e il cui senso responsabilità nell’espletamento del servizio non possono certamente essere messi in discussione “sparando nel mucchio”. E, sulla necessità dell’oggettivo potenziamento del servizio per fronteggiare l’emergenza rifiuti in città, al direttore di Legambiente la risposta l’ha data direttamente l’Amministrazione comunale di Agrigento, avendo, dopo un incontro svoltosi alla luce del sole alla presenza di sua Eccellenza, il Prefetto, assunto l’impegno dell’avvio delle attività aggiuntive. Un provvedimento destinato ad allentare la pressione sui lavoratori, i quali vantano emolumenti per le ore di straordinario effettuato e con un monte ferie lievitato. Questa è la situazione, questa è la sacrosanta verità. Tutto il resto – conclude Buscemi – sono critiche gratuite, strumentali, che certamente non fanno il bene della differenziata e neanche della comunità agrigentina”.  

Sarà consegnato venerdì 22 giugno 2018 al Teatro Garibaldi nel corso di un evento formativo in occasione della giornata del rifugiato nel corso del seminario di formazione per giornalisti e assistenti sociali  su ”Immigrazione e mass media. Il ruolo della comunicazione nei processi d’integrazione del richiedente asilo”. Gli altri due Premi ai giornalisti Leone Zingales e Santo Gallo

Il Premio Penna Maestra ” per l’impegno per la formazione continua dei giornalisti e per l’instancabile attività scientifica di ricerca da docente universitario nel campo della comunicazione on line sarà consegnato al professor Francesco Pira, sociologo e giornalista, docente di comunicazione dell’Università di Messina, il prossimo venerdì 22 giugno 2018 alle ore 9 ad Avola in provincia di Siracusa. Lo riceverà nel corso di un importante evento sul tema “Immigrazione e mass media. Il ruolo della comunicazione nei processi d’integrazione del richiedente asilo. Linguaggio, metodologie e tecniche di chi deve lavorare in rete al servizio della società civile” un importante seminario formativo presso il Teatro Comunale “Garibaldi”.

L’incontro, diventato ormai un appuntamento fisso nelle agende di giornalisti ed assistenti sociali per la formazione continua, è organizzato dall’Associazione Santo Stefano Onlus in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato.

Al convegno, patrocinato dal Comune di Avola, interverranno il sindaco Luca Cannata e l’assessore alle politiche sociali Simona Caldararo, Francesco Pira sociologo e docente di Comunicazione all’Università di Messina, Giuseppe Cascio giornalista professionista ed esperto di comunicazione sociale, Maria Concetta Storace segretaria dell’Ordine Nazionale degli Assistenti Sociali, Carlo Gilistro presidente dell’Associazione Pediatri per il Sociale. L’incontro sarà coordinato dal giornalista Damiano Chiaramonte.

Durante il convegno verrà consegnato il premio “Tina Amato” (una volontaria, insegnante in pensione, che ha operato molto nel sociale e nel campo dell’integrazione) al Comune al sindaco Luca Cannata, all’assessore ai servizi sociali Simona Caldararo ed all’equipe del Comune di Avola che si occupa di integrazione.

Sul fronte della comunicazione, il premio verrà assegnato al vice presidente nazionale dell’Unci, Leone Zingales, promotore ed animatore del “Giardino della Memoria” in ricordo delle vittime della mafia, per l’impegno dei cronisti nella battaglia antimafia per la legalità, perché il fronte antimafia è il primo baluardo dell’impegno sociale.

Leone Zingales sarà premiato da Giovanna Raiti, sorella del carabiniere avolese, Salvatore Raiti, vittima della mafia, ucciso nella strage della circonvallazione di Palermo, il 12 giugno 1982, mentre era impegnato nel trasferimento del boss detenuto Alfio Ferlito.

Nella stessa mattinata L’Agirt (Associazione Giornalisti Radiotelevisivi e Telematici , che è coorganizzatrice del seminario, assegnerà il premio “Penna maestra in memoria di Gregorio Valvo” al segretario regionale dell’Ordine dei Giornalisti Santo Gallo, e come già scritto al sociologo e  giornalista Francesco Pira.


Il 30 giugno scade il termine per i Comuni con differenziata scarsa a dotarsi del contratto per la spedizione dei rifiuti fuori Sicilia. L’attuale condizione.

L’assessore regionale ai servizi primari, Alberto Pierobon, lavora a stretto contatto col presidente della Regione, Nello Musumeci, per evitare che l’emergenza rifiuti, già latente e conclamata, esploda in tutta virulenza durante l’estate. Musumeci e Pierobon sono impegnati innanzitutto a recuperare credibilità con Roma, con il ministero dell’Ambiente, dove la Sicilia è tacciata come la Regione che promette tanto e non mantiene nulla. E come replicare, quando, ad esempio, con il beneplacito e l’incoraggiamento del governo Renzi si concordò la costruzione dei termovalorizzatori, e Crocetta giocò con la melina a centrocampo dei mini termovalorizzatori senza mai concludere niente. Se fosse stato diversamente, oggi altro che problemi con le discariche sature e la differenziata. Anche se il problema discariche, forse, è stato troppo enfatizzato. Infatti, secondo una stima del Dipartimento Rifiuti, la Sicilia ha una dotazione di discariche e di impianti Tmb (trattamento meccanico-biologico) superiore a Lombardia, Piemonte e Veneto. E l’unico problema legato alla mancata autorizzazione dell’impianto di Siculiana è stato risolto dirottando i rifiuti indifferenziati di 66 Comuni fra Trapani, Gela e Catania. Inoltre, ed è una notizia positiva in prospettiva estiva, è imminente l’attivazione di un impianto di conferimento pubblico a Ragusa. Le discariche quindi non mancano ma sono colme, e perché? Perché la raccolta differenziata, soprattutto nelle città come Palermo, Catania e Messina, è a percentuali misere. In Lombardia infatti è conferito in discarica appena il 4% di rifiuto indifferenziato. E in Sicilia, secondo l’ultimo dato ufficiale, è in discarica l’80%. Ecco quindi il traguardo perentorio del governo regionale: ridurre l’80 ad almeno il 35%, che è la soglia di sicurezza del sistema siciliano. Ed altrettanto ecco perché a carico dei Comuni meno virtuosi incombe il termine del 30 giugno. Entro tale termine i sindaci con differenziata scarsa, sotto il 35%, dovranno avere pronto il contratto, a proprie spese, per la spedizione dei propri rifiuti indifferenziati fuori dalla Sicilia. 200 euro a tonnellata, e pagano i cittadini.

Angelo Ruoppolo (Teleacras) 

Servizio regolare dopodomani, giovedì 21 giugno, per quanto concerne la raccolta differenziata in città. Lo sciopero degli operatori ecologici, impegnati in una vertenza per il riconoscimento del diritto a ferie e straordinario, è stato infatti revocato dalle organizzazioni sindacali di categoria. “Dopo l’incontro in Prefettura con l’amministrazione comunale, aziende e Prefetto – spiegano i sindacalisti di Cgil, Cisl e Uil Enzo Iacono, Umberto nero e Nino stella – e dei due successivi incontri con i vertici delle Rti, il raggruppamento di imprese che gestiscono il servizio di igiene ambientale in città, si è deciso di revocare unitariamente lo sciopero. Infatti con l’innesto dei servizi aggiuntivi pomeridiani del servizio si è trovata la possibilità di efficientare l’intero servizio per il cittadino. Stante così le cose, riteniamo corretto revocare lo sciopero indetto del 21 giugno.”

La Capitaneria di Porto Empedocle è stata impegnata nell’operazione “Spring fish”, coordinata dalla Direzione marittima di Palermo, nel periodo compreso dal 21 maggio all’8 giugno. Numerosi sono stati i controlli nella provincia di Agrigento compiuti dai militari della Guardia costiera di Agrigento, tra pescherecci, ristoranti, venditori ambulanti e pescherie. Complessivamente sono stati confiscati circa 193 chili di prodotto ittico, 40 metri di rete da pesca e sono state elevate sanzioni amministrative per mancanza di tracciabilità del prodotto ittico e per mancato rispetto dei requisiti previsti dal pacchetto igiene, per un totale di 22.256 euro. Il prodotto ittico confiscato, dopo un’ispezione effettuata dai veterinari dell’Asp di Agrigento, è stato dichiarato non idoneo al consumo umano per l’impossibilità di verificarne la provenienza ed è stato destinato alla distruzione.