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La Procura di Catania ha invocato un decreto penale di condanna, per “simulazione di reato continuata”, a carico dell’ex deputato della Lega e già coordinatore in Sicilia, Angelo Attaguile. In tal caso, il decreto penale di condanna prevede l’applicazione di una pena pecuniaria (in sostituzione della detentiva) di 22.500 euro. Attaguile, iscritto nel registro degli indagati da gennaio del 2017, è imputato perché – si legge nel capo d’imputazione – “con più denunce presentate in tempi diversi ed in esecuzione di un medesimo disegno criminoso, innanzi alla Polizia ha affermato falsamente di aver ricevuto minacce ed intimidazioni, in modo che si potesse iniziare un procedimento penale a carico di ignoti”. Angelo Attaguile, difeso dall’avvocato Antonio Fiumefreddo, ha 15 giorni di tempo per opporsi, chiedendo il giudizio con rito immediato o abbreviato. Le indagini sono state condotte dalla Digos di Catania.

Come si ricorderà alcuni dipendenti del Consorzio di Bonifica Agrigento 3, con in primis l’ex Direttore generale ing. Pieralberto Guarino, avevano proposto un ricorso giurisdizionale davanti ai giudici amministrativi per l’asserita declaratoria di nullità di alcuni provvedimenti afferenti l’approvazione dello schema tipo di Statuto dei Consorzi di Bonifica della Sicilia, l’approvazione delle schema tipo di regolamento di organizzazione, la nomina dei vice direttori generali del consorzio di bonifica Sicilia Occidentale, ed altri atti connessi e conseguenziali. Si era costituito in giudizio davanti al TAR , tra gli altri, il Consorzio di bonifica della sicilia occidentale, rappresentato e difeso dall’avvocato Girolamo Rubino, per chiedere il rigetto del ricorso, previa reiezione della richiesta cautelare avanzata dai ricorrenti; ed il TAR Sicilia,Palermo, sezione Prima, condividendo l’eccezione formulata dall’avvocato Rubino circa l’assenza di danno grave ed irreparabile incombente sui ricorrenti, aveva respinto la richiesta cautelare dagli stessi avanzata. Ma questi ultimi, patrocinati dall’avvocato Leonardo Palagonia del foro di Sciacca, hanno proposto appello cautelare davanti al Consiglio di giustizia amministrativa per la regione siciliana, per chiedere la riforma dell’ordinanza di rigetto della sospensiva emessa dal TAR. Anche in grado di appello si è costituito in giudizio il Consorzio di bonifica della sicilia occidentale, rappresentato e difeso dall’avvocato Girolamo Rubino, per chiedere il rigetto dell’appello cautelare,reiterando l’eccezione inerente l’assenza di “periculum in mora”, atteso che l’accorpamento dei vari consorzi di bonifica insistenti nel territorio siciliano non ha comportato alcuna modifica in merito alle posizioni giuridiche ed economiche di tutto il personale dipendente dei menzionati consorzi di bonifica. Il Consiglio di giustizia amministrativa per la regione siciliana in sede giurisdizionale, condividendo le tesi dell’avvocato Rubino, secondo cui l’impostazione dell’ordinanza cautelare appellata si manifesta condivisibile, ha respinto l’appello cautelare proposto dai dipendenti del Consorzio di bonifica Agrigento 3; pertanto, nelle more del giudizio di merito, resteranno invariati gli assetti amministrativi e burocratici del Consorzio di Bonifica della Sicilia occidentale, ed in primis la nomina a direttore generale del dr. Giovanni Tomasino .

E’ sempre ancorata a tre miglia dal porto di Pozzallo la nave cargo Alexander Maersk, battente bandiera danese, con più di 100 migranti a bordo, in attesa di essere autorizzata ad attraccare. In Prefettura e Capitaneria di porto di Pozzallo sono in attesa di un via libera dal ministero dell’Interno e dal ministero delle Infrastrutture che finora non è arrivato. Ieri vi è stata un’evacuazione medica per due migranti: una donna incinta all’ottavo mese di gravidanza e una bambina di 8 anni disidratata e con gastroenterite. Insieme a loro due sono stati portati a terra la figlia minorenne della donna e la madre e il fratello della bambina. Per il medico marittimo Vincenzo Morello che ha proceduto all’evacuazione e che ha avuto modo di controllare lo stato medico di altri migranti a bordo “la situazione è sotto controllo e non ci sono particolari casi d’allarme”.

Voto anche a Siracusa, Ragusa e Messina. Alle urne in 521.687

Sono stati aperti alle ore 7 i seggi negli 8 comuni siciliani in cui il 10 giugno scorso non è stato eletto il sindaco. Sono tre i capoluoghi di provincia interessati dalla consultazione: Siracusa, Ragusa e Messina.
    fari puntati su Messina con la sfida Dino Bramanti-Cateno De Luca. I seggi rimarranno aperti fino alle ore 23, subito dopo lo scrutinio. Oltre che nei capoluoghi Siracusa, Ragusa e Messina, in Sicilia si vota anche ad Acireale e Adrano in provincia di Catania, a piazza Armerina (Enna), Partinico (Pa), Comiso (RG).
    Sono chiamati al voto per i ballottaggi 521.687 elettori. Al primo turno la percentuale di votanti è stata del 60,78%.

Ore 13,30

Ballottaggi: in Sicilia affluenza 11,45%

Negli 8 comuni siciliani dove si vota per il ballottaggio per l’elezione dei sindaci l’affluenza alle ore 12 è del 11,45% in calo del 6,18% (era stata del 17,63%). Oltre che nei capoluoghi Siracusa, Ragusa e Messina, si vota anche ad Acireale e Adrano in provincia di Catania, a piazza Armerina (Enna), Partinico (Pa), Comiso (RG). A Siracusa l’affluenza è stata del 10,20% (il 10 giugno era del 17%), a Messina l’affluenza è del 12,03% (18,78%), a Ragusa è del 12,14% (17,85%). Sono chiamati alle urne 521.687 elettori.
   

Ore 20.00 

Ballottaggi: affluenza alle 19 al 33,38%, in forte calo

Si vota in 14 capoluoghi di provincia: in 9 è avanti il centrodestra, nei restanti 4 il centrosinistra

E’ stata del 33,38% l’affluenza rilevata alle ore 19 in 67 dei 75 comuni chiamati alle urne per i ballottaggi per le elezioni comunali sulla base dei dati raccolti dal Viminale. Al primo turno l’affluenza era stata del 42,82%. Dunque il calo è stato di oltre 9 punti percentuali. Il dato non tiene conto dei risultati della Sicilia e del III municipio della Capitale, gestiti direttamente dalla Regione e dal Comune di Roma.

Fino alle 23 sono chiamati al voto 2 milioni e 793mila elettori per il turno di ballottaggio in 75 comuni, in cui il 10 giugno scorso non è stato eletto il sindaco, e nel III municipio di Roma. Sono 14 i capoluoghi di provincia interessati dalla consultazione. In 9 è avanti il centrodestra, nei restanti 4 il centrosinistra. Occhi puntati sulle ‘mosse’ di M5S che si trova a dover affrontare sfide cruciali per le ricadute nazionali.

I capoluoghi di provincia interessati sono Sondrio, Imperia, Massa, Siena, Pisa, Terni, Viterbo, Brindisi, Avellino, Teramo, Siracusa, Ragusa e Messina, con Ancona l’unico capoluogo di regione. Nei grandi Comuni al voto è in vantaggio il centrodestra in 29, il centrosinistra in 20, i Cinque Stelle sono al ballottaggio a Ragusa, Avellino, Imola e Terni.

Queste le sfide principali (Sicilia) : 

SIRACUSA – E’ contrassegnato dallo strappo in casa ‘Diventerà bellissima’, il movimento del governatore della Sicilia Nello Musumeci, il ballottaggio tra Paolo Ezechia Reale (37% al primo turno), sostenuto da gran parte del centrodestra, e Francesco Italia (19,55%), ex vice sindaco nella giunta del renziano uscente Giancarlo Garozzo, che spera di riunire il Pd, che al primo turno ha appoggiato Fabio Moschella, non andato oltre il 13,11%. A tenere la coalizione di Reale col fiato sospeso è l’ex finiano Fabio Granata che sosterrà Italia.

* RAGUSA – Antonio Tringali (M5S) al 22,7% se la vedrà con Giuseppe Cassì (cd) al 20,8% al primo turno;

MESSINA – Dino Bramanti (Cd) al 28,2% affronterà Cateno De Luca (civico) al 19,8%, le cui sei liste non hanno eletto alcun consigliere comunale perché non hanno raggiunto il quorum del 5%.

 La sfida tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini sulla visibilità all’interno del governo avrà uno snodo cruciale nei ballottaggi di domani. Nei 14 capoluoghi di provincia (unico di regione è Ancona) che dovranno fare il bis alle urne, in 9 è avanti il centrodestra, mentre nei restanti 4 in testa sono i candidati del centrosinistra. Occhi però puntati sulle ‘mosse’ del Movimento Cinque Stelle che si trova a dover affrontare sfide interessanti soprattutto per le ricadute nazionali. Un esempio è Terni dove il candidato pentastellato dovrà vedersela con un esponente della Lega, appoggiato da tutto il centrodestra. Ed è proprio il rischio che il Carroccio faccia l’en plein ad impensierire ancora una volta i vertici del Movimento (mercoledì Grillo sarà a Roma per fare il punto con i fedelissimi) preoccupati che un eventuale nuovo bottino di voti per Salvini possa, in termini mediatici, sottolineare ancora di più che il governo giallo verde è in realtà un esecutivo a trazione Lega. Ecco perché per evitare il rischio di restare in un angolo e dover inseguire quotidianamente il ministro dell’ Interno, Luigi Di Maio ha deciso di passare al contrattacco annunciando, alla vigilia del voto, un intervento del governo contro le pensioni d’oro: l’idea è quella di tagliare quelle che superano il tetto di 4-5000 euro per finanziare quelle più basse. “Quest’anno – scrive il vice premier – non ci sono i mondiali, ma presto avremo qualcosa da festeggiare: la fine delle pensioni d’oro e l’inizio di un’Italia più giusta”. E sempre Di Maio rincara la dose con il reddito di cittadinanza, misura che il ministro dell’Economia Tria aveva di fatto congelato. La questione, da sempre cavallo di battaglia per il Movimento, sarà affrontata in un tavolo ad hoc convocato dallo stesso capo politico del M5S in accordo con il premier Conte. L’idea insomma, al di là degli annunci, è quella di provare a contendere la scena al titolare del Viminale che invece in un’intervista allo Spiegel anticipa addirittura quali saranno le mosse del presidente del Consiglio al vertice di Bruxelles sui migranti. Certo, la conquista delle città al ballottaggio, non solo Terni, ma anche roccaforti rosse come Pisa, Siena o Imola, rappresenterebbe per il leader della Lega la conferma che in questo momento il suo partito non teme rivali. Un risultato da usare sia nell’accordo di governo con i pentastellati, ma anche in chiave interna nei rapporti di forza con il centrodestra ed in particolare con Silvio Berlusconi. Il silenzio del Cavaliere che dura ormai da settimane di certo non aiuta il clima dentro Forza Italia e le voci di imminenti passaggi di parlamentari azzurri nelle file della Lega si fanno sempre più insistenti. E proprio in chiave centrodestra, l’attenzione è tutta su Imperia dove a sfidarsi sono Claudio Scajola, ex ministro dei governi Berlusconi e Luca Lanteri, fedelissimo dell’attuale governatore della Liguria Giovanni Toti.
   

Giuseppe Valenti, 56 anni, meccanico di Niscemi, in provincia di Caltanissetta, è morto in un incidente stradale autonomo che si e’ verificato in contrada Vituso, a pochi chilometri dal centro abitato del nisseno. L’uomo, che era a guida di una Saab, si è schiantato contro il muretto di una villetta, morendo sul colpo. Non è chiara la dinamica del sinistro. Non è da escludere un malore o una manovra azzardata. A Niscemi Giuseppe Valenti era molto conosciuto e stimato per la sua professione di esperto meccanico.

 

 E’ stato consegnato venerdì mattina 22 giugno 2018 ad Avola presso il Teatro Garibaldi il Premio Speciale “Penna Maestra” al sociologo e giornalista, Francesco Pira, docente di comunicazione all’Università di Messina. Il riconoscimento è stato deciso dall’AGIRT (Associazione Giornalisti Radiotelevisivi e Telematici” Edizione 2018, in memoria di Gregorio Valvo, Molto toccante e significativa la motivazione: “per il grande lavoro svolto nella piattaforma Sigef dando un forte contributo alla formazione continua dei giornalisti e per l’instancabile attività scientifica di ricerca, da docente universitario, nel campo della comunicazione on line”.

Il Premio “Penna Maestra” alla carriera è stato consegnato al segretario regionale dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia, Santo Gallo“per i lunghi anni trascorsi al servizio della categoria”.

Il Premio “Tina Amato” è stato consegnato al Vice Presidente nazionale dell’Unci, Leone Zingales, ideatore ed animatore del “Giardino della Memoria” in ricordo delle vittime della mafia, “per l’impegno dei cronisti nella battaglia per la legalità, perché la lotta alla mafia è il primo baluardo della società civile nella difesa della buona qualità della vita”. Zingales è stato premiato da Giovanna Raiti, sorella del carabiniere siracusano, Salvatore Raiti, vittima della mafia, ucciso nella strage della circonvallazione di Palermo, il 16 giugno 1982, mentre era impegnato nel trasferimento del boss detenuto Alfio Ferlito.

La consegna dei Premi è avvenuta nel corso del seminario sul tema “Immigrazione e mass media, il ruolo della comunicazione nei processi d’integrazione dei richiedenti asilo. Linguaggio, metodologie e tecniche di chi deve lavorare in rete al servizio della società civile“, organizzato dall’associazione “Santo Stefano onlus”, che si è svolto ieri al teatro Garibaldi di Avola. Nel corso dei lavori è emerso che sarà firmato un protocollo d’intesa tra l’Ordine degli assistenti sociali e l’Ordine dei giornalisti di Sicilia. Un  impegno assunto da Santo Gallo, segretario regionale dell’Odg Sicilia.”

Il seminario è stato aperto con una relazione sul tema: “Globalizzazione e migrazione: i media, la spettacolarizzazione e la controinformazione dei social network” svolta dal professor Francesco Pira: “L’elemento che emerge con tutta evidenza è la contraddizione forte che esiste tra come giudichiamo i comportamenti degli altri e ciò che accettiamo possa entrare a far parte del nostro quotidiano”.

Seconda relazione quella del dottor Pippo Cascio, sul tema “giornalismi di frontiera e comunicazione responsabile, dalla carta stampata alla tv, all’on-line, la mobilitazione della categoria”. I lavori sono stati coordinati dal giornalista Damiano Chiaramonte.

“La legge sui minori non accompagnati ha trasformato le sue aspirazioni personali. Il minore adesso segue un percorso che lo mette di fronte a delle potenzialità che egli stesso disconosceva. Il compito dell’assistente sociale in questa nuova visione è quello di costruire esattamente il progetto sociale di vita del minore insieme ad altri professionisti e del tutore volontario”, ha spiegato Maria Concetta Storaci, segretaria dell’Ordine nazionale degli assistenti sociali.

Durante la stessa giornata, è stato consegnato il premio Tina Amato è stato consegnato anche al sindaco di Avola, Luca Cannata, che insieme a Tina Amato, ha intrapreso la grande avventura dello Sprar, per il suo “impegno, durato lunghi anni, nella comunità locale al servizio dell’integrazione e dell’aiuto agli ultimi”; all’assessore alle Politiche dell’istruzione ed Edilizia scolastica – Cultura – Politiche sociali e Pari Opportunità del Comune di Avola, Simona Caldararo, “per l’impegno, la disponibilità e la collaborazione nel progetto Sprar: una donna, un’avvocata, sempre in prima linea al servizio dei più deboli” e all’equipe dei servizi sociali del Comune di Avola: Gaetano RamettaVincenzo CarusoFabio Portuese e Lina Giallongo “per il grande lavoro che hanno svolto e continuano a svolgere per garantire il buon funzionamento del progetto Sprar”. Ed infine all’equipe dello Sprar di Avola: Sofia LabidPatrizia ForteSimona ZammittiGiuseppina PiazzaGianpiero ChiricoMarinella SpinaAntonio LucchesiFulvio FortunaMariagrazia Insolia e Donatella Alota “per il grande impegno quotidiano che ogni giorno profonde per garantire servizi ed integrazione ai rifugiati richiedenti asili”.

 

La ministro del Sud, Barbara Lezzi, è intervenuta in Sicilia, a Ragusa, in occasione di una convention elettorale del Movimento 5 Stelle, e, tra l’altro, ha affermato: “La Sicilia è indietro nella tempistica per la spesa dei fondi Europei. Vogliamo capire il perché è così. Dal 26 al 28 giugno i tecnici dell’Agenzia territoriale verranno in Sicilia per confrontarsi con i dirigenti della Regione siciliana per capire i motivi del ritardo. A me interessa anche la qualità della spesa dei fondi europei, perché se per spendere i soldi in fretta bisogna fare per forza un’opera non ha davvero senso. Significa avere bruciato una grande opportunità”.

 

“Bisogna essere chiari e guardare le cifre. L’Italia non sta vivendo una crisi migratoria come c’era fino all’anno scorso. Chi lo dice, dice una bugia”: lo ha detto il presidente francese Emmanuel Macron all’Eliseo dopo l’incontro con il premier spagnolo Pedro Sanchez sottolineando che gli sbarchi rispetto all’anno scorso sono calati dell’80%. Per Macron, siamo invece in presenza in Europa “di una crisi politica” scaturita da “estremisti che giocano sulle paure. Ma non bisogna cedere nulla allo spirito di manipolazione o ipersemplificazione della nostra epoca”.

Francia e Spagna proporranno al vertice europeo sui migranti l’istituzione di “centri chiusi” sul territorio europeo “nei paesi di primo sbarco”, ha annunciato Macron. I centri, ha spiegato Macron, dovrebbero avere “mezzi europei che consentano una solidarietà finanziaria immediata, un’istruzione rapida dei dossier, una solidarietà europea in base alla quale ogni paese prenda in modo organizzato le persone che hanno diritto all’asilo”.

La proposta dei “centri chiusi nei paesi di sbarco” che Francia e Spagna si apprestano a fare domani a Bruxelles “è una soluzione che sarebbe europea a livello intergovernativo, può darsi che un giorno diventi europea ma non siamo costretti ad aspettare, non è una regola che sarebbe gestita dalla Commissione a 27”: lo ha detto il presidente francese, Emmanuel Macron, all’Eliseo durante la conferenza stampa congiunta con il premier spagnolo, Pedro Sanchez.

“Chiediamo di non gestire caso per caso, proporremo domani uno schema chiaro: che lo sbarco di migranti rispetti le regole e i principi umanitari di soccorso e che avvenga nel porto sicuro più vicino“. Lo ha detto, a proposito della crisi dei migranti e della riunione informale di domani a Bruxelles, il presidente francese Emmanuel Macron, prendendo la parola al termine dell’incontro all’Eliseo con il premier spagnolo, Pedro Sanchez.

Salvini: ‘Macron arrogante, apra i porti’ – “650mila sbarchi in 4 anni, 430mila domande presentate in Italia, 170mila presunti profughi a oggi ospitati in alberghi, caserme e appartamenti per una spesa superiore a 5 miliardi di euro. Se per l’arrogante presidente Macron questo non è un problema, lo invitiamo a smetterla con gli insulti e a dimostrare la generosità con i fatti aprendo i tanti porti francesi e smettendo di respingere donne, bambini e uomini a Ventimiglia”. Così il vicepremier e ministro dell’interno Matteo Salvini. 

Nel caso in cui si verifichi un evento di ‘distress’, una richiesta di soccorso, nelle acque di Ricerca e soccorso della Libia, le autorità competenti sono quelle libiche e bisogna coordinarsi in primo luogo con loro: è quello che la Guardia costiera italiana scrive in un “messaggio circolare, di carattere tecnico-operativo” per tutte le navi che si trovano in zona libica nel momento in cui si verifica l’emergenza. 

Una nave cargo, la Alexander Maersk, battente bandiera danese, con a bordo più di 110 migranti soccorsi nel Mediterraneo, è ancora davanti al porto di Pozzallo. Secondo quanto si è appreso la nave è stata rifornita di viveri e di beni di prima necessità in attesa di ricevere l’autorizzazione a entrare nel porto.  

Malta, Lifeline parta per evitare escalation. La Spagna intanto soccorre 569 migranti su 21 imbarcazioni. Salvini, le navi delle Ong si scordino di raggiungere l’Italia

Macron: ‘Italia non vive crisi migranti. Salvini: ‘Presidente francese arrogante, apra i porti’

I migranti sulla Maersk, tutti su un gommone in difficoltà, sarebbero stati soccorsi con l’aiuto di personale della nave Lifeline. Lo rende noto sui social network la stessa Ong, postando anche un foto dell’operazione. “Nel bel mezzo della notte – si legge sulla pagina Twitter di Mission Lifeline – abbiamo ricevuto un messaggio radio: gommone in pericolo. Non lontano da noi. Abbiamo offerto il nostro supporto ad Alexander Maersk, una grande nave portacontainer non effettivamente preparata per effettuare un salvataggio. Accettano per fortuna la nostra offerta. Ora siamo sul posto e il nostro equipaggio Rhib sta assistendo le persone mentre salgono a bordo su una scala di maglia da 5 metri”. Secondo Lifeline i migranti che sono a bordo della Maersk davanti al porto di Pozzallo sono stati almeno per 30 ore a bordo del gommone con il quale sono partiti dalla Libia.

Malta, Lifeline parta per evitare escalation – La “Lifeline ha violato le regole ignorando le direttive italiane nell’area di ricerca e soccorso davanti alla Libia. Dovrebbe spostarsi dalla sua posizione verso la sua destinazione originaria per prevenire escalation. Nonostante non abbia alcuna responsabilità Malta ha consegnato forniture umanitarie e le forze armate hanno soccorso una persona”. Lo scrive il premier maltese Joseph Muscat su Twitter.

Intanto le autorità spagnole hanno soccorso 569 migranti nel Mediterraneo provenienti dall’Africa che stavano attraversando il Mediterraneo tra le Canarie e l’Andalusia a bordo di 21 imbarcazioni. Lo scrive El Pais online.

Salvini, le navi delle Ong si scordino di raggiungere l’Italia – “In questo momento le navi di due Ong sono nel Mediterraneo, in attesa di caricare immigrati. Le navi di altre tre Ong sono ferme in porti Maltesi. Che strano”. Così Salvini su Fb. “La Lifeline, infine, nave fuorilegge con 239 immigrati, è in acque maltesi. Tutto questo per dirvi che il Ministro lo farò insieme a Voi, condividendo tutte le informazioni che sarà possibile e per ribadire che queste navi si possono scordare di raggiungere l’Italia: voglio stroncare gli affari di scafisti e mafiosi!”.

Esito vertice Ue aperto, sì Italia non scontato’ – Il risultato delle trattative sui migranti in Ue, dal punto di vista dell’Italia, è ancora aperto. Èquello che afferma il ministro dell’Interno Matteo Salvini in un’intervista a der Spiegel, uscita oggi in Germania. Alla domanda se la decisione sia ancora aperta, Salvini risponde: “Sì. La differenza col passato è che l’approvazione dell’Italia non è garantita a priori. Noi siano pronti a trattare, punto per punto”, aggiunge.