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Acquisto e Danile: “Sulla nuova rete ospedaliera troppi punti oscuri.
Il governo regionale deve coinvolgere le parti sociali. A oggi le ricadute non appaiono positive.”

Jpeg

La Uil di Agrigento interviene, con Gero Acquisto e Fabrizio Danile, per sollecitare un confronto sulla nuova rete ospedaliera con l’Assessore alla Salute Razza e il Governo Musumeci.

“Sulla sanità in Sicilia non si può agire in perfetta solitudine, in quanto materia che incide in maniera pregnante sui territori, per i cittadini e per l’assistenza primaria.
La rete ospedaliera è un momento di confronto decisivo che ha bisogno degli approfondimenti e che deve passare da un confronto con le parti sociali, che è necessario e indispensabile.
Vogliamo capire bene i numeri finali dei posti letti su tutto il territorio provinciale e la dislocazione delle unità operative semplici e complesse; capire, altresì, come vengono ricollocate le dirigenze sanitarie e le relative strutture, perché non vogliamo trovarci in un autentico pot-pourri che poi avrebbe conseguenze disastrose per il cittadino e l’utenza.
Siamo certi che ci sarà un momento di ragionevolezza da parte del governo, anche perché finora si sono riscontrati cortocircuiti sulle province e in particolar modo tra medicina ospedaliera e del territorio, che devono essere simbiotiche ed efficientare il sistema.
La Uil rivendica la convocazione di tavoli di confronto per affrontare nell’interezza la materia che non può essere portata a termine senza un dialogo che parta dal basso e dalle reali esigenze dei cittadini.”

 

 

 

SEDUTA DI INSEDIAMENTO DEL NUOVO CONSIGLIO COMUNALE e GIURAMENTO DEL SINDACO

La seduta di insediamento del nuovo Consiglio comunale è stata fissata per il giorno 6 luglio 2018, alle ore 17,30, presso la sala consiliare del Palazzo di Città.
A seguito del deposito del verbale di proclamazione degli eletti a cura dell’Ufficio Elettorale Centrale, il Commissario straordinario Maria Elena Volpes, nel rispetto dei tempi previsti dalla legge, ha già firmato l’avviso di convocazione per i 24 consiglieri neo eletti.
Nove i punti posti all’ordine del giorno della prima seduta consiliare di questa nuova legislatura:
1. Giuramento dei Consiglieri comunali – Nomina degli scrutatori – Presa d’atto avvenuto giuramento e insediamento dei Consiglieri Comunali;
2. Esame di esistenza o meno di ipotesi di ineleggibilità e di incandidabilità – Convalida dei Consiglieri comunali ed eventuale surroga;
3. Esame della sussistenza o meno delle ipotesi di incompatibilità ed eventuale avvio di procedure consequenziali;
4. Giuramento del Sindaco;
5. Elezione del Presidente del Consiglio comunale;
6. Elezione del Vice Presidente del Consiglio Comunale;
7. Elezione del rappresentante del Consiglio comunale nell’Ufficio di Presidenza;
8. Elezione Commissione Elettorale Comunale;
9. Nomina Giunta Municipale. Comunicazioni.

 

Nel 2017 aumentano del 6% i poveri in Sicilia rispetto all’anno precedente. Lo rivela il report dell’Istat sulla povertà in Italia. Le famiglie che vivono in condizioni di povertà relativa sono il 29% (erano il 22,8% nel 2016), in pratica il doppio della media nazionale (12,3%), il 5,3% in più rispetto alla media del Mezzogiorno (24,7).
    L’Isola è al secondo posto della graduatoria nazionale per numero di nuclei familiari indigenti, peggio fa solo dalla Calabria, dove il 35,4% delle famiglie è in povertà. Seguono Campania (24,4%), Puglia (21,6%), Basilicata (21,8) e Sardegna (17,3).

In Italia peggio dell’Isola soltanto la Calabria

Nell’ambito dell’inchiesta cosiddetta “Double Face”, che ha provocato, tra l’altro, l’arresto dell’ex presidente di Confindustria Sicilia, Antonello Montante, sarebbe impegnato a rendere dichiarazioni un testimone che avrebbe svelato numerosi casi di finanziamenti pilotati all’assessorato regionale alle Attività produttive, tra favori, complicità e ingenti finanziamenti di campagne elettorali. Il nome del supertestimone è coperto dal segreto istruttorio da parte della Procura della Repubblica di Caltanissetta, titolare delle indagini. Il testimone eccellente, probabilmente un funzionario della Regione di elevato grado che ben sarebbe a conoscenza di tanti retroscena, è ascoltato dal procuratore aggiunto Gabriele Paci e dai sostituti Stefano Luciani e Maurizio Bonaccorso.

“Io non c’ero, se c’ero dormivo, e se dormivo sognavo di non esserci”: omertà e reticenza. La Procura della Repubblica di Agrigento, capitanata da Luigi Patronaggio, è determinata nello scardinare le barricate di omertà che spesso si ergono intorno ad episodi delittuosi. Nel registro degli indagati sono state appena iscritte quattro persone nell’ambito dell’inchiesta sul duplice tentato omicidio accaduto lo scorso 12 giugno a Palma di Montechiaro, e che, al momento, ha provocato l’arresto di Giuseppe Incardona, 62 anni, e di Francesco Gueli, 42 anni, entrambi di Palma di Montechiaro, indagati per tentato omicidio e porto illegale di armi. Incardona, inseguendolo in automobile, avrebbe sparato 8 colpi di pistola contro l’auto condotta da Gueli. E poi Gueli avrebbe sparato, ferendolo all’addome, contro Leandro Onolfo, 25 anni. Il tutto sarebbe scaturito da una lite insorta in un bar del paese. I quattro sono indagati, a vario titolo, per falsa testimonianza e per favoreggiamento, verosimilmente perché, pur essendo nelle condizioni di fornire elementi utili alle indagini, avrebbero assunto un atteggiamento ostile all’accertamento della verità.

L’omicidio di Marco Vinci a Canicattì: il Tribunale di Agrigento, a conclusione del giudizio abbreviato, condanna a 30 anni di reclusione Daniele Lodato.

Lo scorso 13 maggio ad Agrigento, al palazzo di giustizia, la pubblico ministero Alessandra Russo, a conclusione della requisitoria, ha chiesto la condanna a 30 anni di carcere a carico di Daniele Lodato, 34 anni, di Canicattì, imputato dell’omicidio, ritenuto volontario e premeditato, di Marco Vinci, 22 anni, di Canicattì, ucciso a coltellate il 17 giugno del 2017 a Canicattì innanzi ad un pub in piazza San Domenico. Lodato è giudicato in abbreviato dal giudice per le udienze preliminari del Tribunale, Alfonso Malato che adesso, condividendo la proposta della pubblico ministero, ha condannato l’omicida a 30 anni di reclusione escludendo l’aggravante della premeditazione e addebitando l’aggravante dei futili motivi. L’imputato è stato condannato inoltre al risarcimento dei danni ai genitori di Marco Vinci, costituiti parte civile tramite l’avvocato Santo Lucia, con una provvisionale, da versare subito, di 100mila euro ciascuno. A Canicattì in piazza Dante Marco Vinci è stato seduto al tavolo fuori al pub “Doppio Malto” con una donna di 38 anni, insegnante, e altre quattro persone. Lei, la 38enne, spesso rientra dentro il locale e poi fuoriesce con una consumazione. E all’ingresso del pub, Daniele Lodato, più volte le avrebbe ripetuto ammiccante: “Prego signorina”, fin quando lei, irretita, ha risposto a lui: “Non sono una signorina”. E lui, Lodato, ha replicato: “Non ti ho offeso, non ti ho detto nulla di che”. Lei, l’insegnante, che adesso è la testimone chiave del delitto, racconta ancora: “Questa discussione tra me e quell’uomo ha attirato l’attenzione dei miei amici. Ed è intervenuto Marco. ‘Cosa sta succedendo?’ – ha chiesto Marco Vinci a Daniele Lodato. Poi c’è stato uno scambio di frasi più accese, fino a quella pronunciata da Lodato contro Vinci dopo uno spintone fra i due: ‘Mi hai mancato di rispetto’. E se ne è andato via, stizzito. Sembrava che tutto fosse finito lì. Infatti, lui è andato via e noi siamo ritornati al tavolo. Mezzora dopo siamo andati via dal pub. Siamo nel posteggio della piazza. Stavamo salendo in macchina per andare via quando dall’altra parte della piazza da un’automobile è sceso quell’uomo. C’è stato un altro scontro con Marco poco distante da noi. Ho visto Marco a terra e l’altra persona andare via. E’ scappato via in macchina e ha lasciato il coltello accanto a Marco” – ha concluso la donna. Poi Daniele Lodato è stato rintracciato in pochi minuti con i vestiti ancora imbrattati di sangue. Lui ha ammesso l’omicidio e si è difeso così: “Sono stato aggredito per primo solo per una frase banale e per avere urtato quella donna. E mi hanno hanno pestato in tre, tra i quali c’era Marco Vinci. Quando sono tornato in piazza con la macchina volevo intimorirlo col coltello ma sono stato nuovamente aggredito. Non c’ho visto più, ma non volevo ucciderlo. Sono pentito”.

 

Angelo Ruoppolo Teleacras 

 

 

Autorizzato da Viminale approdo del cargo da giorni in rada

(ANSA) – POZZALLO (RAGUSA), 26 GIU – E’ attraccata nel porto di Pozzallo, poco dopo la mezzanotte, la nave portacontainer danese Alexander Maersk, ferma da venerdì scorso davanti alle coste ragusane con 108 migranti soccorsi nei giorni scorsi nel Mediterraneo.(ANSA).

E’ attraccata nel porto di Pozzallo, poco dopo la mezzanotte, la nave portacontainer danese Alexander Maersk, ferma da venerdì scorso davanti alle coste ragusane con 108 migranti soccorsi nei giorni scorsi nel Mediterraneo.

Il comandante della nave ha chiesto l’aiuto di un rimorchiatore e di un pilota a bordo per le operazioni di attracco. La portacontainer ha infatti una lunghezza di 113 metri e le operazioni di attracco sono particolarmente complesse, soprattutto per un equipaggio che non conosce lo scalo. Dalla nave è sceso per primo il medico marittimo Vincenzo Morello, che ha verificato la situazione sanitaria dei migranti ed ha assicurato che tutto è “sotto controllo”. Subito dopo cominceranno le operazioni di sbarco dei migranti che verranno successivamente trasferiti in un hot spot per la loro identificazione.

Dal ministero dell’Interno era arrivata l’autorizzazione al cargo Alexander Maersk, fermo da giorni davanti a Pozzallo, di poter attraccare al porto del Ragusano. Lo rende noto il sindaco Roberto Ammatuna sottolineando che “finisce così l’incubo per 110 migranti che ospita a bordo che potranno essere accolti ed assistiti nel migliore dei modi”. 

Sulla banchina del porto di Pozzallo è pronta la macchina per accogliere i migranti a bordo della nave cargo battente bandiera danese dopo il via libera del ministero dell’Interno. Una motovedetta della Guardia Costiera ha accompagnato i medici a bordo della nave che si trova nella rada per il monitoraggio sanitario dei migranti prima di procedere allo sbarco. Anche un rimorchiatore si è mosso per favorire l’ingresso del mercantile nel porto considerata la sua enorme stazza.  

“Non posso non manifestare la mia soddisfazione per la positiva conclusione della vicenda – afferma il sindaco di Pozzallo – perché si è avverato l’auspicio contenuto nel mio appello”. “Era una decisione attesa non solo da parte mia ma anche da tutta la città – continua Roberto Ammatuna – che ha vissuto con apprensione l’evolversi della situazione”.

Ammatuna “ringrazia il ministro Salvini per aver accettato la richiesta umanitaria che ho inoltrato e sono sicuro che la decisione assunta sia quella giusta”. “La macchina organizzativa è già attivata – sottolinea il sindaco di Pozzallo – ed accoglieremo con l’umanità di sempre queste persone che hanno sofferto, cercando di dare loro la dovuta assistenza e restituirgli il sorriso. Un ringraziamento va alla Prefettura, alle forze dell’ordine, alla Capitaneria di Porto ed ai volontari per l’impegno profuso; un ringraziamento particolare va inoltre al comandante e all’equipaggio della nave Alexander Maersk per l’umanità dimostrata”. “Oggi – conclude Ammatuna – è un giorno importante, perché oltre alla lieta conclusione della vicenda è stato dimostrato che la solidarietà è ancora un sentimento diffuso”.

Dalle prime ore di stamane la Dia di Messina, supportata dal centro operativo di Catania, sta apponendo i sigilli al patrimonio nella disponibilità di un imprenditore della ristorazione ritenuto appartenente alla famiglia mafiosa dei cosiddetti barcellonesi. Il sequestro, tuttora in corso, che interessa il capitale sociale di imprese, immobili e conti, anche intestati a terze persone, è stato eseguito su disposizione della sezione Misure di prevenzione del tribunale di Messina, su proposta del procuratore della Dda Maurizio De Lucia e del direttore della Dia Giuseppe Governale.
    Una conferenza stampa è prevista alle 10.30 nella la sede della Dia di Messina alla presenza di De Lucia e dell’aggiunto Vito Di Giorgio.

La Legge di Bilancio 2018 ha stabilito che dal 1 luglio il pagamento degli stipendi dovrà essere effettuato esclusivamente attraverso strumenti tracciabili e quindi sarà vietato il pagamento in contanti. 

Il datore di lavoro potrà dunque retribuire i propri dipendenti attraverso bonifico sul conto corrente del lavoratore; strumenti di versamento elettronici (assegni elettronici, carte ricaricabili), Aasegni  circolari o bancari consegnati direttamente al dipendente o ad un delegato purché coniuge, convivente o familiare in linea diretta di età superiore ai sedici anni; pagamento in contanti attraverso lo sportello bancario o postale presso il quale il datore ha un conto corrente, disposto mediante un mandato di pagamento. 

Il divieto di pagamento in contanti della retribuzione non si applica ai rapporti di lavoro domestico. Inoltre il divieto in esame non si applica ai compensi derivanti da borse di studio, tirocini e rapporti autonomi di natura occasionale. 

I datori di lavoro che violano l`obbligo in esame e che, pertanto, effettuano il pagamento delle retribuzioni o dei compensi utilizzando denaro contante saranno soggetti ad una sanzione amministrativa da 1.000 a 5.000 euro

 

 

Il prossimo 10 luglio incontreremo presso i locali della Biblioteca Comunale gli Ordini Professionali ed i soggetti e le categorie che vorranno assicurare il loro contributo in seno al procedimento di approvazione delle Direttive al piano regolatore generale. Abbiamo ricevuto dagli uffici la Relazione alle direttive per la revisione del piano regolatore generale ed intendiamo adesso avviare, dentro tempi ragionevoli, il processo che ci accompagnerà in consiglio comunale per l’approvazione definitiva di questo importante documento. Cercheremo di non trascurare gli aspetti principali di questa fase programmatica cercando di chiarire sin dall’inizio quale è la direzione che l’amministrazione intende tracciare.