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Agrigento, possibile chiusura di alcuni reparti Ospedale San Giovanni di Dio: penalizzate le famiglie indigenti e bisognose

 

L’Associazione Onlus “Volontari di Strada” di Agrigento prende posizione sulle ricorrenti voci di chiusura o di declassamento di alcuni Reparti dell’Ospedale San Giovanni di Dio, tra cui Oncologia, Chirurgia vascolare e Oculistica. E’ l’ennesima dimostrazione di come i cittadini – pazienti di questo territorio e, più in generale, dell’intera provincia, vengano considerati come semplici numeri nella voce costi del bilancio della Regione Siciliana. Il governo taglia sulla Sanità, operando la spending review sui malati, ad Agrigento, dove il reparto di Oncologia, ad esempio, è considerato un’eccellenza e rischia di chiudere per essere trasformato in Poliambulatorio. Eppure, nel 2017, ha erogato prestazioni a favore di circa 600 pazienti, 450 dei quali per terapie chemioradioterapiche endovenose e 150 per la chemioterapia orale. Lo stesso dicasi per i Reparti di Chirurgia Vascolare ed Oculistica, che tornano da unità operative complesse a unità operative semplici. A questo punto si profila il ritorno ai cosiddetti “viaggi della speranza” di pazienti che, per essere curati, sono costretti a recarsi in strutture distanti dal capoluogo, anche fuori provincia se non addirittura fuori Regione. In tal modo la Regione Sicilia sta facendo venire meno uno dei sacrosanti diritti sanciti anche dalla nostra Carta Costituzionale: il diritto alle cure e alla salute.
“L’eventuale “tagli” dei Reparti all’interno del San Giovanni di Dio – dichiara la presidente dei Volontari di Strada, Anna Marino – penalizzerebbe, ovviamente, le famiglie più disagiate e bisognose del nostro territorio, sempre più numerose, come certificato da recenti indagini statistiche, ma soprattutto come testimoniato dal nostro quotidiano lavoro sul “campo” da oltre un lustro. Non vorremmo che dietro all’ipotesi di chiusura dei Reparti possano nascondersi giochi politici, il tutto sulla pelle di cittadini – pazienti che, invece, meriterebbero maggiori attenzioni, cure e dignità. La gente ha diritto di vivere, non di essere trattata come bestie. Abbiamo toccato il fondo. Chiediamo un deciso scatto di orgoglio da parte dei nostri politici” – conclude la presidente Anna Marino.

 

 

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