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Familiari vittime di mafia, caso Giunta

 

Caso Giunta – Ciminnisi: Chi dà il proprio contributo alla lotta alla mafia deve essere tutelato

“Apprendiamo con dispiacere e preoccupazione della revoca della scorta assegnata a Natale Giunta, lo chef palermitano noto per le partecipazioni a programmi televisivi su emittenti nazionali”.
Ad affermarlo, Giuseppe Ciminnisi, Coordinatore nazionale dei Familiari vittime di mafia, dell’Associazione “I Cittadini contro le mafie e la corruzione”.
Giunta, nel 2012, dopo aver subito minacce e intimidazioni denunciò i suoi estorsori che vennero arrestati e condannati. Da allora ha sempre vissuto sotto scorta. A spiegarne le ragioni, quanto riportato nella sentenza di condanna dei suoi estorsori che nell’indicare la particolare pericolosità sociale di uno di loro, risultante tra l’altro dalla recidiva in reati riconducibili alla sfera di interesse dell’organizzazione mafiosa Cosa Nostra, dispose l’applicazione, a pena espiata, della misura di sicurezza della libertà vigilata, per una durata della misura minima di due anni.
“Nonostante vivesse sotto scorta e nonostante i suoi estorsori fossero detenuti – prosegue il rappresentante de “I Cittadini contro le mafie” – fino allo scorso anno non sono mancati ulteriori atti intimidatori contro chi aveva avuto il coraggio di ricorrere alla giustizia sottraendosi al giogo mafioso.
“Cosa nostra” non dimentica, e chi dà il proprio contributo alla lotta alla mafia deve essere tutelato dallo Stato.
Togliere la scorta a Natale Giunta – conclude Ciminnisi – è una scelta che potrebbe esporlo a ulteriori intimidazioni o vendette ed è una scelta che non condividiamo assolutamente e che speriamo venga al più presto rivista.

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